MISSIONE SPERANZA

DALLA CAMBOGIA, P. GIANLUCA TAVOLA E P. LUCA BOLELLI

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P. Gianluca, tra i bimbi in Cambogia! "CIUMRIEPSUA", che significa "CIAO"... Sinoeut e altri giovani cambogiani!

P. Luca Bolelli e P. Gianluca Tavola
("Italia Missionaria", Aprile 2008)

Arrivati in Cambogia, ad accoglierci c'erano "sciami" di motorini che ci avvolgevano da tutte le parti, mentre con la macchina facevamo "slalom" per raggiungere la nostra casa. Era la fine della stagione delle piogge, il cielo era coperto e l'acqua, come i motorini, era da tutte le parti...

Ai nostri occhi tutto sembrava "NUOVO": nuovi i volti delle persone, avvolti in coloratissimi "kromá"; nuovi gli odori, un "mix" di pioggia, "smog" (purtroppo) e carne arrostita sulle centinaia di bancarelle ai margini della strada; nuovi i sapori che da quel primo giorno hanno iniziato a condire la nostra tavola.

Siamo presto dovuti tornare fisicamente tra i banchi di scuola (...altro che novità!), per imparare una nuova lingua: il "Khmer", che da allora è il nostro "cibo" quotidiano.

Anche il modo di partecipare alla Messa è diventato una "NOVITÀ": la prima Domenica, quando siamo andati in parrocchia da P. Mario, siamo entrati in quella che a noi sembrava una normale "casa di legno", per poi scoprire che il secondo piano era invece una piccola Chiesa. Era traboccante di persone, tutte sedute per terra, quasi tutti ragazzi e giovani. Durante la Messa non capivamo una singola parola, ma i canti nella loro tipica armonia asiatica creavano un clima davvero speciale.

Ci siamo presto accorti che la Chiesa cambogiana è veramente "NUOVA": sta infatti rinascendo dopo i terribili anni di sanguinosa dittatura dei "Khmer Rossi". Quando è stata inaugurata la nuova Chiesa, potete immaginare che grande festa è stata per la parrocchia: passare da un piccolo salone a una Chiesa vera e propria, dedicata solo alla preghiera, è stato proprio un momento di speranza e fiducia!

Ma la novità più bella di questa Chiesa cambogiana sono le persone, e specialmente i giovani che incontrano Gesù per la prima volta, ne rimangono colpiti e chiedono di conoscerlo di più. Il Signore fa "breccia" nel loro cuore. Come è capitato a Sinoeut, una giovane di 23 anni, studente all'Università di Phnom Penh, la capitale della Cambogia. Ci ha raccontato apposta per voi la sua storia…

«Sono nata in una famiglia buddhista, ma all'età di 13 anni ho iniziato a frequentare una Chiesa cristiana vicino a casa. All'inizio volevo solamente approfittare della possibilità che loro mi davano di studiare inglese; poi però, ascoltando le loro canzoni e conoscendo il "pastore" di quella Chiesa, ho iniziato ad interessarmi alla persona di Gesù. Un po' alla volta è cresciuto in me il desiderio di leggere la Bibbia ed imparare a pregare.

Non conoscevo molto di Gesù e non ero sicura che lui mi stesse veramente ascoltando, però continuavo a pregarlo ed a chiedergli di fare qualcosa di speciale per me, per aiutarmi a credere. E Lui mi ha dato la forza di voler bene ai miei compagni di scuola, anche se mi prendevano in giro perché frequentavo una Chiesa cristiana, e soprattutto di migliorare il rapporto con i miei genitori, con mio padre in particolare.

Quando poi ho finito le scuole superiori, ho deciso di venire a studiare all'Università di Phnom Penh, ed essendo lontana da casa, ho chiesto ospitalità presso un "ostello" per studenti universitari. Lì ho conosciuto tanti altri giovani, soprattutto cattolici. Tramite loro ho scoperto la Chiesa cattolica: mi ha molto colpito il loro amore per Maria, la mamma di Gesù, e l'unità che c'è nella Chiesa, dove tutti possono trovare un proprio spazio...

Grazie all'amicizia con i miei compagni e alla guida di P. Enrico, responsabile dell'"ostello", ho deciso di diventare cattolica anch'io e l'anno scorso ho ricevuto la Cresima. Del messaggio di Gesù mi colpisce l'amore verso tutti. Mi piace molto quel passo della "Prima Lettera di San Giovanni": "Se uno dicesse: ‘Io amo Dio’, e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede"».

Ora, ragazzi, dobbiamo proprio lasciarvi... abbiamo i compiti di "Khmer" ancora da fare!
A proposito, quella strana parola che vi abbiamo scritto all'inizio si pronuncia
"CIUMRIEPSUA" e vuol dire... "CIAO"!!!

P. LUCA BOLELLI e
P. GIANLUCA TAVOLA