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Queste
parole concludono un'ampia sezione della Lettera ai Romani, nella quale
san Paolo ci presenta la vita cristiana come una vita di amore verso i
nostri fratelli e sorelle. È questo infatti il nuovo culto spirituale che
il cristiano
è chiamato ad offrire a Dio sotto la guida dello Spirito Santo, che per
primo lo suscita nei cuori.
Riassumendo il contenuto di questa sezione, l'apostolo afferma che l'amore
del prossimo ci fa attuare la volontà di Dio, contenuta nella Legge (cioè
nei comandamenti), pienamente, perfettamente. L'amore verso i nostri
fratelli e sorelle è il modo più bello, più autentico di dimostrare il
nostro amore verso Dio.
"Pieno compimento della
legge è l'amore"
Ma in
che cosa consiste concretamente questa pienezza e perfezione? Lo si ricava
dai versetti precedenti, nei quali l'apostolo ci descrive le varie
espressioni e gli effetti di questo amore.
Innanzitutto il vero amore del prossimo non opera alcun male. Ci fa quindi
vivere tutti i comandamenti di Dio, nessuno escluso, giacché il loro
primo obiettivo è quello di farci evitare tutte le forme di male, verso
noi stessi e verso i nostri fratelli e sorelle, in cui potremmo cadere.
Oltre a non fare alcun male, poi, questo amore ci spinge a compiere tutto
il bene, di cui il prossimo ha bisogno.
Questa Parola ci spinge ad un amore solidale e sensibile alle necessità,
aspettative, diritti legittimi dei nostri fratelli e sorelle; ad un amore
rispettoso della dignità umana e cristiana; ad un amore puro,
comprensivo, capace di condivisione, aperto a tutti, come ci ha insegnato
Gesù.
Questo amore non è possibile senza essere disposti ad uscire dal nostro
individualismo e dalla nostra autosufficienza. Perciò questa Parola ci
aiuta a superare tutte quelle tendenze egoistiche (superbia, avarizia,
lussuria, ambizione, vanità, ecc.), che portiamo dentro di noi e che ne
costituiscono il principale ostacolo.
"Pieno compimento della
legge è l'amore"
Come
vivremo allora la Parola di vita in questo mese di Natale? Tenendo
presenti le varie esigenze dell'amore del prossimo alle quali essa ci
richiama.
In primo luogo eviteremo di fare il male al prossimo in tutte le sue
forme. Porremo una costante attenzione ai comandamenti di Dio relativi
alla nostra vocazione, alla nostra attività professionale, all'ambiente
in cui viviamo. La prima condizione per attuare l'amore cristiano è
quella di non andare mai contro i comandamenti di Dio.
Inoltre faremo attenzione a quello che costituisce l'anima, il movente,
l'obiettivo di tutti i comandamenti. Ognuno di essi, come si è visto,
vuole portarci ad un amore sempre più vigile, sempre più delicato e
rispettoso, sempre più concreto verso i nostri fratelli.
Nello stesso tempo svilupperemo in noi lo spirito di distacco da noi
stessi, il superamento dei nostri egoismi, che è conseguente all'attuare
l'amore cristiano.
Così compiremo la volontà di Dio "pienamente"; Gli
dimostreremo il nostro amore nel modo a Lui più gradito.
"Pieno compimento della
legge è l'amore"
È
stata un’esperienza di un avvocato che lavora presso il Ministero del
Lavoro. "Un giorno - racconta - presento al proprietario di
un’impresa la denuncia che gli operai non sono stati pagati secondo le
normative vigenti. Dopo quattordici giorni d’incessante ricerca, trovo i
documenti che testimoniano le irregolarità. Chiedo a Gesù la forza di
essere fedele alle sue parole che mi vogliono nella verità e insieme
strumento del suo amore.
Il proprietario, davanti alle prove, si difende dicendo che certe leggi
gli sembrano ingiuste. Gli faccio notare che i nostri sbagli non possono
essere giustificati dalle incoerenze degli altri. Dalla conversazione che
ne segue capisco che ha le mie stesse esigenze di giustizia e uguaglianza,
ma si era lasciato coinvolgere dall’ambiente.
Alla fine mi dice: 'Lei avrebbe potuto umiliarmi e schiacciarmi, ma non
l’ha fatto. Per questo ho il dovere morale di ricominciare'. Lo attende
però un impegno immediato e non c’è il tempo per stendere l’atto
d’infrazione. Allora prende un foglio e lo firma in bianco e mi dà la
prova che è subito disposto a cambiare".
Chiara Lubich |