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Hai mai
provato una sete d’infinito?
Hai mai sentito nel tuo cuore il desiderio struggente d’abbracciare
l’immenso?
O forse: hai mai avvertito nel tuo intimo l’insoddisfazione per quello
che fai, per quello che sei?
Se così è, sarai felice di trovare una formula che ti dia la pienezza
che agogni: qualcosa che non lasci rimpianti di giorni che se ne vanno
semivuoti...
C’è una parola nel Vangelo che fa pensare e che, compresa appena un
po’, fa trasalire di gioia. In essa è condensato quanto dobbiamo fare
nella vita. Riassume ogni legge impressa da Dio in fondo al cuore di ogni
uomo.
Sentila:
"Tutto quanto volete che gli
uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la legge
e i profeti".
Tale
frase è chiamata "regola d’oro".
L’ha portata Cristo, ma era già conosciuta universalmente. L’Antico
Testamento la possedeva. Era nota a Seneca e nell’Oriente la ripeteva il
cinese Confucio. E poi altri ancora. E questo dice quanto stia a cuore a
Dio: come egli voglia che tutti gli uomini la facciano norma della loro
vita.
È bella a leggersi e suona come uno slogan.
Sentila ancora:
"Tutto quanto volete che gli
uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro".
Ogni
prossimo, che incontriamo nella giornata, amiamolo così.
Immaginiamo di essere nella sua situazione e trattiamolo come vorremmo
esser trattati noi al posto suo.
La voce di Dio che abita dentro di noi ci suggerirà l’espressione
d’amore adatta a ogni circostanza.
Lui ha fame? Ho fame io - pensiamo. E diamogli da mangiare.
Subisce ingiustizia? Sono io che la subisco!
È nel buio e nel dubbio? Lo sono io. E diciamogli parole di conforto e
condividiamo le sue pene e non diamoci pace finché non sarà illuminato e
sollevato. Noi vorremmo esser trattati così.
È un
handicappato? Voglio amarlo fino a sentire quasi nel mio corpo e nel mio
cuore la sua menomazione e l’amore mi suggerirà l’espediente esatto
per farlo sentire uguale agli altri, anzi con una grazia in più, perché
noi cristiani sappiamo quanto il dolore valga.
E così con tutti senza discriminazione alcuna fra simpatico e antipatico,
fra giovane e anziano, fra amico e nemico, fra compatriota e straniero,
fra bello e brutto... Il Vangelo intende tutti.
Mi pare
di udire un brusio generale...
Capisco... forse queste mie parole sembrano semplici, ma quale mutamento
richiedono! Quanto sono lontane dal nostro usuale modo di pensare e
d’agire!
Ma coraggio! Proviamo.
Una giornata così spesa vale una vita. E alla sera non riconosceremo più
noi stessi. Una gioia mai provata ci inonderà. Una forza ci investirà.
Dio sarà con noi, perché è con coloro che amano.
Le giornate si susseguiranno piene.
A volte forse rallenteremo, saremo tentati di scoraggiarci, di smettere. E
vorremmo tornare alla vita di prima...
Ma no! Coraggio! Dio ci dà la grazia.
Ricominciamo sempre.
Perseverando, vedremo lentamente cambiare il mondo attorno a noi.
Capiremo che il Vangelo porta la vita più affascinante, accende la luce
nel mondo, dà sapore alla nostra esistenza, ha in sé il principio della
risoluzione di tutti i problemi.
E non avremo pace finché non comunicheremo la nostra straordinaria
esperienza ad altri: agli amici che ci possono comprendere, ai parenti, a
chiunque ci sentiamo spinti a darla.
Rinascerà la speranza.
"Tutto quanto volete che gli
uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro".
Chiara
Lubich
Pubblicata
su: "La dottrina spirituale", Roma 2006, p. 187. |