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Parola
di vita
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«Chi
semina nelle lacrime mieterà con giubilo» |
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Questa Parola di vita è tratta da un Salmo che canta
l’intervento decisivo e potente di Dio che libera il suo popolo
dall’esilio di Babilonia e che continua a intervenire, lungo la sua
storia, ogniqualvolta lo vede abbattuto, scoraggiato, insidiato dal male. È la storia di ciascuno di noi, condensata in un’immagine efficace: da una parte l’incertezza, la trepidazione del seminatore che affida alla terra il seme (sarà buona la stagione? spunterà il frumento?), dall’altra la gioia della raccolta della mèsse sospirata. «Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo» Quando pensiamo la nostra vita, ha scritto Chiara
Lubich, spesso la immaginiamo tutta armoniosa, come “una serie di
giornate che ci proponiamo una più perfetta dell’altra, col lavoro
compiuto bene, con lo studio, col riposo, con le ore trascorse in
famiglia, con gli incontri, i convegni, lo sport, con i tempi di
ricreazione… svolti nell’ordine e nella pace (…). C’è sempre nel
cuore umano la speranza che le cose vadano così e solo così. «Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo» Come vivere questa Parola di vita? Ce lo suggerisce
ancora Chiara, che ci guida nella attuazione della Parola di Dio:
“Occorre valorizzare il dolore, piccolo o grande, prenderlo in rilievo
(…). Dar valore in particolare alla fatica, al sacrificio che comporta
l’amare il prossimo: è il nostro tipico dovere”. È un dolore che
genera la vita! Una speranza, una certezza, una mèta sicura ci sta
davanti nel cammino della vita. Le difficoltà, le prove, le avversità,
dalle quali a volte ci sentiamo oppressi, sono un passaggio obbligato che
ci apre alla beatitudine e alla gioia. «Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo» Patricia, 22 anni, studentessa di diritto, da un
po’ di tempo ricopre la carica di assistente di un direttore di
dipartimento. “Fin dall’inizio - ci confida - , mi sono proposta di
cercare sempre di migliorare il lavoro e di curare il rapporto con i miei
colleghi, facendo in modo che ognuno si senta apprezzato”. A cura di P. Fabio Ciardi e Gabriella Fallacara. |
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