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"Sono una roccia dannatamente robusta; non lo dimenticare!"

Sono una roccia
Risoluta e forte.
Sono una roccia
Dannatamente robusta; non lo dimenticare.
Se così non fosse,
Non sarei qui a raccontarlo.

Non continuare a criticarmi. E smettila di stupirti oltremisura:
le crepe che vedi sono ferite di guerra, amico mio.
Giorno dopo giorno, io sono in battaglia,
Giorno dopo giorno, io dichiaro guerra,
Giorno dopo giorno, io schivo e corro e mi sottraggo e sorrido;
Schivando i colpi delle randellate,
Schivando i colpi sbadatamente scagliati verso di me;
Schivando i colpi sconsideratamente rovesciati addosso a me;
Schivando i colpi orditi con astuzia
E quei colpi, profondamente radicati nel profondo della psiche della nazione.

E a quel punto tu mi domandi: ma perché sanguini?

Sono una roccia
Risoluta e forte.
Se così non fosse,
Non sarei qui a raccontarlo.

( SINDIWE MAGONA )

 

Di origini poverissime, Sindiwe Magona nasce nel 1943. Trascorre l’adolescenza e la giovinezza nelle "townships" di Città del Capo, dove si mantiene facendo la domestica per famiglie di bianchi. Ottiene il diploma di maestra, si sposa e mette al mondo tre figli, che cresce da sola, essendo stata abbandonata dal marito in giovane età. Il forte impegno politico la porterà all’esilio, prima in Inghilterra e poi negli Stati Uniti, dove completa gli studi e si laurea alla "Columbia University". Dopo aver vissuto per trent’anni negli Stati Uniti, lavorando come bibliotecaria presso le "Nazioni Unite", Magona è tornata a vivere in Sudafrica, dove tiene corsi di scrittura creativa per donne che, meno fortunate di lei, non hanno avuto il privilegio di studi regolari. È autrice di opere di narrativa e di due volumi autobiografici. Di lei in italiano sono apparsi: "Da madre a madre" (2005) e l’autobiografia "Ai figli dei miei figli" (2006).

( Dono di Sandra Cervone )