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Ineffabile Trinità,
se a te piacesse chiederci una sola cosa
in tutta la nostra vita,
noi ne rimarremmo meravigliati
e l’aver compiuto questa sola volta la tua volontà
sarebbe "l’avvenimento" del nostro destino.

Ma poiché ogni giorno, ogni ora, ogni minuto
tu metti nelle nostre mani tanto onore,
noi lo troviamo così naturale da essere stanchi,
da esserne annoiati.

Tuttavia, se comprendessimo
quanto inscrutabile è il tuo mistero,
noi rimarremmo stupefatti
di poter captare queste scintille del tuo volere
che sono i nostri microscopici doveri.
Noi saremmo abbagliati nel conoscere,
in questa tenebra immensa che ci avvolge,
le innumerevoli, precise, personali, luci della tua volontà.

Il giorno che noi comprendessimo questo,
andremmo nella vita come profeti,
come veggenti delle tue piccole provvidenze,
come mediatori dei tuoi interventi.

Nulla sarebbe mediocre, perché tutto sarebbe voluto da te.
Nulla sarebbe troppo pesante, perché tutto avrebbe radice in te.
Nulla sarebbe triste, perché tutto sarebbe voluto da te.
Nulla sarebbe tedioso, perché tutto sarebbe amore di te.

Noi siamo tutti dei predestinati all’estasi,
tutti chiamati ad uscire dai nostri poveri programmi
per approdare, di ora in ora, ai tuoi piani.

Noi non siamo mai dei miserabili lasciati a far numero,
ma dei felici eletti chiamati a sapere ciò che vuoi fare,
chiamati a sapere ciò che attendi, istante per istante, da noi.
Persone che ti sono un poco necessarie,
persone i cui gesti ti mancherebbero, se rifiutassero di farli.

Il gomitolo di cotone da rammendare, la lettera da scrivere,
il bambino da alzare, il marito da rasserenare, la porta da aprire,
il microfono da staccare, l’emicrania da sopportare:
altrettanti trampolini per l’estasi,
altrettanti ponti per passare dalla nostra povera volontà,
dalla nostra cattiva volontà, alla riva serena del tuo beneplacito.
Insegnaci, o Trinità, ad unire tempo ed eterno, la radice e l’ala.

( MADELEINE DELBREL )