Quand’ero al mare, a me piacevano le lunghe
passeggiate lungo la spiaggia, particolarmente se in autunno o in primavera.
Spesso incontravo Olindo, detto "il pescatore". Lo ricordo seduto
sulla sponda della sua barca, nell’atteggiamento di chi conversa con gli
amici, mentre riassetta la sua rete da pesca. Raramente lo vedevo nell’atto di
buttare la rete in mare, né in quello di ritirarla in barca. Eppure, nel suo
mercatino che teneva in piazza, non mancava mai il pesce, che era sempre fresco e
abbondante.
Un giorno lo vidi come sempre in atto di cucire le reti. Mi decisi di fargli
quella domanda, che altre volte passando volevo rivolgergli: "Come mai ti
vedo sempre a riassettare le reti? Quando vai a pescare? Quanto tempo dedichi
alla pesca e quanto al riassetto della rete?". "Ovviamente pesco
qualche ora e di notte – mi rispose con la pacatezza propria del pescatore –
. Anni fa, inesperto com’ero, passavo lunghe ore in barca per la pesca… che
non mi rendeva come ora. Avevo troppa fretta di prendere il pesce e non mi
curavo della rete, né mi concedevo il tempo di aggiustarla. Il pesce era
abbondante, entrava in rete, ma mi scappava quasi tutto attraverso le
smagliature. Ora l’esperienza mi ha insegnato che ogni giorno, prima di uscire
per la pesca, è importante e prezioso il tempo che dedico a cucire gli strappi.
Esco in mare con una rete buona, e corredata con l’attrazione di una lampara.
Bastano poche ore per prendere il pesce che ti è necessario. Ecco perché vedi
che la maggior parte del mio tempo la dedico a cucire e a vendere. Proprio
questa mattina ho incontrato l’amico Giulio, responsabile d’una comunità.
Vedendomi intento a cucire con pazienza, mi disse:
( PADRE ANDREA PANONT )