Pino Stancari S.J.
il libro di Tobia

Lettura spirituale

2000 - Rubbettino Editore

Introduzione - Tra Antico e Nuovo Testamento: un insegnamento sapienziale

I. Il viaggio della vita
1. Il mestiere di vivere
Un sentimento
Un'immagine dominante
2. Orientamento verso la mèta
Il. Alla ricerca del senso della vita
1. Il senso della vita
in un'esperienza di fede
2. Custodire il passato: la ricerca di Tobi
Il cammino di un uomo solo
Il cammino di un uomo in lacrime
Il cammino di un uomo povero
3. Un futuro verso cui incamminarsi:
la ricerca di Sara
III. La partenza di Tobia
La memoria del passato
L’ oggi dell' elemosina
Il futuro della comunione piena
IV. Nel viaggio, l'amico
1. Identità
del compagno di viaggio
2. Segni della presenza e benevolenza divina
V. Nel viaggio, la sposa
1. Unico dono di grazia
2. Apertura al mistero
VI. Nel viaggio,
la liberazione

1. Una tomba vuota
2. Il dormiente vince la morte
VII. Nel viaggio,
l'abbraccio cosmico

1. Ambiente divino
2. L’identità del volto del padre
3. Il ritorno del figlio
4. Respiro trinitario
VIII. Nel viaggio, la benedizione
1. Il "salario" della preghiera
2. In viaggio per fare eucaristia
3. In viaggio per fare memoria
IX. Nel viaggio, la mèta
1. Lo scritto di Tobi
2. L’identità custodita e rivelata a Gerusalemme

I testi qui pubblicati sono stati ricavati dalla registrazione di un corso di esercizi spirituali. Le pagine che seguono conservano, così, le caratteristiche dello stile parlato, con tutti i vantaggi e i limiti del caso.

Introduzione

Tra Antico e Nuovo Testamento: un insegnamento sapienziale

Il libro di Tobia è uno dei meno noti dell'Antico Testamento. Di solito lo si trova collocato, nella Bibbia, dopo i libri delle Cronache. È uno di quegli scritti che sono comunemente definiti "deuterocanonici". Infatti, alcuni dei libri che per noi sono inseriti nell'AT non fanno parte del canone delle Scritture secondo la tradizione d'Israele: sono stati inseriti nel canone direttamente dalla Chiesa primitiva. I discepoli del Signore considerarono come Parola rivelata da Dio anche alcuni scritti che il popolo d'Israele aveva, invece, accantonato; tra questi il nostro libro di Tobia (1): uno di quei libri che - all'interno dell'AT - sembra particolarmente adatto a far maturare il dialogo tra Israele e gli altri popoli, tra il popolo di Dio e i pagani di questo mondo. Fu proprio questa la ragione per cui, in un' epoca di grande tensione tra Israele e gli altri popoli, si giudicò che il libro di Tobia - come altri - contenesse messaggi non derivanti dall'iniziativa di Dio. Il popolo d'Israele avvertiva la necessità di prendere le distanze dagli altri popoli e di distinguersi nettamente, fino a cancellare tutti quei messaggi che invece favorivano un rapporto di dialogo, di collaborazione e di intesa, nel rispetto e nella comunione, tra Israele e pagani, secondo quella che era stata la linea di crescita di tutta la storia della salvezza, senza minimamente compromettere per altro la vocazione originaria del popolo di Dio. Nel tempo in cui si andava definendo e rigorosamente circoscrivendo l'elenco dei libri sacri, il libro di Tobia era uno di quei documenti che disturbavano la coscienza d'Israele. Così Tobia fu eliminato dal canone ebraico, mentre fu conservato dai cristiani. Si continuò a leggerlo, a medi tarlo ed a considerarlo Parola di Dio nella comunità dei discepoli del Signore Gesù.

Il libro di Tobia è uno scritto sapienziale, anche se solitamente lo leggiamo nella nostra Bibbia in aggiunta ai libri cosiddetti "storici". In effetti, il libro di Tobia contiene un racconto che, fin ad un certo punto, è equiparabile ai racconti contenuti nei libri storici, ma in realtà ha il valore didattico del genere sapienziale. Si tratta di una parabola, che vale in quanto ci propone un insegnamento. Certo, nel racconto parabolico sono rievocati fatti che hanno una loro precisa consistenza storica, ma esso non è minimamente preoccupato di riproporre gli avvenimenti storici nella loro oggettività. Anzi, ci si rende conto facilmente che i dati storici e quelli geografici sono spesso fittizi. Il narratore descrive la successione di vicende abbraccianti un arco di alcuni secoli, come se queste fossero vicine tra di loro; descrive percorsi da un luogo all' altro, che talvolta contraddicono tutte le conoscenze geografiche. Il racconto vale in quanto è parabola, in quanto è insegnamento, in quanto esprime un'intenzione didattica. Ed è così che affrontiamo la lettura del libro di Tobia: abbiamo a che fare con un racconto parabolico, che ci aiuta a riflettere sulla storia di ogni uomo, o meglio su come viene maturando nell' esperienza dei credenti la meditazione circa l'esistenza umana.

 

 

[1] l Il libro, scritto originariamente in una lingua semitica - forse l'aramaico - tra il III e il II sec. a.c., è stato tradotto poi in greco, e così è stato conservato fino a noi. Il greco è la lingua dei pagani: la lingua di coloro che appartengono ai popoli della terra. Quando Israele rifiutò al libro di Tobia il riconoscimento della canonicità, esso fu fisicamente distrutto. Questa fu la sorte di tutti gli scritti estromessi dal canone. Scomparvero così i testi che venivano custoditi nei luoghi di studio e nelle sinagoghe, a tal punto che non ne conserviamo più alcuna copia in lingua originale.