LUGLIO 2009

DIARIO

 SETTEMBRE 2009

Agosto 2009

Il Canto Nuovo della Vita...
GUSTARE!
L'uomo vivente è gloria di Dio e vita dell'uomo è la visione di Dio.  
Sant'Ireneo

Il Libro delle Preghiere

1 S

Amici ci aspetta una barca e dondola

 
2 X Lo sguardo del poeta

Distanza

3 L Distacco

Oh, dove mai sarei adesso,
Maestro mio e mio Salvatore,
se non mi aspettasse l'eternità?
BORIS PASTERNAK

4 m Non chiederci la parola
5 M Questo è il tempo della morte
6 G Una spada all'inizio  
7 V Thànatos athànatos

Non sappiamo parlarti, Signore
insegnaci le parole del silenzio
DONATA DONI

8 S Durissimo silenzio
9 X Al tuo lume naufrago  
10 L Nessuno  
11 m Solitudine  
12 M

Se tu volessi, Signore...

 
13 G

L'ora degli olivi

 
14 V Il Dio non pregato  
15 S Il Tuo silenzio è quello delle statue  
16 X Il Tuo silenzio è quello della notte  
17 L Il Tuo silenzio mormora col vento  
18 m Primavera degli orfani  
19 M Non senti Tu, o Signore, i giorni miei  
20 G Ultima preghiera  
21 V Preghiera  
22 S Poiché qui tutto muore  
23 X Lego a te, come in un vecchio làscito  
24 L Aspetto il momento del crollo  
25 m Perduto il volto

Ricerca

26 M Carte

Chiuso fra cose mortali
(anche il cielo stellato finirà)
perché brama Dio?
GIUSEPPE UNGARETTI

27 G Tu puoi soltanto attendere
28 V Da cuore a cuore oscuri
29 S Per arrivare a te sino a toccarti
30 X Ti cerco da mill'anni  
31 L Io ti chiedo Signore  

Poesie di Dio
Itinerario spirituale nel Novecento italiano
A cura di Enzo Bianchi
Einaudi 1999

Non conoscere molte cose,
ma mettere molte cose in contatto,
questo è uno dei primi gradini dello spirito creativo

HUGO VON HOFMANNSTHAL

 

Sei tutto, parola:
dolore dell'uomo
amore di Dio

DONATA DONI

 

 

 

 

 

 

 

 

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Amici ci aspetta una barca e dondola

nella luce ove il cielo s'inarca
e tocca il mare,
volano creature pazze ad amare
il viso d'Iddio caldo di speranza
in alto in basso cercando
affetto in ogni occulta distanza
e piangono: noi siamo in terra
ma ci potremo un giorno librare
esilmente piegare sul seno divino
come rose dai muri nelle strade odorose
sul bimbo che le chiede senza voce.
Amici dalla barca si vede il mondo
e in lui una verità che procede
intrepida, un sospiro profondo
dalle foci alle sorgenti;
la Madonna dagli occhi trasparenti
scende adagio incontro ai morenti,
raccoglie il cumulo della vita, i dolori
le voglie segrete da anni sulla faccia inumidita.

 

 

Le ragazze alla finestra annerita
con lo sguardo verso i monti
non sanno finire d'aspettare l'avvenire.

Nelle stanze la voce materna
senza origine, senza profondità s'alterna
col silenzio della terra, è bella
e tutto par nato da quella.

MARIO LUZI
La barca,
in L'opera poetica, Mondadori,
Milano 1998, p. 29.

 

  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Lo sguardo del poeta

Dove la terra fu inutilmente arata
e i campi fumano ancora, e le ombre
lontane chiamano inascoltate dai passanti
o dove qualcuno si fermò per un istante e poi scomparve,
linea rovente, rasoterra del tempo,
traccia, impronta di vita che comunque fu,
in qualunque ora e in qualunque modo,
lì guardano, e lo chiamano orizzonte,
da cui nasce il tempo, il viaggio, l'avventura
oltre la siepe, il meridiano, il magico
confine dell'atlante.
Lì, ascoltami, cadde lo sguardo,
ma non fu a caso, nulla accade per nulla,
fu la tua voce, la voce che sale dalle sponde abitate,
questo è il nostro unico margine,
confine e fuoco,
questa è la direzione dello sguardo.

ROBERTO MUSSAPI
La polvere e il fuoco, Mondadori, Milano 1997, p. 50.

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Distacco

Il petalo caduto e il ramo spezzato,
1'acqua salita nelle conche della scogliera,
il vento frenato dalle mura,
tutti simboli del mio distacco da Dio,
quasi ìlare assenso
al vivere. Per poco
li consola la forma originaria:
debitori del tempo, nell'effimero
spazio di una indifesa libertà,
esalano presto, scolorano,
muoiono di se stessi.

RENZO BARSACCHI
Marinaio di Dio, Nardini, Firenze 1985, p. 27.

 

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Non chiederci la parola

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola'
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

EUGENIO MONTALE
Ossi di seppia,
in Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1984, p. 29.

 

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Questo è il tempo della morte

Questo è il tempo della morte,
la morte che non è guerra tra nemici
ma fucilate di cecchini,
la morte dei traghetti che s'inabissano nel gelo
pietrificando quelli che furono corpi, 
furono vivi.
È il tempo accidioso del genocidio 
e del cataclisma,
uomo e cosmo uniti nel gorgo che li cancella.
Il tempo che scivola nelle nebbie di un mare
senza rive e orizzonti,
il tempo pomeridiano e ottuso
che non conosce il dolore ma la sua assenza.
Le parole dei vivi tremolano come foglie,
perennemente ferme in un'oscillazione immobile.
Questo non è il silenzio ma il suo vuoto,
senza memoria, fissato in formalina.

 

 

Prega il non tempo, prega la parola
che appare da una pozzanghera e ti assale,
prega chi incontri, la mano che stringe un ombrello,
il pensionato che scivola nella frenata dell'autobus e ti si appoggia.
Il tempo del vuoto genera fame di immagini,
il tempo immobile desidera il movimento.
Nel nome dei non più vivi,
e nel nome di quelli che stanno nascendo,
tra i morti e i nascenti nelle voci che chiamano
prega la tua età, quella del tempo storico e la tua,
sprofonda nella solitudine di quella foglia,
e 1'acqua che la fece tremare un tempo,
qui e ora, qui e per sempre.

ROBERTO MUSSAPI
La polvere e il fuoco cit., pp. 57-58.

 

  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Una spada all'inizio

Ho cercato la terra ove il Tuo sguardo
mi coltivasse spiga vigorosa.
Ho cercato la fonte ove discendere
per dar germoglio, invano.

Perché tanta fatica a consolarci
come i gigli del campo,
se la radice nostra è nel Tuo cuore.
Perché dividerci in amore, quando
nel seno Tuo troviamo
la nostra fioritura.

Una spada all'inizio ha separato.
Se Tu non vieni a ricomporre l'uomo,
restiamo al sole disseccate spoglie
che vento a polvere confonde.

GINO NOGARA
Ecco, si fa luce,
in La trama lacerata, Sciascia, Caltanissetta-Roma 1985, p. 153.

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Thànatos athànatos

E dovremo dunque negarti, Dio
dei tumori, Dio del fiore vivo,
e cominciare con un no all'oscura
pietra «io sono» e consentire alla morte
e su ogni tomba scrivere la sola
nostra certezza: «thànatos athànatos»?
Senza un nome che ricordi i sogni
le lacrime i furori di quest'uomo
sconfitto da domande ancora aperte?
Il nostro dialogo muta; diventa
ora possibile l'assurdo. Là
oltre il fumo di nebbia, dentro gli alberi
vigila la potenza delle foglie,
vero è il fiume che preme sulle rive.
La vita non è sogno. Vero l'uomo
e il suo pianto geloso del silenzio.
Dio del silenzio, apri la solitudine.

SALVATORE QUASIMODO
La vita non è sogno,
in Poesie e discorsi sulla poesia, Mondadori, Milano 1971, p. 158.

 
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Durissimo silenzio

Durissimo silenzio
tra noi uomini e il cielo,
                                    arido
per aridità di mente

o scomparsa degli angeli
rientrati nel Verbo, muti, 
alla sorgente,
                    afasia, anche,
o morte dei profeti,
                              ma colmato
da nuvole, da pietre,
da alberi, animali,
                              da quel loro
ininterrotto afflato,
                      tutto, creaturalmente.

O anima del mondo,
da tutto ferita,
da tutto risarcita,
non piangere, non piangere mai ­
                                                  dice nel sonno
la sua amorosa lungimiranza.

MARIO LUZI
Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini, 
in L'opera poetica cit., p. 1051.

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Al tuo lume naufrago

Nasco al tuo lume naufrago,
sera d'acque limpide.

Di serene foglie
arde l'aria consolata.

Sradicato dai vivi,
cuore provvisorio,
sono limite vano.

Il tuo dono tremendo
di parole, Signore,
sconto assiduamente.

Destami dai morti:
ognuno ha preso la sua terra
e la sua donna.

Tu m'hai guardato dentro
nell'oscurità delle viscere:
nessuno ha la mia disperazione
nel suo cuore.

Sono un uomo solo,
un solo inferno.

 

SALVATORE QUASIMODO
Erato e Apòllion,
in Poesie e discorsi sulla poesia cit., p. 85.

 

 

 
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Nessuno

Io sono forse un fanciullo
che ha paura dei morti,
ma che la morte chiama
perché lo sciolga da tutte le creature:
i bambini, l'albero, gli insetti;
da ogni cosa che ha cuore di tristezza.

Perché non ha più doni
e le strade son buie,
e più non c'è nessuno
che sappia farlo piangere
vicino a te, Signore.

SALVATORE QUASIMODO
Acque e terre,
in Poesie e discorsi sulla poesia cit., p. 28.

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Solitudine

Solitudine
Fai della tristezza
La pietra da scolpire

Con tutta 1'arte
Che in te vive

Per dar corpo al pensiero
E forma alla materia

Immortalandolo nel tuo gesto

Il dolore

Che nella vita
Scolpito
Vive.

GIANCARLO VINCENZI
in Petali di rosa. Antologia di poesia religiosa, Rosetum, Milano 1994, p. 131.

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Se tu volessi, Signore...

 

Se tu volessi, Signore,
potresti voltarmi come il tuo girasole,
chiamarmi in te come la cascata
chiamata dall' abisso. Ma tu resti,
invisibile e muto,
a soffrire la nostra somiglianza
divisa appena (e troppo) da una fragile parete
che fa intuire altro suono, altra luce
ma non li fa godere.

RENZO BARSACCHI
Marinaio di Dio cit., p. 32.

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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L'ora degli olivi

Giunge sempre l'ora della solitudine
dell'inquieta veglia
con pensieri di angoscia.
Non c'è Angelo che ti conforti,
non c'è cuore che lo senta.
I fratelli, gli amici, le persone
che ti vogliono bene
sprofondano in abissi remoti.
Tu sola col tuo dolore
che non osi confessare,
che non osi confidare.
È l'ora degli olivi che vedono
gemere il Figlio di Dio,
l'ora in cui gli altri
dormono ignari.
Non formuli neppure una preghiera.
Se tu dicessi «Padre», forse
il cuore di pietra si scioglierebbe.

DONATA DONI
Il fiore della gaggia,
Ed. di Storia e Letteratura, Roma 1973, p. 170.

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Il Dio non pregato

Forse tutti hanno un Dio non pregato.
Un Dio che, tra le lacrime,
si fa voglia di vivere,
pazienza e accettazione:
primo anello invisibile
di una lunga catena
a cui gli altri sono tutti attaccati:
l'albeggiare sicuro
delle notti deserte e senza nome,
il misterioso istinto che rinnalza
il fiore appesantito dalla pioggia.

RENZO BARSACCHI
Marinaio di Dio cit., p. 50.

 
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Il Tuo silenzio è quello delle statue

Noi obliammo il segreto che diceva
l'anima loro nuda, rivelata:
ed ora il nostro spirito s'addorme
polveroso tra polverosi volti.

 
Torna ad esser sorgente, dura pietra,
mazza, scalpello, forma che diviene;
riporta l'opra tua dentro le vene
nostre, sino a quando s'avverta il rombo
del Tuo silenzio accompagnare il sangue.

LUCA GHISELLI
Diario, Bompiani, Milano 1947, p. 125.

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Il Tuo silenzio è quello della notte
 

Noi obliammo il segreto che diceva
dolce di Te, di me, di quel ch'è eterno:
e la luce chiassosa ora marcisce
dentro lo sguardo nostro, sino al sonno.

Torna ad essere buio che germoglia,
luce di vecchio lume, plenilunio;
riporta, nella notte, fresca vita
che sappia come dire Buonanotte,
e del silenzio Tuo fare preghiera.

 

LUCA GHISELLI
Ibid., p. 126.

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Il Tuo silenzio mormora col vento
 

Noi obliammo il segreto che diceva
ondeggiando, d'estreme lontananze:
ed ora egli sgomina, passando
solleva da ogni angolo miseria.

Torna ad essere vela d'alto mare,
bandiera che t'accoglie come amante;
riporta il mondo che ài raccolto in via,
e non lasciare immobile chi tanto,
Silenzio Mormorante, t'ha ascoltato.

LUCA GHISELLI        
Ibid., p. 127.

 
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Primavera degli orfani

Anima dei verdi displuvi
che il cielo sommuove con l'errore
del mare ove pencolan l'onde
e le vele senza colore,
volgi gli occhi della Vergine sul cuore
dei fanciulli soli,
stendi le sue vesti celesti
sulla loro nudità.

Dentro ai puerili occhi sorride
l'incolta povertà, l'amore muto
da lunghi anni nel petto e la tristezza
smisurata del rifiuto
a sognare più. Alto e sconosciuto
viso di mamma palpita per loro
nell'oro di cui splende il suo sorriso

ed è presente nelle veglie gelide
senza fuoco senza voce,
ove con le disperazioni antiche scorre
verso una foce oscura il tempo, il sangue
e tutto nuoce pungendo
con l'acre scoratezza d'un saluto
al perduto animo, alla solitudine.

MARIO LUZI
La barca cit., p. 24.

  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Non senti Tu, o Signore, i giorni miei

cadere nel passato
siccome le pietruzze di corrente?
Che lunga vita dovrei avere mai
per costruir con esse il divenire?
L'ore son poche, scarsa è la giornata,
sempre giungono gli anni a tradimento;
faccio bilanci quando sento il tempo
trascorrer su di me come minaccia:
ma, vile, non so giungere al totale...
Dimmi, o Signore, dimmi dove vanno
le pietruzze portate dal torrente?
Forse all'estuario ci sei Tu?

LUCA GHISELLI
Diario,
in F. Ulivi - M. Savini (a cura di), Poesia religiosa italiana.
Dalle Origini al' 900, Piemme, Casale Monferrato 1994, p. 675.

 
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Ultima preghiera

Ascolta tu, Lontano.
Il resto è stanco.

Nel cavo di una volta
due note, una più alta
un varco nitido
arco su arco, un canto
fermo, non umano­

due finestre ogivali, una sull' altra.

ROBERTA DE MONTICELLI
Le preghiere di Ariete, Garzanti, Milano 1992, p. 29.

 

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Preghiera

Signore, tu lo senti
ch'io non ho voce più
per ridire
il tuo canto segreto.
Signore, tu lo vedi
ch'io non ho occhi più
per i tuoi cieli, per le nuvole tue
consolatrici.

Signore, per tutto il mio pianto,
ridammi una-stilla di Te
ch'io riviva.

Perché tu sai, Signore,
che in un tempo lontano
anch'io tenni nel cuore
tutto un lago, un gran lago,
specchio di Te.

 

Ma tutta l'acqua mi fu bevuta,
o Dio,
ed ora dentro il cuore
ho una caverna vuota,
cieca di Te.

Signore, per tutto il mio pianto,
ridammi una stilla di Te,
ch'io riviva.

 

ANTONIA POZZI
Parole, Garzanti, Milano 1998, p. 76.

 

 
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Poiché qui tutto muore

Poiché qui tutto muore, tutto
sul proprio orlo si frange
in orfica corona d'asfodeli
ed è notturna l'ombra
sui confini finali del ricordo
ed è pili breve il canto
del labbro che vuol dirlo
mi nascondo in me stesso
fino a udirmi tacere
ma il mio silenzio è un sonno
pieno del Tuo fantasma
che mi brucia, perciò T'imploro
vieni in punta di luce
e come un fiore porta nell'aria
un'aria di giardino, Tu vieni
e inventa l'altra faccia
del destino.

GIUSEPPE CENTORE
Esule vento, Panda, Padova 1980, p. 28.

 
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Lego a te, come in un vecchio làscito
 

Le parole di questa musica
Che del male di vivere guariscono

Come un dormiente che sperduto casca
E nelle tenebre di un sogno atroce
Più della stessa morte
Teme riaprire la palpebra
Sapendo che consentire
Di vivere è esser persi
Per il risveglio

Questa mia anima stigmatizzata
Dalle tare che su v'impresse
La vita, io la rigetto
Verso il Dio che m'ha fatta
Come un incendio che lo guarisca
Di creare

ANTONIN ARTAUD
nella traduzione di Guido Ceronetti
Come un talismano. Libro di traduzioni, Adelphi, Milano 1986, p.34.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Aspetto il momento del crollo

Le acque non hanno parole.

Da tante notti battono
silenziose agli argini
creduti invalicabili.

O liquide mani che frugano
montando implacate
gli spalti della mia vita.

Aspetto il momento del crollo
ultimo.
Allora
tutte le dighe travolte
mi getterò nel tuo
fiume che ha sete
del mio naufragio.

GIOVANNI ANGELO ABBO
Posta clandestina, Ed. di Storia e Letteratura, Roma 1984, p. 107.

 
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Perduto il volto

Perduto il volto – cancellato
in linee d'aria, resa alla terra
solamente l'inesauribile
memoria dell' addio...

Ma una memoria che non cede, che
pullula nel tempo, stria, smuove altra
memoria, ultramemoria di memoria
eternamente: specchio

dove l'immagine dell' anima

si riconosce, ride...

 

MASSIMO MORASSO
La gloria degli occhi, Centro Pedrini, Genova 1992, p. 25.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Carte

Verranno, dalle carte nostre
abbandonate sulla terra, e forse
subito gettate
come quelle di Cristina

Volatili verranno
frammenti d'anima
confitti o germinati in altre
anime attente, intente
all'ascolto

Da tenui vestigia, onde
di canto o grido, in liquido
specchio propagate

GIOVANNA FOZZER
Inedita (1998).

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Tu puoi soltanto attendere

Il tempo è incerto. In bilico il sereno
e la pioggia. Ma né l'uno né l'altro
dipendono da te.
Tu puoi soltanto attendere, scrutando
segni poco leggibili nell'aria.
Ti affidi al desiderio
ascoltando il timore. Le tue mani
sono pronte a difendersi e ad accogliere.
Così non sai quando Dio ti prepari
una gioia o un dolore e tu stai quasi
origliando alla porta del suo cuore,
senza capire come sia deciso
da quell'unico amore,
lo splendore del riso o delle lacrime.

RENZO BARSACCHI
Marinaio di Dio cit., p. 74.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Da cuore a cuore oscuri

Per cammini diversi ci sappiamo
a una sorte comune consegnati,
ma divisi, e imprevisti a noi stessi.
Spenti ora nella rapida del fiume
a monte, o quando esso, nostra carne,
spirito nostro a un piano corso è sceso
e gode il verde delle rive compagne,
terra che lega, cose avute, affetti.
Tu, Dio che unisci e sciogli
nell'ignoto prendendo queste vite
come filo strappato dalla cruna
dell' ago: che il tessuto pare ancora
da compiersi, e le dita, gli occhi, gli uni
amorosi, solerti l'altre sono.
Oh pianto per i giorni che non tornano.
Stare da cuore a cuore oscuri, quanto?
Oh pianto, attesa, luce
dei giorni che saranno a chi rimane
sveglio d'amore e di speranza.

GINO NOGARA
Per grazia e corruzione,
in La trama lacerata cit., p. 69.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Per arrivare a te sino a toccarti

 

Dovrei disfare il tetto e poi le mura
discendere a trovar le fondamenta
e poi ricostruire - un'alta torre;

dovrei ascoltare il tempo che trapassa,
non disperare se il presentimento
della Tua volontà si serba ignoto.

Per una sola cosa che io conosco:
Tu sei l'attesa - attendere, dovrei,
per arrivare a Te sino a toccarti.

LUCA GHISELLI
Diario cit., p. 119.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

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Ti cerco da mill'anni

 

Ti cerco da mill'anni e ancor non vedo
l'ombra dell'orma Tua.

Tanto mi sei lontano?

Non senti la mia angoscia,

da che non ho più voce,

chiamarti con il palpito del cuore?

Non senti il mio silenzio germogliare
Com' acqua di fontana?

T anto mi sei lontano?..

 

LUCA GHISELLI        
Ibid., p. 118.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

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Io ti chiedo Signore

 

Io ti chiedo Signore per che passo
dovrei entrare senza più sentire
la tua voce di colpa e di rovina.

E invece approdo sempre alle tue sfere
quando mi mostri il firmamento...
Perché questo tuo incanto o questa frode,
cosa ti costa prendermi nel seno?

Come in esilio vado a domandare
alla luce e al giorno se hanno visto
orma di te lungo le siepi brune.

ALDA MERINI
La Terra Santa, Scheiwiller, Milano 1996, p. 137.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi