LUGLIO 2010

DIARIO

 SETTEMBRE 2010

Agosto 2010

Compendio del Catechismo

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1 X

211. Come possiamo aiutare la purificazione delle anime del purgatorio?

2 L 212. In che cosa consiste l'inferno?
3 m 213. Come si concilia l'esistenza dell'inferno con l'infinita bontà di Dio?
4 M 214. In che cosa consisterà il giudizio finale?
5 G 215. Quando avverrà questo giudizio?
6 V 216. Che cos'è la speranza dei cieli nuovi e della terra nuova?
7 S 217. Che cosa significa l'Amen, che conclude la nostra professione di fede?
8 X 218. Che cos'è la liturgia?
9 L 219. Che posto occupa la liturgia nella vita della Chiesa?
10 m 220. In che cosa consiste l'economia sacramentale?
11 M 221. In che modo il Padre è la sorgente e il fine della liturgia?
12 G 222. Qual è l'opera di Cristo nella liturgia?
13 V 223. Nella liturgia, come opera lo Spirito Santo nei confronti della Chiesa?
14 S 224. Che cosa sono i Sacramenti e quali sono?
15 X 225. Qual è il rapporto dei Sacramenti con Cristo?
16 L 226. Qual è il legame dei Sacramenti con la Chiesa?
17 m 227. Che cos'è il carattere sacramentale?
18 M 228. Qual è la relazione dei Sacramenti con la fede?
19 G 229. Perché i Sacramenti sono efficaci?
20 V 230. Per quale motivo i Sacramenti sono necessari alla salvezza?
21 S 231. Che cos'è la grazia sacramentale?
22 X 232. Qual è la relazione tra i Sacramenti e la vita eterna?
23 L 233. Chi agisce nella liturgia?
24 m 234. Da chi è celebrata la liturgia celeste?
25 M 235. In che modo la Chiesa in terra celebra la liturgia?
26 G 236. Come viene celebrata la liturgia?
27 V 237. Da dove provengono i segni sacramentali?
28 S 238. Quale legame esiste tra le azioni e le parole nella celebrazione sacramentale?
29 X 239. Con quali criteri il canto e la musica hanno una loro funzione nella celebrazione liturgica?
30 L 240. Qual è la finalità delle sacre immagini?
31 m 241. Qual è il centro del tempo liturgico?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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211. Come possiamo aiutare la purificazione delle anime del purgatorio?

In virtù della comunione dei santi, i fedeli ancora pellegrini sulla terra possono aiutare le anime del purgatorio offrendo per loro preghiere di suffragio, in particolare il Sacrificio eucaristico, ma anche elemosine, indulgenze e opere di penitenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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212. In che cosa consiste l'inferno?

Consiste nella dannazione eterna di quanti muoiono per libera scelta in peccato mortale. La pena principale dell'inferno sta nella separazione eterna da Dio, nel quale unicamente l'uomo ha la vita e la felicità, per le quali è stato creato e alle quali aspira. Cristo esprime questa realtà con le parole: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno» (Mt 25,41).

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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213. Come si concilia l'esistenza dell'inferno con l'infinita bontà di Dio?

Dio, pur volendo «che tutti abbiano modo di pentirsi» (2 Pt 3,9), tuttavia, avendo creato l'uomo libero e responsabile, rispetta le sue decisioni. Pertanto, è l'uomo stesso che, in piena autonomia, si esclude volontariamente dalla comunione con Dio se, fino al momento della propria morte, persiste nel peccato mortale, rifiutando l'amore misericordioso di Dio.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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214. In che cosa consisterà il giudizio finale?

Il giudizio finale (universale) consisterà nella sentenza di vita beata o di condanna eterna, che il Signore Gesù, ritornando quale giudice dei vivi e dei morti, emetterà a riguardo «dei giusti e degli ingiusti» (At 24,15), riuniti tutti insieme davanti a lui. A seguito di tale giudizio finale, il corpo risuscitato parteciperà alla retribuzione che l'anima ha avuto nel giudizio particolare.

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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215. Quando avverrà questo giudizio?

Questo giudizio avverrà alla fine del mondo, di cui solo Dio conosce il giorno e l'ora.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

 

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216. Che cos'è la speranza dei cieli nuovi e della terra nuova?

Dopo il giudizio finale, lo stesso universo, liberato dalla schiavitù della corruzione, parteciperà alla gloria di Cristo con l'inaugurazione dei «nuovi cieli» e di una «terra nuova» (2 Pt 3,13). Sarà così raggiunta la pienezza del Regno di Dio, ossia la realizzazione definitiva del disegno salvifico di Dio di «ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra» (Ef l, l0). Dio allora sarà «tutto in tutti» (1 Cor 15,28), nella vita eterna.

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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217. Che cosa significa l'Amen, che conclude la nostra professione di fede?

La parola ebraica Amen, che conclude anche l'ultimo libro della Sacra Scrittura, alcune preghiere del Nuovo Testamento e quelle liturgiche della Chiesa, significa il nostro «sì» fiducioso e totale a quanto abbiamo professato di credere, fidandoci totalmente di colui che è l'« Amen » (Ap 3,14) definitivo: Cristo Signore.

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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218. Che cos'è la liturgia?

La liturgia è la celebrazione del Mistero di Cristo e in particolare del suo Mistero pasquale. In essa, mediante l'esercizio dell'ufficio sacerdotale di Gesù Cristo, con segni si manifesta e si realizza la santificazione degli uomini e viene esercitato dal Corpo mistico di Cristo, cioè dal capo e dalle membra, il culto pubblico dovuto a Dio.

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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219. Che posto occupa la liturgia nella vita della Chiesa?

La liturgia, azione sacra per eccellenza, costituisce il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e insieme la fonte da cui promana la sua forza vitale. Attraverso la liturgia, Cristo continua nella sua Chiesa, con essa e per mezzo di essa, l'opera della nostra redenzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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220. In che cosa consiste l'economia sacramentale?

L'economia sacramentale consiste nel comunicare i frutti della redenzione di Cristo, mediante la celebrazione dei sacramenti della Chiesa, massimamente dell'Eucaristia, «finché egli venga» (1 Cor 11,26).

 

  

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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221. In che modo il Padre è la sorgente e il fine della liturgia?

Nella liturgia il Padre ci colma delle sue benedizioni nel Figlio incarnato, morto e risorto per noi, ed egli effonde nei nostri cuori lo Spirito Santo. Nel contempo la Chiesa benedice il Padre con l'adorazione, la lode e l'azione di grazie e implora il dono del suo Figlio e dello Spirito Santo.

 

 

 

 

 


 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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222. Qual è l'opera di Cristo nella liturgia?

Nella liturgia della Chiesa, Cristo significa e realizza principalmente il proprio Mistero pasquale. Donando lo Spirito Santo agli Apostoli ha concesso loro e ai loro successori il potere di attuare l'opera della salvezza per mezzo del Sacrificio eucaristico e dei Sacramenti, nei quali egli stesso agisce per comunicare la sua grazia ai fedeli di tutti i tempi e in tutto il mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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223. Nella liturgia, come opera lo Spirito Santo nei confronti della Chiesa?

Nella liturgia si attua la più stretta cooperazione tra lo Spirito Santo e la Chiesa. Lo Spirito Santo prepara la Chiesa ad incontrare il suo Signore; ricorda e manifesta Cristo alla fede dell'assemblea; rende presente e attualizza il Mistero di Cristo; unisce la Chiesa alla vita e alla missione di Cristo e fa fruttificare in essa il dono della comunione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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224. Che cosa sono i Sacramenti e quali sono?

I Sacramenti sono segni sensibili ed efficaci della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, attraverso i quali ci viene elargita la vita divina. Sono sette: il Battesimo, la Confermazione, l'Eucaristia, la Penitenza, l'Unzione degli infermi, l'Ordine e il Matrimonio.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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225. Qual è il rapporto dei Sacramenti con Cristo?

I misteri della vita di Cristo costituiscono il fondamento di ciò che adesso Cristo, mediante i ministri della Chiesa, dispensa nei Sacramenti.

 

«Ciò che era visibile nel nostro Salvatore è passato nei suoi sacramenti» (san Leone Magno).

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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226. Qual è il legame dei Sacramenti con la Chiesa?

Cristo ha affidato i Sacramenti alla sua Chiesa. Essi sono «della Chiesa», in un duplice significato: sono «da essa», in quanto sono azioni della Chiesa, la quale è sacramento dell'azione di Cristo; e sono «per essa», nel senso che edificano la Chiesa.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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227. Che cos'è il carattere sacramentale?

È un sigillo spirituale, conferito dai Sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell'Ordine. Esso è promessa e garanzia della protezione divina. In forza di tale sigillo il cristiano è configurato a Cristo, partecipa in vario modo al suo sacerdozio e fa parte della Chiesa secondo stati e funzioni diverse. Viene quindi consacrato al culto divino e al servizio della Chiesa. Poiché il carattere è indelebile, i Sacramenti, che lo imprimono, si ricevono una volta sola nella vita.

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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228. Qual è la relazione dei Sacramenti con la fede?

I Sacramenti non solo suppongono la fede, ma con le parole e con gli elementi rituali la nutrono, la irrobustiscono e la esprimono. Celebrando i Sacramenti, la Chiesa confessa la fede apostolica. Da qui viene l'antico detto: «Lex orandi, lex credendi», cioè la Chiesa crede come prega.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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229. Perché i Sacramenti sono efficaci?

I Sacramenti sono efficaci ex opere operato («per il fatto stesso che l'azione sacramentale viene compiuta»), perché è Cristo che agisce in essi e che comunica la grazia che significano, indipendentemente dalla santità personale del ministro. Tuttavia i frutti dei Sacramenti dipendono anche dalle disposizioni di chi li riceve.

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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230. Per quale motivo i Sacramenti sono necessari alla salvezza?

Per i credenti in Cristo, i Sacramenti sono necessari alla salvezza, anche se non vengono dati tutti ad ogni singolo fedele, perché conferiscono le grazie sacramentali, il perdono dei peccati, l'adozione a figli di Dio, la conformazione a Cristo Signore e l'appartenenza alla Chiesa. Lo Spirito Santo guarisce e trasforma coloro che li ricevono.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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231. Che cos'è la grazia sacramentale?

La grazia sacramentale è la grazia dello Spirito Santo, donata da Cristo e propria di ciascun Sacramento. Tale grazia aiuta il fedele nel suo cammino di santità, e così pure aiuta la Chiesa nella sua crescita di carità e di testimonianza.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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232. Qual è la relazione tra i Sacramenti e la vita eterna?

Nei Sacramenti la Chiesa riceve già un anticipo della vita eterna, mentre resta «nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo» (Tt 2,13).

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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233. Chi agisce nella liturgia?

Nella liturgia agisce «Cristo tutto intero» («Christus Totus»), Capo e Corpo. Quale sommo Sacerdote, egli celebra con il suo Corpo, che è la Chiesa celeste e terrena.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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234. Da chi è celebrata la liturgia celeste?

La liturgia celeste è celebrata dagli Angeli, dai Santi dell'Antica e della Nuova Alleanza, in particolare dalla Madre di Dio, dagli Apostoli, dai Martiri e da una «moltitudine immensa, che nessuno» può contare, «di ogni Nazione, razza, popolo e lingua» (Ap 7,9). Quando celebriamo nei Sacramenti il mistero della salvezza, partecipiamo a questa liturgia eterna.

 

 

 

 

 

 

 

  

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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235. In che modo la Chiesa in terra celebra la liturgia?

La Chiesa in terra celebra la liturgia come popolo sacerdotale, nel quale ciascuno opera secondo la propria funzione, nell'unità dello Spirito Santo: i battezzati si offrono in sacrificio spirituale; i ministri ordinati celebrano secondo l'Ordine ricevuto per il servizio di tutti i membri della Chiesa; i Vescovi e i presbiteri operano nella persona di Cristo Capo.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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236. Come viene celebrata la liturgia?

La celebrazione liturgica è intessuta di segni e di simboli, il cui significato, radicato nella creazione e nelle culture umane, si precisa negli eventi dell' Antica Alleanza e si rivela pienamente nella Persona e nell' opera di Cristo.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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 237. Da dove provengono i segni sacramentali?

Alcuni provengono dal creato (luce, acqua, fuoco, pane, vino, olio); altri dalla vita sociale (lavare, ungere, spezzare il pane); altri dalla storia della salvezza nell'Antica Alleanza (i riti della Pasqua, i sacrifici, l'imposizione delle mani, le consacrazioni). Questi segni, alcuni dei quali sono normativi e immutabili, assunti da Cristo, diventano portatori dell'azione di salvezza e di santificazione.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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238. Quale legame esiste tra le azioni e le parole nella celebrazione sacramentale?

Nella celebrazione sacramentale azioni e parole sono strettamente congiunte. Infatti, anche se le azioni simboliche già per se stesse sono un linguaggio, è tuttavia necessario che le parole del rito accompagnino e vivifichino queste azioni. Inseparabili in quanto segni e insegnamento, le parole e le azioni liturgiche lo sono anche in quanto realizzano ciò che significano.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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239. Con quali criteri il canto e la musica hanno una loro funzione nella celebrazione liturgica?

Poiché il canto e la musica sono strettamente connessi con l'azione liturgica, essi devono rispettare i seguenti criteri: la conformità alla dottrina cattolica dei testi, presi di preferenza dalla Scrittura e dalle fonti liturgiche; la bellezza espressiva della preghiera; la qualità della musica; la partecipazione dell'assemblea; la ricchezza culturale del Popolo di Dio e il carattere sacro e solenne della celebrazione. «Chi canta prega due volte» (sant'Agostino).

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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240. Qual è la finalità delle sacre immagini?

L'immagine di Cristo è l'icona liturgica per eccellenza. Le altre, che rappresentano la Madonna e i Santi, significano Cristo, che in loro è glorificato. Esse proclamano lo stesso messaggio evangelico che la Sacra Scrittura trasmette attraverso la parola, e aiutano a risvegliare e a nutrire la fede dei credenti.

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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241. Qual è il centro del tempo liturgico?

Il centro del tempo liturgico è la domenica, fondamento e nucleo di tutto l'anno liturgico, che ha il suo culmine nella Pasqua annuale, la festa delle feste.