MARZO 2010

DIARIO

 MAGGIO 2010

Aprile 2010

Compendio del Catechismo

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1 G 89. Come la Chiesa esprime il Mistero dell'Incarnazione? 
2 V 90. Il Figlio di Dio fatto uomo aveva un'anima con una conoscenza umana?
3 S 91. Come si accordano le due volontà del Verbo incarnato?
4 X 92. Cristo aveva un vero corpo umano?
5 L 93. Che cosa rappresenta il Cuore di Gesù?
6 m 94. «Concepito per opera dello Spirito Santo... »: che cosa significa quest'espressione?
7 M 95. «...Nato dalla Vergine Maria »: perché Maria è veramente la Madre di Dio?
8 G 96. Che cosa significa «Immacolata Concezione»?
9 V 97. Come collabora Maria al disegno divino della salvezza?
10 S 98. Che cosa significa la concezione verginale di Gesù? 
11 X 99. In che senso Maria è «sempre Vergine»?
12 L 100. In che modo la maternità spirituale di Maria è universale?
13 m 101. In che senso tutta la vita di Cristo è Mistero?
14 M 102. Quali sono state le preparazioni ai Misteri di Gesù?
15 G 103. Che cosa insegna il Vangelo sui Misteri della nascita e dell'infanzia di Gesù?
16 V 104. Quale insegnamento ci offre la vita nascosta di Gesù a Nazaret?
17 S 105. Perché Gesù riceve da Giovanni il «battesimo di conversione per il perdono dei peccati» (Lc 3,3)?
18 X 106. Che cosa rivelano le tentazioni di Gesù nel deserto?
19 L 107. Chi è invitato a far parte del Regno di Dio, annunciato e realizzato da Gesù? 
20 m 108. Perché Gesù manifesta il Regno attraverso segni e miracoli?
21 M 109. Nel Regno, quale autorità Gesù conferisce ai suoi Apostoli? 
22 G 110. Quale significato ha la Trasfigurazione?
23 V 111. Come avviene l'entrata messianica a Gerusalemme?
24 S 112. Qual è l'importanza del Mistero pasquale di Gesù?
25 X 113. Con quali accuse Gesù è stato condannato?
26 L 114. Come si è comportato Gesù verso la Legge di Israele?
27 m 115. Quale fu l'atteggiamento di Gesù verso il tempio di Gerusalemme?
28 M 116. Gesù ha contraddetto la fede d'Israele nel Dio unico e salvatore? 
29 G 117. Chi è responsabile della morte di Gesù? 
30 V 118. Perché la morte di Cristo fa parte del disegno di Dio?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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89. Come la Chiesa esprime il Mistero dell'Incarnazione?

Lo esprime affermando che Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo, con due nature, la divina e l'umana, non confuse, ma unite nella Persona del Verbo. Pertanto, nell'umanità di Gesù, tutto - miracoli, sofferenza, morte - dev'essere attribuito alla sua Persona divina che agisce attraverso la natura umana assunta.

 

«O Figlio Unigenito e Verbo di Dio, tu che sei immortale, per la nostra salvezza ti sei degnato d'incarnarti nel seno della santa Madre di Dio e sempre Vergine Maria (...). Tu che sei Uno della Santa Trinità, glorificato con il Padre e lo Spirito Santo, salvaci!» (Liturgia Bizantina di san Giovanni Crisostomo).

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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90. Il Figlio di Dio fatto uomo aveva un'anima con una conoscenza umana?

Il Figlio di Dio ha assunto un corpo animato da un'anima razionale umana. Con la sua intelligenza umana Gesù ha appreso molte cose attraverso l'esperienza. Ma anche come uomo il Figlio di Dio aveva una conoscenza intima e immediata di Dio suo Padre. Penetrava ugualmente i pensieri segreti degli uomini e conosceva pienamente i disegni eterni che egli era venuto a rivelare.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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91. Come si accordano le due volontà del Verbo incarnato?

Gesù ha una volontà divina e una volontà umana. Nella sua vita terrena, il Figlio di Dio ha umanamente voluto ciò che ha divinamente deciso con il Padre e lo Spirito Santo per la nostra salvezza. La volontà umana di Cristo segue, senza opposizione o riluttanza, la volontà divina, o, meglio, è ad essa sottoposta.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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92. Cristo aveva un vero corpo umano?

Cristo ha assunto un vero corpo umano attraverso il quale Dio invisibile si è reso visibile. Per questa ragione Cristo può essere rappresentato e venerato nelle sante immagini.

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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93. Che cosa rappresenta il Cuore di Gesù?

Gesù ci ha conosciuti e amati con un cuore umano. Il suo Cuore trafitto per la nostra salvezza è il simbolo di quell'infinito amore, col quale egli ama il Padre e ciascuno degli uomini.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

 

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94. «Concepito per opera dello Spirito Santo... »:
che cosa significa
 quest'espressione?

Significa che la Vergine Maria ha concepito il Figlio eterno nel suo grembo per opera dello Spirito Santo e senza la collaborazione di uomo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te» (Lc 1,35), le ha detto l'Angelo nell' Annunciazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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95. «...Nato dalla Vergine Maria »:
perché Maria è veramente la Madre di Dio?

Maria è veramente Madre di Dio perché è la madre di Gesù (Gv 2,1; 19,25). In effetti, colui che è stato concepito per opera dello Spirito Santo e che è diventato veramente suo Figlio, è il Figlio eterno di Dio Padre. È Dio egli stesso.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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96. Che cosa significa «Immacolata Concezione»?

Dio ha scelto gratuitamente Maria da tutta l'eternità perché fosse la Madre di suo Figlio: per compiere tale missione, è stata concepita immacolata. Questo significa che, per la grazia di Dio e in previsione dei meriti di Gesù Cristo, Maria è stata preservata dal peccato originale fin dal suo concepimento.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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97. Come collabora Maria al disegno divino della salvezza?

Per la grazia di Dio Maria è rimasta immune da ogni peccato personale durante l'intera sua esistenza. È la «piena di grazia» (Lc 1 ,28), la «Tutta Santa». Quando l'Angelo le annuncia che avrebbe dato alla luce «il Figlio dell' Altissimo» (Lc 1,32), ella dà liberamente il proprio assenso con «l'obbedienza della fede» (Rm 1,5). Maria si offre totalmente alla Persona e all'opera del suo Figlio Gesù, abbracciando con tutta l'anima la volontà divina di salvezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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98. Che cosa significa la concezione verginale di Gesù?

Significa che Gesù è stato concepito nel grembo della Vergine per la sola potenza dello Spirito Santo, senza intervento dell'uomo. Egli è Figlio del Padre celeste secondo la natura divina e Figlio di Maria secondo la natura umana, ma propriamente Figlio di Dio nelle due nature, essendoci in lui una sola Persona, quella divina.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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99. In che senso Maria è «sempre Vergine»?

Nel senso che ella è «rimasta Vergine nel concepimento del Figlio suo, Vergine nel parto, Vergine incinta, Vergine madre, Vergine perpetua» (sant'Agostino). Pertanto, quando i Vangeli parlano di «fratelli e sorelle di Gesù», si tratta di parenti prossimi di Gesù, secondo un'espressione adoperata nella Sacra Scrittura.

 

 

 

 

 

 


 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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100. In che modo la maternità spirituale di Maria è universale?

Maria ha un unico Figlio, Gesù, ma in lui la sua maternità spirituale si estende a tutti gli uomini che egli è venuto a salvare. Obbediente al fianco del nuovo Adamo, Gesù Cristo, la Vergine è la nuova Eva, la vera madre dei viventi, che coopera con amore di madre alla loro nascita e alla loro formazione nell'ordine della grazia. Vergine e Madre, Maria è la figura della Chiesa, la sua più perfetta realizzazione.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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101. In che senso tutta la vita di Cristo è Mistero?

Tutta la vita di Cristo è evento di rivelazione. Ciò che è visibile nella vita terrena di Gesù conduce al suo Mistero invisibile, soprattutto al Mistero della sua filiazione divina: «Chi vede me, vede il Padre» (Gv 14,9). Inoltre, anche se la salvezza viene compiutamente dalla Croce e dalla Risurrezione, la vita intera di Cristo è Mistero di salvezza, perché tutto ciò che Gesù ha fatto, detto e sofferto aveva come scopo di salvare l'uomo decaduto e di ristabilirlo nella sua vocazione di figlio di Dio.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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102. Quali sono state le preparazioni ai Misteri di Gesù?

Vi è anzitutto una lunga speranza durata per molti secoli, che noi riviviamo durante la celebrazione liturgica del tempo dell'Avvento. Oltre all'oscura attesa che ha posto nel cuore dei pagani, Dio ha preparato la venuta del suo Figlio tramite l'Antica Alleanza, fino a Giovanni Battista che è l'ultimo e il più grande dei profeti.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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103. Che cosa insegna il Vangelo sui Misteri
della nascita e dell'infanzia di Gesù?

A Natale, la gloria del Cielo si manifesta nella debolezza di un bambino; la circoncisione di Gesù è segno della sua appartenenza al popolo ebraico e prefigurazione del nostro Battesimo; l'Epifania è la manifestazione del Re-Messia d'Israele a tutte le genti; nella sua presentazione al tempio, in Simeone e Anna è tutta l'attesa di Israele che viene all'incontro con il suo Salvatore; la fuga in Egitto e la strage degli innocenti annunciano che l'intera vita di Cristo sarà sotto il segno della persecuzione; il suo ritorno dall'Egitto ricorda l'Esodo e presenta Gesù come il nuovo Mosè: è lui il vero e definitivo liberatore.

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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104. Quale insegnamento ci offre la vita nascosta di Gesù a Nazaret?

Durante la vita nascosta a Nazaret Gesù rimane nel silenzio di una esistenza ordinaria. Ci permette così di essere in comunione con lui nella santità di una vita quotidiana intessuta di preghiera, di semplicità, di lavoro, di amore familiare. La sua sottomissione a Maria e a Giuseppe, suo padre putativo, è un'immagine della sua obbedienza filiale al Padre. Maria e Giuseppe, con la loro fede, accolgono il Mistero di Gesù, pur non comprendendolo sempre.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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105. Perché Gesù riceve da Giovanni
il «battesimo di conversione per il perdono dei peccati»
 (Lc 3,3)?

Per dare inizio alla sua vita pubblica e anticipare il «Battesimo» della sua morte: accetta così, pur essendo senza peccato, di essere annoverato tra i peccatori, lui, «l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo» (Gv 1,29). Il Padre lo proclama suo «Figlio prediletto» (Mt 3,17) e lo Spirito discende su di lui. Il Battesimo di Gesù è la prefigurazione del nostro  Battesimo.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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106. Che cosa rivelano le tentazioni di Gesù nel deserto?

Le tentazioni di Gesù nel deserto ricapitolano quella di Adamo nel paradiso e quelle d'Israele nel deserto. Satana tenta Gesù nella sua obbedienza alla missione affidatagli dal Padre. Cristo, nuovo Adamo, resiste e la sua vittoria annuncia quella della sua passione, suprema obbedienza del suo amore filiale. La Chiesa si unisce a questo Mistero in particolare nel tempo liturgico della Quaresima.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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107. Chi è invitato a far parte del Regno di Dio,
annunciato e realizzato da Gesù?

Gesù invita a far parte del Regno di Dio tutti gli uomini. Anche il peggior peccatore è chiamato a convertirsi e ad accettare l'infinita misericordia del Padre. Il Regno appartiene, già qui sulla terra, a coloro che lo accolgono con cuore umile. È ad essi che sono rivelati i suoi Misteri.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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108. Perché Gesù manifesta il Regno attraverso segni e miracoli?

Gesù accompagna la sua parola con segni e miracoli per attestare che il Regno è presente in lui, il Messia. Sebbene egli guarisca alcune persone, non è venuto per eliminare tutti i mali quaggiù, ma per liberarci anzitutto dalla schiavitù del peccato. La cacciata dei demoni annuncia che la sua Croce sarà vittoriosa sul «principe di questo mondo» (Gv 12,31).

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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109. Nel Regno, quale autorità Gesù conferisce ai suoi Apostoli?

Gesù sceglie i Dodici, futuri testimoni della sua Risurrezione, e li fa partecipi della sua missione e della sua autorità per insegnare, assolvere dai peccati, edificare e governare la Chiesa. In questo Collegio Pietro riceve «le chiavi del Regno» (Mt 16,19) e occupa il primo posto, con la missione di custodire la fede nella sua integrità e di confermare i suoi fratelli.

 

 

 

 

 

 

 

 
 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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110. Quale significato ha la Trasfigurazione?

Nella Trasfigurazione appare anzitutto la Trinità: «Il Padre nella voce, il Figlio nell'uomo, lo Spirito nella nube brillante» (san Tommaso d'Aquino). Evocando con Mosè ed Elia la sua «dipartita» (Lc 9,31), Gesù mostra che la sua gloria passa attraverso la Croce e dà un anticipo della sua risurrezione e della sua gloriosa venuta, «che trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso» (Fil 3,21).

 

«Tu ti sei trasfigurato sul monte e, nella misura in cui ne erano capaci, i tuoi discepoli hanno contemplato la tua Gloria, Cristo Dio, affinché, quando ti avrebbero visto crocifisso, comprendessero che la tua Passione era volontaria e annunziassero al mondo che tu sei veramente l'irradiazione del Padre» (Liturgia Bizantina). 

 

 

 

 

 

 

 
 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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111. Come avviene l'entrata messianica a Gerusalemme?

Nel tempo stabilito Gesù decide di salire a Gerusalemme per soffrire la sua passione, morire e risuscitare. Come Re Messia che manifesta la venuta del Regno, egli entra nella sua città sul dorso di un asino. È accolto dai piccoli, la cui acclamazione è ripresa nel Sanctus eucaristico: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna (salvaci)» (Mt 21,9), La liturgia della Chiesa dà inizio alla Settimana Santa con la celebrazione di questa entrata a Gerusalemme.

 

 

 

 

 

 

 
 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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112. Qual è l'importanza del Mistero pasquale di Gesù?

Il Mistero pasquale di Gesù, che comprende la sua passione, morte, risurrezione e glorificazione, è al centro della fede cristiana, perché il disegno salvifico di Dio si è compiuto una volta per tutte con la morte redentrice del suo Figlio, Gesù Cristo.

 

 

 

 

 

 

 

  

 
 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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113. Con quali accuse Gesù è stato condannato?

Alcuni capi d'Israele accusarono Gesù di agire contro la Legge, contro il tempio di Gerusalemme, e in particolare contro la fede nel Dio unico, perché Egli si proclamava Figlio di Dio. Per questo lo consegnarono a Pilato, perché lo condannasse a morte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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114. Come si è comportato Gesù verso la Legge di Israele?

Gesù non ha abolito la Legge data da Dio a Mosè sul Sinai, ma l'ha portata a compimento dandone l'interpretazione definitiva. È il Legislatore divino che esegue integralmente questa Legge. Inoltre egli, il Servo fedele, offre con la sua morte espiatrice il solo sacrificio capace di redimere tutte «le colpe commesse dagli uomini sotto la prima Alleanza» (Eb 9,15).

 

 

 

 

 

 

 

 
 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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115. Quale fu l'atteggiamento di Gesù verso il tempio di Gerusalemme?

Gesù è stato accusato di ostilità nei confronti del Tempio. Eppure l'ha venerato come «la dimora di suo Padre» (Gv 2,16) e li ha dettato una parte importante del suo insegnamento. Ma ne ha anche predetto la distruzione, in relazione con la propria morte, e si è presentato lui stesso come la dimora definitiva di Dio in mezzo agli uomini.

 

 

 

 

 

 

 

 
 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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116. Gesù ha contraddetto la fede d'Israele nel Dio unico e salvatore?

Gesù non ha mai contraddetto la fede in un Dio unico, neppure quando compiva l'opera divina per eccellenza che adempiva le promesse messianiche e lo rivelava uguale a Dio: il perdono dei peccati. La richiesta di Gesù di credere in lui e di convertirsi permette di capire la tragica incomprensione del Sinedrio che ha stimato Gesù meritevole di morte perché bestemmiatore.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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117. Chi è responsabile della morte di Gesù?

La passione e la morte di Gesù non possono essere imputate indistintamente né a tutti gli Ebrei allora viventi, né agli altri Ebrei venuti dopo nel tempo e nello spazio. Ogni singolo peccatore, cioè ogni uomo, è realmente causa e strumento delle sofferenze del Redentore, e più gravemente colpevoli sono coloro, soprattutto se cristiani, che più spesso ricadono nel peccato o si dilettano nei vizi.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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118. Perché la morte di Cristo fa parte del disegno di Dio?

Per riconciliare con sé tutti gli uomini votati alla morte a causa del peccato, Dio ha preso l'iniziativa amorevole di mandare suo Figlio perché si consegnasse alla morte per i peccatori. Annunciata nell'Antico Testamento, in particolare come sacrificio del Servo sofferente, la morte di Gesù avvenne «secondo le Scritture».