GIUGNO 2009

DIARIO

 AGOSTO 2009

Luglio 2009

Il Canto Nuovo della Vita...
ATTENDERE!
L'uomo vivente è gloria di Dio e vita dell'uomo è la visione di Dio.  
Sant'Ireneo

Il Libro delle Preghiere

1 M Aiutaci ad accogliere i tuoi doni - Da un' antica anafora siriaca del VI secolo
2 G

Signore, ti ringrazio -

Mechthild di Magdeburgo
3 V Santo - Dalla liturgia ebraica
4 S Gioia pasquale Charles de Foucauld
5 X

Canto di gioia al Signore -

Gertrude di Helfta
6 L E saremo contagiosi della gioia - Madeleine Delbrel
7 m Ho detto: «Ecco, io vengo» - Dal salmo 40
8 M Suscipe - Ignazio di Loyola
9 G

Tutto nelle tue mani -

Charles de Foucauld
10 V Vorrei donare agli altri tutto quello che mi hai dato - Aelredo di Rievaulx
11 S Tutto restituire a Dio - Francesco d' Assisi
12 X Quel che ho, mio Dio, te lo dono - Paul Verlaine
13 L

La più bella delle case -

Preghiera musulmana
14 m Nunc dimittis - Dall'Evangelo secondo Luca
15 M Prendi gli anni che mi restano - Bernardo di Clairvaux
16 G O Dio, dona a ciascuno la sua morte -    Rainer Maria Rilke
17 V Tirami fuori dalla mia prigione - Al-Hallaj
18 S

All'ultimo momento -

Pierre Teilhard de Chardin
19 X Verrò verso di te - Jacques Leclercq
20 L La vita - Mat' Marija
21 m Quando sarà venuta... - David Maria Turoldo
22 M

Venerazione del Sole quando tramonta sull'orizzonte del cielo -

RELIGIONE EGIZIA
23 G Preghiera agli dei della notte - RELIGIONE ACCADICA
24 V Alle stelle - RELIGIONE GRECO-ROMANA
25 S Mio padre e mia madre - RELIGIONE NORDAFRICANA
26 X

Aspettiamo nella notte -

RELIGIONE IROCHESE
27 L Alla Notte - INDUISMO
28 m Sola con te - ISLAM
29 M

Illuminazione -

BUDDHISMO
30 G

Tu mi conosci fino in fondo -

ANTICO TESTAMENTO
31 V Facci riposare - EBRAISMO

Inno al calare delle tenebre - CRISTIANESIMO

Al termine del giorno - CRISTIANESIMO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Aiutaci ad accogliere i tuoi doni

Dio, essere al cui potere nessuno resiste.
Tu sei uno, tu solo natura santa e sostanza adorabile.
Tu che sei come tu sei e che come sei nessuno lo sa.
Tu, che stupore è il tuo Nome e tremore è la tua memoria
e meraviglia è la narrazione su di te  e timore è la storia della tua sostanza.
Tu che davvero sei buono e non c'è nulla che somigli alla tua bontà.
Non si avvicina alla tua bontà l'essere a te somigliante, poiché secondo verità, immutabile è la tua bontà.
Tu sei la causa della tua bontà, poiché la tua natura è fonte della tua stessa compassione.
Da te sale e su tutti si effonde la ricca sorgente della tua misericordia.
Non prendi da altri ciò che agli altri dài, poiché non c'è nessuno che, più ricco di te, possa prestare a te; né, poi, sei indigente da dover chiedere in prestito, poiché in te e davanti a te è radunata la ricchezza di tutti i viventi.

Tu che sai solo far grazia e persuadi le tue opere ad accettare la tua grazia, chiama le tue opere ad accogliere i tuoi doni. Questa è infatti la tua consuetudine: dare agli altri, senza negoziare.

Da un' antica anafora siriaca del VI secolo
Segno di unità, Bose 1996, pp. 319-20.

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Signore, ti ringrazio

Signore, ti rendo grazie
di avermi, col tuo amore,
tolto tutte le ricchezze della terra,
di vestirmi e di nutrirmi
coi benefici altrui,
perché se il mio cuore
ancora si rallegra di qualcosa
che gli sia proprio,
è necessario che anche ciò
mi divenga straniero.

Signore, ti ringrazio
di avermi tolto l'uso della vista
e di servirmi con gli occhi degli altri.

Signore, ti ringrazio
di avermi tolto la potenza del mio cuore
e di servirmi, con il cuore altrui.

MECHTHILD DI MAGDEBURGO
SP,
Per la notte.

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Santo ( Qaddis)

Sia magnificato e santificato il suo Nome grande
nel mondo che ha creato secondo la sua volontà,
e faccia venire il suo regno nella vostra vita e nei vostri giorni
e nella vita di tutta la casa d'Israele, presto e in un tempo vicino
e dite: Amen.

Sia benedetto il suo Nome grande: sempre, e per tutta l'eternità
sia benedetto, celebrato, glorificato, esaltato, innalzato, onorato,
elevato e lodato il Nome del Santo, sia benedetto,
al di sopra di tutte le benedizioni, i canti, le lodi e le consolazioni
che si dicono nel mondo, e dite: Amen.

Sia accolta la preghiera e la supplica di tutta la casa d'Israele
davanti al Padre loro che è nei cieli, e dite: Amen.

Vi sia grande pace dal cielo e buona vita su di noi e su tutto Israele. Amen.
Colui che fa pace nelle altezze, egli stesso faccia pace su di noi e su tutto Israele.
Amen.

Dalla liturgia ebraica
Machazor di rito italiano,
Roma 1990, pp. 284-86 e passim.

   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Gioia pasquale

Ombre, sparite: la luce eterna!
Sii benedetto, sii benedetto, sii benedetto:
Santo, santo, santo.
Sia benedetto il Signore, alleluja, «lumen Christi».
La luce di Cristo brilla, la notte s'illumina, la notte scintilla:
Cristo è risorto, alleluja, alleluja, alleluja...

Mio Dio, ti amo,
la cosa che più desidero al mondo è la tua felicità.
Eccoti ora infinitamente felice per 1'eternità;
io ti amo, tu sei felice:
io sono felice, o mio amato,
alleluja, alleluja, alleluja!

CHARLES DE FOUCAULD
Nouveaux écrits spirituels,
Paris 1950, p. 206.

   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Canto di gioia al Signore

Gridino a te con gioia i voti e i desideri del mio cuore,
ti cantino gloria i doni delle tue grazie casi multiformi.
Gridino a te con gioia i sospiri e i gemiti di quest'esilio,
e ti benedicano, mio Dio, mia attesa, mia speranza.

La speranza e la fiducia che ho in te gridino a te con gioia,
perché alla fine, o Dio, vita colma di beatitudine,
mi ricondurrai a te dalla polvere della tomba.

Il sigillo della fede con il quale mi hai segnato perché ti appartenga
gridi con gioia a te, perché io credo, mio caro salvatore,
che alla fine, alla mia carne, sarà dato di vederti.

Il desiderio che nutro per te, la sete che sopporto per te,
gridino a te con gioia, perché dopo questa vita,
mio Dio, mia vera patria, finalmente ti raggiungerò.

L'amore divino, che previene il mio amore e mi obbliga ad amarti senza fine,
gridi con gioia a te al di sopra di tutto, perché tu, o Dio, mio dolce amore,
sei l'unico Dio, benedetto per tutti i secoli.

GERTRUDE DI HELFTA
Art catholique 1919, pp. 153 sg.

   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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E saremo contagiosi della gioia

Poiché le tue parole, mio Dio, non son fatte
per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci
e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia
da te acceso, un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicità,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.

Fa' che, come «fiammelle nelle stoppie», corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia...

MADELEINE DELBREL
La joie de croire,
Paris 1968, pp. 200-1.

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Ho detto: «Ecco, io vengo»

Io ho sperato nel Signore contro ogni speranza
ed egli si è chinato su di me ha ascoltato il mio grido.

Mi ha fatto risalire dalla fossa di morte dalla palude fangosa
ha innalzato i miei piedi sulla roccia ha reso sicuri i miei passi.
Sulla mia bocca ha messo un cantico nuovo una lode al nostro Dio
i molti che vedono temeranno e crederanno nel Signore.

Beato l'uomo che ha riposto la sua fede nel Signore
colui che non si rivolge ai superbi ai perduti nella menzogna.

Quante meraviglie hai fatto per noi Signore mio Dio,
quanti progetti in nostro favore nessuno è come te!
Io vorrei annunciarli e proclamarli troppo densi da raccontare!

Non hai voluto né sacrificio né offerta mi hai bucato gli orecchi
non hai chiesto né olocausto né espiazione allora ho detto: «Ecco, io vengo!»
Per me sta scritto nel rotolo del libro ciò che vuoi che io faccia
Dio mio, è questo ciò che amo: la tua legge nelle mie viscere.

Io annuncio la tua giustizia nella grande assemblea
vedi, non tengo chiuse le mie labbra Signore, tu lo sai.

DAL SALMO 40.

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Suscipe

Prendi e ricevi, Signore,
tutta la mia libertà,
la mia memoria,
la mia intelligenza
e tutta la mia volontà.

Tutto quel che ho e possiedo,
me l'hai donato tu:
a te, Signore, io lo rendo.

Tutto è tuo,
tu puoi disporne
secondo la tua piena volontà.

Accordami il tuo amore e la tua grazia,
sono abbastanza, per me.

IGNAZIO DI LOYOLA
Esercizi spirituali, Roma 1984, p. 176.

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Tutto nelle tue mani

Padre mio,
mi abbandono a te,
fa' di me quel che ti sarà gradito.
Qualsiasi cosa tu faccia di me io ti ringrazio.
Sono pronto a tutto, accetto tutto.

Purché si compia la tua volontà in me, in tutte le tue creature
non desidero null' altro, mio Dio.

Rimetto la mia anima nelle tue mani, la do a te, mio Dio,
con tutto l'amore che ho nel cuore, perché ti amo,
e perché ho bisogno di amore,
di far dono di me,
di rimettermi fra le tue
mani senza misura,
con infinita fiducia.

Perché tu sei mio Padre.

CHARLES DE FOUCAULD
SP, Tempo ordinario A.
Questa preghiera è stata composta da René Voillaume
a partire da frasi degli scritti di Charles de Foucauld.

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Vorrei donare agli altri tutto quello che mi hai dato

Signore, tu conosci il mio cuore, tu sai che il mio unico desiderio
è di donare agli altri tutto quello che mi hai dato.
Che i miei sentimenti e le mie parole, i miei svaghi e il mio lavoro,
le mie azioni e i miei pensieri, i miei successi e le mie difficoltà,
la mia vita e la mia morte, la mia salute e le mie infermità,
tutto ciò che sono e tutto quel che vivo, che tutto sia loro, che tutto sia per loro,
perché tu stesso non hai disdegnato di prodigarti in loro favore.

Insegnami dunque, Signore, sotto l'ispirazione del tuo Spirito,
a consolare coloro che sono afflitti,
a ridare coraggio a quelli che non ne hanno a sufficienza,
a rialzare quelli che cadono, a sentirmi debole con i deboli, e a farmi tutto a tutti.
Metti sulle mie labbra parole rette e giuste, affinché cresciamo tutti nella fede,
nella speranza e nell'amore, nella purezza e nell'umiltà,
nella pazienza e nell'obbedienza, nel fervore dello spirito e del cuore.

Donami la luce e le competenze di cui ho bisogno.
Aiutami a sostenere i timidi e i timorosi
e a venire in aiuto a tutti coloro che sono deboli.
Fa' che sappia adattarmi a ciascuno dei miei fratelli,
al suo carattere, alle sue disposizioni, alle sue capacità come ai suoi limiti,
secondo tempi e luoghi, come tu giudicherai bene che sia, Signore.

AELREDO DI RIEVAULX
SP, Tempo ordinario A.

   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Tutto restituire a Dio

E restituiamo
al Signore Dio altissimo e sommo
tutti i beni
e riconosciamo che tutti i beni sono suoi
e di tutti rendiamogli grazie,
perché procedono tutti da lui.

E lo stesso altissimo e sommo, solo e vero Dio
abbia e gli siano resi ed egli riceva
tutti gli onori e la reverenza,
tutte le lodi e tutte le benedizioni,
ogni rendimento di grazie e ogni gloria,
poiché suo è ogni bene
ed egli solo è buono.

FRANCESCO D'ASSISI
Regula non bullata 17.17-18.
Fontes franciscani, Assisi 1996, p. 201.

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Quel che ho, mio Dio, te lo dono

Mio Dio, mi hai ferito d'amore.
E la ferita è ancora vibrante,
mio Dio, mi hai ferito d'amore.

Mio Dio, il tuo timore mi ha colpito
e l'ustione è ancora li che tuona,
mio Dio, il tuo timore mi ha colpito.

Mio Dio, ho scoperto che tutto è spregevole
e la tua gloria si è installata in me,
mio Dio, ho scoperto che tutto è spregevole.

Annega la mia anima nei flutti del tuo Vino.
Fondi la mia vita al Pane della tua tavola,
annega la mia anima nei flutti del tuo Vino.

Ecco il mio sangue che non ho versato,
ecco la mia carne indegna di soffrire,
ecco il mio sangue che non ho versato.

 

Ecco la mia fronte che ha potuto solo arrossire,
per lo sgabello dei tuoi piedi adorabili,
ecco la mia fronte che ha potuto solo arrossire.

Ecco le mie mani che non hanno lavorato,
per i carboni ardenti e l'incenso raro,
ecco le mie mani che non hanno lavorato.

Ecco il mio cuore che ha battuto solo invano,
per palpitare alle spine del calvario,
ecco il mio cuore che ha battuto solo invano.

Ecco i miei piedi, frivoli viaggiatori,
per accorrere al grido della tua grazia,
ecco i miei piedi, frivoli viaggiatori.

Ecco la mia voce,
rumore imbronciato e mendace,
per i rimproveri della Penitenza,
ecco la mia voce,
rumore imbronciato e mendace.

Ecco i miei occhi, luminari d'errore,
per esser spenti con le lacrime della preghiera,
ecco i miei occhi, luminari d'errore.

Ah, tu, Dio d'offerta e di perdono,
quale è il pozzo della mia ingratitudine,
ah, tu, Dio d'offerta e di perdono,

Dio di terrore e Dio di santità,
ah! il nero abisso del mio crimine,
Dio di terrore e Dio di santità,

Tu, Dio di pace, di gioia e di felicità,
tutte le mie paure, tutte le mie ignoranze,
tu, Dio di pace, di gioia e di felicità,

Tu conosci tutto ciò, tutte queste cose,
e che sono il più povero di tutti,
tu conosci tutto ciò, tutte queste cose,

Ma quel che ho, mio Dio, io te lo dono.

PAUL VERLAINE
Sagesse. Liturgies intimes,
Paris  1958, pp. 75-77.

 

   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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La più bella delle case

Dio mio, fa' che la morte
sia per noi il migliore degli assenti,
la tomba la più bella delle case.

Concedici di morire
nel desiderio di incontrarti.

Concedi di prepararci al giorno dell'Incontro.

 

PREGHIERA MUSULMANA
P. Cuperly, Choix
de prières musulmanes,   
Roma s.d., p. 42.

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Nunc dimittis

Ora, Signore,
lasci andare nella pace,
il tuo servo
secondo la tua parola.

Poiché i miei occhi
hanno visto la tua salvezza
da te preparata davanti a tutti i popoli.

Luce per la rivelazione alle genti
e gloria del tuo popolo Israele.

 

DALL'EVANGELO SECONDO LUCA

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Prendi gli anni che mi restano

Inclina verso di te, o Dio,
quel poco che hai voluto che io sia.

Della mia povera esistenza,
ti supplico di prendere gli anni
che mi restano da vivere.

Quanto a quelli perduti,
ne provo umiliazione e pentimento.
Non disdegnare i miei rimpianti.

Ormai non vi è più in me
che il desiderio della tua saggezza
e un cuore, che ti offro.

 

BERNARDO DI CLAIRVAUX
Collectif, Ecoute, Seigneur, ma prière,
Paris 1988, p. 480.

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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O Dio, dona a ciascuno la sua morte

Signore, dà a ciascuno la sua morte,
il morire che vien da quella vita,
dove trovava amore, senso, affanno.

Perché siamo soltanto buccia e foglia.
La gran morte, che ciascuno porta in sé,
è il frutto intorno al quale tutto ruota.

E da lei nascon le fanciulle
e crescono come rami da un liuto;
per lei diventeranno uomini i fanciulli;
e le donne confidenti sono a chi crescendo parla
di angosce che nessuno altrimenti ascolterebbe.
Per lei rimane eterno ciò che fu
contemplato, anche se da tempo,
e ciascuno che fece e costruì,
fu mondo intorno al frutto, e congelò e si sciolse,
ad esso s'intrecciò e in esso risplendette.

 

Dentro vi è penetrato tutto il caldo
dei cuori, e il bianco ardore delle menti:
pure i tuoi angeli sciamano come uccelli,
e trovarono verdi tutti i frutti.

Signore, siam più poveri dei poveri animali
che della loro morte, seppur ciechi, muoiono,
perché noi tutti ancora non morimmo.

Dacci colui che alla sapienza giunga
di annodare la vita in tralci
su cui cominci, al tempo giusto, maggio.

Perché ciò fa il morire duro e ingrato:
che non sia nostra morte; una, piuttosto,
che ci rapisce solo per non averne maturata alcuna.

RAINER MARIA RILKE
Das Buch von der Armut und von Tode.
Il libro d'ore, Milano 1992, pp. 176-78.

 

   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Tirami fuori dalla mia prigione

Con tutto me stesso ho racchiuso il tuo tutto, o mia santità!

A me ti sei rivelato, al punto che in me ci sei tu.
Ho rigirato il mio cuore verso altri che te, ma non ho visto
che distacco da loro e intimità per te.

Ahimè, gli uomini m'han rinchiuso nel carcere della vita,
trascinami a te, portami via dalla prigione!

 

 

AL-HALLAJ
Diwan,
Genova 1987, p. 63.

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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All'ultimo momento

Quando sul mio corpo
(e ben più sul mio spirito)
comincerà a mostrarsi l'usura degli anni,
quando si abbatterà su di me, dal di fuori,
o nascerà in me dal di dentro,
il male che sminuisce o porta via,
nell'istante doloroso in cui prenderò coscienza
che sono malato o che sto diventando vecchio,
in quell'ultimo momento, soprattutto,
quando sentirò di sfuggire a me stesso,
assolutamente passivo
in mano a grandi forze sconosciute
che mi hanno formato,
in tutte quelle ore buie,
donami, mio Dio, di comprendere
che sei tu (ammesso che la mia fede sia così grande)
che separi dolorosamente le fibre del mio essere
per penetrare fino al midollo della mia sostanza
e trascinarmi in te.

PIERRE TEILHARD DE CHARDIN
Le Milieu divin,
Paris 1957, p. 95.

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Verrò verso di te

Credo, si io credo che un giorno, il tuo giorno, o mio Dio,
avanzerò verso te coi miei passi titubanti, con tutte le mie lacrime nel palmo della mano,
e questo cuore meraviglioso che tu ci hai donato,
questo cuore troppo grande per noi perché è fatto per te...

Un giorno io verrò, e tu leggerai sul mio viso tutto lo sconforto, tutte le lotte,
tutti gli scacchi dei cammini della libertà. E vedrai tutto il mio peccato.

Ma io so, mio Dio, che non è grave il peccato, quando si è alla tua presenza.
Poiché è davanti agli uomini che si è umiliati.
Ma davanti a te, è meraviglioso esser casi poveri, perché si è tanto amati!

Un giorno, il tuo giorno, mio Dio, io verrò verso di te.
E nella autentica esplosione della mia resurrezione, saprò allora che la tenerezza, sei tu,
che la mia libertà sei ancora tu.

Verrò verso di te, mio Dio, e tu mi donerai il tuo volto.
Verrò verso di te con il mio sogno più folle: portarti il mondo fra le braccia.

Verrò verso di te, e griderò a piena voce tutta la verità della vita sulla terra.
Ti griderò il mio grido che viene dal profondo dei secoli:
«Padre! ho tentato di essere un uomo, e sono tuo figlio».

JACQUES LECLERCQ
Collectif, Ecoute, Seigneur, ma prière, Paris 1988, p. 490.

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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La vita

Ho accolto la vita, Signore,
con amore e con foga ho vissuto;

e con amore ora accolgo la morte.
Ecco, il calice è colmo.

Ai tuoi piedi il calice è sparso.
E ai tuoi piedi ho effuso la vita.

 

MAT' MARIJA

S. Hackel, Elizaveta Jur'evna:
Rivoluzionaria, monaca e martire,
Roma 1988, p. 184.

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Quando sarà venuta...

Pure allora mi sgorghi
dal cuore ferito il canto:
come dal costato di Cristo
usciva sangue e acqua.

Cantare quanto in vita
ti abbia inseguito quale
la cerva del salmo
fiutando sorgenti lontane.

Cantare ancora i gemiti
che la sera - e le notti! - empivano
le vaste solitudini;
e il lungo errare per i boschi
sempre disperato e illuso.

Ora almeno che prossimo
sono all'incontro
svelami come,
pur malato mortalmente di te,
abbia potuto essere a Te infedele:
tradirti nel mentre stesso che dicevo di amarti!

O forse anche il peccato
è un gesto folle per cercarti? Pace non c'è per gli amanti
lo sai!

DAVID MARIA TUROLDO
Canti ultimi, Milano 1991, pp. 137-38.

   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Venerazione del Sole quando tramonta sull'orizzonte del cielo

Lode a te quando tramonti!
Dio divino che nacque da se stesso, Dio primigenio che fu sin dall'inizio!

Giubilo per te che hai creato gli Dei,
che hai innalzato il cielo come strada per i suoi occhi,
che hai creato la Terra per l'ampiezza del proprio splendore, affinché l'uno riconosca l'altro.

Gli abitanti degli inferi si rallegrano, quando tu doni luce all'Occidente
I loro occhi si aprono quando guardano verso di te.
Come giubilano i loro cuori, quando ti guardano!

Tu odi le preghiere di coloro che giacciono nei sarcofagi.
Tu scacci il loro dolore e storni il loro male.

NEL CUORE DELLA NOTTE
RELIGIONE EGIZIA
Il brano che segue è tratto dal Libro dei morti che ci è stato tramandato dall'antica civiltà egizia e si intitola in realtà Libro della sortita alla luce. È un testo risalente al 1500-1300 a.c., che celebra la vita, non la morte. Il simbolo per eccellenza della vita è il Sole che sempre risorge.


 

 
Dom Valerio Cattana, LE PIU BELLE PREGHIERE DEL MONDO - Oscar Mondadori, 2000
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Preghiera agli dei della notte

È quieta la campagna,
sono chiusi gli usci delle case,
sbarrate le porte della città,
abbassati i chiavistelli,
tace la regione.

Solo aperti sono i portali del cielo spazioso,
sono presenti i grandi Dei della notte che da lontano vigilano.

Entrate o Dei della notte, voi stelle maggiori:
costellazioni Giogo e Corona, Orione,
Giove e Cancro, Orsa maggiore,
Libra, Marte, Cinghiale, Canale.

Entrate, o Dei della notte,
e voi stelle del Nord, stelle del Sud, stelle dell'Est e stelle dell'Ovest.
Entra Ishtar, grande dea, e tutte le rimanenti stelle!
Chi vi invoca ottiene di certo quanto brama.

NEL CUORE DELLA NOTTE
RELIGIONE ACCADICA
La notte è uno dei tempi spirituali per eccellenza. In questa preghiera pervenutaci dalla Mesopotamia del 2300-2100 a.c., il silenzio che incombe sulla natura diviene lo spazio interiore nel quale aprirsi all'Eterno.

 
Dom Valerio Cattana, LE PIU BELLE PREGHIERE DEL MONDO - Oscar Mondadori, 2000
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Alle stelle

Pellegrino e mortale
io vi contemplo, o stelle.
La Terra non imprigiona più
il figlio che ha generato.
In piedi, accanto agli Dei,
mi unisco nella notte dei mille veli
a questa immensità.

Sento già dentro di me, guardandovi,
la mia parte di eredità.

NEL CUORE DELLA NOTTE
RELIGIONE GRECO-ROMANA
In questo brano di Tolomeo, guardando il cielo stellato, l'uomo sente di non appartenere alla Terra, ma di avere altrove la sua vera patria. In epoca moderna la stessa sensazione di meraviglia di fronte al cielo stellato si ritrova nel filosofo Immanuel Kant.

 
Dom Valerio Cattana, LE PIU BELLE PREGHIERE DEL MONDO - Oscar Mondadori, 2000
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Mio padre e mia madre

O Dio,
mi hai fatto trascorrere in pace il giorno,
fammi trascorrere in pace anche la notte.
O Signore
che non hai altro signore sopra di te!
Fuori di te non c'è forza.
Solo tu non devi nulla a nessuno.
Nelle tue mani passa il giorno,
nelle tue mani passa la notte.
Tu sei mio padre,
tu sei mia madre.

NEL CUORE DELLA NOTTE
RELIGIONE NORDAFRICANA (TRADIZIONE ORALE)
Scorrendo, il tempo passa nelle mani di Dio. Il quale è così intimo all'uomo da essere sentito al contempo come padre e come madre.

 
Dom Valerio Cattana, LE PIU BELLE PREGHIERE DEL MONDO - Oscar Mondadori, 2000
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Aspettiamo nella notte

Aspettiamo nelle tenebre!
Venite, voi tutti che ascoltate,
aiutateci nel nostro cammino nella notte;
ora non splende il sole,
ora non brilla una stella;
venite a mostrarci il sentiero:
la notte è ostile;
la Luna si è dimenticata di noi,
aspettiamo nelle tenebre!

NEL CUORE DELLA NOTTE
RELIGIONE IROCHESE (TRADIZIONE ORALE)
A volte la notte è buio e tenebra dello spirito. Ci si sente soli, circondati dal nulla, oppressi nel cuore. In quei momenti non rimane che attendere.

 
Dom Valerio Cattana, LE PIU BELLE PREGHIERE DEL MONDO - Oscar Mondadori, 2000
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Alla Notte

O madre Notte,
affidaci all'aurora.
L'aurora ci affidi al giorno,
il giorno a te, o brillante.

Da qualunque creatura che ora vola
e da qualunque creatura che ora striscia
e da qualunque creatura che sta ai piedi della montagna
tu proteggici, o Notte.

Tu proteggici da Occidente,
da Oriente,
da Nord e da Sud.
Proteggici, o splendente:
noi siamo qui per lodarti.

NEL CUORE DELLA NOTTE
INDUISMO
In questa preghiera tratta dagli Atharva Veda (XIX), e risalente al X secolo a.C.,la notte viene sentita come una divinità alla quale si chiede aiuto e protezione dagli esseri che la popolano. Molto bel­la è la conclusione in forma di lode.

 
Dom Valerio Cattana, LE PIU BELLE PREGHIERE DEL MONDO - Oscar Mondadori, 2000
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Sola con te

Mio Signore!
Brillano le stelle,
si chiudono gli occhi degli amanti.
Ogni amante
è sola col suo amato,
e io sono sola
qui con te!

NEL CUORE DELLA NOTTE
ISLAM
Il brano che segue rientra nella grande mistica islamica Rabi'a (Iraq, IX secolo d.C.) ed esprime in modo mirabile l'amore per Dio. La notte è anche il momento della suprema intimità, quando si sente al massimo grado il bisogno di dare e ricevere amore.

 
Dom Valerio Cattana, LE PIU BELLE PREGHIERE DEL MONDO - Oscar Mondadori, 2000
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Illuminazione

O santissimo!
Tu sei sempre stato assorto
in tranquilla meditazione.
Tu ci riempi di stupore.
Signore Santo!
Ti preghiamo perché tu faccia svanire
il nostro smarrimento.
Ti preghiamo perché possiamo essere illuminati
in questa vita.
Ti preghiamo perché, quando rinasceremo,
possiamo tornare in questo mondo
per aiutare gli altri.
Signore Santo!
Noi dedichiamo la nostra vita ad aiutare gli altri
in riconoscenza al nostro Signore il Buddha.

NEL CUORE DELLA NOTTE
BUDDHISMO
L'oscurità della notte in questo testo composto nel VI-V secolo a.c. nel Tibet viene contrapposta all'illuminazione della fede. Mediante essa si giunge a vivere per amore degli altri.

 
Dom Valerio Cattana, LE PIU BELLE PREGHIERE DEL MONDO - Oscar Mondadori, 2000
   
   
   
   
   

 

 

 

 

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Tu mi conosci fino in fondo

Se dico: «Almeno l'oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte»,
nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno.

Per te le tenebre sono come luce.
Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio,
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.

Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro.
I miei giorni erano fissati
quando ancora non ne esisteva uno.

NEL CUORE DELLA NOTTE
ANTICO TESTAMENTO
In questo salmo, il 138, la notte simboleggia la distanza e la separazione da Dio, fonte della vita. Nemmeno la notte però, nemmeno l'estrema barriera, può separare Dio dall'uomo che lo vuole accogliere. In base a questa consapevolezza, chi recita questo salmo sente di appartenere a Dio fin dal suo concepimento.

 
Dom Valerio Cattana, LE PIU BELLE PREGHIERE DEL MONDO - Oscar Mondadori, 2000
   
   
   
   
   

 

 

 

 

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Facci riposare

Facci riposare in pace, Signore Dio nostro,
e fa', o nostro re, che ci rialziamo per la vita e per la pace.
Stendi sopra di noi la protezione della tua pace e difendici,
dirigici con un consiglio buono che provenga da Te,
e salvaci in grazia del tuo Nome.

Sii protezione intorno a noi e allontana da noi il nemico,
la peste, la spada, la fame, l'angoscia, l'afflizione.
Allontana Satana davanti a noi e dietro di noi.

All'ombra delle tue ali nascondici,
perché Tu sei un Dio che custodisce e salva,
un Dio che è re,
che usa grazia e misericordia.

Custodisci il nostro uscire e il nostro entrare,
per la vita e la pace,
da ora e in eterno.

NEL CUORE DELLA NOTTE
EBRAISMO
Questa preghiera serale presenta la notte come pericolo da oltrepassare, come simbolo cui accostare altri mali quali la peste, la spada, la fame, lo stesso demonio. Si richiede a Dio protezione, per potergli stare vicino, all'ombra delle sue ali.

 
Dom Valerio Cattana, LE PIU BELLE PREGHIERE DEL MONDO - Oscar Mondadori, 2000
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Inno al calare delle tenebre

O Dio dell'universo,
gli astri movendo in cielo,
il giorno rivesti di luce
e il sonno propizi alla notte.

Così il dolce riposo ci ristora
e ci riporta alla fatica usata,
solleva gli animi stanchi
e scioglie il peso triste degli affanni.

Poi che il lavoro diurno si placa
e scende il vespero oscuro,
grati dei tuoi favori
a te eleviamo l'inno della sera.

Te canti il profondo dell' essere,
te risonando celebri la voce,
il palpito casto dei cuori ti cerchi,
semplice e chiara la mente ti adori.

 

E quando nelle tenebre
sarà soffocata ogni luce,
non si estingua la fiamma della fede,
ma illumini la nostra notte.

Alacre, vigili sempre lo spirito
e sia la colpa a dormire:
freschezza di puri pensieri
mitighi al sonno l'inquieta vampa.

Ogni morboso senso dilegui,
appassionata l'anima ti sogni,
e l'incubo del nemico
non invidierà la nostra pace.

A Cristo e al Padre salga la preghiera,
salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
unico Dio, Trinità beata,
del tuo amore riscalda chi ti implora. Amen.

 

NEL CUORE DELLA NOTTE
CRISTIANESIMO
In questa preghiera di sant'Ambrogio (IV secolo), la fede viene percepita come una specie di fiaccola che fende le tenebre e apre il cammino verso il nuovo giorno.

Dom Valerio Cattana, LE PIU BELLE PREGHIERE DEL MONDO - Oscar Mondadori, 2000
   
   
   
   
   

 

 

 

 

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Al termine del giorno

Al termine del giorno,
o sommo Creatore,
vegliaci nel riposo
con amore di Padre.

Dona salute al corpo
e fervore allo spirito,
la tua luce rischiari
le ombre della notte.

Nel sonno delle membra
resti fedele il cuore,
e al ritorno dell' alba
intoni la tua lode.

Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trina e unico
nei secoli sia gloria. Amen.

NEL CUORE DELLA NOTTE
CRISTIANESIMO
Nella preghiera che segue, detta della Liturgia delle ore (V-VI se­colo), la tenebra notturna avvolge ogni cosa. È bello, è rassicurante sapere che il Creatore di tutto volge su di noi il suo sguardo con amore di padre. Dante Alighieri riporta nell'originale latino que­sto antico testo liturgico (Purgatorio, VIII, 13).

 
Dom Valerio Cattana, LE PIU BELLE PREGHIERE DEL MONDO - Oscar Mondadori, 2000