GIUGNO 2010

DIARIO

 AGOSTO 2010

Luglio 2010

Compendio del Catechismo

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1 G

180. Come si attua la dimensione collegiale del ministero ecclesiale?

2 V 181. Perché il ministero ecclesiale ha anche un carattere personale? 
3 S 182. Qual è la missione del Papa? 
4 X

183. Qual è il compito del collegio dei Vescovi? 

5 L 184. Come i Vescovi attuano la loro missione di insegnare? 
6 m 185. Quando si attua l'infallibilità del Magistero? 
7 M

186. Come i Vescovi esercitano il ministero di santificare? 

8 G 187. Come i Vescovi esercitano la funzione di governare? 
9 V 188. Qual è la vocazione dei fedeli laici? 
10 S

189. Come partecipano i fedeli laici all'ufficio sacerdotale di Cristo? 

11 X 190. Come partecipano al suo ufficio profetico? 
12 L 191. Come partecipano al suo ufficio regale? 
13 m

192. Che cos'è la vita consacrata? 

14 M 193. Che cosa offre la vita consacrata alla missione della Chiesa? 
15 G 194. Che cosa significa l'espressione comunione dei santi? 
16 V

195. Che cosa significa ancora l'espressione comunione dei santi?  

17 S 196. In che senso la beata Vergine Maria è Madre della Chiesa? 
18 X 197. Come la Vergine Maria aiuta la Chiesa?
19 L

198. Che tipo di culto si rivolge alla santa Vergine?

20 m 199. In che modo la beata Vergine Maria è l'icona escatologica della Chiesa?
21 M 200. Come si rimettono i peccati?
22 G

201. Perché la Chiesa ha il potere di perdonare i peccati?

23 V 202. Che cosa si indica con il termine carne, e qual è la sua importanza?
24 S 203. Che cosa significa «risurrezione della carne»?
25 X 204. Qual è il rapporto tra la Risurrezione di Cristo e la nostra?
26 L

205. Con la morte, che cosa succede al nostro corpo e alla nostra anima?

27 m

206. Che cosa significa morire in Cristo Gesù?

28 M

207. Che cos'è la vita eterna?

29 G

208. Che cos'è il giudizio particolare?

30 V

209. Che cosa s'intende per «cielo»?

31 S 210. Che cos'è il purgatorio?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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180. Come si attua la dimensione collegiale del ministero ecclesiale?

Sull'esempio dei dodici Apostoli, scelti e inviati insieme da Cristo, l'unione dei membri della gerarchia ecclesiastica è al servizio della comunione di tutti i fedeli.

Ogni Vescovo esercita il suo ministero, come membro del collegio episcopale, in comunione col Papa, diventando partecipe con lui della sollecitudine per la Chiesa universale. l sacerdoti esercitano il loro ministero nel presbiterio della Chiesa particolare, in comunione con il proprio Vescovo e sotto la sua guida.

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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181. Perché il ministero ecclesiale ha anche un carattere personale?

Il ministero ecclesiale ha anche un carattere personale, in quanto, in virtù del Sacramento dell'Ordine, ciascuno è responsabile davanti a Cristo, che lo ha chiamato personalmente, conferendogli la missione.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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182. Qual è la missione del Papa?

Il Papa, Vescovo di Roma e successore di san Pietro, è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità della Chiesa. È il vicario di Cristo, capo del collegio dei Vescovi e pastore di tutta la Chiesa, sulla quale ha, per divina istituzione, potestà piena, suprema, immediata e universale.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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183. Qual è il compito del collegio dei Vescovi?

Il collegio dei Vescovi, in comunione con il Papa e mai senza di lui, esercita anch'esso sulla Chiesa la suprema e piena potestà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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184. Come i Vescovi attuano la loro missione di insegnare?

I Vescovi, in comunione con il Papa, hanno il dovere di annunziare a tutti fedelmente e con autorità il Vangelo, quali testimoni autentici della fede apostolica, rivestiti dell'autorità di Cristo. Mediante il senso soprannaturale della fede, il Popolo di Dio aderisce indefettibilmente alla fede, sotto la guida del Magistero vivente della Chiesa.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

 

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185. Quando si attua l'infallibilità del Magistero?

L'infallibilità si attua quando il Romano Pontefice, in virtù della sua autorità di supremo Pastore della Chiesa, o il Collegio dei Vescovi in comunione con il Papa, soprattutto riunito in un Concilio Ecumenico, proclamano con atto definitivo una dottrina riguardante la fede o la morale, e anche quando il Papa e i Vescovi, nel loro ordinario Magistero, concordano nel proporre una dottrina come definitiva. A tali insegnamenti ogni fedele deve aderire con l'ossequio della fede.

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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186. Come i Vescovi esercitano il ministero di santificare?

I Vescovi santificano la Chiesa dispensando la grazia di Cristo con il ministero della parola e dei sacramenti, in particolare dell'Eucaristia, e anche con la loro preghiera, il loro esempio e il loro lavoro.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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187. Come i Vescovi esercitano la funzione di governare?

Ogni Vescovo, in quanto membro del collegio episcopale, porta collegialmente la sollecitudine per tutte le Chiese particolari e per tutta la Chiesa insieme con gli altri Vescovi uniti al Papa. Il Vescovo, cui viene affidata una Chiesa particolare, la governa con l'autorità della sacra Potestà propria, ordinaria e immediata, esercitata nel nome di Cristo, buon Pastore, in comunione con tutta la Chiesa e sotto la guida del successore di Pietro.

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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188. Qual è la vocazione dei fedeli laici?

I fedeli laici hanno come vocazione propria quella di cercare il Regno di Dio, illuminando e ordinando le realtà temporali secondo Dio. Attuano così la chiamata alla santità e all'apostolato, rivolta a tutti i battezzati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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189. Come partecipano i fedeli laici all'ufficio sacerdotale di Cristo?

Essi vi partecipano nell'offrire - quale sacrificio spirituale «gradito a Dio per mezzo di Gesù Cristo» (1 Pt 2,5), soprattutto nell'Eucaristia -la propria vita con tutte le opere, le preghiere e le iniziative apostoliche, la vita familiare e il lavoro giornaliero, le molestie della vita sopportate con pazienza e il sollievo corporale e spirituale. Così, anche i laici, dedicati a Cristo e consacrati dallo Spirito Santo, offrono a Dio il mondo stesso.

 

 

  

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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190. Come partecipano al suo ufficio profetico?

Vi partecipano accogliendo sempre più nella fede la Parola di Cristo e annunciandola al mondo con la testimonianza della vita e con la parola, l'azione evangelizzatrice e la catechesi. Quest'azione evangelizzatrice acquista una particolare efficacia dal fatto che viene compiuta nelle comuni condizioni del secolo.

 

 

 

 


 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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191. Come partecipano al suo ufficio regale?

I laici partecipano alla funzione regale di Cristo, avendo da lui ricevuto il potere di vincere in se stessi e nel mondo il peccato, con l'abnegazione di sé e la santità della loro vita. Esercitano vari ministeri a servizio della comunità e impregnano di valore morale le attività temporali dell'uomo e le istituzioni della società.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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192. Che cos'è la vita consacrata?

È uno stato di vita riconosciuto dalla Chiesa. È una risposta libera a una chiamata particolare di Cristo, con la quale i consacrati si dedicano totalmente a Dio e tendono verso la perfezione della carità sotto la mozione dello Spirito Santo. Tale consacrazione si caratterizza per la pratica dei consigli evangelici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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193. Che cosa offre la vita consacrata alla missione della Chiesa?

La vita consacrata partecipa alla missione della Chiesa mediante una piena dedizione a Cristo e ai fratelli, testimoniando la speranza del Regno celeste.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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194. Che cosa significa l'espressione comunione dei santi?

Tale espressione indica anzitutto la comune partecipazione di tutti i membri della Chiesa alle cose sante (sancta): la fede, i Sacramenti, in particolare l'Eucaristia, i carismi e gli altri doni spirituali. Alla radice della comunione c'è la carità che «non cerca il proprio interesse» (1 Cor 13,5), ma spinge il fedele «a mettere tutto in comune» (At 4,32), anche i propri beni materiali a servizio dei più poveri.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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195. Che cosa significa ancora l'espressione comunione dei santi?

Tale espressione designa anche la comunione tra le persone sante (sancti), e cioè tra quanti per la grazia sono uniti a Cristo morto e risorto. Alcuni sono pellegrini sulla terra; altri, passati da questa vita, stanno purificando si, aiutati anche dalle nostre preghiere; altri, infine, godono già della gloria di Dio e intercedono per noi. Tutti insieme formano in Cristo una sola famiglia, la Chiesa, a lode e gloria della Trinità.

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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196. In che senso la beata Vergine Maria è Madre della Chiesa?

La beata Vergine Maria è Madre della Chiesa nell'ordine della grazia perché ha dato alla luce Gesù, il Figlio di Dio, Capo del corpo che è la Chiesa. Gesù, morente in Croce, l'ha indicata come madre al discepolo con queste parole: «Ecco la tua madre» (Gv 19,27).

 

 

 

 


 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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197. Come la Vergine Maria aiuta la Chiesa?

Dopo l'ascensione del suo Figlio, la Vergine Maria aiuta, con le sue preghiere, le primizie della Chiesa. Anche dopo la sua assunzione in cielo, ella continua a intercedere per i suoi figli, ad essere per tutti un modello di fede e di carità e ad esercitare su di loro un influsso salutare, che sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo. I fedeli vedono in lei un'immagine e un anticipo della risurrezione che li attende, e la invocano come avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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198. Che tipo di culto si rivolge alla santa Vergine?

È un culto singolare, ma differisce essenzialmente dal culto di adorazione, prestato soltanto alla Santissima Trinità. Tale culto di speciale venerazione trova particolare espressione nelle feste liturgiche dedicate alla Madre di Dio e nella preghiera mariana, come il santo Rosario, compendio di tutto il Vangelo.

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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199. In che modo la beata Vergine Maria è l'icona escatologica della Chiesa?

Guardando a Maria, tutta santa e già glorificata in corpo e anima, la Chiesa contempla in lei ciò che essa stessa è chiamata ad essere sulla terra e quello che sarà nella patria celeste.

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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200. Come si rimettono i peccati?

Il primo e principale sacramento per il perdono dei peccati è il Battesimo. Per i peccati commessi dopo il Battesimo, Cristo ha istituito il Sacramento della Riconciliazione o Penitenza, per mezzo del quale il battezzato è riconciliato con Dio e con la Chiesa.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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201. Perché la Chiesa ha il potere di perdonare i peccati?

La Chiesa ha la missione e il potere di perdonare i peccati, perché Cristo stesso glielo ha conferito: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi» (Gv 20,22-23).

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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202. Che cosa si indica con il termine carne, e qual è la sua importanza?

Il termine carne designa l'uomo nella sua condizione di debolezza e di mortalità. «La carne è il cardine della salvezza» (Tertulliano). Infatti, noi crediamo in Dio creatore della carne; crediamo nel Verbo fatto carne per riscattare la carne; crediamo nella risurrezione della carne, compimento della creazione e della redenzione della carne.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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203. Che cosa significa «risurrezione della carne»?

Significa che lo stato definitivo dell'uomo non sarà soltanto l'anima spirituale separata dal corpo, ma che anche i nostri corpi mortali un giorno riprenderanno vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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204. Qual è il rapporto tra la Risurrezione di Cristo e la nostra?

Come Cristo è veramente risorto dai morti e vive per sempre, cosi egli stesso risusciterà tutti nell'ultimo giorno, con un corpo incorruttibile: «quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna» (Gv 5,29).

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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205. Con la morte, che cosa succede al nostro corpo e alla nostra anima?

Con la morte, separazione dell'anima e del corpo, il corpo cade nella corruzione, mentre l'anima, che è immortale, va incontro al giudizio di Dio e attende di ricongiungersi al corpo quando, al ritorno del Signore, risorgerà trasformato. Comprendere come avverrà la risurrezione supera le possibilità della nostra immaginazione e del nostro intelletto.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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206. Che cosa significa morire in Cristo Gesù?

Significa morire in grazia di Dio, senza peccato mortale. Il credente in Cristo, seguendo il suo esempio, può così trasformare la propria morte in un atto di obbedienza e di amore verso il Padre. «Certa è questa parola: se moriamo con lui, vivremo anche con lui» (2 Tm 2, 11).

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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207. Che cos'è la vita eterna?

La vita eterna è quella che inizierà subito dopo la morte. Essa non avrà fine. Sarà preceduta per ognuno da un giudizio particolare ad opera di Cristo, giudice dei vivi e dei morti, e sarà sancita dal giudizio finale.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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208. Che cos'è il giudizio particolare?

È il giudizio di retribuzione immediata, che ciascuno, fin dalla sua morte, riceve da Dio nella sua anima immortale, in rapporto alla sua fede e alle sue opere. Tale retribuzione consiste nell'accesso alla beatitudine del cielo, immediatamente o dopo un'adeguata purificazione, oppure alla dannazione eterna nell'inferno.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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209. Che cosa s'intende per «cielo»?

Per «cielo» s'intende lo stato di felicità suprema e definitiva. Quelli che muoiono nella grazia di Dio e non hanno bisogno di ulteriore purificazione sono riuniti attorno a Gesù e a Maria, agli Angeli e ai Santi. Formano così la Chiesa del cielo, dove essi vedono Dio «a faccia a faccia» (1 Cor 13,12), vivono in comunione d'amore con la Santissima Trinità e intercedono per noi.

 

« La vita, nella sua stessa realtà e verità, è il Padre, che, attraverso il Figlio nello Spirito Santo, riversa come fonte su tutti noi i suoi doni celesti. E per la sua bontà promette veramente anche a noi uomini i beni divini della vita eterna» (san Cirillo di Gerusalemme).

  

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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   210. Che cos'è il purgatorio?

Il purgatorio è lo stato di quanti muoiono nell'amicizia di Dio, ma, benché sicuri della loro salvezza eterna, hanno ancora bisogno di purificazione, per entrare nella beatitudine celeste.