FEBBRAIO 2010

DIARIO

 APRILE 2010

Marzo 2010

Compendio del Catechismo

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1 L

58. Perché Dio permette il male?

2 m 59. Che cosa ha creato Dio?
3 M 60. Chi sono gli angeli?
4 G

61. In che modo gli angeli sono presenti nella vita della Chiesa?

5 V 62. Che cosa insegna la Sacra Scrittura circa la creazione del mondo visibile?
6 S 63. Qual è il posto dell'uomo nella creazione?
7 X

64. Che tipo di legame esiste tra le cose create?

8 L 65. Che relazione c'è fra l'opera della creazione e quella della redenzione?
9 m 66. In che senso l'uomo è creato a «immagine di Dio»?
10 M

67. Per quale fine Dio ha creato l'uomo?

11 G 68. Perché gli uomini formano un'unità?
12 V 69. Come nell'uomo l'anima e il corpo formano un'unità?
13 S

70. Chi dona l'anima all'uomo?

14 X 71. Quale relazione Dio ha posto tra l'uomo e la donna?
15 L 72. Qual era la condizione originaria dell'uomo secondo il progetto di Dio?
16 m 73. Come si comprende la realtà del peccato?
17 M

74. Che cos'è la caduta degli angeli?

18 G 75. In che cosa consiste il primo peccato dell'uomo?
19 V 76. Che cos'è il peccato originale?
20 S 77. Quali altre conseguenze provoca il peccato originale?
21 X

78. Dopo il primo peccato, che cosa ha fatto Dio?

22 L 79. Qual è la Buona Novella per l'uomo?
23 m 80. Come si diffonde questa Buona Novella?
24 M 81. Che cosa significa il nome «Gesù»?
25 G

82. Perché Gesù è chiamato «Cristo »?

26 V 83. In che senso Gesù è il «Figlio Unigenito di Dio»?
27 S 84. Che cosa significa il titolo «Signore»?
28 X 85. Perché il Figlio di Dio si è fatto uomo?
29 L

86. Che cosa significa la parola «Incarnazione »?

30 m 87. In che modo Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo?
31 M 88. Che cosa insegna a questo riguardo il Concilio di Calcedonia (anno 451)?


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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58. Perché Dio permette il male?

La fede ci dà la certezza che Dio non permetterebbe il male, se dallo stesso male non traesse il bene. Dio questo l'ha già mirabilmente realizzato in occasione della morte e risurrezione di Cristo: infatti dal più grande male morale, l'uccisione del suo Figlio, egli ha tratto i più grandi beni, la glorificazione di Cristo e la nostra redenzione.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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59. Che cosa ha creato Dio?

La Sacra Scrittura dice: «In principio Dio creò il cielo e la terra» (Gn 1,1). La Chiesa, nella sua Professione di fede, proclama che Dio è il creatore di tutte le cose visibili e invisibili: di tutti gli esseri spirituali e materiali, cioè degli angeli e del mondo visibile, e in modo particolare dell'uomo.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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60. Chi sono gli angeli?

Gli angeli sono creature puramente spirituali, incorporee, invisibili e immortali, esseri personali dotati di intelligenza e di volontà. Essi, contemplando incessantemente Dio a faccia a faccia, Lo glorificano, Lo servono e sono i suoi messaggeri nel compimento della missione di salvezza per tutti gli uomini.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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61. In che modo gli angeli sono presenti nella vita della Chiesa?

La Chiesa si unisce agli angeli per adorare Dio,
invoca la loro assistenza e di alcuni celebra liturgicamente la memoria.

 

«Ogni fedele ha al proprio fianco
un angelo come protettore e pastore,
per condurlo alla vita»
(san Basilio Magno).

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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62. Che cosa insegna la Sacra Scrittura circa la creazione del mondo visibile?

Attraverso il racconto dei «sei giorni» della creazione, la Sacra Scrittura ci fa conoscere il valore del creato e la sua finalità di lode a Dio e di servizio all'uomo.

Ogni cosa deve la propria esistenza a Dio, dal quale riceve la propria bontà e perfezione, le proprie leggi e il proprio posto nell'universo.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

 

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63. Qual è il posto dell'uomo nella creazione?

L'uomo è il vertice della creazione visibile,
in quanto è creato a immagine e somiglianza di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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64. Che tipo di legame esiste tra le cose create?

Esiste tra le creature un'interdipendenza e una gerarchia, volute da Dio. Nello stesso tempo, esiste un'unità e solidarietà fra le creature, poiché tutte hanno il medesimo Creatore, sono da Lui amate e sono ordinate alla sua gloria. Rispettare le leggi iscritte nella creazione e i rapporti derivanti dalla natura delle cose, è quindi un principio di saggezza e un fondamento della morale.

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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65. Che relazione c'è fra l'opera della creazione e quella della redenzione?

L'opera della creazione culmina
nell'opera ancora più grande della redenzione.
Infatti questa dà inizio alla nuova creazione,
nella quale tutto ritroverà il suo pieno senso
e il suo compimento.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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66. In che senso l'uomo è creato a «immagine di Dio»?

L'uomo è creato a immagine di Dio nel senso che è capace di conoscere e di amare, nella libertà, il proprio Creatore. È la sola creatura, su questa terra, che Dio ha voluto per se stessa e che ha chiamato a condividere, nella conoscenza e nell'amore, la sua vita divina. Egli, in quanto creato a immagine di Dio, ha la dignità di persona: non è qualcosa, ma qualcuno, capace di conoscersi, di donarsi liberamente e di entrare in comunione con Dio e con le altre persone.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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67. Per quale fine Dio ha creato l'uomo?

Dio ha creato tutto per l'uomo, ma l'uomo è stato creato per conoscere, servire e amare Dio, per offrirgli, in questo mondo, tutta la creazione in rendimento di grazie ed essere elevato alla vita con Dio in cielo. Solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo predestinato a riprodurre l'immagine del Figlio di Dio fatto uomo, che è la perfetta «immagine del Dio invisibile» (Col 1,15).

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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68. Perché gli uomini formano un'unità?

Tutti gli uomini formano l'unità del genere umano, per la comune origine che hanno da Dio. Dio, inoltre, ha creato «da uno solo tutte le nazioni degli uomini» (At 17,26). Tutti, poi, hanno un unico Salvatore e sono chiamati a condividere l'eterna felicità di Dio.

 

 

 

 

 

 


 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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69. Come nell'uomo l'anima e il corpo formano un'unità?

La persona umana è un essere insieme corporeo e spirituale. Nell'uomo lo spirito e la materia formano un'unica natura. Questa unità è così profonda che, grazie al principio spirituale che è l'anima, il corpo, che è materiale, diventa un corpo umano e vivente, e partecipa alla dignità di immagine di Dio.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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70. Chi dona l'anima all'uomo?

L'anima spirituale non viene dai genitori, ma è creata direttamente da Dio, ed è immortale. Separandosi dal corpo al momento della morte, essa non perisce; si unirà nuovamente al corpo nel momento della risurrezione finale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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71. Quale relazione Dio ha posto tra l'uomo e la donna?

L'uomo e la donna sono stati creati da Dio in uguale dignità in quanto persone umane, e, nello stesso tempo, in una reciproca complementarità, essendo maschio e femmina. Dio li ha voluti l'uno per l'altro, per una comunione di persone. Insieme sono anche chiamati a trasmettere la vita umana, formando nel matrimonio «una sola carne» (Gn 2,24), e a dominare la terra come «amministratori» di Dio.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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72. Qual era la condizione originaria dell'uomo secondo il progetto di Dio?

Dio, creando l'uomo e la donna, aveva loro donato una speciale partecipazione alla propria vita divina, in santità e giustizia. Nel progetto di Dio l'uomo non avrebbe dovuto né soffrire né morire. Inoltre regnava un'armonia perfetta nell'uomo in se stesso, tra creatura e Creatore, tra uomo e donna, come pure tra la prima coppia umana
e tutta la creazione.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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73. Come si comprende la realtà del peccato?

Nella storia dell'uomo è presente il peccato. Tale realtà si chiarisce pienamente soltanto alla luce della Rivelazione divina, e soprattutto alla luce di Cristo Salvatore di tutti, che ha fatto sovrabbondare la grazia proprio là dove è abbondato il peccato.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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74. Che cos'è la caduta degli angeli?

Con tale espressione si indica che Satana e gli altri demoni, di cui parlano la Sacra Scrittura e la Tradizione della Chiesa, da angeli creati buoni da Dio, si sono trasformati in malvagi, perché, con libera e irrevocabile scelta, hanno rifiutato Dio e il suo Regno, dando così origine all'inferno. Essi tentano di associare l'uomo alla loro ribellione contro Dio; ma Dio afferma in Cristo la sua sicura vittoria sul Maligno.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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75. In che cosa consiste il primo peccato dell'uomo?

L'uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, disobbedendo Gli, ha voluto diventare «come Dio» senza Dio, e non secondo Dio (Gn 3,5). Così Adamo ed Eva hanno perduto immediatamente, per sé e per tutti i loro discendenti, la grazia originale della santità e della giustizia.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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76. Che cos'è il peccato originale?

Il peccato originale nel quale tutti gli uomini nascono è lo stato di privazione della santità e della giustizia originali. È un peccato da noi «contratto», non «commesso»; è una condizione di nascita, e non un atto personale. A motivo dell'unità di origine di tutti gli uomini, esso si trasmette ai discendenti di Adamo con la natura umana, «non per imitazione, ma per propagazione». Questa trasmissione rimane un mistero che non possiamo comprendere appieno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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77. Quali altre conseguenze provoca il peccato originale?

In conseguenza del peccato originale la natura umana, senza essere interamente corrotta, è ferita nelle sue forze naturali, è sottoposta all'ignoranza, alla sofferenza, al potere della morte, ed è incline al peccato. Tale inclinazione è chiamata concupiscenza.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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78. Dopo il primo peccato, che cosa ha fatto Dio?

Dopo il primo peccato, il mondo è stato inondato di peccati, ma Dio non ha abbandonato l'uomo in potere della morte, ma, al contrario, gli ha predetto in modo misterioso - nel «Protovangelo» (Gn 3,15) - che il male sarebbe stato vinto e l'uomo sollevato dalla caduta. E il primo annuncio del Messia redentore. Perciò la caduta sarà perfino chiamata felice colpa, perché «ha meritato un tale e così grande Redentore» (Liturgia della Veglia pasquale).

 

 

 

 

 

 

 

 
 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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79. Qual è la Buona Novella per l'uomo?

È l'annunzio di Gesù Cristo, «il Figlio del Dio vivente» (Mt 16,16), morto e risorto. AI tempo del re Erode e dell'imperatore Cesare Augusto, Dio ha adempiuto le promesse fatte ad Abramo e alla sua discendenza mandando «suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare coloro che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli» (Gal 4,4-5).

 

 

 

 

 

 

 

 
 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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80. Come si diffonde questa Buona Novella?

Fin dall'inizio i primi discepoli hanno avuto l'ardente desiderio di annunziare Gesù Cristo, allo scopo di condurre tutti alla fede in lui. Anche oggi, dall'amorosa conoscenza di Cristo nasce il desiderio di evangelizzare e catechizzare, cioè svelare nella sua persona l'intero disegno di Dio e mettere l'umanità in comunione con lui.

 

 

 

 

 

 

 

 
 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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81. Che cosa significa il nome «Gesù»?

Dato dall'Angelo al momento dell'Annunciazione, il nome «Gesù» significa «Dio salva». Esso esprime la sua identità e la sua missione, «perché è lui che salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,21). Pietro afferma che «non vi è sotto il cielo altro Nome dato agli uomini nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (At 4,12).

 

 

 

 

 

 

  

 
 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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82. Perché Gesù è chiamato «Cristo »?

«Cristo» in greco, «Messia» in ebraico, significa «unto». Gesù è il Cristo perché è consacrato da Dio, unto dello Spirito Santo per la missione redentrice. È il Messia atteso da Israele, mandato nel mondo dal Padre. Gesù ha accettato il titolo di Messia precisandone tuttavia il senso: «Disceso dal cielo» (Gv 3,13), crocifisso e poi risuscitato, egli è il Servo Sofferente «che dà la sua vita in riscatto per molti» (Mt 20,28). Dal nome Cristo è venuto a noi il nome di cristiani.

 

 

 

 

 

 
 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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83. In che senso Gesù è il «Figlio Unigenito di Dio»?

Egli lo è in senso unico e perfetto. Al momento del Battesimo e della Trasfigurazione, la voce del Padre designa Gesù come suo «Figlio prediletto». Presentando se stesso come il Figlio che «conosce il Padre» (Mt 11,27), Gesù afferma la sua relazione unica ed eterna con Dio suo Padre. Egli è «il Figlio Unigenito (1Gv 4,9)» di Dio, la seconda Persona della Trinità. È il centro della predicazione apostolica: gli Apostoli hanno visto «la sua gloria, come di Unigenito dal Padre» (Gv 1,14).

 

 

 

 

 

 

 
 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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84. Che cosa significa il titolo «Signore»?

Nella Bibbia, questo titolo designa abitualmente Dio Sovrano. Gesù lo attribuisce a se stesso e rivela la sua sovranità divina mediante il suo potere sulla natura, sui demoni, sul peccato e sulla morte, soprattutto con la sua Risurrezione. Le prime confessioni cristiane proclamano che la potenza, l'onore e la gloria dovuti a Dio Padre sono propri anche di Gesù: Dio «gli ha dato il Nome che è al di sopra di ogni altro nome» (Fil 2,9).

Egli è il Signore del mondo e della storia, il solo a cui l'uomo debba sottomettere interamente la propria libertà personale.

 

 

 

 

 

 

 
 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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85. Perché il Figlio di Dio si è fatto uomo?

Il Figlio di Dio si è incarnato nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo, per noi uomini e per la nostra salvezza, ossia: per riconciliare noi peccatori con Dio; per farci conoscere il suo amore infinito; per essere il nostro modello di santità; per farci «partecipi della natura divina» (2 Pt 1,4).

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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86. Che cosa significa la parola «Incarnazione »?

La Chiesa chiama «Incarnazione» il Mistero dell'ammirabile unione della natura divina e della natura umana nell'unica Persona divina del Verbo. Per realizzare la nostra salvezza, il Figlio di Dio si è fatto «carne» (Gv 1,14) diventando veramente uomo. La fede nell'Incarnazione è segno distintivo della fede cristiana.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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87. In che modo Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo?

Gesù è inscindibilmente vero Dio e vero uomo, nell'unità della sua Persona divina. Egli, il Figlio di Dio, che è «generato, non creato, della stessa sostanza del Padre», si è fatto vero uomo, nostro fratello, senza con ciò cessare di essere Dio, nostro Signore.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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88. Che cosa insegna a questo riguardo il Concilio di Calcedonia (anno 451)?

Il Concilio di Calcedonia insegna a confessare «un solo e medesimo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, perfetto nella sua divinità e perfetto nella sua umanità, vero Dio e vero uomo, composto di anima razionale e di corpo, consustanziale al Padre per la divinità, consustanziale a noi per l'umanità, "simile in tutto a noi, fuorché nel peccato" (Eb 4,15), generato dal Padre prima dei secoli secondo la divinità e, in questi ultimi tempi, per noi e per la nostra salvezza, nato da Maria Vergine e Madre di Dio, secondo l'umanità».