FEBBRAIO 2011

DIARIO

  APRILE 2011

Marzo 2011

Compendio del Catechismo

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1 m

423. Che cos'è la grazia che giustifica?

2 M

424. Quali altri tipi di grazia ci sono?

3 G

425. Qual è il rapporto tra la grazia e la libertà dell'uomo?

4 V

426. Che cos'è il merito?

5 S

427. Quali beni possiamo meritare?

6 X

428. Siamo tutti chiamati alla santità cristiana?

7 L

429. In qual modo la Chiesa nutre la vita morale del cristiano?

8 m

430. Perché il Magistero della Chiesa interviene nel campo morale?

9 M

431. Quali finalità hanno i precetti della Chiesa?

10 G

432. Quali sono i precetti della Chiesa?

11 V

433. Perché la vita morale dei cristiani è indispensabile per l'annunzio del Vangelo?

12 S

434. «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?» (Mt 19,16).

13 X

435. Come Gesù interpreta la Legge?

14 L

436. Che cosa significa «Decalogo»?

15 m

437. Qual è il legame del Decalogo con l'Alleanza?

16 M

438. Quale importanza dà la Chiesa al Decalogo?

17 G

439. Perché il Decalogo costituisce un'unità organica?

18 V

440. Perché il Decalogo obbliga gravemente?

19 S

441. È possibile osservare il Decalogo?

20 X

442. Che cosa implica l'affermazione di Dio: «lo sono il Signore Dio tuo» (Es 20,2)?

21 L

443. Che cosa comporta la Parola del Signore: «Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto» (Mt 4,10)?

22 m

444. In qual modo la persona attua il proprio diritto a rendere culto a Dio nella verità e nella libertà?

23 M

445. Che cosa proibisce Dio quando comanda: «Non avrai altri dèi di fronte a me» (Es 20,2)?

24 G

446. Il comando di Dio: «Non ti farai alcuna immagine scolpita...»(Es 20,3) proibisce il culto delle immagini?

25 V

447. Come si rispetta la santità del Nome di Dio?

26 S

448. Perché è proibito il falso giuramento?

27 X

449. Che cos'è lo spergiuro?

28 L

450. Perché Dio «ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro» (Es 20,11)?

29 m

451. Come si comporta Gesù nei confronti del sabato?

30 M

452. Per quale motivo, per i cristiani, il sabato è stato sostituito dalla domenica?

31 G

453. Come si santifica la domenica?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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423. Che cos'è la grazia che giustifica?

La grazia è il dono gratuito che Dio ci dà per renderci partecipi della sua vita trinitaria e capaci di agire per amor suo, È chiamata grazia abituale, o santificante o deificante, perché ci santifica e ci divinizza.

È soprannaturale, perché dipende interamente dall'iniziativa gratuita di Dio e supera le capacità dell'intelligenza e delle forze dell'uomo. Sfugge quindi alla nostra esperienza.

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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424. Quali altri tipi di grazia ci sono?

Oltre alla grazia abituale, ci sono: le grazie attuali (doni circostanziati); le grazie sacramentali (doni propri di ciascun sacramento); le grazie speciali o carismi (aventi come fine il bene comune della Chiesa), tra cui le grazie di stato, che accompagnano l'esercizio dei ministeri ecclesiali e delle responsabilità della vita.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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425. Qual è il rapporto tra la grazia
e la libertà dell'uomo?

La grazia previene, prepara e suscita la libera risposta dell'uomo. Essa risponde alle profonde aspirazioni della libertà umana, la invita a cooperare e la conduce alla sua perfezione.

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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426. Che cos'è il merito?

Il merito è ciò che dà diritto alla ricompensa per un'azione buona. Nei confronti di Dio, l'uomo, di per sé, non può meritare nulla, avendo tutto da lui gratuitamente ricevuto. Tuttavia, Dio gli dona la possibilità di acquistare meriti per l'unione alla carità di Cristo, sorgente dei nostri meriti davanti a Dio. I meriti delle opere buone devono perciò essere attribuiti anzitutto alla grazia di Dio e poi alla libera volontà dell'uomo.

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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427. Quali beni possiamo meritare?

Sotto la mozione dello Spirito Santo possiamo meritare, per noi stessi e per gli altri, le grazie utili per santificarci e per giungere alla vita eterna, come pure i beni temporali a noi convenienti secondo il disegno di Dio. Nessuno può meritare la grazia prima, quella che sta all'origine della conversione e della giustificazione.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

 

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428. Siamo tutti chiamati alla santità cristiana?

Tutti i fedeli sono chiamati alla santità cristiana. Essa è pienezza della vita cristiana e perfezione della carità, e si attua nell'unione intima con Cristo, e, in lui, con la Santissima Trinità. Il cammino di santificazione del cristiano, dopo essere passato attraverso la Croce, avrà il suo compimento nella Risurrezione finale dei giusti, nella quale Dio sarà tutto in tutte le cose.

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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429. In qual modo la Chiesa nutre
la vita morale del cristiano?

La Chiesa è la comunità dove il cristiano accoglie la Parola di Dio e gli insegnamenti della «Legge di Cristo» (Gal 6,2); riceve la grazia dei sacramenti; si unisce all'offerta eucaristica di Cristo, in modo che la sua vita morale sia un culto spirituale; apprende l'esempio di santità della Vergine Maria e dei Santi.

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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430. Perché il Magistero della Chiesa
interviene nel campo morale?

Perché è compito del Magistero della Chiesa predicare la fede da credere e da praticare nella vita. Tale compito si estende anche alle prescrizioni specifiche della legge naturale, perché la loro osservanza è necessaria per la salvezza.

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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431. Quali finalità hanno i precetti della Chiesa?

I cinque precetti della Chiesa hanno come fine di garantire ai fedeli il minimo indispensabile dello spirito di preghiera, della vita sacramentale, dell'impegno morale e della crescita dell'amore di Dio e del prossimo.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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432. Quali sono i precetti della Chiesa?

Essi sono: 1) partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi da lavori e da attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni; 2) confessare i propri peccati, ricevendo il Sacramento della Riconciliazione almeno una volta all'anno; 3) accostarsi al Sacramento dell'Eucaristia almeno a Pasqua; 4) astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa; 5) sovvenire alle necessità materiali della Chiesa, ciascuno secondo le proprie possibilità.

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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433. Perché la vita morale dei cristiani è indispensabile per l'annunzio del Vangelo?

Perché con la loro vita conforme al Signore Gesù i cristiani attirano gli uomini alla fede nel vero Dio, edificano la Chiesa, informano il mondo con lo spirito del Vangelo e affrettano la venuta del Regno di Dio.

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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434. «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?» (Mt 19,16).

Al giovane che gli rivolge questa domanda Gesù risponde: «Se vuoi entrare nella vita, osserva i Comandamenti», e poi aggiunge: «Vieni e seguimi» (Mt 19,16.21). Seguire Gesù implica l'osservanza dei Comandamenti. La Legge non è abolita, ma l'uomo è invitato a ritrovarla nella persona del divino Maestro, che la realizza perfettamente in se stesso, ne rivela il pieno significato e ne attesta la perennità.

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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435. Come Gesù interpreta la Legge?

Gesù la interpreta alla luce del duplice e unico Comandamento della carità, pienezza della Legge: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei Comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due Comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti» (Mt 22,37-40).

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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436. Che cosa significa «Decalogo»?

Decalogo significa «dieci parole» (Es 34,28). Queste parole riassumono la Legge donata da Dio al popolo d'Israele nel contesto dell'Alleanza mediante Mosè. Esso, nel presentare i Comandamenti dell'amore di Dio (i primi tre) e del prossimo (gli altri sette), traccia, per il popolo eletto e per ciascuno in particolare, il cammino di una vita liberata dalla schiavitù del peccato.

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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437. Qual è il legame del Decalogo con l'Alleanza?

Il Decalogo si comprende alla luce dell' Alleanza, nella quale Dio si rivela, facendo conoscere la sua volontà. Nell'osservare i Comandamenti, il popolo esprime la propria appartenenza a Dio e risponde con gratitudine alla sua iniziativa d'amore.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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438. Quale importanza dà la Chiesa al Decalogo?

Fedele alla Scrittura e all'esempio di Gesù, la Chiesa riconosce al Decalogo un'importanza e un significato basilari. I cristiani sono obbligati ad osservarlo.

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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439. Perché il Decalogo costituisce
un'unità organica?

I dieci Comandamenti costituiscono un insieme organico e indissociabile, perché ogni Comandamento rimanda agli altri e a tutto il Decalogo. Perciò trasgredire un Comandamento è infrangere l'intera Legge.

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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440. Perché il Decalogo obbliga gravemente?

Perché enuncia
i doveri fondamentali
dell'uomo
verso Dio
e verso il prossimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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441. È possibile osservare il Decalogo?

Sì, perché Cristo, senza il quale nulla possiamo fare, ci rende capaci di osservarlo, con il dono del suo Spirito e della sua grazia.

 

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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442. Che cosa implica l'affermazione di Dio: «lo sono il Signore Dio tuo» (Es 20,2)?

Implica per il fedele di custodire e attuare le tre virtù teologali e di evitare i peccati che vi si oppongono. La fede crede in Dio e respinge ciò che le è contrario, come ad esempio, il dubbio volontario, l'incredulità, l'eresia, l'apostasia, lo scisma.

La speranza attende fiduciosamente la beata visione di Dio e il suo aiuto, evitando la disperazione e la presunzione. La carità ama Dio al di sopra di tutto: vanno dunque respinte l'indifferenza, l'ingratitudine, la tiepidezza, l'accidia o indolenza spirituale, e l'odio di Dio, che nasce dall'orgoglio.

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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443. Che cosa comporta la Parola del Signore: «Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto» (Mt 4,10)?

Essa comporta: adorare Dio come Signore di tutto ciò che esiste; rendergli il culto dovuto individualmente e comunitariamente; pregarlo con espressioni di lode, di ringraziamento e di supplica; offrirgli sacrifici, soprattutto quello spirituale della propria vita, in unione con il sacrificio perfetto di Cristo; mantenere le promesse e i voti a Lui fatti.

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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444. In qual modo la persona attua
il proprio diritto a rendere culto a Dio
nella verità e nella libertà?

Ogni uomo ha il diritto e il dovere morale di cercare la verità, specialmente in ciò che riguarda Dio e la sua Chiesa, e, una volta conosciuta, di abbracciarla e custodirla fedelmente, rendendo a Dio un culto autentico. Nello stesso tempo, la dignità della persona umana richiede che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la propria coscienza, né impedito, entro i giusti limiti dell'ordine pubblico, di agire in conformità ad essa, privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata.

 

 

 

  

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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445. Che cosa proibisce Dio quando comanda: «Non avrai altri dèi di fronte a me» (Es 20,2)?

Questo Comandamento proibisce:

- il politeismo e l'idolatria che divinizza una creatura, il potere, il denaro, perfino il demonio;

- la superstizione, che è una deviazione del culto dovuto al vero Dio e che si esprime anche nelle varie forme di divinazione, magia, stregoneria e spiritismo;

- l'irreligione, che si esprime nel tentare Dio con parole o atti; nel sacrilegio, che profana persone o cose sacre soprattutto l'Eucaristia; nella simonia, che è la volontà di acquistare o vendere le realtà spirituali;

- l'ateismo, che respinge l'esistenza di Dio, fondandosi spesso su una falsa concezione dell'autonomia umana;

- l'agnosticismo, per cui nulla si può sapere su Dio, e che comprende l'indifferentismo e l'ateismo pratico.

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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446. Il comando di Dio: «Non ti farai alcuna immagine scolpita...»(Es 20,3) proibisce il culto delle immagini?

Nell'Antico Testamento con tale comando si proibiva di rappresentare il Dio assolutamente trascendente. A partire dall'Incarnazione del Figlio di Dio, il culto cristiano delle sacre immagini è giustificato (come afferma il secondo Concilio di Nicea del 787), poiché si fonda sul Mistero del Figlio di Dio fatto uomo, nel quale il Dio trascendente si rende visibile. Non si tratta di un'adorazione dell'immagine, ma di una venerazione di chi in essa è rappresentato: Cristo, la Vergine, gli Angeli e i Santi.

 
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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447. Come si rispetta la santità del Nome di Dio?

Il Nome santo di Dio si rispetta invocandolo, benedicendolo, lodandolo e glorificandolo. Vanno dunque evitati l'abuso di appellarsi al Nome di Dio per giustificare un crimine e ogni uso sconveniente del suo Nome, come la bestemmia, che per sua natura è un peccato grave; le imprecazioni e l'infedeltà alle promesse fatte nel Nome di Dio.

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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448. Perché è proibito il falso giuramento?

Perché cosi si chiama in causa Dio, che è la stessa verità, come testimone di una menzogna.

 

«Non giurare né per il Creatore, né per la creatura, se non con verità, per necessità e con riverenza» (sant'Ignazio di Loyola).

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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449. Che cos'è lo spergiuro?

Lo spergiuro è fare, sotto giuramento, una promessa con l'intenzione di non mantenerla, oppure violare la promessa fatta sotto giuramento. È un peccato grave contro Dio, che è sempre fedele alle sue promesse.

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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450. Perché Dio «ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro» (Es 20,11)?

Perché in giorno di sabato si fa memoria del riposo di Dio nel settimo giorno della creazione, come pure della liberazione d'Israele dalla schiavitù d'Egitto e dell'Alleanza che Dio ha sancito con il suo popolo.

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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451. Come si comporta Gesù nei confronti del sabato?

Gesù riconosce la santità del sabato e con autorità divina ne dà l'interpretazione autentica: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato» (Mc 2,27).

 

 

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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452. Per quale motivo, per i cristiani, il sabato è stato sostituito dalla domenica?

Perché la domenica è il giorno della Risurrezione di Cristo. Come «primo giorno della settimana» (Mc 16,2), essa richiama la prima creazione; come «ottavo giorno», che segue il sabato, significa la nuova creazione inaugurata con la Risurrezione di Cristo. E diventata così, per i cristiani, il primo di tutti i giorni e di tutte le feste: il giorno del Signore, nel quale egli, con la sua Pasqua, porta a compimento la verità spirituale del sabato ebraico ed annuncia il riposo eterno dell'uomo in Dio.

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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453. Come si santifica la domenica?

I cristiani santificano la domenica e le altre feste di precetto partecipando all'Eucaristia del Signore, e astenendosi anche da quelle attività che impediscono di rendere culto a Dio e turbano la letizia propria del giorno del Signore o la necessaria distensione della mente e del corpo. Sono consentite le attività legate a necessità familiari o a servizi di grande utilità sociale, purché non creino abitudini pregiudizievoli alla santificazione della domenica, alla vita di famiglia e alla salute.