OTTOBRE 2009

DIARIO

 DICEMBRE 2009

Novembre 2009

Il Canto Nuovo della Vita...
ASCOLTARE!
L'uomo vivente è gloria di Dio e vita dell'uomo è la visione di Dio.  
Sant'Ireneo

Il Libro delle Preghiere

1 X

L'amore di Dio

RENZO BARSACCHI
2 L

Gelosia

ELENA BONO
3 m

Quando tu mi hai ferita?

ELENA BONO
4 M

Inaridita la terra

CLEMENTE REBORA
5 G La carità soltanto MARGHERITA GUIDACCI
6 V

Pietra di carità

GIOVANNI TESTORI
7 S

Ad A. M. al capezzale di M. M. Hertzmann

GIUSEPPE CENTORE
8 X

Padre, se mai questa preghiera giunga

ADA NEGRI
9 L

Nella fugace eternità

GIUSEPPE CENTORE
10 m

La preghiera

GIUSEPPE UNGARETTI
11 M

Atto d'amore

ADA NEGRI
12 G

Incantesimo di venerdì santo

DAVID MARIA TUROLDO
13 V

«Fino a quando?»

ROBERTO MUSSAPI
14 S

Amore è luce

GIUSEPPE CENTORE
15 X

Amor di vita

ADRIANO GRANDE
16 L

Io non so come

ELIO FIORE
17 m

Confidare

ANTONIA POZZI
18 M

Risvegli

GIUSEPPE UNGARETTI
19 G

Speranza

MAURA DEL SERRA
20 V

Non era lì la speranza

RENZO BARSACCHI
21 S

Di notte

ALESSANDRA CAPOCACCIA QUADRI
22 X

Essere in mano a Lui

RENZO BARSACCHI
23 L

Senza più peso

GIUSEPPE UNGARETTI
24 m

A invisibili mani tessitrici

LORENZO GOBBI
25 M

Questa l'eclisse

MARGHERITA GUIDACCI
26 G

Curva minore

SALVATORE QUASIMODO
27 V

La porta che si chiude

ANTONIA POZZI
28 S

Il tuo fianco scheggiato

GIUSEPPE CENTORE
29 X

Pensiero d'autunno

ADA NEGRI
30 L

Uscire dalla vita

ANGELO BARILE

Poesie di Dio
Itinerario spirituale nel Novecento italiano
A cura di Enzo Bianchi
Einaudi 1999

Eppure - chissà - là dove qualcuno resiste senza speranza, è forse là che inizia la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell'uomo.

GHIANNIS RITSOS

 

E doni amor onde chi ama è nato
a quella vita che in morir s'espande

CLEMENTE REBORA

Non m'hai tradito, Signore:
d'ogni dolore
son fatto primo nato.

SALVATORE QUASIMODO

 

 

 

 

 

 

 

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L'amore di Dio

Non è un amore semplice
goduto dal bisogno, dalla chiara volontà di riceverlo.

Si adombra,
si provoca, si mette a repentaglio
perfino di esistere. Non come la sorgente
che esplode e si fa luce, ma come acqua
difficile che cerchi
tra sterpi ed aspri cumuli di pietre
con sudori e stanchezze, come illuso
dall'umido che stenta a farsi pozza

e specchiare la fatica.

 

RENZO BARSACCHI
Marinaio di Dio cit., p. 42.

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Gelosia

Nessuno più geloso di Dio.
Egli guarda le porte del cuore
come un forte in armi
e non lascia che vi entrino nemici.
O terribile Dio,
tu gravi su di me
col peso immenso della tua mano.
Io non posso fuggire.
D'ogni parte sei tu.
Mia prigione
e sola mia libertà
mio dolore
unica pace.

ELENA BONO
I galli notturni cit., p. 76.

 
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  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Quando tu mi hai ferita?

Quando tu mi hai ferita?
Forse ero ancora nel seno di mia madre
o forse solo nei tuoi pensieri.
Tu mi amasti da sempre.
Io non ho che un piccolo tempo da darti
ed un piccolo amore.
Ma mi perdo nel tuo,
questo mare che brucia
e di sé si alimenta.
Allorché mi feristi
io non sapevo
quanto il tuo amore facesse male.
Ed è questo che vuoi,
soltanto questo in cambio dell'infinito amore:
che io soffra l'amor tuo,
che me lo porti come piaga profonda
e non la curi.

ELENA BONO
I galli notturni cit., p. 77.

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

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Inaridita la terra

Sitivit anima mea ad Deum fortem vivum
Salmo 41,3

Inaridita la terra,
protende la bocca:
implacabile il cielo di sopra.
- Signore, scende la pioggia,
che aiuti nei beni del tempo
ad ambir con fiducia gli eterni. ­
Ecco cade, nel silenzio, una goccia:
qua, là, crepita l'acqua:
ora scroscia sonora,
su alberi in fiore, patiti,
e zolle in malati germogli:
ovunque giunge, s'intende: si estende
la fecondazione gioiosa.
 

 

In poco volgere d'ora
l'arido aspetto d'ogni cosa,
il grigio no della morte si sperde
nel sovrano si della vita
fra trilli d'uccelli e fremiti e fruscii:
fresca appare la quiete del verde:
al Creatore amante tutto s'intona.
O Gesù, aver sete,
anelarti così!
O anima, alla grazia
del Suo amor che ci si dona,
così, anima, indiata, ringrazia.

CLEMENTE REBORA
Canti dell'infermità, in Le poesie (1913-1957), Garzanti, Milano 1988, p. 401.

 

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La carità soltanto

Hai perduto la fede e la speranza.
Proprio ora, nel tratto più difficile
e minaccioso, quando tutte le vie
s'aggomitolano in labirinti
e sempre più imperfetta è la conoscenza,
sempre più lacunosa la profezia,
sempre più nera la nube dell'enigma,
proprio ora hai perduto quelle fide compagne!
Ma la terza sorella, la più grande,
non t'abbandona, anzi ti stringe a sé
più fortemente. Arde di carità
il tuo cuore e nel vincolo di fuoco
adombrando la rosa, trasfigura in giardini
tutta la tua intricata solitudine.
Quasi tu avessi già passato il varco
oltre il quale, comunque, non possono seguirci
fede e speranza, non più necessarie,
la carità soltanto ti possiede,
per te da sola accende la visione.

MARGHERITA GUIDACCI
Poesie per poeti, in F. Ulivi - M. Savini (a cura di), Poesia religiosa italiana cit., p.728.

 
  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Pietra di carità

E quando
scenderà
dei rischi che verranno
la paura,
stringiTi in noi
e stringi noi in Te;
facci realtà santa,
realtà paziente,
realtà sicura;
e fa' che noi
si sia
pietra di carità
che oltre morte
dura.

 

GIOVANNI TESTORI
Post-Hamlet cit., atto II, p 65.

 
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Ad A. M. al capezzale di M. M. Hertzmann

Questo assistere gli infermi li rende a noi più cari,
ed anche noi migliora
G. M. HOPKINS

Ancorché sappia
che non sente
la freschezza fragrante
della tua carezza
continui a stringere
fra le tue la sua mano
cosi si ama Dio
o dovrebbe amarsi
con tutto il cuore
sempre
e perfino, o più ancora,
se non lo sapesse.

GIUSEPPE CENTORE
Ladro d'eternità cit., p. 50.

 
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Padre, se mai questa preghiera giunga

Padre, se mai questa preghiera giunga al tuo silenzio,
accoglila, ché tutta la mia vita perduta in essa piange:
e s'io degna non son,
per la grandezza del ben che invoco fammi degna, Padre.
Quando morta sarò, non darmi pace né riposo giammai
né le stellate lontananze dei cieli.
Sulla terra resti l'anima mia.
Resti fra gli uomini curvi sulla zolla, grevi di peccato:
con essi vegli, in essi operi, ad essi della tua grazia sia tramite e luce.
Lascia ch'io compia dopo morta il bene che nella vita compiere m'illusi,
o me povera povera! e non seppi.
Mi valga presso Te questo rimorso ch'io ti confesso,
e il mio soffrire, e il vano fuoco di carità che mi distrugge.
Giorno verrà, dal pianto dei millenni, che amor vinca sull'odio,
amor sol regni nelle case degli uomini.
Non può non fiorire quell' alba: in ogni goccia del sangue ond'è la terra intrisa e lorda sta la virtù che la prepara, all'ombra dolente del travaglio d'ogni stirpe.

Il di che sorga, fa ch'io sia la fiamma fraterna accesa in tutti i cuori;
e i giorni la ricevan dai giorni; e in essa io viva sin che la vita sia vivente, o Padre.

ADA NEGRI
Fons amoris cit., p. 903.

 

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Nella fugace eternità

Nella fugace eternità
dell' ora
tutto in sé brucia
in sé converte
Amore

Con ali
di cicala e di falena
corro laddove ormai
non c'è più luogo
alla fiamma
dell'ultima candela
celestialmente bella
come un fiore.

GIUSEPPE CENTORE
Il liuto di Orfeo, Laurenziana, Napoli 1985, p. 30.

 

 
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La preghiera

Come dolce prima dell'uomo
Doveva andare il mondo.

L'uomo ne cavò beffe di demòni,
La sua lussuria disse cielo,

La sua illusione decretò creatrice,
Suppose immortale il momento.

La vita gli è di peso enorme
Come laggiù quell'ale d'ape morta
Alla formicola che la trascina.

Da ciò che dura a ciò che passa,
Signore, sogno fermo,

Fa' che torni a correre un patto.
Oh! rasserena questi figli.

Fa' che l'uomo torni a sentire
Che, uomo, fino a te salisti
Per l'infinita sofferenza.

 

 

Sii la misura, sii il mistero.
Purificante amore,

Fa' ancora che sia scala di riscatto
La carne ingannatrice.

Vorrei di nuovo udirti dire
Che in te finalmente annullate
Le anime s'uniranno

E lassù formeranno,
Eterna umanità,

Il tuo sonno felice.

GIUSEPPE UNGARETTI
Sentimento del tempo
cit., pp. 174-175.

 

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Atto d'amore

Non seppi dirti quant'io t'amo, Dio nel quale credo, Dio che sei la vita vivente, e quella già vissuta e quella ch'è da viver più oltre: oltre i confini dei mondi, e dove non esiste il tempo. Non seppi; - ma a Te nulla occulto resta di ciò che tace nel profondo. Ogni atto di vita, in me, fu amore. Ed io credetti fosse per l'uomo, o l'opera, o la patria terrena, o i nati dal mio saldo ceppo, o i fior, le piante, i frutti che dal sole hanno sostanza, nutrimento e luce; ma fu amore di Te, che in ogni cosa e creatura sei presente. Ed ora che ad uno ad uno caddero al mio fianco i compagni di strada, e più sommesse si fan le voci della terra, il tuo volto rifulge di splendor più forte, e la tua voce è cantico di gloria.
Or - Dio che sempre amai - t'amo sapendo d'amarti; e l'ineffabile certezza che tutto fu giustizia, anche il dolore, tutto fu bene, anche il mio male, tutto per me Tu fosti e sei, mi fa tremante d'una gioia più grande della morte.
Resta con me, poi che la sera scende sulla mia casa con misericordia d'ombra e di stelle. Ch'io ti porga, al desco umile, il poco pane e l'acqua pura della mia povertà. Resta Tu solo accanto a me tua serva;
e, nel silenzio degli esseri, il mio cuore oda Te solo.

ADA NEGRI
Il dono, in Poesie cit., pp. 847-848.

 
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Incantesimo di venerdì santo

Eppure io sento una certezza
legarmi a questo
legno superstite; sento
ognuno portato da questa
condanna d'esistere.

Anch'egli è dovuto tornare
fra noi dal regno di morte
in questo impetuoso
sgorgare di sangue.

E furono anzi le nostre
mani, le nostre
labbra, che ne hanno
consumato il cadavere,
a ridargli la vita:
egli ormai non può più morire.

 

Certezza che lega perfino
le pietre alloro essenziale
istinto: potere
d'una magia che erompe
da noi mentre
un reticolato di pensieri
ci esilia...

DAVID MARIA TUROLDO
Io non ho mani, in Poesie, Neri Pozza, Vicenza 1971, pp. 40-41.

 

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«Fino a quando?»

«Fino a quando si sgretolerà il tessuto
e le fibre diventeranno inattingibili
anche all'ultimo sguardo, al ricordo.»

«In questa stessa crudeltà di ottobre,
nel brivido del ruscello, in questa caduta
io sento come una compassione universale
che ha preceduto la genesi e la giustifica.
Perché non dovrebbe sopravviverci?»

«Che cosa resta della terra esplorata,
e dei campi su cui abbiamo edificato la nostra storia,
se non sarà un uomo,
uno che beve e sanguina,
quello a cui passeremo la staffetta?»

ROBERTO MUSSAPI
La polvere e il fuoco cit., p. 16.

 
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Amore è luce

Amore è luce che non ti distingue
Hai il tremito degli astri fra i capelli
E gentilezza all'ombra delle ciglia
Dove t'accadde poi quello che sogno:
Una morte intermedia fra due vite.

Madido di celesti avvertimenti
Io so che in alto perirà la notte
Sotto un peso di accese rimembranze
So che il frutto compiuto dei miei giorni
Sarà il tuo inizio in fondo alla mia fine.

GIUSEPPE CENTORE
Esule vento cit., p. 24.

 

 
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Amor di vita

Invoco il fior di luce,
la grazia del mattino
quando si scioglie il sonno come un grumo
di sangue scuro: amor di vita torna
a splendere sugli alberi e sul limo.

Erbe tra le macerie
del mondo che riplasma le sue forme,
cedo all'antica brama di fiorire
per sempre sopra l'eterno morire.

ADRIANO GRANDE

Fuoco bianco, in F. Ulivi - M. Savini (a cura di),
Poesia religiosa italiana
cit., p.648.

 

 
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Io non so come

Io non so come,
la notte è lunga
e il tempo un mostro,
ma so che verrà l'alba
e la vita degna
sarà in ogni uomo,
e la terra non tremerà più
e la stella di Betlemme
ricorderà per sempre che Cristo
è veramente nato
per tutti gli uomini.

Io non so come,
la guerra è sulla terra
e il male sconvolge la Creazione,
ma so che verrà l'alba
e ogni uomo avrà il suo pane
e ogni uomo sulla spiaggia
riconoscerà Cristo che mangia
pesce e parla con lui.

 

Io non so come,
anche quest' anno è stato orrendo
di massacri e di morti,
ma so che verrà l'alba
eterna, la luce che attende
ogni creatura, fatta a immagine
di Dio, canto dell'universo.

Io non so come,
la notte è lunga
e il tempo un mostro,
ma so che verrà l'alba.

ELIO FIORE
Gli occhi dell'universo, Clean,
Napoli 1995, p. 25.

 

  Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Confidare

Ho tanta fede in te. Mi sembra
che saprei aspettare la tua voce
in silenzio, per secoli
di oscurità.

Tu sai tutti i segreti,
come il sole:
potresti far fiorire
i gerani e la zàgara selvaggia
sul fondo delle cave
di pietra, delle prigioni
leggendarie.

Ho tanta fede in te. Son quieta
come 1'arabo avvolto
nel barracano bianco,
che ascolta Dio maturargli
1'orzo intorno alla casa.

ANTONIA POZZI
Parole cit., p. 207.

 
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Risvegli

Ogni mio momento
io l'ho vissuto
un'altra volta
in un' epoca fonda
fuori di me

Sono lontano colla mia memoria
dietro a quelle vite perse

Mi desto in un bagno
di care cose consuete
sorpreso
e raddolcito

Rincorro le nuvole
che si sciolgono dolcemente
cogli occhi attenti
e mi rammento
di qualche amico
morto

 

Ma Dio cos'è?

E la creatura
atterrita
sbarra gli occhi
e accoglie
gocciole di stelle
e la pianura muta

E si sente riavere

GIUSEPPE UNGARETTI
L'Allegria, in Vita d'un uomo cit., p. 36.

 

 
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Speranza

 

Nella rinata bellezza del mondo

ogni giorno mi levo e mi consumo:

creatura momentanea di durata infinita,

tesso per il Creatore la veste della vita.

 

MAURA DEL SERRA
Concordanze
cit., p. 804.

 

 

 
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Non era lì la speranza
a Margherita Guidacci

Non era nell'incetta d'anime
nella raggera dei volti,
nel mattino di guglie dei nostri figli,
non era li la speranza
ma nel suo stesso mistero, nella sua nudità. Ci
dev' essere
una tenebra che dia luce,
un silenzio che parli, solitudine che corrisponda
perché la morte sia da vivere, perché la sua falce
resti sospesa sul campo vuoto ed il grano
già mietuto la renda
falce di luna. E che resti la pula per la fame del vento.
Libera dai covoni le allodole.
La pioggia
si abbatterà inutilmente
sui gambi mozzi che furono la nostra figura.

RENZO BARSACCHI
Marinaio di Dio cit., p. 77.

 
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Di notte

Si dimentica il tempo di esser tempo
e abbandona alle stelle i mesi, gli anni.
Ma un cielo di memorie non è cielo.
L'anima del mio cielo è la speranza:
mi suggerisce note imprevedibili
di tasti neri e candidi
che tu sfiori dovunque.

ALESSANDRA CAPOCACCIA QUADRI
E gli occhi si apriranno cit., p. 43.

 

 

 

 
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Essere in mano a Lui

Altro è il rifugio dove cessano i venti,
altro è la strada dove lui conduce.
E non dirmi - rasségnati ­
come ammansito dal destino, ma
- convinciti - piuttosto.
Vento come carezza che rinfranca,
carezza come vento che percuote.
Essere in mano a Lui, sentirmi forte
di debolezza, privo di speranza
nella Speranza che da lui si avventa
contro i miei rami deboli. Il dolore
ha troppa fantasia. Solo il respiro
mi basta e il mio sbandare
dietro di lui.

RENZO BARSACCHI
Marinaio di Dio cit., p. 78.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Senza più peso
a Ottone Rosai

Per un Iddio che rida come un bimbo,
Tanti gridi di passeri,
Tante danze nei rami,

Un' anima si fa senza più peso,
I prati hanno una tale tenerezza,
Tale pudore negli occhi rivive,
Le mani come foglie S'incantano nell'aria...

Chi teme più, chi giudica?

 

GIUSEPPE UNGARETTI
Sentimento del tempo cit., p. 195.

 
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A invisibili mani tessitrici

A invisibili mani tessitrici,
lo sai, non credo molto ­–
piuttosto, a dita esili, visibili,
disperse a tessere nel mondo
i fili eterni della gioia:
alacri e deste, inconsapevoli.

In giubilo di fuoco - l'ha promesso -
­svelerà l'ordito il mio Signore:
i tratti aperti del Suo volto.

Tra voi divine filatrici
è raro il cambio, assurdo
il venir meno. Lotta,
salva il Dio sereno.

LORENZO GOBBI
Poesie per Paola, inedite (1998).

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Questa l'eclisse

Questa l'eclisse che abbiam vista insieme,
L'altra ci attende ad uno ad uno:
Non sarà divulgata dai giornali
O trasmessa dalla televisione,

Non vi saranno scienziati in subbuglio
Né telescopi puntati a spiarla,
E nemmeno il commento degli uccelli,
La loro gioia dopo l'ansia.
Prevederla è impossibile.
Una creatura, sola,
avanzerà sull'orlo della tenebra
E fisserà l'orrore
D'un sole che si spegne.

E su lei sola poi verrà la piena
Della luce stupenda, in un ritorno
Mille volte più intenso.
Ma non più in questo mondo.

MARGHERITA GUIDACCI
Paglia e polvere, in M. Uffreduzzi (a cura di),
Poeti italiani di ispirazione cristiana del Novecento
cit., p. 160.

 

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

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Curva minore

Pèrdimi, Signore, ché non oda
gli anni sommersi taciti spogliarmi,
sì che cangi la pena in moto aperto:
curva minore
del vivere m'avanza.
E fammi vento che naviga felice,
e seme d'orzo o lebbra
che sé esprima in pieno divenire.
E sia facile amarti
in erba che accima alla luce,
in piaga che buca la carne.
Io tento una vita:
ognuno si scalza e vacilla
in ricerca.
Ancora mi lasci: son solo
nell'ombra che in sera si spande,
né valico s'apre al dolce
sfociare del sangue.

SALVATORE QUASIMODO
Òboe sommerso, in Poesie e discorsi sulla poesia cit., p. 47.

 

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La porta che si chiude

Tu lo vedi, sorella: io sono stanca,
stanca, logora, scossa,
come il pilastro d'un cancello angusto
al limitare d'un immenso cortile;
come un vecchio pilastro
che per tutta la vita
sia stato diga all'irruente fuga d'una folla rinchiusa.
Oh, le parole prigioniere
che battono battono
furiosamente
alla porta dell'anima
e la porta dell' anima
che a palmo a palmo
spietatamente
si chiude!
Ed ogni giorno il varco si stringe
ed ogni giorno l'assalto è più duro.
E l'ultimo giorno
- io lo so ­
l'ultimo giorno
quando un'unica lama di luce
pioverà dall'estremo spiraglio
dentro la tenebra,


allora sarà l'onda mostruosa,
l'urto tremendo,
l'urlo mortale
delle parole non nate
verso l'ultimo sogno di sole.
E poi,
dietro la porta per sempre chiusa,
sarà la notte intera,
la frescura,
il silenzio.
E poi,
con le labbra serrate,
con gli occhi aperti
sull'arcano cielo dell'ombra,
sarà
- tu lo sai ­
la pace.

ANTONIA POZZI
Parole cit., pp. 41-42.

 

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Il tuo fianco scheggiato

Il tuo fianco scheggiato di lancia
e quel fiume di Sangue
che attraversiamo da millenni
a guado
ci sospingano tenere ombre
all'Approdo supremo
senza amare memorie
all'abbraccio sereno del Padre.

 

GIUSEPPE CENTORE
Poesie, in M. Uffreduzzi (a cura di),
Poeti italiani di ispirazione cristiana del Novecento
cit., p. 292.

 

 

 

Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   


 

 

 

 

 

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Pensiero d'autunno

Fammi uguale, Signore, a quelle foglie
moribonde che vedo oggi nel sole
tremar dell'olmo sul più alto ramo.
Tremano, si, ma non di pena: è tanto
limpido il sole, e dolce il distaccarsi
dal ramo per congiungersi alla terra.
S'accendono alla luce ultima, cuori
pronti all'offerta; e l'agonia, per esse,
ha la clemenza d'una mite aurora.

Fa ch'io mi stacchi dal più alto ramo
di mia vita, cosi, sènza lamento,
penetrata di Te come del sole.

ADA NEGR
Vespertina, in Poesie cit., p. 765.

 

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

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Uscire dalla vita

Uscire dalla vita come quando
s'esce di chiesa
in un finale d'organo: s'avventa
l'anima a scale prodigiose, trova
il piede sulla soglia
un bianco che vi palpita: e la luce
è nuova.

Ma uscire non è dato in rapimento.
Ch'io possa almeno
lasciarmi dietro la mia stanza, un poco
volgendo il capo a riguardarla, alfine
pulita, sgombra
d'ogni discordia, in ordine sereno
come la chiesa ora vuota: le croci
fanno una chiara ombra
sul pavimento.

ANGELO BARILE
Poesie (I930-I963), Scheiwiller, Milano 1965, p. 137.

 
Poesie di Dio Itinerario spirituale nel Novecento italiano A cura di Enzo Bianchi
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

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