PICCOLI GRANDI LIBRI  Jacques Loew
SE CONOSCESTE IL DONO DI DIO

Città Nuova Editrice 1975

Di cosa è fatta la mia speranza

Certezze.

Se conosceste il dono di Dio.

I. Dio ci ama

I. Avete una religione?

II. Chi cerchi?

II. L'ascensione verso Dio

III. La fede

III. Quando Dio ci ama

IV. Siate portatori di certezze

IV. «Egli è venuto a casa sua, ma non lo hanno accolto»

V. Amati da Dio

V. L'albero di Dio

VI. Il cuore in festa

VI. Lettera d'invio

 

III. QUANDO DIO CI AMA 

Da otto giorni penso a ciò che vorrei dirvi oggi, e da otto giorni sono preso come dall'angoscia di non riuscire a spiegarvi questa convinzione profonda, che voglio tuttavia farvi partecipare; sì, temo di non riuscire a farvi riflettere abbastanza, non su ciò che vi dirò, - perché non sono che un portavoce, - ma su ciò che Dio vuole dire a ciascuno di noi, se sappiamo ascoltarlo con le orecchie della Fede.
Avete ora udito, al Vangelo di questa messa, la parola di Gesù: «Ah! più felici ancora di mia madre, quelli e quelle che ascoltano la parola di Dio e che la mettono in pratica ».

Ma qual è questa parola di Dio, che Egli vuole dirvi? Che cosa ci chiederà? Ripartiamo da quel testo che vi citavo domenica scorsa, e che vi ricordo: « Se qualcuno è a casa sua, dice Gesù, e io vengo alla porta della casa e busso, e se ode la mia voce e mi apre... Ecco che entrerò da lui, cenerò con lui, io con lui e lui con me ». Che parola straordinaria! Il nostro Dio ci invita a vivere in amicizia con Lui, come con un amico che vi invita a cena, l'amico intimo, l'amico che vi ama... E' questo che fa Dio.
Mi ricordo di una giovane marsigliese, così minuta, che venne un giorno a trovarmi, cinquanta chili non di Più, compresi gli orecchini. E quella piccola marsigliese mi diceva, a proposito di un affare che le stava a cuore, che essa ne parlava a Dio da giorni e giorni. Alla fine, non sapendo più come esprimermi il modo con cui si rivolgeva a Dio, la vedo ancora alzarsi sulla punta dei piedi e dirmi: «Insomma, lei capisce, ho parlato a Dio da uomo a uomo ».
« Da uomo a uomo»: l'espressione era bella nella bocca di quella piccola e giovane donna. Ma Dio ci invita a molto di più che a parlargli da uomo a uomo. Ci invita a
parlargli « da amico ad amico». E, cosa ancor più straordinaria, questa parola « da amico ad amico» è ancora insufficiente per qualificare quello che Dio vuol fare con noi. Lungo tutta la nostra Bibbia si ripete un altro paragone ancora più realista, un paragone che non avremmo mai osato, noi, applicare a Dio, se non fosse Dio, Lui stesso, a venirci a dire come ci ama.
Dio viene infatti a dirci che ama la nostra umanità, che ama ciascuna delle nostre anime come un uomo ama una donna e, permettetemi l'espressione, « una donna che si desidera ». Perché è così che Dio ci ama. Non è una sorta di amore platonico, un amore da ragazza sognatrice, un amore sentimentale. L'amore di Dio per noi, Dio stesso lo dice, è un fuoco che divora: « Sono un Dio geloso, sono un Fuoco che divora ». Sono là e ti aspetto, e ti chiamo come un uomo attende e chiama una donna. Queste stesse parole del nostro Dio sono quelle che voglio farvi ascoltare oggi; non attraverso le mie parole, ma quelle di Dio, che ci dice come ci ha amati e che ci dice anche come, molto spesso, gli rispondiamo.

E' un vero dramma, un dramma che comincia con un amore gioioso e primaverile, ma che termina nella miseria e nel sangue.
Ascoltate queste parole. Le prendo dal libro del Profeta Ezechiele (Ez. 16; cf. anche Ger. 2-3; Is. 54.). Dio parla agli uomini, Dio ci parla sotto l'aspetto di un uomo:

«Alla tua nascita, Egli dice (è a noi che si rivolge), nessuno si era piegato su di te per lavarti, curarti; fosti gettato in mezzo alla campagna come un figlio che si rifiuta. Passai presso di te e ti vidi, mentre ti dibattevi nel tuo sangue (questo tu, è la nostra povera umanità sempre insanguinata nella sua miseria). Ti curavo, tu crescesti, ti sviluppasti a poco a poco, ma eri negli stracci, eri solo una povera creatura. Passai presso di te, dice Dio, ti vidi e ti amai. Era il tempo del nostro amore, il tempo della mia tenerezza, il tempo delle nostre nozze» (questi termini sono di Dio stesso). « Distesi su di te il mio mantello, dice Dio. Mi impegnai verso di te con giuramento, feci un patto con te ».

Ecco l'amore di Dio per noi. E quelli tra voi che fossero tentati di sentire in queste righe non so quale odore di psicanalisi o che pensassero che noi proiettiamo su Dio delle rimozioni umane, si sbaglierebbero totalmente, gravemente. Perché l'amore di Dio è un amore totale, è l'amore di colui che è lo stesso Amore, anche quando impiega parole umane.
Ma Dio continua a parlarci attraverso il suo Profeta. Ci dice tutto quello che Egli ha fatto per la nostra umanità:
« Ti ho coperto di doni, ti ho dato vesti ricamate, calzature di cuoio fine, un mantello di seta »: tutto quello che un uomo può offrire alla donna che ama. «Ti ornai con gioielli, misi dei braccialetti ai tuoi polsi, una collana al tuo collo e sulla tua testa uno splendido diadema ». Si, eri come una regina, tu, umanità, tu anima nostra.
« Eri ornata d'oro e d'argento: tuo cibo erano i prodotti più :fini. Fosti rinomata fra tutte le creature, tanto eri perfetta, grazie al mio splendore di cui ti avevo rivestita ».

I doni di Dio? Ma è tutta la ricchezza della terra che Egli ci ha donato: il grano e le vigne, il carbone, il petrolio, gli atomi.
Tutto quello che Dio ci ha concesso perché il nostro splendore sia perfetto.

* * *

Ma qui ha inizio il dramma, perché questa donna amata, questa regina, veramente regale, si comporterà come la più vile delle creature. Dio le parla dunque di nuovo in questi termini. «Ah, si! ti inorgoglisci, ti sei infatuata della tua bellezza, hai approfittato della tua fama per prostituirti» (questa parola è la parola stessa di Dio, che non trova altra espressione quando vede che noi lo dimentichiamo, perché quando un uomo dimentica Dio è una vera prostituzione agli idoli che egli compie).
« Di tutto quello che ti avevo dato, aggiunge Dio, ne hai fatto degli idoli e nulla ti ha saziato. Com'è debole il tuo cuore in tutto questo! ».
Ma Dio va più lontano ancora. Non oso riportarvi i termini impiegati dalla Bibbia. Dio vi paragona l'umanità, che corre dietro ad altre cose invece che a Lui, ad una bestia in calore. « Le prostitute pretendono danaro, ci dice Egli, ma tu, umanità, non solo
paghi ma dai ancora del denaro a quelli che ti degradano».
Tutti questi beni che Dio ci ha concesso: questo carbone, questo petrolio, questi atomi, che ne facciamo? Ce ne serviamo per distruggerei. Questa intelligenza che Dio ci ha data, ce ne serviamo per dire che Dio non esiste. Questa lingua e questa parola che Dio ci ha date, ce ne serviamo per mentire agli uomini e ai nostri fratelli.

* * *

Allora, la collera di Dio - come la collera di un uomo che si sente abbandonato cade su questa umanità; le sue parole divengono veementi, si fanno sferzanti; non sa più cosa dirci per mostrarci fino a che punto siamo caduti in basso.
« Poiché tu mi hai dimenticato, ci dice Dio, ti infliggerò il castigo degli adulteri, il castigo dei sanguinari, poiché non ti sei ricordato dei giorni della tua giovinezza, poiché non ti sei ricordato dell' amore che ti avevo dato, poiché tutto hai fatto per provocarmi, ecco che a mia volta farò ricadere la tua condotta sulla tua testa e l'odio che hai. messo nel tuo cuore ricadrà su di te e
la divisione che hai messo nel tuo spirito, questa divisione ricadrà sulla tua testa».
Questa la situazione della nostra umanità il giorno in cui dimentica Dio. Noi siamo lì, nel cuore del dramma profondo della nostra vita attuale: si possono leggere i giornali, si può andare a teatro, si può far tutto... e alla fine non si trova Dio al termine del cammino. Noi abbiamo dimenticato Dio. Si
può essere un gran brav'uomo, un ottimo padre di famiglia, si può non ingannare la moglie, ma egualmente ci si dà alla prostituzione il giorno in cui si è dimenticato Dio, il giorno in cui si è dato ad altra cosa il nostro cuore.
« Dov'è il tuo cuore, dice il Cristo, li è il tuo tesoro».
Ma Dio sa, come un uomo lo sa, e infinitamente meglio, che le parole più sferzanti non sono in grado di trattenere un essere che vi ha tradito, che vi ha abbandonato: non possono che indurirlo.
Allora Dio ci parla questa volta con tutta la sua tenerezza di Padre, tutta una tenerezza umana, poiché egli si è paragonato ad un uomo.
Ecco l'appello che Egli ci lancia oggi,
l'appello che lancia all'umanità, ogni giorno, dal tempo dei profeti ad oggi:
«Svegliati dunque, svegliati. Scuoti la tua polvere. In piedi, tu, umanità prigioniera, liberati dai tuoi lacci ».
« Ah si, dice Dio, come una donna abbandonata la cui anima è desolata, ecco che ti richiamo, che ti domando di ritornare ».
«Ah! potrei dimenticare la donna della mia giovinezza? Per un,momento ti avevo abbandonata, ma mosso da una immensa pietà, ecco che, ti richiamo e ti domando di ritornare. In un eccesso di furore, per un istante ti avevo nascosto il mio volto, ma nell'immensità del mio eterno amore ti richiam
o per sempre» (Is. 54).
Fratelli, ecco ciò che Dio ci dice, ciò
che Egli vi dice oggi, ciò che mi dice oggi e ogni volta che lo dimentico, che mi abbandono agli idoli, che mi insozzo. Ma anche ogni volta che accetto di guardare, Dio, Egli è li che mi guarda e mi attende.
« Ah!, dice l' Apostolo san Paolo, chi mi separerà dall'amore di Dio per me? Lui che ha dato il suo proprio Figlio per me, come potrebbe, assieme a questo Cristo, non darmi tutte le cose? ». E san Paolo aggiunge:
« Sì, ne sono convinto, né la morte, né le prove dell'esistenza, né la fame, né la sete, né la nudità, né alcunché di creato al mondo può separarmi dall'amore di Dio per me... », quel Dio che mi ama e che si è mostrato a me come uomo per farmi comprendere di più il suo amore. Amen.