PICCOLI GRANDI LIBRI   LETTURE PATRISTICHE
Centro Azione liturgica - Roma - 1971 -
EDIZIONI MESSAGGERO DI S. ANTONIO - PADOVA 1972

A

AVVENTO, Speranza, Parusia

M

MARIA VERGINE

B

NATALE, Incarnazione, Umanità di Cristo

N

APOSTOLI, MARTIRI, Fede, Testimonianza 

C

EPIFANIA, Battesimo del Signore 

O

SANTI e SANTE

D QUARESIMA, Penitenza, Conversione P

OGNISSANTI, Vocazione universale alla santità 

E

GIOVEDI' SANTO, SS.mo Sacramento, Eucaristia

Q

DEFUNTI, Morte, Resurrezione della carne

F

VENERDI' SANTO - PASQUA, Mistero pasquale, Battesimo

R

SACERDOZIO: Sacerdozio ministeriale, Sacerdozio dei fedeli

G

ASCENSIONE, Cielo, Glorificazione 

S

MATRIMONIO, Vita coniugale, Celibato 

H

PENTECOSTE, Spirito Santo, Cresima, Missione

T

VITA CONSACRATA, Consigli evangelici

I

COMMENTI DELLA SACRA SCRITTURA

U

PREGHIERA: Adorazione, Lode, Azione di grazie, Intercessione

J

TRINITÀ, Dio creatore, Provvidenza

V

LAVORO, TEMPO LIBERO 

K

FESTE DI CRISTO: Sacro Cuore" Trasfigurazione, Santa Croce, Cristo Re

W CARITÀ
L

CHIESA, Parola di Dio, Liturgia, Dedicazione

X

GIUSTIZIA, Pace, Unità

 

BENEDETTO XVI  CATECHESI

PAPA FRANCESCO CATECHESI

Z

PROVE, Sofferenze, Gioie

 

S1 Paolo Evdokimov IL FOCOLARE CRISTIANO: PICCOLA CHIESA
S2 Vaticano Il: «Gaudium et spes» SANTITÀ DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA
S4 Daniel-Rops L'UOMO E LA DONNA, SOLIDALI CON L'OPERA DIVINA
S5 Henriette Charasson «O FIGLI, ASCOLTATEMI»
     
     

 

S1  IL FOCOLARE CRISTIANO: PICCOLA CHIESA

        Paolo Evdokimov *

Paolo Evdokimov, nato nel 1901 a Pietroburgo, emigra in Francia verso l'età di 17 anni. Studia a Aix-en-Provence e a Parigi dove, nel 1950, diventa professore all'Istituto San Sergio. Grande esponente dell'ortodossia contemporanea, questo teologo laico accoppia una profonda conoscenza della tradizione a un senso vivissimo delle urgenze attuali. In vari suoi lavori, tra cui «La donna e la salvezza del mondo», si è dedicato particolarmente a cogliere la complementarietà dell'uomo e della donna nel disegno di Dio.

La grazia del sacramento è ricevuta da una data coppia, tuttavia questa la riceve da parte della Chiesa, nella Chiesa e per la Chiesa. La Chiesa universale, tutta quanta, è presente ad ogni cerimonia nuziale, perché il sacramento del matrimonio è l'immagine del sacramento dell'unione tra Cristo e la Chiesa; si può dire 'che è il sacramento della vita nella Chiesa. Non è la Chiesa ad abbassarsi, ma è la coppia che si innalza a raggiungere il limite della Chiesa stessa. Se, per la sua debolezza, l'uomo non sempre sente questo legame, la legge rimane: C'è un membro che soffre? tutte le membra soffrono con lui (I Coro 12, 26). Questa è la legge del corpo di Cristo. Già per San Paolo, la unione degli sposi crea una «piccola chiesa», una «chiesa domestica», la cellula organica della Chiesa; essa è anche Il corpo di Cristo, il suo atomo, il suo aspetto individuale nel quale tutto il Corpo si rispecchia. Come una parrocchia, essa è la Chiesa, pur restando una delle sue parti...
Il matrimonio, non è, in primo luogo, una realtà sociale, ma una realtà spirituale ed è questa realtà spirituale a conferirgli tutto il suo significato sul piano sociale.
È forse provvidenziale che nella nostra epoca il problema del matrimonio venga collocato sempre più in primo piano. Non solo, ma bisogna inoltre che si trovi alla base della nuova concezione del mondo, attualmente elaborantesi, perché più di qualsiasi altra forma di vita, esso porta la Chiesa e la società al cuore stesso della vita e - per conseguenza - avvicina il mondo al Regno di Dio.
La trasfigurazione del mondo, fin da oggi in atto, co
mincerà partendo dal matrimonio. Esso è il punto cruciale nell'intimo stesso dell'uomo, in cui la pienezza originaria diventa la pienezza dell'avvenire.
San Clemente di Roma cita, a questo proposito, una parola di Gesù tramandata oralmente: «... a qualcuno che gli aveva chiesto quando sarebbe venuto il Regno di Dio, il Signore disse: Quando due saranno uno...»
Il mondo è immerso nell'odio, nell'isolamento, nello egoismo e ne soffre da morire. In queste tenebre, il focolare cristiano dovrà risplendere per il suo amore, «fuoco divorante davanti all'Eterno», come una fiamma di carità e di pace e anche come una testimonianza della dignità dell'uomo, ohe è quella di un figlio di Dio. Nell'irradiazione di questo amore, l'uomo, quando all'ora del tramonto tutti si riuniscono intorno a lui, spezzerà il pane in un gesto eterno che lascia parlare il cuore e dirà, con tutti i suoi fratelli e per tutti quelli che non sanno ancora dirlo: «Padre nostro».

* Le mariage, sacrement de l'amour, Edition du livre français, Lione 1944, pp. 93-95.

 

S2  SANTITÀ DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA

      Concilio Vaticano Il: «Gaudium et spes» *

L'uomo e la donna, che per il patto di amore coniugale non sono più due, ma una sola carne (Mt. 19, 6), prestandosi mutuo aiuto e servizio con l'intima unione delle persone e delle attività, sperimentano il senso della propria unità e sempre più pienamente la raggiungono. Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l'indissolubile unità.
Cristo Signore ha effuso l'abbondanza delle sue benedizioni su questo amore molteplice, sgorgato da'lla fonte del'la divina carità, e strutturato sul modello della sua unione con la Chiesa. Infatti, come un tempo Dio venne incontro al suo popolo con un patto di amore e di fedeltà, così ora il Salvatore degli uomini e Sposo della Ohiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del matrimonio. Inoltre rimane con loro perché, come egli stesso ha amato la Chiesa e si è dato per lei, così anche i coniugi possano amarsi l'un l'altro fedelmente, per sempre, con mutua dedizione. L'autentico amore coniugale è assunto nell'amore divino ed è sostenuto e arricchito dalla potenza redentrice del Cristo e dall'azione salvifica della Chiesa, perché i coniugi, in maniera efficace, siano condotti a Dio e siano aiutati e rafforzati nello svolgimento della sublime missione di padre e di madre. Per questo motivo, i coniugi cristiani sono corroborati e come consacrati da uno speciale sacramento per i doveri e 'la 'dignità del loro stato. Ed essi, compiendo in forza di tale sacramento il loro dovere coniugale e familiare, pieni dello Spirito di Cristo - per mezzo del quale tutta la 'loro vita è pervasa di fede, speranza e carità - tendono a raggiungere sempre più la propria perfezione e la mutua santificazione, e insieme rendono gloria a Dio.
Prevenuti dall'esempio e dalla preghiera comune dei genitori, i figli, ed anzi tutti quelli
che convivono nell'ambito familiare, troveranno più facilmente la strada di una formazione veramente umana e la via della salvezza e della santità. Quanto agli sposi, insigniti della dignità e della responsabilità di padre e di madre, adempiranno diligentemente il dovere dell'educazione, soprattutto religiosa, che spetta ad essi prima di ogni altro.
I figli, come membra vive della famiglia, contribuiscono pure - nella maniera che è loro propria - alla santificazione dei genitori. Risponderanno infatti ai benefici ricevuti dai genitori con affetto riconoscente, con devozione e fiducia; saranno loro vicini, come si conviene a figli, nelle avversità e nella solitudine della vecchiaia. La vedovanza, accettata con animo forte come continuazione della vocazione coniugale, sarà onorata da tutti. La famiglia metterà con generosità in comune con le altre famiglie le proprie ricchezze spirituali. Perciò, la famiglia cristiana che nasce dal matrimonio, immagine e partecipazione del patto d'amore del Cristo e della Chiesa, renderà manifesta a tutti la viva presenza del Salvatore nel mondo e la genuina natura della Chiesa, sia con l'amore, la fecondità generosa, l'unità e la fedeltà degli sposi, sia con l'amorevole cooperazione di tutti i suoi membri.

* N. 48 - Enchiridion Vaticanum - Ed. Dehoniane - Bologna 1967 - pp. 866. 868.

 

 

S4  L'UOMO E LA DONNA, SOLIDALI CON L'OPERA DIVINA

       Daniel-Rops *

Nato a Épinal (Vosgi-Francia) nel 1901, Henri Petiot, detto poi Daniel-Rops, è morto nel 1965. Professore di storia, dotato d'un raro talento di scrittore che gli valse d'esser accolto nel 1955 nella «Académie Française», non dovette faticare per far fruttare questa dote. Poté completare gli otto volumi della sua Storia della Chiesa di Cristo assoggettandosi quotidianamente ad un intenso lavoro; ma sapeva anche chinarsi pensoso sul disegno di Dio umilmente realizzato nel mistero dell'amore umano.

Fin dalle prime pagine della Bibbia, l'amore umano prende il suo posto, un posto determinante, un posto che non è simile a nessun altro, nel destino dell'umanità. Scorriamo il libro santo: leggiamo i capitoli iniziali della Genesi ed immediatamente si scopre a noi lo sconvolgente incontro dell'uomo e della donna, questo a tu per tu misterioso, nella grande solitudine delle origini, di due esseri che non sono, in realtà, che una sola creatura, e la cui sorte sulla terra sarà ormai quella, attraverso lo sforzo incessantemente rinnovato delle generazioni, di ricercare, attraverso l'amore, la loro unità...
Nell'antico Israele, il divorzio era autorizzato per la durezza del cuore, disse Gesù (Mt. 19,8). Dato che il matrimonio aveva come base la legge sociologica, perché mai la società non avrebbe potuto discioglierlo in caso di necessità?
Ma, nella nuova prospettiva proposta da Cristo, come sarebbe possibile questa frattura, dato che i due sposi sono inscindibilmente solidali con l'opera divina e partecipano all'eterno amore?
L'adultero viene condannato, secondo la nuova legge. Egli è perseguito ancor più severamente che nella legge antica, poiché è denunciato a causa delle sue sole intenzioni. Chiunque avrà guardato una donna, per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei, nel suo cuore (Mt. 5,28). Ma contemporaneamente è soppressa la ferocia delle leggi che ne determinano la sanzione: il Cristo salva dai suoi giustizieri la donna adultera. Poiché non è più la colpa sociale
che è punita, ma il peccato che pregiudica l'evoluzione spio rituale dei coniugi; mentre è proprio il vero amore che può servire, in certo qual modo, come antidoto a questo peccato, perché porta lo sposo oltraggiato alla dolcezza meravigliosa del perdono.
Se il Cristianesimo riprende e fa propria l'antica legge di Dio della Bibbia: Crescete e moltiplicatevi (Gen. 1,28) eretta come principio di Stato in Israele, non è tanto per il vantaggio sociale che è dato dai bambini: spiritualmente, l'esempio della Vergine Maria, capovolgendo le usanze ancestrali, afferma la superiorità della verginità consacrata alla fecondità più necessaria. Vi sono maternità secondo lo Spirito la cui importanza supera quelle secondo la carne. E quanto alle donne che prolungano la vita secondo la legge naturale, se il Cristianesimo le benedice e le ammira, dipende specialmente dal fatto che ogni fanciullo che nasce è una anima che custodirà in sé una scintilla spirituale, e che ogni nascita è un dono offerto da Dio.
Tale è la grandiosità dell'immagine che dell'amore umano ci propone il Nuovo Testamento: una unione che impegna l'uomo e la donna nella totalità del loro essere, chiedendo ad essi di donarsi reciprocamente nella carne e nello spirito, nel cuore e nell'anima; una unione che è per ognuno un giuramento e una promessa di Eternità.

 *  De l'amour humain dans la Bible, Edizioni F.-X. Le Roux, Strasburgo-Parigi, 1950, pp. 9-10, 81-83.

 

S5   «O FIGLI, ASCOLTATEMI»

        Henrlette Charasson *

Henriette Charasson sa perfettamente trasfondere nella sua poesia le umili realtà terrene sì che il divino vi traspare, suscitando una fede più profonda ed anche più impegnata. Ha cantato le dolcezze e le esigenze dell'amore umano e della maternità, ma anche i momenti tremendi delle due grandi guerre che visse «aspettando la liberazione» come francese e come cristiana.
Nata nel 1884 a Le Havre in Francia, ha sposato René Johannet nel 1920 ed ha tre figli. Oltre alle raccolte di liriche, la sua opera comprende vari saggi, racconti, opere teatrali e di critica letteraria.

Io non vi ho messi al mondo solo per la felicità, ma per vivere. Vivere, figli miei, lo vedrete, è in certi giorni qualcosa di pazzesco, di forte, che ci inebria.
E' una gioia i cui effluvi sono così intensi che a volte si
teme di respirarli.
Perché il petto troppo si gonfia e il cuore si spezza; vivere vuoi dire l'infinita bellezza del mondo che penetra in noi attraverso lo sguardo, l'ascolto e col respiro.
E si canta il Magnificat e ci si stupisce e si sorride e
si vola e si fugge.
Ma vivere è anche superare le pene, le amarezze, le avversità. Che importa, miei diletti; per voi io scelgo tutto perché so che nella mia vita ho guadagnato anche col sale delle lacrime. E non voglio né impedirvi di far le vostre prime lotte, né smarriate il coraggio nella prospettiva dei dolori che vi morderanno.
Io so che voi sarete di quelli che risolleveranno la fronte! Ricordatevi, allorché piangerete e non vi sarà più la mia spalla, né le mie ginocchia come oggi per rannicchiarvisi quando una pena vi fa perder la calma.
Ricordatevi che vivere è sopportar con amore e coraggio la croce. E' guardare il cielo a volte fosco mormorando: «lo Ti amo e credo». lo stessa, che la minima vostra afflizione subito rattrista, non chiederò mai a Dio di eliminare le preziose contraddizioni della vostra esistenza!
Voi non avrete ricevuto da me la vita per svagarvi e per
godere ma per lottare, ma per amare, ma per essere forti. Sì, ben lo so, spesso, vivere, sotto un sole che splende, è avanzare in una strada infocata la cui polvere ci irrita gli occhi e colui che si ferma all'ombra fa talvolta fatica a rimettersi in cammino.
Tuttavia, credetemi: la vita è bella!

 *  Le Livre de la Mère, Flammarion, 1944, pp. 151-154.