PICCOLI GRANDI LIBRI  Carlo M. Martini  

L’itinerario spirituale dei Dodici

Borla 1983

Introduzione generale
Premessa sul Vangelo di san Marco

Prima meditazione

Seconda meditazione

Terza meditazione

Quarta meditazione

Il mistero di Dio
Testi Preliminari
Indicazioni chiarificatrici
Temi biblici
Temi rivelatori

L'Ignoranza del discepoli

La chiamata di Gesù
a) Le vocazioni presso il lago
b) La vocazione sul monte

La crisi del ministero galilaico di Gesù (le parabole del seme)
a) Crisi del ministero galilaico di Gesù
b) La crisi del catecumeno nella Chiesa primitiva
e) La nostra crisi
d) La risposta in parabole

Quinta meditazione

Sesta meditazione

Settima meditazione

Ottava meditazione

Gesù in azione

Il mistero del figlio dell'uomo
a) Prima predizione: Mc 8, 31-37
b) Seconda predizione della passione: Mc 9, 31-32
c) Terza predizione della passione: Mc 10, 32-34

La passione di Gesù

La risurrezione (e la vita nascosta di Gesù)

Appendice
Il combattimento spirituale

 

Introduzione generale

Vorrei soltanto dare due indicazioni che possono servire per entrare nel lavoro degli Esercizi che gradualmente inizieremo domani.

La prima indicazione sul tema e la seconda indicazione sugli attori degli Esercizi.

Ho scelto come tema il Vangelo di san Marco e ci intratterremo quindi sulla lettura di questo Vangelo. Non ne faremo una lettura continuata (cioè non prenderemo il Vangelo capitolo per capitolo), e nemmeno - una lettura direttamente tematica (cioè non ci fermeremo su alcuni temi del Vangelo di Marco, per esempio sul Regno di Dio, le parabole, i miracoli ecc.). Ne faremo piuttosto una lettura catechistica perché essa ci aiuterà a percorrere una via, un cammino spirituale più consono ad un corso di Esercizi Spirituali.

Cosa intendiamo per lettura catechistica?

Dobbiamo partire dal fatto probabile che san Marco presenta una catechesi, un manuale per il catecumeno. Il Vangelo di Marco è, cioè, un Vangelo fatto per quei membri delle primitive comunità che cominciano l'itinerario catecumenale. Per Marco si può senz'altro parlare di Vangelo del catecumeno. Matteo è, invece, il Vangelo del catechista; cioè, il Vangelo che dà al catechista un insieme di prescrizioni, dottrine, esortazioni. Luca è il Vangelo del dottore; cioè, il Vangelo dato a colui che vuole un approfondimento storico"salvifico del mistero, in una visuale più ampia. Giovanni, infine, è il Vangelo del presbitero, quello che al cristiano maturo e contemplativo dà una visione unitaria dei vari misteri della salvezza.

Marco è il primo di questi quattro manuali: il manuale del catecumeno; centrato quindi su un itinerario catecumenale. Esso si può ben condensare intorno alla parola di Gesù ai suoi: «A voi è dato il mistero del Regno, a quelli di fuori in parabole» (Mc 4, 11).

Il Vangelo di Marco infatti ci mostra come dalle parabole, cioè dalla visuale esteriore del mistero del Regno, possiamo entrare al di dentro e ricevere questo mistero. C'è dunque in Marco un cammino catecumenale che, però non è ancora l'oggetto specifico di queste nostre considerazioni.

Ce n'è un'altra da fare. In questo itinerario catecumenale, che si sviluppa lungo tutto il Vangelo di Marco, hanno gran parte i dodici apostoli.

Propongo quindi, come oggetto specifico, secondo il quale considereremo il Vangelo di Marco, l'itinerario spirituale dei Dodici. Su questo itinerario ciascuno di noi potrà rivedere, riflettere, ripensare il proprio cammino interiore.

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La seconda indicazione riguarda gli attori di questo ritiro: chi è che agisce in questi giorni. Gli attori sono tre.

Lo Spirito Santo è colui che conduce il ritiro. Nei suoi confronti, la domanda da porsi sarà: Quid vult?

Che cosa vuole lo Spirito da me in questo ritiro? Dove mi vuole condurre?

Il secondo attore, guidato dallo Spirito, siete ciascuno di voi: La domanda da porvi è questa: Quid volo?

Che cosa desidero, che cosa attendo, che cosa mi propongo? Lasciamo affiorare gradualmente, nella solitudine, i nostri bisogni, i nostri desideri interiori, le nostre necessità, spesso soffocati, per l'urgenza degli altri, dal clima di ogni giorno, ostico al silenzio e alla preghiera.

La terza persona agente sono io stesso. Sarò soltanto un suggeritore: e il suggeritore ha il compito di facilitare il lavoro dando qua e là qualche indicazione tematica che aiuti ciascuno a riflettere sull'itinerario dei Dodici nel Vangelo di Marco. Essendo io un sacerdote gesuita, faccio infine notare che l'itinerario ascetico (asketikòs, da askéin = esercitare) quale è proposto nel Vangelo di Marco, è lo stesso che, con altre parole, è riflesso nel libro degli « Esercizi spirituali» di sant'Ignazio di Loyola.

 

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Termino queste parole di, introduzione aggiungendo un pensiero che prendo dall'ultimo interessante libro di Hans Urs Von Balthasar: Il complesso antiromano (trad. italiana di G. Moretto, Brescia 1974).

L'Autore esamina ampiamente come mai esista oggi nella Chiesa un fenomeno di opposizione a Roma, tipico del nostro tempo.

Una delle cose che mi ha colpito, scorrendo il libro, è l'importanza che egli dà al principio mariano della Chiesa. Le parole che voglio citare e sulle quali forse potremo ritornare, riguardano questo fatto: la Chiesa - egli dice - è petrina (cioè apostolica), ma nello stesso tempo è anche mariana.

Balthasar fa notare diffusamente come i due aspetti, compenetranti insieme, danno il volto completo della Chiesa. In qualche modo, l'uno integra l'altro e, dal punto di vista dell'aspetto anche esteriore, umano e affettivo della vita quotidiana, lo completa.

Dovendo, quindi, meditare sull'itinerario dei Dodici in Marco, dobbiamo tenere presente nella nostra preghiera la Madonna perché ci aiuti ad entrare veramente sempre più nel cuore della Chiesa, come il Vangelo ce la presenta; cioè, in tutta la sua totalità, in maniera da poterci confrontare quotidianamente con questa Chiesa apostolica e mariana.

Premessa sul Vangelo di san Marco

Ci chiediamo: esiste un itinerario dei Dodici nel Vangelo di Marco? Hanno, i Dodici, nel Vangelo di Marco, un'importanza sufficiente da permetterci di seguire con un certo rigore esegetico il loro cammino?

Cominciamo con una constatazione di lettura: nel Vangelo di Marco ricorre abbastanza sovente la parola: i Dodici (oi dodeka). Vi sono sette brani che possiamo chiamare i brani dei Dodici.

La prima menzione è al capitolo terzo: «ne fece Dodici» (3, 14); ripetuto in 3, 16: «fece i Dodici ». 
La seconda la troviamo nel capitolo seguente: «Quando fu solo lo interrogavano quelli con Lui, cioè i Dodici, e gli chiedevano il significato delle parabole» (4, 10).

Il terzo passo si trova al capitolo sesto: «e chiama i Dodici» (6, 7). Qui è interessante notare che il greco ripete lo stesso verbo (proskaléitai) di Me 3, 13: «Chiama a sé quelli che vuole».

Strettamente connessi con questo brano, alla fine del medesimo capitolo, abbiamo gli apostoli che si radunano presso Gesù: i Dodici sono invitati da Lui ad andare in un luogo deserto e solitario (6, 31).

La quarta occorrenza si trova al capitolo nono, in alcune istruzioni di Gesù ai discepoli: Egli «chiamò i Dodici e disse loro: 'se qualcuno vuole essere il primo sia l'ultimo' » (cfr. 9, 35; 9, 35-50).

La quinta menzione dei Dodici è nel capitolo seguente: la terza predizione della morte e risurrezione: 10, 32-35.

Il sesto brano è contenuto nel capitolo undecimo:

Gesù, dopo essere entrato «in Gerusalemme, nel tempio, e dopo aver osservato ogni cosa, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici alla volta di Betania» (11, 11). Quindi, la presenza dei Dodici nell'apostolato gerosolimitano di Gesù è ricordata espressamente.

Infine la settima occorrenza si ha nel capitolo quattordicesimo, quando inizia la Passione. Qui la menzione dei Dodici ritorna più volte perché tutto il capitolo è presentato in stretta connessione con i Dodici. «Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici... »(14,10). « E fattasi sera venne con i Dodici ... » (14, 17). «E disse loro: è uno dei Dodici, che intinge con me nel piatto» (14, 20). E infine: «... Giuda, uno dei Dodici ...» (14, 43).

La parola i Dodici appare, dunque, sovente in Marco; e, appare ad intervalli regolari, in sette contesti diversi, quasi ogni due capitoli. Dal capitolo tre fino al quattordici, la via del discepolo che ,gradualmente giunge alla conoscenza di Dio è descritta dall'evangelista come segnata dalla presenza dei Dodici. Dal momento della loro costituzione (cap. 3) fino al disperdersi nell'ora della prova con il tradimento di Giuda (cap. 14) questa presenza è sottolineata in ogni sezione principale del Vangelo.

Possiamo affermare: i Dodici accompagnano il cammino di Gesù dalla sua prima affermazione fino alla prova finale.

Notiamo che a questi testi, dove appare la parola i Dodici e che possiamo prendere rigorosamente come punto di partenza per la nostra riflessione, andrebbero aggiunti altri tre testi che senza una loro diretta menzione trattano tuttavia episodi che li riguardano. Soprattutto noterei al capitolo 1, 16. 20; le prime chiamate; cioè i primi quattro chiamati presso il lago, i primi quattro dei Dodici; al capitolo 8, 27-30: Pietro, il quale a nome dei Dodici, confessa che Gesù è il Cristo; al capitolo 16, 7: la nuova chiamata dei Dodici, perché si radunino presso Gesù nella Galilea, dopo la risurrezione.

Se teniamo presenti tutti gli episodi nominati, abbiamo una specie di struttura apostolica della versione marciana. È confermata quindi la possibilità di meditare l'itinerario dei Dodici nel Vangelo di Marco.

Possediamo dieci pericopi apostoliche (sette più tre), in luoghi chiave del Vangelo. Esse traggono origine da un'affermazione iniziale: «Perché stessero con Lui» (3, 14).

Tutta la carriera dei Dodici ha inizio da questo momento fondante la loro esistenza che è «l'essere con Gesù». E tutto ciò che segue è l'approfondimento di ciò che «l'essere con Gesù» significa concretamente per la vita di un uomo chiamato all'intimità personale con il Signore.

Ecco perché quella frase cos1 dura, cos1 inaspettata:

« E ne fece Dodici perché stessero con lui» (3, 14), pur nella sua rudezza, è piena di un immenso significato e contiene in germe tutta la vocazione degli apostoli. Le dieci pericopi mostrano il cammino secondo il quale gli apostoli sono giunti veramente ad essere con Gesù e possedere il mistero del Regno:

« A voi è dato il mistero del Regno di Dio» (4, 11). Essere con Gesù, ricevere da Lui il mistero del Regno, sono due espressioni che descrivono l'identità degli apostoli e il loro cammino.

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Possiamo fare un'ultima osservazione su questo itinerario. In esso il momento della penitenza non è posto all'inizio, ma lo troviamo soprattutto verso la fine, con la prova della Passione, nel capitolo 14. All'inizio c'è soltanto un accenno ad essa, perché, in Marco, non ci viene presentato un itinerario di conversione che comincia con la penitenza e prosegue con la scoperta dell'essere col Cristo, ma ci viene posta innanzi una chiamata ad essere con Cristo. Essa deve gradualmente affinarsi ed approfondirsi, fino a riconoscere, in una riflessione penitenziale, quanto ancora ci manca per essere fedeli ad una vocazione già esistente.

Noi dunque seguiremo il cammino di Marco senza fare un' analisi rigorosa delle singole pericopi. Le terremo tuttavia presenti come sfondo, in maniera da potere intendere come la rivelazione progressiva del mistero del Regno si attui in coloro che sono chiamati ad «essere con Lui» .

Mediteremo il cammino che queste pericopi suppongono o indicano: ci metteremo, cioè, nei panni dei Dodici, alloro posto e ci chiederemo:

- che atteggiamento suppone nei Dodici questo porsi in ascolto rispetto a Gesù?

- Quale mentalità trova in essi?

- Quali presupposti di fede vengono richiesti; quale via si vuole far percorrere; e, quali prove presenta questa via?

- Come avviene la graduale rivelazione del Regno di Dio affinché si capisca - non soltanto a parole, ma a fatti - cosa vuol dire « essere con Lui »?

Ecco il cammino che ci accingiamo a compiere.