PICCOLI GRANDI LIBRI  PRIMO MAZZOLARI

LA SAMARITANA

PIA SOCIETÀ SAN PAOLO – 1943

A un piccolo grande cuore, che nell’unica sete, ha tutte le seti.

tra i bassifondi del vangelo

benedicite, maria et flumina, domino

et nutantia corda, tu, dirigas

crocevia, fonti, paesi dell'anima

il giudeo

su questo monte o in gerusalemme

quaerens me, sedisti lassus

se tu conoscessi

viene l'ora

benedicite, lux et tenebrae, domino

che vuol dire grandezza?

il veniente

benedicite, fontes, domino

fons vincit sitientem

testimonianze

 

viene l'ora

« Gesù le disse: - Donna, credimi: viene l'ora che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre. Iddio è spirito e quelli che l'adoreranno bisogna che l'adorino in spirito e verità ».

L’uomo, che s'è fissato sovra il Monte o nel Tempio, può essere tentato di legarsi al Monte e al Tempio o all'oro del Tempio.

« Guai a voi, guide cieche, che dite: - Se uno giura per il Tempio non è nulla; ma se giura per l'oro del Tempio resta obbligato ».

Una religione che non innalzi un Tempio, è un rifugio incompleto per creature come noi, che abbiamo bisogno anche di una casa di pietra o di un picco di monte per raccoglierei dalla dispersione.

Ma, innalzando una casa alla divinità, c'è il pericolo ch'io mi scordi del valore contingente del Tempio e del Monte e li stimi sovra Dio stesso e la sua Legge, sia per imporre che qui e non sul Garizim venga adorato Colui che è spirito e verità, sia per fame un banco di vendita.

Il capovolgimento, se è tipico in religione, non è unico.

Ovunque c'è un'attività umana, è facile che s'avveri la stima del meno in confronto del più: l'offerta più dell'altare, la cattedra più del maestro e l'aneto più della giustizia e della misericordia.

E ci si arriva inavvertitamente, credendo spesso di tutelare meglio i diritti di Dio, che a poco a poco, vengono confusi e scambiati coi nostri diritti meno belli.

L'idolo è quasi sempre costruito sotto l'occhio stesso di Dio e con giustificazioni prese a prestito dalla sua stessa Parola.

Quante volte siamo stati più fermi nel difendere, più violenti nel protestare, più solleciti nel chiedere i sussidi temporali che quelli eterni, l'oro più del Tempio, l'offerta più dell'altare!

Ma i pecca ti contro lo Spirito non si limitano al mondo religioso. In ogni attività umana si dispiega la stéssa minaccia.

Domando troppo se chiedo agli uomini della cultura, della politica, della finanza un esame di coscienza condotto con la stessa spietata sincerità che viene prescritta a noi cristiani?

Potrei aiutarli con indicazioni ricavate dalla cronaca dei nostri tempi ove lo spirito non si è distinto per troppa dignità e fierezza; ma le parole del di fuori avviliscono chi ha una propria capacità di ritrovarsi.

Ognuno ha i propri pudori e chi sa quanto costa il confessarsi, li rispetta volentieri per poterci inginocchiare insieme e ripetere un mea culpa che ormai è doveroso per tutti.

L'adorazione è il pensiero che, incapace di ragionare, canta: una filosofia che, a un certo punto, s'inginocchia: una carità che, nella propria insufficienza, si fa prestare qualcosa da tutte le creature, per offrirsi.

L'adorazione è un colloquio tra l'Infinito e il mio niente, cui il Padre ha regalato un cuore. Chi adora non chiede, si offre, intonandosi all'armonia divina del creato...

Cristo parla di « adoratori veraci» in contrapposizione a una categoria di adoratori che non sono tali.

Un uomo qualsiasi, che si metta davanti a Dio e Gli esprima, con penitente sincerità, la propria povertà spirituale è « verace adoratore ».

La mia interiore oscurità, come la tenebra della notte, è un momento della mia adorazione. Mea nox obscurum non habet, sed omnia in luce clarescunt. Dallo stesso letamaio di Giobbe può salire un inno di adorazione.

La nostra generazione non sente l'adorazione.

Idolatri della tecnica, crediamo di dominare con essa la materia, dimenticandoci che la scienza, in quello che ha di più sicuro e di più utile, è anch'essa un'obbedienza alle leggi della realtà.

Con la tecnica soltanto, limito, non allargo, col pericolo di circoscrivermi anche il cuore, e di seccare le mie facoltà spirituali. Similes iliis qui faciunt ea.

La nostra generazione ha davanti il mondo come una quantità di cui non riesce a trovare i rapporti con l'unità dello spirito umano. La stessa perfezione degli strumenti scientifici, messi a nostro servizio, hanno scomposto e reso frammentarie le cose più comuni. Lo stupore che dà l'insieme contemplato con ingenuità, non è più possibile. Attraverso la conoscenza allargata delle cause seconde, ci siamo illusi di poter far senza la Causa prima. Non vediamo più il sole, perché le nostre piccole luci artificiali ce lo impediscono.

Tagore ha un gesto intelligente: soffia sulla - candela che gli toglie di vedere il sole.

La libertà è la condizione fondamentale dell'adorazione.

Ubi spiritus ibi libertas.

La libertà comporta un certo rischio: ma dove il cristianesimo è vivo e operante accetta il rischio piuttosto di vedere poste in pericolo le ragioni stesse della sua vita.

Posto nell'alternativa fra un'adorazione spirituale ed un'altra appoggiata a forze materiali, sceglie la prima. Esso esige un libero omaggio alla divinità, un'adesione dell'intelletto solo alla Verità e un abbandono dell'anima alla forza della Grazia.

E' così facile, anche nel nostro tempo, lasciarsi adescare dal miraggio delle forze materiali! Quanti cristiani cedono alla tentazione di cambiare in pane le pietre del deserto, col pretesto che prima di tutto bisogna vivere, a costo anche di perdere la ragione di vivere!

Non è facile resistere al prestigio della forza, del numero, dei favori, dei privilegi.

Debitores sumus non carni. L'ammonimento di S. Paolo urge anche oggi.

Chi vuol rimanere fedele al Vangelo e adorare « in spirito» deve credere e professare che il Regno di Dio non viene quaggiù per opera delle forze di questo mondo. Egli dev'essere disposto a scegliere, la povertà al posto della ricchezza, la sola luce della verità agli orpelli delle false illuminazioni; fra le forze l'amore; fra tutti i privilegi, quello più pericoloso, la libertà.

Non c'è altra maniera di salvare l'umanità dalla schiavitù che le viene imposta dagli idoli materiali che si è costruito e per dimostrare a un mondo incredulo e rivoltoso, che il cristianesimo non in vecchia.

Lo spirito è fuori del tempo.

In quest'ora di quasi universale infedeltà all'adorazione « in spirito e verità » la Chiesa, col suo atteggiamento fermo e deciso, ove i silenzi contano a volte più delle stesse parole, è il fatto convincente che l'adorazione « in spirito» è l'unica garanzia del presente e del domani della Chiesa: che non si muore di povertà ma che si muore soltanto quando viene meno il coraggio di accettare in pieno l'avventura cristiana.

La Chiesa ha bisogno di tutto e di nulla.

Tutto è tempio come tutto è altare per un vero adoratore. Guai se per la difesa di una cattedrale di pietra, si distrugge o si raccorcia la cattedrale dello spiri to!

Quando lo Spirito tace, nessuna pietra, anche la più armoniosamente costruita, vive, loda e adora. Essa diviene il gradino dell'adorazione allora che un 'anima vi si appoggia per modulare, nella libertà e nella carità del Regno di Dio, il suo canto.