PICCOLI GRANDI LIBRI  PRIMO MAZZOLARI

LA SAMARITANA

PIA SOCIETÀ SAN PAOLO – 1943

A un piccolo grande cuore, che nell’unica sete, ha tutte le seti.

tra i bassifondi del vangelo

benedicite, maria et flumina, domino

et nutantia corda, tu, dirigas

crocevia, fonti, paesi dell'anima

il giudeo

su questo monte o in gerusalemme

quaerens me, sedisti lassus

se tu conoscessi

viene l'ora

benedicite, lux et tenebrae, domino

che vuol dire grandezza?

il veniente

benedicite, fontes, domino

fons vincit sitientem

testimonianze

 

il veniente

« La donna gli rispose: - Io so che il Messia ha da venire: quando sarà venuto, ci annunzierà ogni cosa. - Gesù le disse: - Io che ti parlo, sono lui ».

Le vertigini prendono di solito coloro che vedono le cose unicamente sotto l'aspetto concettuale. Ben diverso è il trasalimento interiore di chi penetra anche col cuore le parole di Dio.

Forse la Samaritana rimane calma perché non ha capito: forse non poteva neanche capire. Non l'abbiamo capito neanche noi, dopo venti secoli di Vangelo, cosa voglia dire adorare in spirito e verità! Ma può anche darsi che 1'attesa del Messia, così sicura in lei l'abbia disposta ad ogni Parola. «Venendo, non avrebbe Egli annunciato ogni cosa? »

In tempi messianici, come gli attuali, tutto si attende e a tutto ci si prepara, perché tutto può accadere. Prima ancora che appaia, la novità è nella tensione della nostra attesa. Se qualcosa ci spaventa non è certo la novità, ma il perdurare del passato: i vecchi otri che pretendono di valere anche per il vino nuovo.

Lo sappiamo bene che essi son destinati a sfasciarsi sotto la fermentazione nuova e non ci preoccupiamo affatto del loro finire, (« lascia che i morti seppelliscano i loro morti ») .Ci sta a cuore il vino nuovo che se ne va, e la novità che viene compromessa, se uomini nuovi non se ne fanno i testimoni.

Il comando è preciso: non si mette nuovo vino in otri vecchi.

A un tale sacrilegio vorremmo poter opporci con tutte le nostre forze, incominciando col divenire noi stessi nuove creature.

Non importa più che un uomo sia grande, c'importa soprattutto che sia nuova creatura. Questa è l'unica garanzia che osiamo chiedere a chiunque ci venga incontro per proporci la nostra salvezza.

Per molti cristiani Cristo non è più veniente, vale a dire Colui che viene sempre. Ora, quando il Signore è solo un punto di riferimento nella storia di ieri, quando il Natale non è più il fatto di tutti i giorni, ma una data che viene ricordata a scadenza fissa, la nostra fede in Lui non può sopportare il presente né andare incontro al domani. Tutto deve far paura a quei cristiani che non sentono più i passi di Cristo che ci precede nella notte dei tempi, per aprire i nuovi destini, come le aurore precedono il sole per aprire i nuovi giorni.

La stessa fede fa dire alla Samaritana: « Quando il Cristo sarà venuto, ci annuncerà ogni cosa ».

Se le confrontiamo con quelle di Gesù sembrano parole senza rilievo. Sono invece così colme di grandezza, che a pensarci un poco, si rimane sorpresi come la Samaritana le abbia potuto dire con accento tanto calmo e sicuro.

Il Vangelo come lo vede fin da quel momento una povera donna, è fatto per abbracciare ogni cosa.

Non c'è nulla fuori del Vangelo, altrimenti non sarebbe più la perenne novità.