PICCOLI GRANDI LIBRI  David Maria Turoldo  Gianfranco Ravasi

I SALMI
traduzione poetica e commento

OSCAR CLASSICI MONDADORI

I libro: Sa 1-41 (dossologia finale: Sal 41,14)

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

20

21

22

23

24

25

26

27

28

29

30

31

32

33

34

35

36

37

38

39

40

41

II libro: Sal 42-72 (dossologia finale: Sal 72,18-19)

42

43

44

45

46

47

48

49

50

51

52

53

54

55

56

57

58

59

60

61

62

63

64

65

66

67

68

69

70

71

72

III libro: Sal 73-89 (dossologia finale: Sal 89,53)

73

74

75

76

77

78

79

80

81

82

83

84

85

86

87

88

89

IV libro: Sal 90-106 (dossologia finale: Sal 106,48)

90

91

92

93

94

95

96

97

98

99

100

101

102

103

104

105

106

V libro: Sal 107-150 (dossologia finale: Salmi 146-150, che fungono da conclusione non solo del V libro, ma dell'intero Salterio)

107

108

109

110

111

112

113

114

115

116

117

118

119

120

121

122

123

124

125

126

127

128

129

130

131

132

133

134

135

136

137

138

139

140

141

142

143

144

145

146

147

148

149

150

 

Salmo 101 (100)
PREGHIERA DI UN RE
DA SEMPRE ATTESO

Che preghino anche i re era finora abbastanza usuale. Coloro che si sono appropriati di Dio e di Cristo, sono avanti tutti loro, i re e i principi; e governanti; e poi classi dominatrici, o classi che stanno bene. Ma che vivano quanto pregano (o pregavano), è certo meno usuale. 
Che preghino i dominanti anche per se stessi, pure questo è giusto. 
La preghiera non dovrebbe mai lasciare le cose come stanno. 
Tanto più che - nel caso -, l'essere onesti in politica non è un lusso, ma «un obbligo morale di tutti i governanti e lo è in forma più grave e più motivata per il governante credente».

 

1 Voglio cantare amore e giustizia,
cantare inni a te, Signore,

2 dell'innocenza seguire da saggio la via:
quando, o Dio, mi verrà incontro?
Nella purezza del cuore io sempre cammini
per le stanze e gli atri della mia casa. ,

3 Mai i miei occhi sopportino atti idolatri:
una simile infamia io sempre detesti

e di chi la compie io mai vi cerchi amicizia.

4 Via da me chi ha un cuore corrotto,
che mai conosca un tale malvagio.

5 A chi in segreto calunnia il fratello
gli stronchi subito l'empia parola.
E mai io frequenti chi ha faccia altezzosa,
meno ancora il tronfio di cuore.

6 I miei occhi sorveglieranno
i giusti di tutto il paese,
perché mi siano sempre vicini.
Chi per la via dell'innocenza cammina
solo costui sarà mio ministro.

7 Mai intriganti io ospiti in casa,
ne posto trovi ai miei occhi un vile!

8
Ad ogni mattino da tutto Il paese.
estirperò impostori e malvagi:
per che sia libera la città del Signore
da tutti i servi del male.

 

Dalla tradizione dei cosiddetti «re cristiani» era chiamato lo «specchio del principe», un testo nel quale però quei re non sembra si specchiassero con assiduità. Il salmo, nello spirito della sapienza d'Israele e d'Oriente, vuole abbozzare il ritratto di un politico giusto secondo due lineamenti essenziali. Il primo è quello del rigore personale nella scelta della via perfetta ed integra già all'interno della sua famiglia e del suo palazzo, scartando consiglieri corrotti e tentazioni idolatriche (vv. 1-4). La seconda componente è più di tipo pubblico e sociale: lotta contro la calunnia, la delazione, la falsa testimonianza giudiziaria, attacco alle prepotenze delle alte classi, difesa dei poveri, selezione accurata dei ministri, impegno continuo (sin dal mattino, dice simbolicamente il v. 8) ad estirpare impostori e malvagi (vv. 5-8). È il programma ideale di un capo di Stato che sa di non essere arbitro assoluto, ma luogotenente dell'unico re giusto e perfetto, Dio, secondo la classica visione biblica del re davidico.


Dossologia

All'innocente, all' Agnello di Dio,
a lui innalzato al di sopra dei cieli,
la vera gloria del Padre, cantiamo,
fatti dimora del santo suo Spirito.

Preghiera

Padre, fa' del nostro cuore la tua reggia,
la casa pulita dove tu godi abitare;
e la terra sia il tuo paese,
il giardino di tutta la tua creazione.
Amen.