PICCOLI GRANDI LIBRI  David Maria Turoldo  Gianfranco Ravasi

I SALMI
traduzione poetica e commento

OSCAR CLASSICI MONDADORI

I libro: Sa 1-41 (dossologia finale: Sal 41,14)

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II libro: Sal 42-72 (dossologia finale: Sal 72,18-19)

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III libro: Sal 73-89 (dossologia finale: Sal 89,53)

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IV libro: Sal 90-106 (dossologia finale: Sal 106,48)

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V libro: Sal 107-150 (dossologia finale: Salmi 146-150, che fungono da conclusione non solo del V libro, ma dell'intero Salterio)

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Salmo 57 (56)
...DESTARE IO VOGLIO L'AURORA

«Tra voi dicono alcuni: "La gioia è più grande del dolore"; e dicono altri: "il dolore è più grande". Ma io vi dico che sono cose inseparabili. Essi giungono insieme, e se l'una vi siede accanto alla mensa, ricordatevi che l'altro sul vostro letto dorme» (Kh. Gibran, in Il Profeta).
«Anche mezzanotte è mezzodì; anche il dolore è gioia; anche l'imprecazione è benedizione; la notte è sole..., anche il saggio è un folle... Avete mai detto sì a una semplice gioia? Oh, amici, allora avete detto sì anche a tutto il dolore» (Fr. Nietzsche, in Così parlò Zarathustra).

 

2 Pietà, Dio, pietà e aiuto:
io in te mi rifugio e all'ombra
delle ali tue trovo riparo,
finche sia passato il pericolo:

3 griderò all'altissimo Iddio,
al Signore che sempre mi ama.

4 Egli mandi dal cielo a salvarmi,
a salvarmi da mani bramose,
fedeltà e grazia mandi il Signore
e umilii chi vuole rovinarmi !

5 Devo viver braccato e nascosto
dentro tane in mezzo a leoni:
leoni pronti a sbranare la gente!
Hanno denti a punte di lancia,
come frecce li hanno acuti
e le lingue coltelli affilati:

6 sopra il cielo appari, Signore,
la tua gloria su tutta la terra!

7 Ai miei passi hanno teso una rete,
con un cappio mi han preso alla gola
ma tu, Dio, mi hai sottratto all'insidia; -
mi avevan scavato una fossa
e invece vi caddero loro:

8 è saldissimo, Dio, il mio cuore.

9 O Dio, voglio cantarti e lodarti:
o mia anima, svegliati e canta;
arpa e cetra, su presto, svegliatevi,
che destare io voglio l'aurora:

10 tra le genti, Signore, ti canto,
a te lodi di gloria tra i popoli.

11 Tu avanzi al di sopra dei cieli
che ricolmi col tuo amore,
la bontà tua sorpassa le nubi,
mio Dio fedele in eterno:

12 sopra il cielo appari, Signore,
la tua gloria su tutta la terra.

 

Supplica (vv. 2-6) e ringraziamento (vv. 7-12) si accostano secondo una costante nella preghiera biblica che, anche nella desolazione più profonda, ignora la disperazione totale. Tempio di Gerusalemme «l'ombra delle ali» dell'arca) e cosmo (terra, cieli e nubi) si intercettano e parlano dell'amore di Dio. Il male che assedia l'orante è rappresentato da una raffigurazione vivacissima: il leone in posizione d'assalto evoca un guerriero armato di lance, di frecce e di spade (v. 5). Dio, però, appare dal cielo e invia i suoi messaggeri di salvezza, le virtù divine personificate della Fedeltà e della Grazia (v. 4). Ed allora per il perseguitato si apre una nuova aurora. Dolcissimo è il canto del v. 9. È un appello rivolto all'arpa e alla cetra, che durante i periodi di lutto erano raffigurate quasi «in sonno», avvolte da un lenzuolo funebre e quindi silenziose. Finito l'incubo, cessata la notte, esse «si svegliano» per destare, a loro volta, l'alba di un nuovo giorno di luce e di pace.

 

Dossologia

Sei tu, Padre, il nostro amore,
tu che salvi il tuo Figlio da morte
e ci doni lo Spirito santo:
Padre, è Cristo la nostra aurora,
Padre, venga il giusto tuo Regno:
a te il canto di grazia e di gloria.

Preghiera

Signore, la notte è passata,
il sole sorge ancora:
il bene vinca sul male,
ove abbonda il delitto
ivi sovrabbondi la grazia;
la tua gioia ci aiuti a lenire ogni dolore:
così vogliamo cantarti
già dal primo mattino
fino all'ultimo giorno,
quando tu stesso, Signore,
ci verrai incontro.
Amen.

 

SIGNORE, PER TE SOLO

Signore, per te solo io canto
onde ascendere lassù
dove solo tu sei,
gioia infinita.
In gioia si muta il mio pianto
quando incomincio a invocarti
e solo di te godo,
paurosa vertigine.
lo sono la tua ombra,
sono il profondo disordine
e la mia mente è l'oscura lucciola
nell'alto buio,
che cerca di te, inaccessibile Luce;
di te si affanna questo cuore
conchiglia ripiena della tua eco,
o infinito Silenzio.