David Maria Turoldo Gianfranco Ravasi
I SALMI
traduzione poetica e commento
OSCAR CLASSICI MONDADORI
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I libro: Sa 1-41 (dossologia finale: Sal 41,14) |
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II libro: Sal 42-72 (dossologia finale: Sal 72,18-19) |
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III libro: Sal 73-89 (dossologia finale: Sal 89,53) |
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79 |
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IV libro: Sal 90-106 (dossologia finale: Sal 106,48) |
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V libro: Sal 107-150 (dossologia finale: Salmi 146-150, che fungono da conclusione non solo del V libro, ma dell'intero Salterio) |
Salmo 79 (78)
GERUSALEMME INSANGUINATA
Ma oggi chi è pagano e chi fedele? E quali i luoghi santi della tua presenza, i luoghi del tuo possibile incontro? Abbiamo visto I 'Europa piena di cadaveri; abbiamo visto i forni crematori fumare giorno e notte; per interminabili anni, fumare come ciminiere. E benedetti gli eserciti degli uni e degli altri. Abbiamo camminato sulla cenere di milioni di morti, sparsa nelle vie e in spazi tenuti a giardino intorno agli stessi forni. Avevamo per anni il lezzo dei cadaveri nelle narici. Eppure, ancora oggi, continuano le stesse stragi, anche da parte di cristiani! E in mille altri paesi. E cioè: i fedeli precisamente dove sono, e chi sono?
1 Sono arrivati, o Dio, i pagani,
hanno invaso il tuo possesso,
han profanato il tuo santuario,
Gerusalemme è ridotta in macerie.
2 Han dato in pasto agli uccelli del cielo
spoglie e carni dei tuoi fedeli,
agli animali selvaggi i cadaveri:
così han fatto finire i tuoi servi!
3 Hanno versato il sangue com'acqua
intorno a Gerusalemme, Signore:
nessun becchino ci dava una fossa:
4 obbrobrio siamo dei nostri vicini!
Piaga immonda su tutti i confini!
5 Ma fino a quando, Signore Iddio,
così adirato sarai con noi?
La gelosia sarà il tuo fuoco?
6 Versa il tuo sdegno su altre nazioni,
contro i regni che non ti adorano, -
su chi non prega il santo tuo nome:
7
perché essi hanno distrutto Giacobbe!
Han devastato la sua dimora!
8 Non imputarci le colpe dei padri,
presto ci venga incontro il tuo amore,
perché noi siamo davvero felici.
9 Dio, aiutaci, o nostra salvezza,
per il glorioso e grande tuo nome,
sempre in grazia del santo tuo nome
vieni a salvarci, perdona le colpe!
10
Perché dovrebbero dir le nazioni
«Il loro Dio dov'è?». Gli occhi nostri
vedano come tu vendichi il sangue
dei servi tuoi in seno alle genti.
11
Dei prigionieri ti giunga il gemito,
salvi il tuo braccio i votati alla morte:
12 per sette volte ai nostri vicini
ritorni l'onta con cui ti offesero.
13 E noi che siamo il popolo tuo,
gregge che pasci nei pascoli tuoi,
noi in eterno a te canteremo
di età in età grazie e canti di gloria!
Come nel Salmo 74, anche in questa lamentazione nazionale Gerusalemme appare come un cumulo di
macerie insanguinate, dopo che Nabucodonosor, nel 586 a.C., è passato su di essa con le sue armate, come un
turbine. L 'elegia entra di colpo nel dramma puntando l'obiettivo subito sulla città santa devastata: il
Tempio è diroccato e profanato, qua e là si inciampa in cadaveri in decomposizione, lugubri rapaci si aggirano
sulle prede, il sangue brilla sulle pietre, il silenzio e la vergogna avvolgono tutto Israele come un manto
(vv. 1-4). Ecco allora che il poeta corre alla ricerca delle cause profonde che stanno alla base della tragedia
ebraica: non c'è solo la crudeltà degli oppressori, c'è anche il peccato d'Israele (vv. 5-9). È necessario che Dio
torni a perdonare, torni a raccogliere Israele come il suo gregge, torni a mostrare la sua fama di difensore dei
poveri contro i trionfatori della storia (vv. 10-13). Questa preghiera nella tragedia si rivela, allora, anche
come un appello contro ogni sterile rassegnazione. Il Dio che ci ha abbandonati è un Dio vivo e giusto che
conosce il perdono e la speranza nei confronti dell'uomo.
Claudel ha rielaborato questa supplica nel Salmo di Varsavia, dedicato alle vittime del ghetto della
capitale polacca sotto la ferocia nazista.
Dossologia
A te che hai detto ai sette tuoi angeli:
«le sette coppe versate dell'ira»,
e non dimentichi il sangue dei giusti,
gloria e vittoria nei secoli, amen!
Preghiera
Ma oggi, Signore, non ci sono pagani e no,
cristiani e no, e solo tu sai chi operi per il regno;
quanti forse pensano di essere dentro
invece si troveranno ad essere fuori, esclusi;
e quanti si penseranno esclusi
e invece si troveranno attesi
per l'abbraccio finale con te e con tutti i fratelli;
perché tale dovrebbe essere la fine: una sorella morte,
e la vita un viaggio verso il sole.
E dunque, Padre, donaci di" essere così anche noi:
gregge che conduci con mano d'amore;
vedi l'afflizione di quanti ti invocano
e diffondi ancora il tuo Spirito santo
perché, rinvigoriti dal suo agire incessante,
possiamo camminare con fiducia
verso il tuo Regno.
Amen.