PICCOLI GRANDI LIBRI  David Maria Turoldo  Gianfranco Ravasi

I SALMI
traduzione poetica e commento

OSCAR CLASSICI MONDADORI

I libro: Sa 1-41 (dossologia finale: Sal 41,14)

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II libro: Sal 42-72 (dossologia finale: Sal 72,18-19)

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III libro: Sal 73-89 (dossologia finale: Sal 89,53)

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IV libro: Sal 90-106 (dossologia finale: Sal 106,48)

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V libro: Sal 107-150 (dossologia finale: Salmi 146-150, che fungono da conclusione non solo del V libro, ma dell'intero Salterio)

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Salmo 87 (86)
LO SCRIVE DIO SUL LIBRO DEI POPOLI

Ma è possibile ancora? O non ci sarà nulla che ci divida quanto le feroci divisioni religiose? Cosa c'è di più pericoloso del credere in Dio? Credere in quale Dio? Anche Cristo è stato ucciso perché «bestemmiava». Eppure: «Parti, Medi, Elamiti e abitanti della Mesopotamia...». 
Signore, che nella sua lingua ancora ognuno ti canti!

 

1 Sui monti santi le sue fondamenta:

2 ama il Signore le porte di Sion

3 più che ogni altra dimora in Giacobbe.
Cose stupende egli dice di te,

4 città di Dio: fra quanti mi onorano
iscriverò anche Babilonia e Rahab.
Sì, Filistea e Tiro e l'Etiopia:

5 son nate là! E di Sion diranno:
«L'uno e l'altro è nato in essa:
salda la rende egli stesso, l' Altissimo!».

6 «Ivi è nato costui!»: lo scrive
Dio, il Signore, sul libro dei popoli.

7 E grideranno in danze e canti:
«A me tu sei materna origine,
in te hanno tutti la loro sorgente».

 

Questo breve canto di Sion, dal testo particolarmente difficile e in qualche punto oscuro, contiene in se una carica ecumenica che può essere variamente interpretata. Sion, comunque, appare come la radice della compattezza cosmica, è la fonte di ogni armonia per la planimetria della terra e delle nazioni i cui quattro punti cardinali sono nettamente delineati: Babilonia è la superpotenza orientale, Rahab, cioè l'Egitto, è quella occidentale. Tiro e Filistea rappresentano il nord mentre l'Etiopia il profondo sud. Ebbene, tutti questi popoli sul libro della storia curato da Dio sono registrati come cittadini di Gerusalemme. Per tre volte, nei vv. 4.5.6, si ripete il verbo ebraico jullad, «è nato là»: tutti i popoli della terra, non più considerati come impuri e pagani, hanno la loro «materna origine», la loro «sorgente» proprio in Sion, là dove risiede il Signore, la città che fa tutti gli uomini uguali e in pace. È naturale il riferimento cristiano alla Gerusalemme della Pentecoste in cui tutte le nazioni si ritrovano nelle loro lingue ad annunziare la stessa «grande opera di Dio» (Atti 2,5-12).

Dossologia

E Parti e Medi, Elamiti, o Signore,
nella lor lingua ognuno ti canti:
o Pentecoste vivente, tua Chiesa!

Preghiera

Nel tuo disegno d'amore, o Padre,
hai voluto che tutte le genti formassero
l'unico popolo dei rinati alla vita:
perdonaci le nostre divisioni,
guidaci sulla via che porta all'unità
per essere tutti cittadini
della città della Grande Madre e dell' Agnello.
Amen.