René Voillaume
PREGARE PER VIVERE

CITTADELLA EDITRICE ASSISI

IL CLIMA DELLA PREGHIERA

I FONDAMENTI UMANI DELLA PREGHIERA

PERMANENTI IN PREGHIERA

L'AMICIZIA CON GESÙ

LE TAPPE DEL CAMMINO DELLA PREGHIERA

LA PREGHIERA DELLA POVERA GENTE

L'INTIMITÀ CON IL CRISTO

IL CAMMINO DELLA PREGHIERA

IL RITMO DELLA VITA DI PREGHIERA

   

CON GESÙ NEL DESERTO

 

L'AMICIZIA CON GESÙ

Se non restiamo uniti a Gesù non potremo essere dei poveri come egli vuole, non potremo avere il coraggio di prendere su di noi la pena dei lavoratori e dei malati, non sapremo amare con un cuore sufficientemente umile e fraterno. È nella contemplazione continua del suo « beneamato fratello e Signore Gesù» che Carlo de Foucauld attinge il bisogno imperioso di rassomigliargli in tutto.
Ma c'è molto di più; potremo essere tentati di considerare la preghiera, in unione con Gesù, come il mezzo per realizzare la vita secondo il Vangelo che ci attira. Sarebbe un completo rovesciamento dei valori e un non aver compreso nulla dell'anima del padre de Foucauld. Rileggiamo le sue meditazioni e capiremo che Gesùè colui che è amato sopra ogni cosa, per se stesso. È la testimonianza che il mondo attuale attende. La nostra intimità semplice e ardente con Gesù sia la nostra forza e la nostra luce. Questa intimità con Gesù è un elemento troppo importante, perché se ne parli con brevi accenni, ma voglio semplicemente ambientare qui, nella nostra vita di Piccoli Fratelli, il posto principale della preghiera. Come padre de Foucauld, dobbiamo avere fede in Gesù, padrone dell'impossibik. Dobbiamo credere che Gesù ci ha scelti, e trovare nella realtà di questa chiamata il coraggio per accettare una vocazione che, forse, esigerà da noi l'eroismo di « tutto osare» per lui.
Questa stessa fede porta padre de Foucauld verso l'eucaristia con un amore e un rispetto infiniti. È attraverso essa, e nel sacrificio eucaristico, che dobbiamo arrivare a questa amicizia tenera e forte con la persona di Gesù. Per padre de Foucauld, Gesù non. è mai, né potrebbe esserlo, qualcuno lontano e astratto, anche
quando deve lottare nell'oscurità della fede per conservare il contatto personale - ma di cui non ha più consapevolezza - con colui che è. il suo unico amore, oppure per continuare con paziente perseveranza una preghiera coraggiosa e spesso dolorosa. In questo, come su gli altri. punti, egli deve esserci guida. Lo spirito di, Gesù non prega nei nostri cuori se noi non ci siamo mossi incontro a lui, se non gli abbiamo aperto la strada. Pregare è pensare a Dio amandolo.
Questa semplice definizione dell'orazione, data dal padre, ci indica a sufficienza che dobbiamo porre tutta la nostra attenzione nell'imparare a pensare a Dio. Padre de Foucauld è ugual: mente lontano da un atteggiamento passivo che aspetti tutto dallo Spirito Santo, come da una eccessiva l1.tilizzazione di un metodo per dirigere il nostro pensiero verso Gesù. Ma nel suo modo di pregare vi è un impegno fervido, coraggioso, preciso, in cui mette tutta la sua volontà, tutto se stesso.
Inoltre, fratel Carlo di Gesù, ha sempre meditato le parole stesse di Dio nel Vangelo per conformarvi la sua vita. Se lo leggeremo con amore, e sapremo ricevere nei nostro cuore le parole di Gesù come comandi da tradurre in atti, il Vangelo diventerà veramente per noi una regola attiva di vita. Più ci confermeremo a esso, più lo capiremo. Non riceviamo mai una luce, per debole che sia, senza farla subito passare in atto nella nostra vita. Non vi è nulla di più snervante e inutile che meditare in circolo chiuso, restando sul piano della intelligenza, delle verità o dei valori morali, senza tradurli in atti nella nostra vita.