PICCOLI GRANDI LIBRI   Mohandas Karamchand Gandhi
OGNI GIORNO UN PENSIERO

Titolo originale: A thaught for the day compiled and translated in English by T. Hingorani
Traduzione: Sandra Danieli
EMI 1989

I Pensieri che compongono questo volume sono stati scritti da Gandhi verso la fine della sua vita, e precisamente fra il 20 novembre 1944 e il 10 ottobre 1946, per consolare un amico colpito da un grave lutto familiare: la perdita della moglie.
Nonostante le sue molteplici occupazioni, il Mahatma trovava ogni giorno un po' di tempo per meditare su quanto c'è di più fondamentale nella vita di un uomo: Dio, la fede, la fiducia, la Verità, la libertà, il distacco dalle cose terrene, la nonviolenza, la ricerca della volontà di Dio nelle proprie azioni... E alla fine della sua meditazione quotidiana, consegnava allo scritto una riflessione o un pensiero che faceva poi pervenire all'amico come gesto di simpatia e balsamo di consolazione.
Espressione della visione gandhiana del mondo e dell'uomo, i Pensieri, sempre brevissimi, sono intuizioni e sprazzi di luce che non cessano di affascinarci per la loro cristallina limpidezza e la loro profonda densità.
Riproposti a noi che viviamo in un mondo dominato dalla sete di potere, dalla violenza e dal consumismo più sfrenato, essi hanno oggi, molto più del tempo in cui furono scritti, il sapore di una denuncia e di una sfida.

Romeo Fabbri

PRINCIPALI DATE DELLA VITA DI M. K. GANDHI

1869 2 ottobre - Gandhi nasce a Porbandar, nel Nord dell'India da una famiglia di negozianti e amministratori.

1882 A soli 13 anni, secondo una consuetudine allora vigente in India e che egli poi combatterà, sposa Kasturbai, sua coetanea, dalla quale avrà quattro figli.

1888 Si reca in Inghilterra dove si laurea in giurisprudenza.

1893 Dopo un breve soggiorno in India si reca in Sudafrica dove si trattiene fino al 1914, dunque per ben 21 anni. Chiamato colà a difendere la causa di un ricco mercante indiano, Gandhi lotta per la emancipazione dei suoi connazionali in quel paese e per l'abolizione del regime di discriminazione. Fonda una colonia agricola a Phoenix, la fattoria Tolstoi e un giornale indipendente; dirige campagne per il diritto di voto agli indiani; inizia i suoi digiuni. Viene ripetutamente arrestato;

1915 Ritorna definitivamente in India, dove fonda l'ashram di Sabarmati, presso Ahmedabad. È sempre in prima fila nella lotta per la difesa dei diritti umani: accanto ai fittavoli di Champaran e ai contadini del Kheda (1916); agli operai tessili in sciopero ad Ahmedabad (1918); ai musulmani che rivendicano maggiore libertà...

1919 Inizia la battaglia per l'indipendenza dell'India, protestando anzitutto contro certe misure di polizia, contro la legge Rowlatt, contro l'importazione di tessuti dall'Inghilterra.

1920 Viene eletto Presidente del partito del «Congresso nazionale indiano». Processato e imprigionato nel 1921, viene ben presto scarcerato. Ne approfitta per girare tutta l'India in treno (sempre in terza classe) per animare la popolazione. Tiene fino a 30 comizi per settimana. Ricorre sempre più spesso alla pratica del digiuno.

1930 Marcia del sale: 380 km fino a Dandi per protestare contro il monopolio di Stato. Viene imprigionato. Intraprende un digiuno a morte in prigione per la difesa degli intoccabili. Compie numerosi altri digiuni di solidarietà e di espiazione. Si allontana sempre più dal Congresso e dalla politica ufficiale e sceglie di abitare nei villaggi e di lavorare in mezzo al popolo.

1936 Fondazione di un secondo ashram a Sevagram.

1940 Riprende la lotta per l'indipendenza con lo slogan: «Inglesi, lasciate l'India, come padroni!».

1942 A 73 anni, Gandhi viene imprigionato e tenuto in prigione per due anni. Anche la moglie viene imprigionata e muore in prigione. Dimesso si occupa sempre più della intesa fra musulmani e indù per tentare di evitare la divisione dell'India.

1947 15 agosto. L'India viene dichiarata indipendente e viene creato il Pakistan. A Calcutta si scatenano gravi disordini fra indù e musulmani. Gandhi digiuna.

1948 I disordini si ripetono a Delhi. Gandhi torna a digiunare. Ci sono promesse di riconciliazione fra i due gruppi etnico-religiosi.

Il 30 gennaio, mentre si reca alla preghiera assieme a cinquecento persone, Gandhi viene assassinato da un fanatico indù, che lo ritiene colpevole di simpatizzare con i musulmani. Gandhi ha 78 anni. Le sue ultime parole sono: «He, Rama!» (Oh, Dio!).

INDICE ANALITICO

N.B. - Abbiamo raccolto alcuni degli argomenti che ritornano con maggiore insistenza nel pensiero di Gandhi. Bisogna, però, notare alcune cose:
1) Nel pensiero di Gandhi la vita spirituale è talmente unitaria che Verità, Dio, Nonviolenza, Distacco, Gioia, Sacrificio, eccetera, difficilmente si possono disgiungere.
2) La vita è fatta di antinomie (vita e morte, dolore e gioia, violenza e nonviolenza) che non possono mai essere completamente separate.
3) La vita interiore e la vita esteriore sono legate fra loro e si condizionano a vicenda.
Per questi motivi i richiami dovrebbero essere numerosissimi Ci accontenteremo di farne qualcuno che sembra particolarmente importante.

Ahimsa: (vedi Nonviolenza)
Altruismo: 12. 82. 156. 628
Ambiente: 457
Amore: 35. 212. 268. 365. 420. 519. 618. 632
Anima: 139. 270. 307. 328. 493. 494. 648
Armonia: 619
Ansietà: 368
Autorità: 381. 382
Azione: 4.56
 
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Bellezza: 380
Bene e Male: 111. 484
Bontà: 515. 617
Brahmacharya (ricerca della Verità): 3. 4
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Carattere (debolezza di c.): 644
Caterina da Siena: 268
Castità: 393
Cecità spirituale: 141
Censure e lodi: 142
Cibo: 373. 374
Compagnia dei buoni: 454
Confessione: 350. 359. 385. 432. 476. 478. 538
Conoscenza vera e falsa: i 3
- di sé: 72. 204. 205. 206. 240. 451. 452. 667
Controllo (autocontrollo): 10.. 69. 70. 271. 311
Cooperazione: 203
Coraggio: 332. 345. 453. 536. 559. 647
Coscienza: 296. 440. 580
Costanza: 553
Critiche: 635
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Debolezza: 410. 437
Desiderio: 1Q8. 354. 403
Destino: 17. 118. 148. 149. 150
Determinazione nelle imprese: 452
Difetti: 167
Difficoltà: 499
Dio:
- esistenza: 97. 281. 292. 293
- natura: 1. 17'5. 243. 677
- onnipotenza: 185. 591
- onnipresenza: 15. 25. 244. 245. 255. 461. 563. 640. 666. 675
- importanza per noi: 30. 280. 312. 502. 504. 505. 507. 522. 660. 648
- medico e salvatore: 40. 41. 48. 464
- legislatore: 611
- maestro: 323
- giudice: 339

- sorgente di vita: 469. 582. 696. 650
- padrone di tutto: 60. 545
- rapporto con l'uomo: 99. 376. 444. 540. 541
- ricerca di Dio: 462.553.643.658
- invocazione di Dio: 39. 87. 88. 428. 480. 486. 503. 516. 549. 550. 576. 595. 679
- unione con Dio: 11. 463
- abbandono e fiducia in Dio: 44. 93. 94. 103. 104. 105.107.108.109.113.115.188.219.222.276.277.278. 279.398.413.435.485.490.509.521.545.574.587. 601. 683
- adorazione di Dio: 61. 100. 173.313.546. 592
- servizio di Dio: 68. 194. 195. 196. 238. 404. 605. 660. 680. 681.
Diritti: 63.68.258.259. 394. 396
Disordine: ' 355
Disperazione: 316. 318. 642
Distacco: 3.4.5.6.7. 16.33.34.48.61. 62. 121. 137.202. 208. 216. 228. 264. 326. 327. 331. 343. 347. 355. 358. 364. 366. 390. 412. 416. 422. 423. 424. 425. 426. 427. 436. 453. 502. 535. 543. 555. 561. 573. 575. 576. 593. 620. 624. 628. 670. 688
Dolore e gioia: 51. 54. 55. 56.111.169.178.250.251. 263. 565. 668. 669
Donna: 295
Dovere e doveri: 71. 119. 131. 136. 137. 142. 170. 394. 417. 566. 616

 
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Economia: 419
Educazione: 414
Egoismo: 248. 249. 265
Elemosina: 377. 378
Esagerazione: 637
Errore: 209. 432
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Fanatismo religioso: 661
Fede: 17. 18. 98. 102. 210. 291. 316. 318. 351. 379. 388. 448.467.519.530.533.564.634.655.675.682
Fedeltà: 321. 422. 534
Felicità (vedi anche Dolore): 20.49.52.54.55.56.71. 111. 153. 178. 217. 226. 238. 250. 251. 263. 303. 331. 436. 481. 490. 494. 496. 518. 566. 604
Fine e mezzi: 367. 384
Fortezza: 121. 397. 418. 439. 669
Fretta: 92. 130
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Generosità: 192. 266. 338. 349. 477. 571. 607. 624
Gesù: 36
Gioia (vedi Felicità e anche Dolore)
Giornali: 273
Giustizia: 110. 186. 338. 520
Grandezza: 617
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Ideale: 114. 145. 146. 184. 450. 527. 554
Immortalità: 533. 534
Impegno (sforzo umano): 117. 118. 147. 148. 149. 150 Impurità (vedi anche Purezza, Pulizia): 261. 489
India (villaggi): 235.236.237
Indipendenza di pensiero: 397
Individualità (personalità): 21
Indulgenza con se stessi: 267
Inganno: 193. 623
Insincerità (Menzogna): 27.86.88.162.163.164.172.200. 201. 225. 260. 386. 475. 482. 603. 604. 638
Intelletto: 440
Intoccabili: 8
Intuizione: 581
lo (natura, importanza, ostacoli): 125. 156. 252. 327. 434. 493. 494. 651.
Ipocrisia: 163. 164
Istruzione: 324
 
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Lavoro: 63.68.129.155.171.188.373.374.377.378.395
Leggi: 132. 133. 176. 241. 311. 325. 611
Libertà (interiore ed esteriore): 48. 52. 74. 75. 114. 207. 381. 382. 457. 524
Lodi (vedi Censure)
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Maestro: 508
Malattia: 37. 38. 40. 41. 42. 154. 238. 488
Male (vedi anche Bene): 111. 484
Meditazione (vedi anche Preghiera, Riflessione): 56. 567. 597. 598
Menzogna (vedi Insincerità)
Mezzi (vedi Fine)
Misericordia: 23
Morte (vedi Vita e Morte)
Morti (culto dei): 84
Musica delle cose: 459. 460
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688

Nonviolenza: 2. 3. 4. 114. 127. 135. 138. 283. 335. 372. 382. 387. 389. 399. 400. 408. 421. 601

1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Obbedienza: 161
Ordine: 130. 179. 189. 590
Orgoglio: 180
Ozio: 373
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Pace (interiore ed esteriore): 71. 130. 140. 143. 251. 331. 446. 452. 458. 539. 553. 561. 615. 616. 678
Paradiso: 472
Passioni umane: 11. 89. 134. 154. 190. 191. 300. 304. 305. 306. 329. 330. 334. 357. 366. 399. 424. 425. 426. 429. 468. 475. 525. 544. 568. 625. 643. 659. 671. 688
Paura: 7.160.170.174.211.212.272.413.468.495.510. 511.532.544.643.
Pazienza: 116. 126. 127. 188.416.423.456.512. 523.552. 602. 606. 614. 629.
Peccato: 101. 119. 134.207. 286. 287. 288. 322. 350. 476. 478. 626
Pensieri (buoni e cattivi): 4.38.39. 166.583.653.672.678 Perdono: 418
Perfezione: 220. 517
Personalità (vedi Individualità)
Piacere: 353
Popolo: 411
Possibile e impossibile: 274. 275
Povertà: 265. 266. 392. 497
Preghiera: 24. 95. 96. 102. 161. 361. 362. 363. 401. 546. 562. 599. 621. 622. 681
Propositi: 87. 431
Prudenza: 231. 327. 340. 429. 512.560.584. 608. 609. 622
Purezza e pulizia: 59.64.65.66.83.85.95. 158. 159. 165. 230. 239. 334. 335. 385. 402. 415. 500. 551. 557. 558. 636
 
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Ragione: 351. 581. 634
Realizzazione dell'io (vedi anche lo): 312.513.568.593.649
Religione: 9. 36. 77. 78. 220. 308. 309. 310. 319. 320. 341. 342. 357. 383. 390. 407. 506. 661
Riflessione: 234
Rinuncia: 258. 259. 436
Riparazione: 432
Rispetto umano: 26. 51. 289. 290. 356. 635
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Sacrificio: 217.226. 518
Salvezza (vedi anche Dio salvatore): 31. 32. 33
Sapienza: 30. 229. 256. 315. 561. 578. 647
Semplicità: 455.556.617.630
Servizio: 73. 82. 91. 112. 223. 313. 325. 349. 498. 570. 607. 613. 645. 664
Sciopero: 135
Scolaro (vedi anche Maestro): 508
Sfiducia: 211
Silenzio: 79. 80. 120. 129. 183. 197. 213. 214. 215. 224. 340. 438. 442. 443. 512. 531. 621. 646
Sincerità (vedi anche Verità): 26. .577
Solitudine: 232. 529
Sopportazione: 139. 140. 143
Speranza (vedi anche Dio fiducia): 316. 318
Suicidio: 115
Superstizione: 96.433
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Tempo: 60. 182
Tolleranza: 9
Tristezza: 496
 
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Umiltà: 181. 204. 233. 249. 299. 314. 317. 455. 465. 537. 588. 589. 613
 
Uomo (natura e fine): 29.52.54.55.56.57.76. 111. 128. 230. 247. 294. 406. 471. 517. 600. 633. 652. 672
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688
Valori (della vita, delle cose): 28. 71. 151. 665
Verità (importanza, ricerca, pratica): 1. 2. 11. 14. 27. 49. 50.51. 53. 58. 67. 80.122.141.157. 162. 172. 183.200. 201. 218. 221. 224. 225. 242. 253. 254. 257. 260. 273. 283. 284. 322. 380. 386. 408. 431. 433. 474. 477. 479. 527. 537. 543. 560. 577. 584. 602. 603. 614. 620. 637. 638
Viaggi (vedi India)
Violenza (vedi Nonviolenza): 2. 5. 114. 115. 387. 389. 405 Virtù: 337:"536
Vita e Morte: 42.43.46.47.57. 168. 169.243. 301. 346. 347. 483. 565. 585. 586. 654. 656
- significato della vita: 73.90. 91. 239. 409. 441. 473. 664
- futura: 438
- interiore: 514
Vizio: 336
Vocazione: 296. 396
Volontà (buona): 536
1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688

Yoga (pratica ascetica che comprende meditazione ed esercizi fisici e mira alla unione con Dio: 10

PENSIERI
1-88

1 Innumerevoli sono i nomi con cui possiamo chiamare Dio, ma se dovessi sceglierne uno, preferirei chiamarLo Verità, perché la Verità è Dio

2 Non è possibile realizzare la Verità se non si fugge la violenza. Per questo motivo è stato detto che la nonviolenza è la legge suprema.

3 Non è possibile praticare la nonviolenza se non si pratica anche il brahmacharya, che consiste nel controllo sugli organi di senso, sui pensieri, le parole e i gesti.
La nonviolenza richiede non-furto, non-possesso, non-paura, rispetto per tutte le religioni, soppressione della «intoccabilità», e simili.

4 Brahmacharya richiede controllo degli organi di senso sia in pensieri che in parole ed opere. Per esempio, non si può ritenere vero brahmacharya quello sposo che, pur vivendo castamente nel matrimonio, alberga nello spirito pensieri cattivi.

5 Non-furto non significa solamente il non prendere la roba degli altri. Il prendere o il tenere per sé cose non necessarie, è già un furto. E,naturalmente, ogni furto è un atto di violenza.

6 Non-possesso, significa non tenere per sé nulla che non sia necessario oggi stesso.

7 Perché si possa parlare di non-paura, è necessaria l'assenza di ogni forma di paura: della morte, delle ferite corporali, della fame e degli insulti, come anche della disapprovazione pubblica, degli spettri, degli spiriti cattivi e dell'ira di chiunque. Solo l'assenza di queste e di ogni altro tipo di paura si può chiamare non-paura.

8 Per abolire la « intoccabilità », non basta avvicinarsi agli intoccabili, è necessario giungere a considerarli nostra carne e nostro sangue e trattarli come fratelli e sorelle: né più in alto né più in basso di noi.

9 Non basta tollerare le altre religioni: dobbiamo rispettarle, come rispettiamo la nostra.

10 Praticare lo yoga, significa controllare le attività della mente e dominare, guidandole, le passioni sempre risorgenti.
Questo è il primo aforisma della filosofia yoga.

11 Come potrà mai realizzare la Verità colui nei cui cuore si agitano liberamente le passioni? Le passioni sono, per il nostro cuore, ciò che è la tempesta per l'oceano. Soltanto il marinaio che si tiene saldamente alla nave riesce a salvarsi nella tempesta. E soltanto colui che si tiene unito a Dio con la fiducia, può trionfare sulla tempesta che si agita nei suo cuore.

12 C'è un canto indiano che vale la pena di ricordare. È intitolato: «Impara la lezione dall'albero ». Esso dice: - L'albero sopporta tutto il calore del sole e dà agli altri la freschezza dell'ombra -. E noi, che cosa facciamo?

13 Ogni conoscenza che ci allontana dalla verità è falsa conoscenza, e dobbiamo guardarcene con cura.

14 Per realizzare la Verità è necessario leggere la vita dei santi e farne oggetto di meditazione.

15 Se Dio abita in ogni vivente, possiamo noi pensare che qualcuno sia nostro nemico?

16 Il grande insegnamento che ci dà la vita di Mirabai, è la sua rinuncia totale, perfino la rinuncia al marito, per la gloria di Dio.

17 Nulla è impossibile a chi ha la fede. La fede rende onnipotenti.

18 Chi crede può spostare le montagne.

19 Chi sa concentrarsi su qualche cosa e perseguirla come unico scopo ottiene, alla fine, la capacità di fare qualsiasi cosa.

20 La vera felicità non viene dal di fuori, ma dall'intimo di noi stessi.

21 Chi perde la sua individualità, perde tutto.

22 La via diritta è tanto difficile quanto semplice. Se non fosse cosi, tutti la percorrerebbero.

23 Tulsida ha affermato che l'essenza della religione è la misericordia. Egli dice: «Per tutta la vita, cercate di non abbandonare mai la misericordia».
Bisognosi come siamo di misericordia, possiamo essere noi stessi misericordiosi. E verso chi?

24 Una sorella mi disse: - Pregavo, ma ormai non lo faccio più.
Le chiesi: - Perché non lo fai più?
- Perché ingannavo me stessa - rispose.
Questa è, senza dubbio, una riposta giusta; ma io vorrei dirle: - Cessa di ingannare te stessa e rimettiti a pregare.

25 L'inno sentito ieri sera era melodioso e, soprattutto, degno di riflessione. Esso, in sostanza, diceva così: «Dio non abita né nel tempio né nella moschea. Non è né dentro né fuori. Se è presente in tutte le cose, lo è soprattutto nella fame e nella sete dei più umili e sperduti. È necessario che noi lavoriamo ogni giorno per sfamarli e dissetarli. Con il nome di Dio sulle labbra, dobbiamo impegnarci in qualche lavoro manuale per il bene dei più poveri».

26 Perché succede che, quasi per una abitudine, non riusciamo ad evitare la insincerità? Paura o rispetto umano? Quanto sarebbe meglio osservare il silenzio, piuttosto che dire cose non vere! Oppure, vincendo i sentimenti di paura e di rispetto umano, meglio sarebbe dire con chiarezza ciò che abbiamo nel cuore.

27 Come una goccia di veleno rovina un intero secchio di latte, anche la più piccola mancanza di verità rovina l'uomo.

28 Troviamo difficoltà a usare il nostro tempo per cose importanti, e poi ci affrettiamo e troviamo gioia per cose che non hanno alcun valore!

29 L'uomo non è Dio. Benché sia un raggio della luce divina, non farlo Dio!

30 Ascolta i discorsi dei sapienti, studia le scritture, istruisciti. Tutto questo è bene. Ma finché non avrai posto Dio al centro del tuo cuore, non avrai acquistato nulla.

31 Noi tutti speriamo nella salvezza, ma, forse, non sappiamo che cosa sia. Anche la liberazione dal ciclo della vita e della morte è salvezza.

32 Il santo poeta Narshinha dice: «Un uomo di Dio non cerca la liberazione dalla vita e dalla morte. Egli chiede di rinascere continuamente».
In questo caso, la salvezza è certamente una cosa diversa.

33 Secondo il Gita, il distacco assoluto è salvezza. Anche il primo verso dello Ishopanishad afferma la stessa cosa.

34 Come possiamo sviluppare in noi il distacco? Dando alla gioia e alla pena, all'amico e al nemico, al mio e al tuo lo stesso valore. Per questo motivo, il distacco può anche essere considerato equanimità.

35 Come tante gocce d'acqua formano l'oceano, anche noi, se ci vorremo bene, potremo formare un oceano di amicizia. Come cambierebbe il mondo, se tutti gli uomini vivessero in uno spirito di amicizia e di amore!

36 Oggi è Natale. Per noi che crediamo che tutte le religioni si equivalgono, la natività di Gesù è degna di venerazione, come quelle di Rama, di Krishna, ecc.

37 La malattia è motivo di vergogna per l'uomo. Essa dipende sempre da qualche mancanza: chi ha cuore e corpo perfettamente a posto, non soffrirà mai di malattie.

38 Anche i cattivi pensieri sono segni di malattia. Dobbiamo guardarcene.

39 La invocazione del nome di Dio è rimedio infallibile contro i cattivi pensieri. Ma deve essere una invocazione che nasce dal cuore e non dalle labbra soltanto.

40 Numerose sono le nostre malattie e molti i medici, molte le medicine. Se considerassimo tutte le malattie come una sola e Dio come l'unico medico capace di guarircene, potremmo evitare molte preoccupazioni.

41 Che strana cosa! Noi corriamo dietro ai medici che sono mortali come noi e dimentichiamo Dio, l'immortale, l'eterno, l'infallibile medico!

42 Ci sappiamo mortali, sappiamo che le cure mediche non potranno che prolungare di qualche giorno la nostra vita: eppure corriamo affannosamente alla ricerca dei medici. Non è strano anche questo?

43 Ogni giorno, sotto i nostri occhi, il vecchio, il giovane, il ricco, il povero lasciano questa vita: eppure non sappiamo darcene pace. Per vivere qualche giorno di più, siamo disposti a tentare di tutto.
E ci dimentichiamo di Dio!

44 Come sarebbe bello se, comprendendo questa realtà, ci abbandonassimo a Dio, affidando a Lui tutti i malanni che incrociano le nostre strade in questo mondo e restando nella pace!

45 Eravamo abituati a conoscere Mahadev sia fisicamente che nei suoi scritti, ciò che era, poi, la stessa cosa. Ora che lo spirito di Mahadev è libero dal corpo, egli è presente dappertutto e noi possiamo partecipare ai suoi doni, e tutti in modo uguale.

46 Vita e morte non sono, forse, due facce della stessa moneta? La vita da una parte, la morte dall'altra. Dove trovare, in questo, motivo di gioia o di pena?

47 Se questa visione della vita e della morte è corretta (e lo è), perché aver paura della morte e provarne dolore? Perché rallegrarsi della nascita? Sarebbe bene che tutti riflettessero su questo pensiero.

48 Il mondo è pieno di contraddizioni: dolore dietro alla gioia e gioia dietro al dolore; dove c'è il sole, c'è anche l'ombra; dove la luce, le tenebre; dove la nascita, la morte. Il restare indifferenti a questi opposti è distacco. Il modo per trionfare non è eliminarli, ma innalzarsi al di sopra di essi, liberi da ogni attaccamento.

49 Tutta l'esperienza del passato dimostra che l'unica chiave della felicità è l'adorazione della Verità, donatrice di ogni cosa.

50 Come adorare la Verità? E chi conosce la Verità? Noi ci, riferiamo sempre a una verità relativa, che ci appare come la Verità. L'esperienza ci mostrerà quanto sia difficile vivere la verità, anche in questo senso limitato.

51 Perché una persona, pur conoscendo la Verità, ha paura di parlarne? Si vergogna? E di che cosa? Che cosa importa se si tratta di un superiore o di un inferiore?
Il fatto è che l'abitudine ci rende tutti schiavi. È necessario riflettere su questo fatto e liberarci dalla cattiva abitudine.

52 Quanto più acquisto di esperienza, tanto più mi accorgo che l'uomo è la causa del proprio dolore e della propria gioia.

53 Chi non è libero dal bisogno di apparire, non può percorrere la strada della verità. Di fatto, tutto deve essere sacrificato sull'altare della Verità. Noi vogliamo apparire non come siamo, ma molto migliori. Quanto meglio sarebbe, se apparissimo poveri, quando siamo poveri! E se vogliamo innalzarci, è necessario che pensiamo e agiamo su un piano elevato. Se ciò non ci è possibile, cerchiamo di mostrarci quali in realtà siamo. Solo così, un giorno, raggiungeremo l'altezza desiderata.

54 Perché mai l'uomo, che è la causa del proprio dolore e della propria felicità, diventa infelice o miserabile?

55 Il fatto è che l'uomo non vuole riflettere sulle cose più importanti. Egli cerca di persuadere se stesso che non ha tempo per dedicarsi a simili riflessioni.

56 Se vogliamo vivere una vita degna di questo nome, è necessario che buttiamo via ogni pigrizia mentale e meditiamo sulle cose fondamentali. Come diventerà semplice, allora, la nostra vita!

57 Un uomo illuminato ci ha chiamati « pellegrini ». È proprio così: noi siamo quaggiù solo per pochi giorni e poi non moriamo ma ritorniamo a casa, semplicemente. Che pensiero bello e vero!

58 Prima che un solo diamante venga scoperto, è necessario scavare centinaia di tonnellate di terra, con molto duro lavoro. Facciamo noi anche solo una piccola parte di tale sforzo, per buttar via i detriti della insincerità alla ricerca del diamante Verità.

59 Senza gli strumenti adatti, non è possibile fare alcunché. Come sarà possibile raggiungere la purificazione del cuore se non si fa uso dello strumento necessario?

60 Il nostro tempo è tutto di Dio. Come possiamo sprecarne anche un solo minuto? Come possiamo dedicare anche una sola parte di noi stessi alla ricerca dei futili piaceri della vita? Anche noi siamo di Dio!

61 L'azione libera dagli attaccamenti è sorgente di forza perché, in realtà, è adorazione di Dio.

62 Mi è stata inviata una preghiera di San Francesco di Assisi. Ne riporto una parte: «O Maestro divino, è dando che noi riceviamo, è morendo che noi nasciamo alla vita eterna» .

63 La terra è di coloro che la lavorano.

64 Chi è ben pulito al di dentro, non può restare sporco al di fuori.

65 Le parole che escono da un cuore puro non cadono mai invano.

66 Se l'ozio ci desse pena, noi cercheremmo di vincedo. Se la impurità ci causasse dolore, non vorremmo mai essere o restare impuri.

67 Chi agisce per un fine buono, non fallisce mai. E chi dice una parola vera non ferisce mai in modo definitivo.

68 Prima il lavoro; poi, per quanto è possibile, salari corrispondenti al lavoro fatto. Lavorando con questo spirito si serve Dio. Ma se ci si preoccupa prima di tutto dei salari, si serve soltanto Mammona.

69 È necessario controllare i desideri perché, una volta che si cominci a soddisfarli, sarà ben difficile fermarsi a metà.

70 Chi non è capace di governare se stesso, non sarà mai capace di governare gli altri.

71 La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto e doveroso, . non dal fare ciò che gli altri dicono o fanno.

72 Per conoscere se stessi è necessario tirarsi fuori dal proprio guscio e osservarsi senza compassione.

73 Nessun uomo è inutile se allevia il peso di qualcun altro.

74 La nostra forza morale cresce naturalmente con la lettura di libri religiosi; ma non è possibile ottenere la vera libertà, senza una illuminazione interiore.

75 Supplicare per un favore è barattare la propria libertà.

76 La vera grandezza dell'uomo è nel cuore, non nell'intelletto.

77 La religione è il sostegno di tutto: essa pervade la vita in ogni suo aspetto e in ogni tempo.

78 La religione non è qualche cosa di separato dalla vita. La vita stessa deve essere considerata religione: una vita che fosse separata dalla religione non sarebbe umana ma puramente animale.

79 Coloro che hanno un grande autocontrollo o che sono totalmente assorbiti dal lavoro parlano poco. Parola e azione non stanno bene insieme. Guarda la natura: essa opera continuamente, ma in silenzio.

80 L'osservanza del silenzio è segno autentico di osservanza del voto di verità.
Ciononostante, ci si accorge che molti di coloro che dicono di cercare la Verità chiacchierano troppo. Bisogna che cerchino di vincere questa brutta abitudine.

81 L'uomo vede e ascolta solo ciò che vuol vedere e ascoltare. Un giardiniere vedrà solamente i fiori del suo giardino, mentre un filosofo non se ne accorgerà neppure: forse non si accorge neppure se è dentro o fuori dal giardino.

82 Chi pensa alle sofferenze dell'umanità non ha tempo di pensare a se stesso.

83 È vero: noi possiamo conoscere e anche correggere le nostre manchevolezze con l'aiuto di coloro che ci sono vicini.
Ma quanto sarebbe meglio se ci sforzassimo di vivere la nostra vita di ogni giorno nella massima purità di cuore! Solo così potremmo diventare utili servi tori dell'umanità.

84 Come dobbiamo ricordare i nostri cari morti? lo sono fermamente convinto che essi non sono morti: è solo il loro corpo che è morto. Mi pare doveroso tener vivo il loro ricordo. Il modo migliore di farlo è il vivere quanto meglio possiamo le loro stesse virtù e il continuare il loro buon lavoro, impiegandovi tutte le nostre capacità. Il contentarsi delle sole offerte di fiori non sarebbe che una velata idolatria.

 

85 Che grosso sbaglio facciamo, quando pretendiamo che gli altri siano puliti e noi restiamo sporchi!

 

86 Quale falsità, chiedere agli altri di essere puri, quando noi non lo siamo!

 

87 Non sollecitare gli uomini a fare buoni propositi; ma quando, dopo attenta riflessione, ne hanno fatto uno, non permettere che lo abbandonino.

88 La capacità che ha l'uomo di ingannare se stesso è ben superiore alla sua capacità di ingannare gli altri. Qualunque persona sensibile conosce bene questa realtà.