PICCOLI GRANDI LIBRI   Mohandas Karamchand Gandhi
OGNI GIORNO UN PENSIERO

Titolo originale: A thaught for the day compiled and translated in English by T. Hingorani
Traduzione: Sandra Danieli
EMI 1989

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89 Merita stima chi riesce a vincere la rabbia con se stesso. Quando si tratta di altri, uno è costretto a controllarsi. Ma che merito c'è?

90 Il significato della vita non è nella ricerca del cibo, delle bevande e dei divertimenti, ma nella lode di Dio e in un vero servizio all'umanità.

91 Che cosa distingue veramente la vita umana da quella degli animali? Se pensassimo a questo e riuscissimo a capirlo ci troveremmo nella possibilità di risolvere un mucchio di problemi.

92 Quando un uomo oltrepassa i suoi limiti lavorando o anche pensando oltre le sue possibilità, va incontro alla malattia e alla inquietudine. Una simile fretta è inutile e anche pericolosa.

93 L'inno di questa mattina diceva: «Dio non ci dimentica mai: siamo noi che ci dimentichiamo di Lui».
Quale mistero!

94 Se Dio non lo vuole, né la ricchezza, né i nostri cari e neppure il migliore dei medici potranno salvarci. Che cosa fare, dunque?

95 Abbiamo noi diritto di pregare, finché non ci siamo purificati dalle nostre colpe?

96 Qualcuno può usare il rosario o perché benedetto da un santo o perché fatto di legno sacro; ma se finisce per mettere quella corona al di sopra di ogni altra cosa, sarebbe molto meglio che la buttasse via. Se, invece, il rosario lo porta più vicino a Dio e lo aiuta a compiere più responsabilmente il proprio dovere, è bene che lo usi regolarmente.

97 Se noi esistiamo, è perché Dio esiste. Perciò l'uomo e tutti gli altri esseri partecipano, in qualche modo, del divino.

98 Dice il Nuovo Testamento: «Non vi date pena per cosa alcuna» (Fil. 4, 6).
Solo chi ha fede in Dio può fare questo.

99 Anche il Nuovo Testamento dice che Dio può permettere la tentazione, ma che ci libera dal male. Ciò si può applicare soltanto a coloro che, collaborando, non cedono alla tentazione (Mat. 6, 13).

100 Tulsidas non è stato il solo a cantare la gloria del nome di Dio. Trovo lo stesso cantico anche nella Bibbia. In Romani 10,13 si dice: «Chiunque avrà invocato il nome di Dio sarà salvo ».

101 Il peccato non può essere nascosto: è scritto, a grandi caratteri, sulla faccia del peccatore. Noi non conosciamo ancora bene la scienza di tale lettura, ma è certamente cosi.

102 In questi giorni sto leggendo alcuni versetti della Bibbia. Oggi ho trovato queste parole: «Tutto ciò che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete ».

103 Dio è l'aiuto di tutti quelli che sono senza aiuto. Ho trovato questo pensiero anche nel salmo 34, là dove si dice: «Dio è vicino a coloro che hanno il cuore affranto e salva coloro che hanno lo spirito fiaccato» .

104 «Non temere, lo sono con te» (Isaia 41, 10).

105 «Confidate in Dio, sempre: Egli è una roccia eterna» (Isaia 26, 4).

106 Come l'acqua scorre naturalmente verso i luoghi più bassi, cosi il vizio porta l'uomo verso il basso per una via facile. La virtù, invece, sospinge verso l'alto e per questo motivo sembra difficile.

107 «Ti basta la mia grazia, poiché la mia potenza si manifesta pienamente nella tua debolezza» (2 Corinti 12, 9).

108 Dio è nostro rifugio e nostra forza, sicuro aiuto nelle difficoltà (Sal. 46, 1).

109 «Io ero, sono e sarò. Io sono dappertutto e in tutte le cose ». Questa è parola di Dio. Noi lo sappiamo eppure ci allontaniamo da Dio, cercando rifugio in ciò che è imperfetto e destinato alla morte, diventando noi stessi causa della nostra miseria. Che mistero inspiegabile!

110 Non dobbiamo fare alcuna distinzione tra est e ovest solo perché sono est oppure ovest: dobbiamo giudicare ogni cosa secondo il suo valore, sia che venga dall'oriente che dall'occidente. Solo cosi saremo giusti.

111 Perché nel mondo c'è il bene e il male, la felicità e il dolore? Dio c'è, ma non Lo vediamo. Egli è la Legge e il Datore della legge. L'uomo diventa ciò che sceglie: si eleva facendo il bene, si abbassa e cade facendo il male.

112 Vero servizio è quello che aiuta la società (cioè tutti i suoi membri) ad elevarsi. Ma solamente studiando una particolare società è possibile sapere in che modo sia possibile migliorarla.

113 L'uomo sa molto bene che quando la morte si avvicina non è possibile trovare conforto che in Dio. E allora, perché esita ad invocarLo?

114 Si può raggiungere l'indipendenza attraverso la nonviolenza solo vivendo, mai dando la morte.

115 Come moriremo? Commettendo suicidio? Mai. Solamente chi si tiene pronto a morire se e quando necessario, incontrerà una morte che è vita eterna.

116 Ogni giorno della nostra vita può farci constatare quanto sia vero che tutto si può ottenere con la pazienza e l'equanimità.

117 Tra destino e sforzo umano c'è una lotta incessante. Continuiamo a lavorare e lasciamo a Dio il risultato dei nostri sforzi.

118 Non dobbiamo lasciar nulla al fato né cessare i nostri sforzi. Il destino seguirà il suo corso. Noi dobbiamo sforzarci di capire dove possiamo o dobbiamo intervenire, qualunque ne sia poi il risultato.

119 Sapere ciò che si deve fare e non farlo è peccato. È necessario esaminarci bene su questo punto.

120 Quanto più vado avanti nella vita, tanto più mi rendo conto che il miglior discorso è il silenzio. Se è necessario parlare, conviene farlo brevemente e non usare due parole dove ne basta una.

121 Quando anche piccole cose ci mettono sottosopra, dobbiamo pensare che esiste, nascosto in noi, qualche attaccamento. È necessario scoprirlo ed eliminarlo. È sconfortante il pensare che sappiamo restare in piedi nelle cose grandi e palesi perché vi siamo costretti. Questa non è vera fortezza.

122 Dobbiamo fare bene e nella verità tutto ciò che facciamo. Altrimenti, è meglio non far nulla. Questo pensiero mi è sempre presente, ma oggi l'ho sentito come non mai. Oggi era l'anniversario della morte di Ba e, come sempre, ci fu la recita delle Ghita. Ma è stata una recita senz'anima.

123 I contatti dei sensi coi loro oggetti vanno e vengono. Bisogna sopportarli.

124 Un torto cessa d'essere tale quando lo ripariamo. Se cerchiamo di nasconderlo, eromperà come un vulcano, assumendo forme pericolose.

125 L'uomo avanza quando arriva a capire la vera natura dell'io, vi medita sopra e cerca di seguirne le buone inclinazioni. Ma se non fa questo, andrà verso il fallimento.

126 Che cos'è la pazienza? Shandarachaya dice:
« Siediti sul bordo del mare e prendi una goccia d'acqua con un filo d'erba. Se avrai pazienza sufficiente e se troverai, vicino a te, un posto dove mettere l'acqua, col tempo riuscirai a svuotare l'oceano di tutto il suo contenuto ».
Questo è un esempio di pazienza perfetta.

127 Chi non ha una infinita pazienza, non riuscirà a praticare la nonviolenza.

128 Che differenza c'è tra un uomo e un serpente? Pare che la differenza maggiore consista nel fatto che il serpente striscia sul ventre e l'uomo cammina su due piedi. Ma non è sempre cosi: ci sono, infatti, uomini che strisciano sul loro ventre...

129 Scopro ogni giorno più l'importanza del silenzio. Il silenzio è necessario a tutti, ma è veramente d'oro per chi deve lavorare.

130 «I frettolosi sono disordinati; i calmi e assidui sono composti».
Mi accorgo continuamente di quanto sia vero questo detto.

131 Com'è pericoloso il non essere in grado di compiere ogni giorno il proprio dovere! Da quando sono venuto a Bombay, non sono stato capace di scrivere ogni giorno qualche pensiero.

132 Nulla può andare avanti senza leggi. L'intero sistema solare cadrebbe a pezzi se ci fosse una rottura, anche momentanea, delle leggi che lo regolano.

133 (Le leggi e l'universo). È una lezione valida per tutti, grandi e piccoli: dobbiamo impararla e vivere in conformità. Se non faremo così, la nostra vita non sarà che una lunga morte.

134 L'accrescere, senza necessità, i propri bisogni, è un autentico peccato.

135 Oggi c'è lo sciopero generale indetto per salvare la vita dei condannati alla galera. Se il programma fissato per oggi viene svolto intelligentemente, noi avremo fatto un grande passo avanti sulla via della nonviolenza.

136 L'uomo sa che cosa deve fare eppure non lo fa. Perché?

137 Se cediamo alla pressione psicologica dell'ambiente in cui viviamo, noi siamo proprio immaturi. La situazione dei prigionieri di Chimmur continua a cambiare di giorno in giorno, ma noi dobbiamo compiere il nostro dovere e restare distaccati.

138 Quale difficile esercizio di nonviolenza nel SOI)portare una persona piena di pregiudizi anche nelle più piccole cose!

139 Io mi do grande pena per conoscere e conservare la mia salute fisica. Mi preoccupo altrettanto dello stato della mia anima?

140 Davanti alla incomprensione mi arrabbio, piango, rido, provo pietà di me stesso. Non sarebbe mio dovere mantenermi calmo e cercare di far scomparire le incomprensioni?

141 Non è vero cieco colui che ha perso la vista, ma colui che nasconde a se stesso i propri fallimenti.

142 Dobbiamo credere alle censure o alle lodi che ci vengono rivolte? Sono tutte cose inutili e, probabilmente, sbagliate. Dobbiamo allora diventare giudici di noi stessi? Quante possibilità di errore in tale giudizio! Dio solo sa che cosa siamo. Meglio non preoccuparci di conoscere il pensiero degli altri su di noi: siamo e restiamo quello che siamo. Giudicandoci o accettando il giudizio degli altri, non guadagniamo nulla. L'unica cosa che conta è il compimento del proprio dovere.

143 La padronanza tranquilla del cuore umano non è messa alla prova sui picchi dell'Himalaya, ma nella convivenza con gli altri.

144 Una cosa è l'ideale, un'altra il vivere in conformità con l'ideale.

145 Un uomo senza ideale è come una nave senza timone.

146 Ci si accorgerà che. abbiamo un ideale solamente se ci sforzeremo di raggiungerlo.

147 Possiamo essere contenti del nostro sforzo solamente se è veramente tale e se vi impegniamo tutte le nostre migliori energie. Il risultato non dipende soltanto dallo sforzo: dipende anche da altri fattori che non siamo in grado di controllare.

148 Quando possiamo dire di aver fatto lo sforzo necessario? Una prova possiamo averla dai risultati che, spesso, corrispondono ai nostri desideri. Possiamo giudicare lo sforzo dai suoi frutti; ma 1'esperienza ci dice che questa regola non è sempre valida. Giusto sforzo è quello fatto con profonda convinzione, usando mezzi giusti ed adatti in Modo tale che, anche di fronte all'insuccesso, non siamo costretti a cambiare i mezzi o a perdere di slancio e di perseveranza.

149 Quando possiamo dire di avere impegnato nello sforzo tutte le nostre migliori energie? Quando vi portiamo tutti noi stessi, senza alcun limite. Normalmente, il successo corona un simile sforzo.

150 L'uomo, spesso, raggiunge le sue decisioni e vi conforma le azioni spinto da fattori insignificanti. Se è così, è meglio non raggiungere alcuna decisione, per quanto è possibile, e tenersi indifferenti riguardo ai risultati. Ma quando il prendere una decisione diventa dovere, bisogna prenderla cori la maggior cura possibile e poi portarla avanti senza alcuna paura.

151 Anche una cosa importante perde importanza se fuor di proposito; ma se perfettamente a proposito, anche la più piccola assume grande importanza.

152 C'è sicuramente qualche cosa che non va, quando una persona che riteniamo altamente spirituale è continuamente sofferente nel suo fisico.

153 L'uomo prova una gioia incontenibile quando raggiunge qualche cosa che va oltre le sue speranze.

154 La cupidigia umana può raggiungere sia il cielo che l'abisso. È necessario controllarla.

155 Se lasciamo che la nostra mente vaghi nella considerazione della vastità del compito che ci sta davanti, ci sentiremo sperduti e finiremo per combinare nulla. Ma se ci mettiamo decisamente all'opera, ci accorgeremo che anche una montagna di lavoro cala di giorno in giorno e poi finisce.

156 Noi non vogliamo vedere i nostri errori, ma godiamo nel vedere quelli degli altri. Quanta infelicità ha la sua sorgente in questa abitudine!

157 Non è atteggiandosi a Satyagrahi che si diventa tali. Solamente U servizio alla sola Verità ci fa tali.

158 Noi consideriamo impuro il nero, puro il bianco; eppure, se messo al suo giusto posto, il nero non è meno perfetto del bianco. Solo quando è fuori posto, stona.

159 Lo sporco non è solamente quello che appare ai nostri occhi. Una macchia sul bianco ci disturba, anche se molto piccola, mentre non ci accorgiamo di tutta la sporcizia che si raccoglie sul nero.

160 Quale tristezza! Colui che afferma di non temere la morte, la teme moltissimo e fa di tutto per evitarla.

161 L'obbedienza di un figlio ai genitori è certamente una forma di preghiera. Se è cosÌ, come dobbiamo obbedire a Colui che è il Padre eterno di noi tutti! Non dobbiamo intendere la preghiera in senso troppo stretto.

162 Oggi sono stato colpito da «Un pensiero per oggi », pubblicato sul numero odierno di The Times o/ India. Lo trascrivo: «Credi nella Verità, pensa la Verità, vivi per la Verità. Per quanto possa sembrare il contrario, la menzogna non potrà mai prevalere ».

163 Non andare dove vedi l'ipocrisia, neppure se vi scopri qualche cosa di bene. Non andarvi neppure per cogliervi quel poco di bene: sarebbe un cooperare con il male e questa è cosa da evitarsi sempre.

164 Se nel latte è stato messo del veleno, noi lo buttiamo via. Allo stesso modo dobbiamo tenerci lontani da quel bene che fosse avvelenato dalla ipocrisia.

165 Dice Confucio: «In uno stato bene ordinato il progresso non si misura in termini di benessere materiale. Soltanto la purità del popolo e dei suoi capi costituiscono il vero benessere di una nazione ».

166 Ci sono due tipi di pensieri e di sentimenti: l'uno eleva, l'altro fa peggiorare. È necessario riflettere e saper scegliere bene.

167 Soltanto gli altri riescono a vedere da dietro la 'nostra figura. Allo stesso modo, noi non riusciamo a vedere i nostri difetti.

168 La morte non è, forse, la liberazione da ogni pena e da ogni sofferenza? Perché lamentarci, quando arriva?

169 La vita è come una rosa: carica di spine.

170 Non dovremmo avere che una sola paura: quella di fare qualche cosa di ingiusto o di falso.

171 Un lavoro mal fatto è come un pane cotto a metà: non serve ad altro che ad essere buttato via.

172 Perché mai l'uomo ha paura di dire e fare la Verità e non la menzogna? .

173 Qualunque sia il nome con cui Dio viene chiamato, se veramente si tratta di Dio, dobbiamo piegarci davanti a Lui.

174 C'è un detto inglese che è profondamente vero:
« I codardi muoiono molte volte prima della loro morte ». A volte io ho detto che la morte è liberazione dalle pene e dalla sofferenza. La paura, invece, fa crescere la sofferenza e rende veramente pietosa la condizione di un essere.

175 Come sarà il vero Dio? Senza passioni e senza forma. Deve possedere tutti gli attributi divini ed essere assolutamente libero dal male. Ma perché ci viene presentato come di genere maschile? È solamente una questione di grammatica. Dio, come noi Lo intendiamo, proprio perché è al di là di ogni forma, non è né di genere maschile né di genere femminile.

176 L'infrazione di una legge porta, inevitabilmente, alla infrazione di altre leggi.

177 Il rallegrarsi per la felicità è un invitare la sofferenza. La vera felicità sgorga dalla tristezza e dalla sofferenza.

178 Una risata genuina e non forzata è veramente eloquente, più efficace di un discorso.

179 La serenità accompagna l'uomo che ha vita regolare, ne aiuta la salute e la longevità.

180 L'orgoglio svuota completamente l'uomo. Questa è una verità che possiamo toccare con mano giorno per giorno, momento per momento.

181 La modestia e l'umiltà nutrono l'uomo e lo aiutano a crescere.

182 Non si possono recuperare i minuti perduti. Eppure, nonostante ciò, quanto tempo sprechiamo!

183 Anche una parola inutile offende la Verità. Per questo motivo, è più facile praticare la Verità se si osserva il silenzio.

184 Come una nave senza meta o senza timone finisce per smarrirsi, così un lavoro senza scopo e senza ideale resta senza frutto.

185 La forza che muove il treno, fa volare l'aeroplano e vivere l'uomo è la potenza divina, comunque si voglia chiamarla. Il treno non è mosso dalla locomotiva; l'aeroplano non è fatto volare dal motore e l'uomo non vive soltanto grazie al funzionamento meccanico del suo cuore.

186 «I frutti della equanimità sono dolci ». Possiamo sempre farne l'esperienza.

187 Tra l'ostinazione e la costanza c'è una grande differenza. È ostinazione il perseverare nel voler imporre agli altri il nostro modo di vedere; è costanza l'imporre qualche cosa a noi stessi e l'attuarlo. Solo con simile costanza possiamo condurre anche gli altri ad accettare liberamente il nostro modo di vedere.

188 Che cosa fare quando il lavoro è molto e poco il tempo per eseguirlo? Avere molta pazienza, fare subito ciò che ci sembra più utile e necessario e lasciare il resto a Dio. Se Dio ci darà vita, potremo fare domani ciò che non abbiamo potuto fare oggi.