PICCOLI GRANDI LIBRI   Mohandas Karamchand Gandhi
OGNI GIORNO UN PENSIERO

Titolo originale: A thaught for the day compiled and translated in English by T. Hingorani
Traduzione: Sandra Danieli
EMI 1989

1-88 89-188 189-288 289-388 389-488 489-588 589-688

189 Per lavarmi la faccia, mi sono tolti gli occhiali. Pensavo di riprenderli più tardi, ma mi dimenticai di farlo. Perché? Perché qualche altra cosa assorbiva la mia mente e mi fece diventare negligente. Questo è disordine e ogni disordine è pericoloso.

190 L'uomo si vergogna quando fa qualche sbaglio, ma vorrebbe che tutti conoscessero il bene che fa.

191 L'invidia divora chi la nutre. Chi è oggetto di invidia, invece, non ne viene toccato e, forse, neppure se ne accorge.

192 La generosità è il contrario dell'invidia e non permette che diventiamo invidiosi; anzi, una persona generosa si rallegra del bene che scopre negli altri e ne ricava profitto.

193 Mi stupisco sempre più di quanto l'uomo sia capace di ingannare se stesso.

194 Chi vuol piacere a tutti finisce per non piacere ad alcuno.

195 È a Dio che dobbiamo piacere. È Dio che dobbiamo lodare. Solo così saremo liberi da ogni paura e da ogni confusione.

196 Come possiamo piacere a Dio e darGli gloria? Servendo l'uomo, sua creatura.

197 Quando le chiacchiere inutili diventano una abitudine, ce ne dobbiamo liberare chiudendo ostinatamente la bocca o, se necessario, cucendoci le labbra.

198 Ci sono molte specie di desideri: buoni, cattivi, realizzabili e non realizzabili. Dobbiamo coltivare solamente i buoni e realizzabili.

199 Le sacre Scritture sono interpretate diversamente, secondo la diversità delle persone che le studiano. È saggio seguire quella interpretazione che ci sembra fondamentalmente buona anche se, da un puntò di vista grammaticale, può sembrare meno esatta. Questo, naturalmente, a patto che la nostra interpretazione non vada contro la morale e, anzi, ci spinga a un maggiore autocontrollo.

200 Una persona insincera cerca di lasciarsi molte scappatoie e crede di essere furba quando riesce a sfuggire attraverso qualcuna di esse. In realtà, agendo in questo modo, non fa che scavarsi delle fosse.

201 L'uomo sincero si priva di ogni scappatoia ma si può dire che, per lui, non esistono né muri né scappatoie. Seguirebbe la via giusta anche se fosse bendato e non andrà mai a finire in qualche fossa.

202 Si dice che il distacco da se stessi e dalle cose è difficile, ed è cosi. Tutte le cose veramente importanti sono difficili. Eppure, se vi attendiamo con uno sforzo deciso e costante, anche le cose difficili diventano facili.

203 Le gocce fanno l'oceano quando tra loro c'è perfetta coesione e cooperazione. Si può dire la stessa cosa anche degli uomini.

204 Chi nasconde la propria ignoranza, l'accresce. Solo chi la riconosce umilmente ha la speranza di farIa diminuire.

205 Ciò che si impara meccanicamente, ha lo stesso valore che ha l'invocazione del nome di Dio fatta da un pappagallo.

206 Se il passato è corretto e fonte di esperienza, ne segue che la nostra conoscenza si approfondisce continuamente, diventa parte dell'essere stesso ed è capace di trasformarci: a patto che sia conoscenza di noi stessi.

207 Se qualcuno, dopo aver fatto qualche cosa, si pente di averla fatta, vuol dire che non l'ha fatta con perfetta deliberazione, ma che vi è stato spinto.

208 Il nostro distacco è messo alla prova solamente quando c'è un vero motivo per attaccarci a qualche cosa.

209 È abitudine umana il dimenticare i propri errori e vedere quelli degli altri. Questa abitudine, però, finisce per portarci alla delusione.

210 Sembra che l'aver fede in Dio sia la cosa più facile del mondo, ma è tanto difficile.

211 La sfiducia è alla radice di molte incomprensioni e la sfiducia, il più delle volte, nasce dalla paura.

212 Comunemente, si dice che non può esservi amore senza paura, ma ciò è falso. Dove c'è paura non può esserci vero amore.

213 Quante cose si possono fare con il silenzio! Ne faccio ogni giorno più l'esperienza.

214 Se la smettessimo di parlare di cose inutili e parlassimo delle cose utili usando un minimo di parole, salveremmo molto tempo sia per noi che per gli altri.

215 Il silenzio dilata lo spazio di tempo della nostra vita.

216 La stessa cosa, vista da un lato, ci irrita; vista da un altro, ci fa ridere. Non sarebbe meglio non irritarci né ridere?

217 Il sacrificio che lascia nella pena non è per nulla un sacrificio. Il vero sacrificio dà gioia ed eleva.

218 Giorno dopo giorno ci vengono fornite le prove della profonda influenza esercitata da chi parla ed opera nella verità. Perché non ci sforziamo di seguire tale esempio?

219 Il vero aiuto viene solo da Dio e ci viene, di solito, tramite qualche strumento. Bisogna star bene attenti a non appoggiarci, sapendolo, a qualche canna spezzata.

220 Il maestro Tegh Bahader ha detto: «Una vita che causi il meno possibile di danno è una semplice vita. Vita perfetta è solo quella di colui che non causa ad alcuno la minima pena».

Solo chi non fa alcun male pratica la vera religione.

221 Se uno ti dice: «Segui questa strada e arriverai certamente alla meta», tu segui quella strada e arrivi alla meta. La grande strada è la verità. Seguila e raggiungerai la meta nel minor tempo possibile.

222 So che Dio è presente in ogni minuto della mia vita. Perché dovrei temere qualcuno?

223 Un uomo oggi mi ha detto: «lo perdo ogni interesse alla vita quando non posso rendere un vero servizio» .

224 Non irritarti se qualcuno dice che sei un bugiardo o ti si oppone. Se vuoi rIspondere qualche cosa, fallo con calma. A volte, forse, è meglio che tu resti in silenzio. Se tu sei sincero, non diventerai insincero per il solo fatto che gli altri dicono che tu lo sei.

225 La verità nutre l'anima; la menzogna la corrode.

226 C'è più gioia nel non mangiare che nel mangiare. Chi non ne ha fatto l'esperienza?

227 Non dar retta alle dicerie. Per quanto puoi, non crederle.

228 È bene ascoltare le critiche che vengono fatte ai nostri sbagli e alle nostre insufficienze, ma non è bene badare alle lodi.

229 Una prova di sapienza: saper valutare il giusto rapporto tra l'uomo e il suo Creatore.

230 Dio è uno, senza forma e-senza mutamento, ma noi ne siamo gli specchi. Se siamo retti e puri, Egli si riflette in noi cosi come è; ma se noi siamo sporchi e vili, anche l'immagine di Dio in noi soffrirà distorsioni. È necessario che ci manteniamo integri e puri da ogni punto di vista.

231 Fare un'asserzione è una cosa; provarla, è un'altra.

232 Solo chi ha scelto liberamente la solitudine può gustarne la bellezza.

233 Chi è come la polvere dei piedi di tutti, è vicino a Dio.

234 Non pensare, parlare o scrivere senza riflessione. Quanto tempo salverai, in tale modo!

235 Come l'universo intero è in qualche modo presente in ciascuno di noi, cosi l'India è presente nei suoi villaggi.

236 Se l'India è nei suoi villaggi, è necessario che almeno uno di essi sia tale che tutti gli altri vi possano prendere ispirazione.

237 Se pensiamo all'India dal punto di vista dei suoi villaggi, ci sembreranno inutili tante assemblee come quelle che facciamo noi.

238 Lo scopo della nostra vita non è la felicità ma la realizzazione di Dio e il servizio della umanità.

239 Se vogliamo che la nostra vita raggiunga il suo scopo, è necessario conservarla pura e parca.

240 L'uomo su questa terra non può conoscere l'universo più di quanto un pesce possa conoscere gli abissi dell'oceano.

241 « Non fare alcun male ». Questa è l'unica vera legge della vita secondo il maestro Tegh Bahadur.

242 La Verità si scoprirà solo cercando dentro di noi, mai attraverso argomentazioni e dispute. Se al posto della parola «Verità» mettessimo «Dio», si dovrebbe dire la stessa cosa.

243 «La vita non è reale; la morte è reale e certa» (Nanak)

244 Nanak dice: «Dio abita nel cuore di ogni uomo. Il cuore dell'uomo è il tempio di Dio ».

245 È possibile odiare qualcuno, quando sappiamo che Dio abita in tutti?

246 Nanak dice: «Non ha bisogno di leggi umane chi obbedisce alla legge di Dio».

247 Dice ancora Nanak: «Dio ha voluto che gli uomini fossero una sola famiglia, cosi che ognuno di noi viva per tutti gli altri».

248 La tenebra dell'egoismo è più impenetrabile di qualsiasi altra tenebra.

2 4 9 Solamente la luce di una profonda umiltà è capace di dissipare le tenebre dell'egoismo.

250 La sofferenza non è che un aspetto della gioia e l'una e l'altra si susseguono immancabilmente.

251 Come la gioia e la sofferenza formano un binomio inscindibile e si susseguono continuamente, cosi fanno tutti gli altri gruppi di antinomie, nella vita. Per avere la vera pace, è necessario elevarsi al di sopra di tutte queste antinomie.

252 Chi non conosce e non protegge il vero valore dell'io, come può proteggere qualche altra cosa?

253 Se è vera, anche una sola parola basta; ma le parole non vere, anche se moltiplicate all'infinito, non giovano a nulla.

254 Una parola vera ha la potenza di trasformare in altruista anche un egoista.

255 Solo chi vive con Dio ed è conscio di tale Presenza è veramente vivo.

256 La vera sapienza non si acquista con la sola lettura delle Scritture. È ben difficile raggiungerla senza la pratica della virtù.

257 Chi non si tiene continuamente aperto e vigile non raggiungerà la Verità.

258 Chi ha rinunciato a tutto non ha più alcun diritto; l'unico diritto che gli resta è quello di servire.

259 Chi ha rinunciato a tutto non cercherà mai i suoi diritti; essi verranno a lui quando meno ci pensa.

260 Anche una sola goccia del veleno della menzogna basta per avvelenare l'oceano di latte della verità.

261 Dice Nanak: «L'uomo nasce dalla donna come la donna dall'uomo ». Se è cosi, perché mai esiste l'immoralità sessuale?

262 Nanak giaceva all'aperto, sotto il cielo. Un gentile signore gli disse: - C'è, qui vicino, un magnifico albergo. Perché non vi cerchi alloggio?
- Tutta la terra è la mia stanza e il cielo il mio tetto - rispose Nanak.

263 Dice Nanak: «La sete di felicità è una vera malattia; sofferenza e dolore ne sono il rimedio ».

264 Nanak dice ancora: «Ciò che dai è tuo; non è tuo ciò che tieni per te».

265 Ciò che prendiamo per noi lo togliamo dalla bocca degli altri. È veramente necessario, ciò che vogliamo acquistare? Dobbiamo ridurre al minimo le nostre necessità.

266 Dice Nanak: «Chi si guadagna il pane con il sudore della fronte e lo divide con gli altri è veramente onesto».

267 Nanak dice ancora: «Quanto più l'uomo è indulgente con se stesso, tanto più diventa infelice ».

268 Santa Caterina da Siena non aveva denaro con sé: non aveva che un'unica veste, la tonaca. Una povera la chiese e Caterina gliela donò. Qualcuno, allora, disse alla Santa: - Ed ora, come potrai uscire di casa? -.
- L'amore è un vestito che copre meglio della tonaca - rispose Caterina.

269 «Soltanto i soldi tengono viva la memoria ». Quanto male ha fatto questo falso detto! Pensavo a questo, oggi, anniversario della morte di Mahadev (Desai) .

270 Dice Nanak: «I sogni sono la dimostrazione che l'anima usa i sensi come suoi strumenti. I sensi diventano strumenti validi solo a condizione che l'anima sappia tenerli sotto controllo. Quando ciò avviene, l'anima umana è pronta per l'unione con l'Anima Universale ».

271 Per liberarsi dalla fame, non occorre rimpinzarsi di cibo: è sufficiente prenderne un po', come una medicina, e .accontentarsi di questo.

272 La paura svanisce solamente con l'annientamento dell'io.

273 La lettura dei giornali costituisce un vero problema. Essi non danno la verità. Non ci si perde nulla, non leggendoli.

274 È tanto difficile rendere possibile l'impossibile quanto è facile rendere impossibile il possibile.

275 Non sempre ciò che sembra impossibile è poi tale.

276 Uno ha Dio al suo fianco, milioni hanno Satana. Deve, forse, l'uno aver paura dei milioni?

277 Se poi Dio fosse da tutte e due le parti, quale delle due dovrebbe aver paura?

278 Chi si ricorda di Dio può permettersi di dimenticare tutto il resto.

279 Chi si ricorda di tutto ma si dimentica di Dio, in realtà non ricorda alcunché.

280 Chi dimentica Dio dimentica se stesso.

281 Se esiste un'anima, esiste anche l'Anima Suprema: Dio.

282 Se noi non riusciamo ad avere un'idea della esistenza di Dio è solo a causa dei nostri limiti fisici.

283 Come può credere nella Verità chi non crede nella nonviolenza? E come può vivere la Verità chi non pratica la nonviolenza?

284 Esisterebbe, forse, davanti alla menzogna sia in parole che in atti, chi non esita ad usare la violenza per raggiungere i suoi scopi?

285 L'uomo manifesta se stesso sia con il silenzio che con le parole e le opere, ma tutto ciò che egli fa lasciandosi guidare dalla sapienza diventa azione.

286 Il voler distinguere il piccolo e il grande, nel male, è un errore.

287 Un uomo ruba, un altro lo aiuta e lo protegge, un terzo ha l'intenzione di rubare. Sono ladri tutti e tre.

288 In quale abissale ignoranza vive chi pensa: « Ciò che faccio io è un piccolo male; ciò che fanno gli altri, un grande male! ».