| INTRODUZIONE 1. Un mondo di grazia 2. Il midrash sui Salmi |
3.
Procedimenti ermeneutici a) Una parola significa più cose b) Due parole non significano la stessa cosa |
4. David,
l'uomo dei salmi 5. Il Dio che ascolta la preghiera |
6. Grazia e
redenzione 7. Quarantanove porte |
| LIBRO I | LIBRO II | LIBRO III | LIBRO IV | LIBRO V |
| 1. Beato l'uomo 2. La generazione del Messia 3. Al vincitore con arpe 4. L'errore di David 5. Ciò che manca agli angeli 6. Il Signore prova il giusto 7. Una salvezza crescente 8. I due bastoni 9. Di David, salmo 10. Affidare l'anima 11. Giudicami, Signore 12. Luce nella luce 13. Ma senza collera 14. Speranza dopo speranza 15. Beato chi ha cura del debole |
16. Lodabile molto 17. "El, Elohim, JHWH" 18. Secondo la tua grazia 19. Pietà di me, o Dio, pietà di me 20. Tua è la grazia 21. Nel deserto di Giuda 22. Tu che ascolti la preghiera 23. Il servizio di Dio 24. Anche per i ribelli 25. Con tutto il corpo
|
26. Buono verso Israele 27. Ricordo di Dio 28. Amore per la terra 29. "Chasidut" 30. Un mondo di grazia
|
31. Preghiera di Mosè 32. I tre canti 33. Il regno dei cieli 34. In un modo o nell'altro 35. Cinque mondi 36. I peccatori cesseranno 37. Lui solo sa
|
38. Non
più servi del faraone 39. Amore e ascolto 40. Grazia per sempre 41. Le porte della giustizia 42. Stupore 43. Semplici come una colomba 44. Cantico delle salite 45. La città unita a se stessa 46. Su una colonna sola 47. La mia destra si dimentichi 48. Il Signore ama i giusti 49. Un canto nuovo
|
LIBRO V
Alleluja!
Lodate, servi del Signore,
lodate il Nome del Signore (Sal 113,1).
Un altro passo dice: "Ripenso ai giorni di un tempo,
agli anni lontani; ricordo il mio suonare nella notte" (Sal 77 ,6-7). Che
cosa significa: "il mio suonare nella notte"? ... Secondo Rabbi
Jehudà bar Simon, l'assemblea di Israele disse al
Santo - benedetto sia -: lo ricordo che tu
per me facesti dei miracoli in Egitto, e che io mi misi a suonare per te, a
motivo di quei miracoli, e in quella notte composi canti e salmi per te, come è
detto: "Voi canterete come nella notte in cui si santifica una festa"
(Is 30,29). E quale notte fu? La notte in cui tu uccidesti i primogeniti
dell'Egitto, come è detto: "E avvenne, a metà della notte, che il Signore
colpì ogni primogenito nel paese di Egitto" (Es 12,29). Pertanto, "il mio suonare nella notte" si riferisce al
salmo di quella notte in cui ci liberasti e ci facesti uscire in libertà.
Poiché eravamo servi del faraone, e tu ci hai liberati e ci hai resi servi
tuoi. Perciò si dice: "Lodate servi del Signore", e non più servi
del faraone ...
Puoi contare ventisei generazioni dacché il Santo -
benedetto sia - creò il mondo fino all'uscita dei figli di Israele dall'Egitto.
Ma nessuna di esse recitò l'hallel fino a quando Israele non uscì dalla
schiavitù egiziana che era fatta di fango e di mattoni. Fu allora che
recitarono l'hallel.
Quando, esattamente? Nel momento in cui venivano colpiti i
primogeniti. Allora il faraone si alzò e si recò di notte da Mosè e da
Aronne, come è detto: "Il faraone si alzò in quella notte e con lui tutti
i suoi servi, tutti gli egiziani, e ci fu un grande grido in Egitto, perché non
c'era casa dove non ci fosse un morto. Quindi egli chiamò Mosè e Aronne di
notte" (Es 12,30-31). Il faraone si mise a bussare di notte alle porte di
Mosè e di Aronne, dicendo loro: "Alzatevi, uscite di mezzo al mio popolo,
sia voi che i figli di Israele, e andate a servire il Signore come avete
detto" (Es 12,31). Gli risposero: Come sei stupido! Vuoi che ci alziamo di
notte? Siamo forse dei ladri per fuggire di notte? Non usciremo finché non
farà giorno, come anche il Santo - benedetto sia - ci ha ordinato:
"Nessuno di voi uscirà dalla porta della sua casa fino al mattino" (Es
12,22). Il faraone disse loro: Ma allora tutti gli egiziani saranno morti! Come è detto: "Gli
egiziani fecero pressioni sul popolo, affrettandosi a cacciarli fuori dal paese,
perché dicevano: Stiamo morendo tutti!" (Es 12,33).
Perciò essi dissero: Vuoi far cessare questa piaga? Allora
devi dire: Ormai voi siete liberi, siete tornati in possesso dei vostri diritti,
non siete più servi miei, ma servi del Signore.
Allora il faraone cominciò a gridare e a dire: In passato
siete stati miei servi, ma adesso ormai siete liberi, siete tornati in possesso
dei vostri diritti, ecco: siete servi del Signore! E dal momento che siete suoi
servi, siete tenuti a 10darlo, come è detto: "Alleluja! Lodate, servi del
Signore, lodate il Nome del Signore". E così pure sta scritto: "I
figli di Israele sono servi miei; miei servi, perché li ho fatti uscire dal
paese di Egitto" (Lv 25,55).
39.
Amore e ascolto
Io amo, perché il Signore ascolta
la mia voce, le mie suppliche.
Poiché ha piegato il suo orecchio verso di me,
nei miei giorni
io lo invoco (Sal 116,1-2).
"Io amo, perché il Signore ascolta la mia voce, le mie
suppliche". E quello che dice anche il testo: "Poiché vi è un popolo in Sion, abiterà in
Gerusalemme. Non piangere più: alla voce del tuo grido egli avrà sicuramente
pietà di te. Non appena lo udrà ti darà risposta" (Is 30,19).
Al Santo - benedetto sia
- non si deve chiedere altro che di ascoltare le preghiere di Israele, perché a
lui basta ascoltare per fare, come è detto: "Signore ascolta, Signore
perdona, Signore senti e agisci senza tardare" (Dn 9,19). E i figli di
Israele amano il Santo - benedetto sia -
proprio perché egli ascolta in ogni momento la loro preghiera. Per questo David
ha detto: "Io amo, perché il Signore ascolta la mia voce, le mie
suppliche" .
"Io amo". L'assemblea di Israele dice: lo ti
amo, perciò ascolta! lo ti amo talmente che di questo amore sono malata, come
è detto: "Perché io sono malata d'amore" (Ct 2,5). lo amo lui, e amo
la sua casa, come è detto: "Signore, amo la casa dove dimori, il luogo
dove abita la tua gloria" (Sal 26,8).
Nessun altro può conoscere l'amore che c'è tra me e il mio
creatore, come è detto: "Perché forte come la morte è l'amore, dura come
gli inferi è la passione" (Ct 8,6). E aggiunge: "Neppure molte acque
possono spegnere l'amore" (Ct 8,7).
Tuttavia, "se avessi visto della falsità nel mio cuore,
il Signore non mi avrebbe ascoltato. Invece Dio ha ascoltato, ha sentito la voce
della mia preghiera" (Sal 66,18-19).
Dice loro il Santo - benedetto sia -: Voi amate me, e io amo
voi, come è detto: "Non perché siate più numerosi di tutti gli altri
popoli il Signore si è affezionato a voi e vi ha scelti. Al contrario, siete il
più piccolo di tutti i popoli. Ma èperché il Signore vi ama" (Dt 7,7-8).
Infatti sta scritto: "Egli ti ama, ti benedice, ti moltiplica" (Dt
7,13).
"Perché il Signore ascolta". Il Santo - benedetto
sia - dice a Israele: "Fammi sentire la tua voce". Come mai?
"Perché la tua voce è dolce" (Ct 2,14). "O tu che abiti nei
giardini, i compagni sentono la tua voce: fatti udire anche da me!" (Ct
8,13). Infatti il Santo - benedetto sia - desidera ascoltare la preghiera di
Israele.
Ma il Santo - benedetto sia - dice anche: Voi volete che io
ascolti la vostra voce? Prima io voglio che voi ascoltiate me, come è detto:
"Se davvero ascolterete la voce del Signore vostro Dio... tutte queste
benedizioni verranno sopra di te e ti raggiungeranno, perché avrai ascoltato la
voce del Signore tuo Dio" (Dt 28,1-2). Se avrai ascoltato, sarai ascoltato,
come è detto: "Allora invocherai e il Signore risponderà, griderai:
Aiuto!, ed egli dirà: Eccomi!" (Is 58,9).
Ringraziate il Signore perché è buono
perché la sua grazia è
per sempre.
Israele lo dica:
La sua grazia è per sempre.
La casa di Aronne lo dica:
La sua grazia è per sempre.
I timorati del Signore lo dicano:
La sua grazia è per sempre (Sal 118,1-4).
"Ringraziate il Signore perché è buono". È la
stessa cosa che dice il testo: "Tu dirai in quel giorno:
Ti ringrazio, Signore, perché eri adirato con me, ma la tua ira è passata e tu
mi hai consolato" (Is 12,1). I figli di Israele non hanno con che
contraccambiare il Santo - benedetto sia se
non il solo ringraziamento per tutti i gesti di bontà che egli opera verso di
loro, come è detto: "Signore, tu sei il mio Dio: io ti esalto, ringrazio
il tuo Nome, perché hai operato una meraviglia" (Is 25,1). Quando anche
David vide quant'era buono il ringraziamento, disse: "Ringraziate il
Signore, perché è buono" ...
Altro commento. "Ringraziate il Signore perché è
buono". Una parabola: a che cosa assomiglia? A un padrone di casa che era
solito prestare denaro a tutti gli abitanti della sua città. Perciò i suoi
concittadini lo lodavano: Sia ricordato per il bene questo padrone di casa che
nella stagione delle piogge ci presta secondo quanto abbiamo bisogno,
prendendoci
solamente tre soldi di interesse durante la stagione estiva.
Ma venne un altro e disse: lo vi faccio prestito senza alcun
interesse. Non è forse normale che abbiano ringraziato (più di tutti) costui,
che faceva loro prestito senza interessi?
Così pure il Santo -
benedetto sia - provvede gratis al nutrimento di tutte le sue creature. Non è
forse normale ringraziare e lodare il Santo - benedetto sia -? Perciò si dice:
"Ringraziate il Signore perché è buono".
"Perché la sua grazia è per sempre". Che cosa
significa che "la sua grazia è per sempre"? Che il Santo - benedetto
sia - non fa grazia a Israele per un anno o due, ma per sempre. Per esempio, una
volta che Mosè ebbe dato loro la Torà - la quale è chiamata essa pure
"grazia", come è detto: "Una legge di grazia è sulla sua
lingua" (Pr 31,26) -
essa non è mai più stata tolta a loro, perché è stata data loro per sempre.
E così tutte le grazie che il
Santo - benedetto sia - fa a Israele sono
per sempre, come è detto: "Le grazie del Signore certo non si esauriscono,
non vengono meno le sue misericordie" (Lam 3,22). Questo vuol dire:
"Perché la sua grazia è per sempre".
"Israele lo dica: La sua grazia è per sempre".
Nessun uomo può affermare di essere buono, a meno che altri non lo testimonino
di lui. E chi lo testimonia del
Santo - benedetto sia -? Israele. Perciò
"Israele lo dica: La sua grazia è per sempre".
Altro commento. "Israele lo dica". Chiesero al
Santo - benedetto sia -: Chi mai potrà ringraziarti? Il Santo - benedetto sia -
rispose loro: "Israele lo dica". Infatti la grazia che ho usato verso
di lui non è per un giorno né per un anno, ma per sempre, come è detto:
"lo sono troppo piccolo per tutte le grazie e per tutta la fedeltà che tu
hai usato verso il tuo servo. Con il mio bastone avevo attraversato questo
Giordano, e ora sono divenuto tale da formare due accampamenti" (Gen
32,11).
Chiesero (a Giacobbe-Israele): Quante sono le grazie che ti
ha fatto? Egli rispose: Esse non hanno limite, perché "Dio è stato il mio
pastore da quando esisto fino a oggi" (Gen 48,15) ... Per questo
"Israele lo dica: La sua grazia è per sempre".
Apritemi le porte della giustizia:
entrerò per esse
ringraziando il Signore.
Questa è la porta del Signore:
per essa entrino i giusti (Sal 118,19-20).
"Apritemi le porte della giustizia". Nel mondo avvenire, all'uomo si chiederà: Qual è stata la tua occupazione? Egli risponderà: Ho dato da
mangiare agli affamati. Allora gli diranno: "Questa è la porta del Signore": entra per essa tu che hai dato da mangiare agli affamati.
42.
Stupore
Una pietra han rigettato i costruttori:
è diventata la testata
d'angolo.
Dal Signore è venuto questo
ed è uno stupore ai nostri occhi (Sal 118,22-23).
"Dal Signore è venuto questo". Qui si parla
dell'assemblea di Israele. Un tempo erano asserviti dal fango e dai mattoni, e
d'un tratto furono trasportati sulle nubi della gloria. Gli egiziani si stupivano di loro e dicevano: Fino a un momento fa eravate
asserviti dai lavori forzati, e tutto a un tratto siete stati trasportati con
ogni onore!? I figli di Israele rispondevano loro: Voi vi stupite di noi? Anche
noi ci stupiamo di noi stessi, come è detto: "Non riconosco me stesso! Tu
mi hai posto sui carri del mio popolo nobile" (Ct 6,12). Ma lo Spirito
santo intervenne dicendo: "Dal Signore è venuto questo ed è uno stupore
ai nostri occhi" .
Altro commento. "Dal Signore è venuto questo". Qui
si parla di David, re di Israele. Egli pascolava il gregge di suo padre, e in un
batter d'occhio venne fatto re. Tutti dicevano: Fino a un momento fa pascolava
il gregge e tutto a un tratto è diventato re!? Egli rispondeva loro: Voi vi
stupite di me? Anch'io mi stupisco di me stesso ancor più di voi. Ma lo Spirito
santo intervenne dicendo: "Dal Signore è venuto questo ed è uno stupore
ai nostri occhi" .
Beati i semplici nella condotta,
che camminano nella Torà del Signore.
Beati quelli che custodiscono le sue testimonianze:
lo ricercheranno con tutto il cuore (Sal
119,1-2).
"Beati i semplici
nella condotta". A questo versetto si può accostarne un altro: "Mia
colomba che stai nelle fessure della roccia, nel nascondiglio di un dirupo,
fammi vedere il tuo volto, fammi ascoltare la tua voce" (Ct 2,14). Rabbi
Jehudà il Levita, figlio di Shallum, riferisce, in nome di Rabbi Jehudà bar Simon: Qui non sta scritto
"colomba" bensì "mia colomba". Che cosa
vuoI dire con "mia colomba"? Il Santo -
benedetto sia - vuol dire questo: Con me essi sono semplici come una
colomba, ma con i popoli del mondo essi sono astuti come serpenti. Perciò si
precisa "mia colomba". Disse il Santo - benedetto sia -: lo
diedi loro dei precetti positivi, e li hanno presi su di sé; dei precetti
negativi, e li hanno presi su di sé. Sebbene io non abbia specificato loro
quale sarebbe stata la loro ricompensa, essi non mi hanno fatto nessuna
obiezione. Perciò egli li chiama "mia colomba".
Rabbi Huna bar Abin, in nome di Rabbi Acha', dice: Tutti i miracoli e i prodigi che il
Santo - benedetto sia - opera in questo mondo,
vanno ascritti al merito di coloro che sono semplici nella loro condotta. Così
infatti sta scritto: "Conosci forse le misure della nube" (Gb 37,16)?
Che cosa significa "le misure della nube" (miflesè'av: miflas è
apax)? Anche i prodigi delle piogge sono misurati come sulla bilancia.
Che "misura" (miflas) non voglia dire altro che
"bilancia", è infatti provato dal passo che dice: "La misura (peles)
e le bilance giuste appartengono al Signore" (Pr 16,11). E che cosa viene dopo?
"Conosci forse le misure della nube? I prodigi di chi è semplice nella
conoscenza?" (Gb 37,16). VuoI dire, secondo Rabbi Jehudà bar Simon, (che
Dio fa venire le piogge per merito)
di colui che è semplice con il Santo -
benedetto sia - come ha spiegato David: "lo sono stato semplice con
lui" (Sal 18,24). Invece presso i popoli del mondo essi appaiono come
serpenti e scorpioni. Quando David vide quanto essi
erano semplici di fronte al Santo -
benedetto sia -, cominciò a farne le lodi, come è detto: "Beati i
semplici nella loro condotta".
Cantico delle salite.
Al Signore nella mia angoscia
ho gridato e mi ha risposto.
Libera, Signore, la mia vita
dalle labbra menzognere
dalla lingua ingannatrice (Sal 120, 1-2).
Geremia disse: "Cantate al Signore, lodate il
Signore" (Ger 20,13). Come mai, e per quale ragione? "Perché ha
liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori" (Ger 20,13).
Quando il Santo - benedetto sia -libera Israele, non sono
soltanto loro a ringraziarlo, ma tutti lo ringraziano. Da principio li liberò dall'Egitto, e lo
lodarono tutti, come è detto: "Jetro si rallegrò per tutto il bene che il
Signore aveva fatto a Israele, liberando lo dalla mano dell'Egitto. E Jetro
disse: Benedetto il Signore che vi ha liberati dalla mano dell'Egitto e dalla
mano del faraone, che ha liberato il popolo da sotto la mano dell'Egitto. Adesso
io so che il Signore è più grande di tutti gli dèi" (Es 18,9-11).
Quando fece uscire Anania, Misael e Azaria dalla fornace di
fuoco, tutti lodarono (il Signore), come è detto. "Allora Nabucodonosor
cominciò a dire: Benedetto il Dio di Sedrakh, Mesakh e Avednego, che ha mandato
il suo angelo a liberare i suoi servi" (Dn 3,28).
Questo per quanto riguarda il passato. Ma anche in futuro,
quando usciranno dalle angosce dell' esilio, tutti lo loderanno, come è detto:
"Cantico delle salite. Al Signore nella mia angoscia ha gridato e mi ha
risposto". Non sta scritto qui "cantico della salita", ma
"cantico delle salite", perché quando Israele sale, non sale un solo
gradino, ma molti gradini, come si dice: Tu salirai "gradino per
gradino" (Dt 28,43). E sta scritto: "Chi è costei che sale dal
deserto?" (Ct 3,6). Chi è costei che sale gradino per gradino? Neppure
quando scendono, essi scendono un solo gradino, ma: "Tu scenderai sempre
più in basso" (Dt 28,43). E così pure è detto: "Egli ha scagliato
dal cielo in terra la gloria di Israele" (Lam 2,1). Ma quando risalgono,
essi risalgono molte salite. Per questo si dice: "Cantico delle
salite" .
45.
La città unita a se stessa
Gerusalemme è costruita come città
che è unita insieme a se
stessa
perché vi salgono le tribù,
le tribù del Signore,
a testimonianza per Israele (Sal 122,3-4).
"Gerusalemme è costruita come città che è unita
insieme a se stessa". Rabbi Jochanan
dice che il Santo - benedetto sia - ha giurato: Non entrerò nella Gerusalemme
di lassù, finché non sarò entrato nella Gerusalemme di quaggiù, come è
detto: "Perché io sono Dio e non un uomo. Sono il Santo in mezzo a te e
non verrò nella città" (Os 11,9).
Sarebbe a dire che vi è una Gerusalemme anche lassù? Sì,
perché sta scritto: "Gerusalemme è costruita come città che è unita
insieme a se stessa" (13).
Rabbi Jehoshua' ben Levi dice: È una città che fa di tutti gli israeliti dei compagni, nel tempo del
loro pellegrinaggio. E anche per tutto il resto dell' anno? Rabbi ZeCira
afferma: Solamente quando "vi salgono le tribù, le tribù del Signore, a
testimonianza per Israele" .
[13] Vuol dire che ci sono due Gerusalemme, però unite l'una all' altra. Del resto, il nome ebraico di Gerusalemme, Jerushalajim, è grammaticalmente un duale.
Egli compie da solo grandi prodigi
perché la sua grazia è per
sempre.
Fa i cieli con intelligenza
perché la sua grazia è per sempre.
Distende la terra sulle
acque
perché la sua grazia è per sempre (Sal 136,4-6).
È stato
insegnato (nella Mishnà). Rabbi Josè dice: Guai alle creature che vedono, ma non
sanno ciò che vedono; che stanno in piedi, ma senza sapere su che cosa stanno
in piedi! La terra su che cosa sta? Sulle colonne, come è detto: "Scuote
la terra dal suo posto, e le sue colonne tremano" (Gb 9,6). E le colonne
sulle acque, come è detto: "Distende la terra sulle acque". E le acque sopra i monti, come è detto: "Sopra le
montagne stanno le acque" (Sal 104,6). E i monti
sopra il vento, come è detto: "Ecco, io formo i
monti e creo il vento" (Am 4,13). E il vento sopra la tempesta, come è detto: "Vento di tempesta che
compie la sua parola" (Sal 148,8). E la tempesta
è sospesa al braccio del Santo - benedetto
sia -, come è detto: "E sotto (ogni cosa) sono le sue braccia eterne"
(Dt 33,27).
I sapienti invece dicono: La terra sta su dodici colonne,
come è detto: "Egli ha fissato i confini dei popoli secondo il numero dei
figli di Israele" (Dt 32,8). E c'è chi dice su sette colonne, come è
detto: "Ha scolpito le sue sette colonne" (Pr 9,1). Ma Rabbi Elcazar
ben ShammuaC dice: La terra sta su una colonna sola, e (questa colonna) è il
giusto, come è detto: "Il giusto è il fondamento del mondo" (Pr
10,25).
47. La mia destra si dimentichi
Sui fiumi di Babele
ci sedemmo e piangemmo
ricordando ci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre
perché là ci chiedevano parole di canto
i nostri deportatori, i nostri oppressori gioia:
Cantate per noi
un canto di Sion!
Come canteremo i canti del Signore
in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme,
la mia destra si dimentichi (Sal 137,1-5).
Rabbi Dosa insegna che il Santo - benedetto sia - dice:
"Se ti dimentico, Gerusalemme, la mia destra si dimentichi" di fare
prodigi. Rabbi Ze'irà riferisce in nome di Rabbi Shim'on ben Laqish: Quando le
iniquità di Israele fecero sì che i pagani entrassero a Gerusalemme, essi
presero i più forti tra gli israeliti e legarono loro le
mani dietro la schiena. Allora il Santo -
benedetto sia - disse: "Nell'angoscia io sarò con lui" (Sal 91,15).
Come a dire: i miei figli sono nell' angoscia, e io dovrei stare a guardare?
Invece - se ciò fosse possibile - "egli ripose la sua destra dietro la
schiena di fronte al nemico" (Lam 2,3). Ma alla fine egli renderà
nuovamente visibili i prodigi (compiuti dalla sua destra), come disse a Daniele:
"Tu va' incontro alla fine" (Dn 12,13). Gli chiese: Per essere
giudicato? Gli rispose: "E riposerai" (ivi). Chiese: Riposeremo
sempre? Rispose: "Poi risorgerai" (ivi). Gli chiese: Signore
dei mondi, con chi? Con i giusti o con gli empi? Rispose: "Secondo la tua
sorte" (ivi) cioè con i giusti come te. Gli chiese: Quando?
Rispose: "Alla fine dei giorni". Chiese ancora: alla fine dei giorni (jamim)
o alla fine della destra (jamin)?
Rispose il Santo - benedetto sia -: Alla
fine della mia destra che (ora) è legata. Poi aggiunse: lo ho posto un termine
alla mia destra. Per tutto il tempo in cui i miei figli sono legati in
schiavitù, anche la mia destra sarà legata insieme a loro. Ma quando libererò
i miei figli, libererò anche la mia destra.
E anche David ha detto la stessa cosa: "Affinché siano
liberati i tuoi amici, salva la tua destra e rispondici" (Sal 60, 7).
Signore dei mondi, salva Israele a motivo dei tuoi amici Abramo, Isacco e
Giacobbe. Ma siccome i loro figli non hanno mai abbastanza meriti, salvali a
causa della tua destra, e rispondici. Rispose il Santo - benedetto sia -: Si, io
ora li salvo, come è detto: "Il Signore ha snudato il suo santo braccio
davanti a tutti i popoli" (Is 52,10). E sta anche scritto: "Gli ha
dato salvezza la sua destra e il suo braccio santo" (Sal 98,1).
Fa giustizia agli oppressi
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri
il Signore apre gli occhi ai ciechi
il Signore raddrizza i
curvati
il Signore ama i giusti (Sal 146,7-8).
"Il Signore ama i giusti". Infatti si dice: "lo amo coloro che mi amano" (Pr 8,17). E si dice anche: "Quelli che mi onorano, io li onorerò" (1Sam 2,30). Essi amano me e io amo loro. Ma perché egli ama in modo casi particolare i giusti? Perché la loro giustizia non è una prerogativa ereditaria come lo è il sacerdozio in una famiglia di sacerdoti o in una famiglia di leviti. I sacerdoti sono un casato, e anche i leviti costituiscono un casato, come è detto: "Casa di Aronne, benedite il Signore. Casa di Levi, benedite il Signore" (Sal 135,19-20). Di conseguenza, se un uomo volesse diventare levita o sacerdote, non lo potrebbe, perché suo padre non era né levita né sacerdote. Ma se volesse diventare giusto, potrebbe diventarlo anche se fosse un pagano, perché i giusti non discendono da un casato, ma essi lo sono in quanto da se stessi e volontariamente amano il Santo - benedetto sia -, come è detto: "Esultate o giusti, nel Signore" (Sal 33,1). Per questo si dice che "il Signore ama i giusti".
49.
Un canto nuovo
Alleluja.
Cantate al Signore un canto nuovo
la sua lode nell' assemblea
dei santi.
Si rallegri Israele in chi l'ha fatto
i figli di Sion esultino nel
loro re (Sal 149,1-2).
"Alleluja. Cantate al Signore un canto nuova". Isaia ha detto:
Non ricordate più le cose passate
e alle cose antiche non pensate più.
Ecco io faccio una
novità:
adesso germoglia, non ve ne accorgete?
Metterò anche nel
deserto una strada
fiumi nella steppa.
Mi onoreranno le bestie selvatiche
i coccodrilli e gli struzzi
perché avrò dato acqua al deserto
fiumi alla steppa
per dissetare il mio popolo eletto.
Il popolo che ho plasmato per me
racconterà la mia lode (ls
43,18-21).
Disse il Santo - benedetto sia -: Siccome io ho fatto per voi tutte queste novità, anche voi dovrete cantarmi un canto nuovo, come è detto: "Cantate al Signore un canto nuovo, la sua lode nell' assemblea dei santi". E chi sono i "santi" (chasidim)? Sono gli israeliti. Infatti, che cosa sta scritto nel salmo precedente?
Ha sollevato una forza per il suo popolo
una lode per tutti i
suoi santi,
per i figli di Israele, popolo a lui vicino (Sal 148,14).
Ogni volta che gli israeliti vedono il Santo - benedetto sia -, diventano santi. 10 videro presso il mare e divennero santi. Infatti intonarono un cantico, come è detto: "Allora Mosè cantò con i figli di Israele questo cantico per il
Signore" (Es 15,1).10 videro sul Sinai e divennero retti. Infatti si dice: "Diede rifugio ai retti ... custodendo le vie dei suoi santi" (Pr 2,7-8). E quale cantico gli intonarono allora? "Mi baci con i baci della sua bocca" (Ct 1,2).