PICCOLI GRANDI LIBRI  UN MONDO DI GRAZIA
Letture dal midrash sui Salmi Midrash Tehillim

Introduzione, traduzione e note
a cura di Alberto Mello, monaco di Bose

EDIZIONI QIQAJON 1995
COMUNITÀ DI BOSE

L'uomo non sta in piedi
né per la sua ricchezza, 
né per la sua sapienza, né per la sua forza.
Che cosa dunque lo fa stare in piedi?
La sua preghiera.

Midrash
Tehillim
142,1
INTRODUZIONE
1. Un mondo di grazia
2. Il midrash sui Salmi
3. Procedimenti ermeneutici
a) Una parola significa più cose
b) Due parole non significano la stessa cosa
4. David, l'uomo dei salmi
5. Il Dio che ascolta la preghiera
6. Grazia e redenzione
7. Quarantanove porte
LIBRO I LIBRO II LIBRO III LIBRO IV LIBRO V
1. Beato l'uomo
2. La generazione del Messia
3. Al vincitore con arpe
4. L'errore di David
5. Ciò che manca agli angeli
6. Il Signore prova il giusto
7. Una salvezza crescente
8. I due bastoni
9. Di David, salmo
10. Affidare l'anima
11. Giudicami, Signore
12. Luce nella luce
13. Ma senza collera
14. Speranza dopo speranza
15. Beato chi ha cura del debole
16. Lodabile molto
17. "El, Elohim, JHWH"
18. Secondo la tua grazia
19. Pietà di me, o Dio, pietà di me
20. Tua è la grazia
21. Nel deserto di Giuda
22. Tu che ascolti la preghiera
23. Il servizio di Dio
24. Anche per i ribelli
25. Con tutto il corpo

 

 

26. Buono verso Israele
27. Ricordo di Dio
28. Amore per la terra
29. "Chasidut"
30. Un mondo di grazia

 

 

 

 

31. Preghiera di Mosè
32. I tre canti
33. Il regno dei cieli
34. In un modo o nell'altro
35. Cinque mondi
36. I peccatori cesseranno
37. Lui solo sa

 

 

 

38. Non più servi del faraone
39. Amore e ascolto
40. Grazia per sempre
41. Le porte della giustizia
42. Stupore
43. Semplici come una colomba
44. Cantico delle salite
45. La città unita a se stessa
46. Su una colonna sola
47. La mia destra si dimentichi
48. Il Signore ama i giusti
49. Un canto nuovo

 

LIBRO V

SU  38. Non più servi del faraone

Alleluja!
Lodate, servi del Signore,
lodate il Nome del Signore
(Sal 113,1).

Un altro passo dice: "Ripenso ai giorni di un tempo, agli anni lontani; ricordo il mio suonare nella notte" (Sal 77 ,6-7). Che cosa significa: "il mio suonare nella notte"? ... Secondo Rabbi Jehudà bar Simon, l'assemblea di Israele disse al Santo - benedetto sia -: lo ricordo che tu per me facesti dei miracoli in Egitto, e che io mi misi a suonare per te, a motivo di quei miracoli, e in quella notte composi canti e salmi per te, come è detto: "Voi canterete come nella notte in cui si santifica una festa" (Is 30,29). E quale notte fu? La notte in cui tu uccidesti i primogeniti dell'Egitto, come è detto: "E avvenne, a metà della notte, che il Signore colpì ogni primogenito nel paese di Egitto" (Es 12,29). Pertanto, "il mio suonare nella notte" si riferisce al salmo di quella notte in cui ci liberasti e ci facesti uscire in libertà. Poiché eravamo servi del faraone, e tu ci hai liberati e ci hai resi servi tuoi. Perciò si dice: "Lodate servi del Signore", e non più servi del faraone ...
Puoi contare ventisei generazioni dacché il Santo - benedetto sia - creò il mondo fino all'uscita dei figli di Israele dall'Egitto. Ma nessuna di esse recitò l'hallel fino a quando Israele non uscì dalla schiavitù egiziana che era fatta di fango e di mattoni. Fu allora che recitarono l'hallel.
Quando, esattamente? Nel momento in cui venivano colpiti i primogeniti. Allora il faraone si alzò e si recò di notte da Mosè e da Aronne, come è detto: "Il faraone si alzò in quella notte e con lui tutti i suoi servi, tutti gli egiziani, e ci fu un grande grido in Egitto, perché non c'era casa dove non ci fosse un morto. Quindi egli chiamò Mosè e Aronne di notte" (Es 12,30-31). Il faraone si mise a bussare di notte alle porte di Mosè e di Aronne, dicendo loro: "Alzatevi, uscite di mezzo al mio popolo, sia voi che i figli di Israele, e andate a servire il Signore come avete detto" (Es 12,31). Gli risposero: Come sei stupido! Vuoi che ci alziamo di notte? Siamo forse dei ladri per fuggire di notte? Non usciremo finché non farà giorno, come anche il Santo - benedetto sia - ci ha ordinato: "Nessuno di voi uscirà dalla porta della sua casa fino al mattino" (Es 12,22). Il faraone disse loro: Ma allora
tutti gli egiziani saranno morti! Come è detto: "Gli egiziani fecero pressioni sul popolo, affrettandosi a cacciarli fuori dal paese, perché dicevano: Stiamo morendo tutti!" (Es 12,33).
Perciò essi dissero: Vuoi far cessare questa piaga? Allora devi dire: Ormai voi siete liberi, siete tornati in possesso dei vostri diritti, non siete più servi miei, ma servi del Signore.
Allora il faraone cominciò a gridare e a dire: In passato siete stati miei servi, ma adesso ormai siete liberi, siete tornati in possesso dei vostri diritti, ecco: siete servi del Signore! E dal momento che siete suoi servi, siete tenuti a 10darlo, come è detto: "Alleluja! Lodate, servi del Signore, lodate il Nome del Signore". E così pure sta scritto: "I figli di Israele sono servi miei; miei servi, perché li ho fatti uscire dal paese di Egitto" (Lv 25,55).

 

SU  39. Amore e ascolto

Io amo, perché il Signore ascolta
la mia voce, le mie suppliche.
Poiché ha piegato il suo orecchio verso di me, 
nei miei giorni io lo invoco
(Sal 116,1-2).

"Io amo, perché il Signore ascolta la mia voce, le mie suppliche". E quello che dice anche il testo: "Poiché vi è un popolo in Sion, abiterà in Gerusalemme. Non piangere più: alla voce del tuo grido egli avrà sicuramente pietà di te. Non appena lo udrà ti darà risposta" (Is 30,19).
Al Santo - benedetto sia - non si deve chiedere altro che di ascoltare le preghiere di Israele, perché a lui basta ascoltare per fare, come è detto: "Signore ascolta, Signore perdona, Signore senti e agisci senza tardare" (Dn 9,19). E i figli di Israele amano il Santo - benedetto sia - proprio perché egli ascolta in ogni momento la loro preghiera. Per questo David ha detto: "Io amo, perché il Signore ascolta la mia voce, le mie suppliche" .
"Io amo". L'assemblea di Israele dice: lo ti amo, perciò ascolta! lo ti amo talmente che di questo amore sono malata, come è detto: "Perché io sono malata d'amore" (Ct 2,5). lo amo lui, e amo la sua casa, come è detto: "Signore, amo la casa dove dimori, il luogo dove abita la tua gloria" (Sal 26,8).
Nessun altro può conoscere l'amore che c'è tra me e il mio creatore, come è detto: "Perché forte come la morte è l'amore, dura come gli inferi è la passione" (Ct 8,6). E aggiunge: "Neppure molte acque possono spegnere l'amore" (Ct 8,7).
Tuttavia, "se avessi visto della falsità nel mio cuore, il Signore non mi avrebbe ascoltato. Invece Dio ha ascoltato, ha sentito la voce della mia preghiera" (Sal 66,18-19).
Dice loro il Santo - benedetto sia -: Voi amate me, e io amo voi, come è detto: "Non perché siate più numerosi di tutti gli altri popoli il Signore si è affezionato a voi e vi ha scelti. Al contrario, siete il più piccolo di tutti i popoli. Ma èperché il Signore vi ama" (Dt 7,7-8). Infatti sta scritto: "Egli ti ama, ti benedice, ti moltiplica" (Dt 7,13).
"Perché il Signore ascolta". Il Santo - benedetto sia - dice a Israele: "Fammi sentire la tua voce". Come mai? "Perché la tua voce è dolce" (Ct 2,14). "O tu che abiti nei giardini, i compagni sentono la tua voce: fatti udire anche da me!" (Ct 8,13). Infatti il Santo - benedetto sia - desidera ascoltare la preghiera di Israele.
Ma il Santo - benedetto sia - dice anche: Voi volete che io ascolti la vostra voce? Prima io voglio che voi ascoltiate me, come è detto: "Se davvero ascolterete la voce del Signore vostro Dio... tutte queste benedizioni verranno sopra di te e ti raggiungeranno, perché avrai ascoltato la voce del Signore tuo Dio" (Dt 28,1-2). Se avrai ascoltato, sarai ascoltato, come è detto: "Allora invocherai e il Signore risponderà, griderai: Aiuto!, ed egli dirà: Eccomi!" (Is 58,9).

 

SU  40. Grazia per sempre

Ringraziate il Signore perché è buono 
perché la sua grazia è per sempre. 
Israele lo dica:
La sua grazia è per sempre.
La casa di Aronne lo dica:
La sua grazia è per sempre.
I timorati del Signore lo dicano:
La sua grazia è per sempre
(Sal 118,1-4).

"Ringraziate il Signore perché è buono". È la stessa cosa che dice il testo: "Tu dirai in quel giorno: Ti ringrazio, Signore, perché eri adirato con me, ma la tua ira è passata e tu mi hai consolato" (Is 12,1). I figli di Israele non hanno con che contraccambiare il Santo - benedetto sia se non il solo ringraziamento per tutti i gesti di bontà che egli opera verso di loro, come è detto: "Signore, tu sei il mio Dio: io ti esalto, ringrazio il tuo Nome, perché hai operato una meraviglia" (Is 25,1). Quando anche David vide quant'era buono il ringraziamento, disse: "Ringraziate il Signore, perché è buono" ...
Altro commento. "Ringraziate il Signore perché è buono". Una parabola: a che cosa assomiglia? A un padrone di casa che era solito prestare denaro a tutti gli abitanti della sua città. Perciò i suoi concittadini lo lodavano: Sia ricordato per il bene questo padrone di casa che nella stagione delle piogge ci presta secondo quanto abbiamo
bisogno, prendendoci solamente tre soldi di interesse durante la stagione estiva.
Ma venne un altro e disse: lo vi faccio prestito senza alcun interesse. Non è forse normale che abbiano ringraziato (più di tutti) costui, che faceva loro prestito senza interessi?
Così pure il Santo - benedetto sia - provvede gratis al nutrimento di tutte le sue creature. Non è forse normale ringraziare e lodare il Santo - benedetto sia -? Perciò si dice: "Ringraziate il Signore perché è buono".
"Perché la sua grazia è per sempre". Che cosa significa che "la sua grazia è per sempre"? Che il Santo - benedetto sia - non fa grazia a Israele per un anno o due, ma per sempre. Per esempio, una volta che Mosè ebbe dato loro la Torà - la quale è chiamata essa pure "grazia", come è detto: "Una legge di grazia è sulla sua lingua" (Pr 31,26) - essa non è mai più stata tolta a loro, perché è stata data loro per sempre. E così tutte le grazie che il Santo - benedetto sia - fa a Israele sono per sempre, come è detto: "Le grazie del Signore certo non si esauriscono, non vengono meno le sue misericordie" (Lam 3,22). Questo vuol dire: "Perché la sua grazia è per sempre".
"Israele lo dica: La sua grazia è per sempre". Nessun uomo può affermare di essere buono, a meno che altri non lo testimonino di lui. E chi lo testimonia del Santo - benedetto sia -? Israele. Perciò "Israele lo dica: La sua grazia è per
sempre".
Altro commento. "Israele lo dica". Chiesero al Santo - benedetto sia -: Chi mai potrà ringraziarti? Il Santo - benedetto sia - rispose loro: "Israele lo dica". Infatti la grazia che ho usato verso di lui non è per un giorno né per un anno, ma per sempre, come è detto: "lo sono troppo piccolo per tutte le grazie e per tutta la fedeltà che tu hai usato verso il tuo servo. Con il mio bastone avevo attraversato questo Giordano, e ora sono divenuto tale da formare due accampamenti" (Gen 32,11).
Chiesero (a Giacobbe-Israele): Quante sono le grazie che ti ha fatto? Egli rispose: Esse non hanno limite, perché "Dio è stato il mio pastore da quando esisto fino a oggi" (Gen 48,15) ... Per questo "Israele lo dica: La sua grazia è per sempre".

 

SU  41. Le porte della giustizia

Apritemi le porte della giustizia: 
entrerò per esse ringraziando il Signore. 
Questa è la porta del Signore:
per essa entrino i giusti (Sal 118,19-20).

"Apritemi le porte della giustizia". Nel mondo avvenire, all'uomo si chiederà: Qual è stata la tua occupazione? Egli risponderà: Ho dato da mangiare agli affamati. Allora gli diranno: "Questa è la porta del Signore": entra per essa tu che hai dato da mangiare agli affamati.
Ho dato da bere agli assetati. Gli diranno: "Questa è la porta del Signore": entra per essa tu che hai dato da bere agli assetati.
Ho vestito gli ignudi. Gli diranno: "Questa è la porta della giustizia": entra per essa tu che hai vestito gli ignudi.
E così pure chi ha allevato gli orfani, chi ha dato l'elemosina (ai poveri), e tutte le altre opere di carità. Disse David: Tutte queste cose io le ho fatte. Apritemele tutte! Per questo si dice: "Apritemi le porte della giustizia: entrerò per esse ringraziando il Signore" .

 

SU  42. Stupore

Una pietra han rigettato i costruttori: 
è diventata la testata d'angolo.
Dal Signore è venuto questo
ed è uno stupore ai nostri occhi
(Sal 118,22-23).

"Dal Signore è venuto questo". Qui si parla dell'assemblea di Israele. Un tempo erano asserviti dal fango e dai mattoni, e d'un tratto furono trasportati sulle nubi della gloria. Gli egiziani si stupivano di loro e dicevano: Fino a un momento fa eravate asserviti dai lavori forzati, e tutto a un tratto siete stati trasportati con ogni onore!? I figli di Israele rispondevano loro: Voi vi stupite di noi? Anche noi ci stupiamo di noi stessi, come è detto: "Non riconosco me stesso! Tu mi hai posto sui carri del mio popolo nobile" (Ct 6,12). Ma lo Spirito santo intervenne dicendo: "Dal Signore è venuto questo ed è uno stupore ai nostri occhi" .
Altro commento. "Dal Signore è venuto questo". Qui si parla di David, re di Israele. Egli pascolava il gregge di suo padre, e in un batter d'occhio venne fatto re. Tutti dicevano: Fino a un momento fa pascolava il gregge e tutto a un tratto è diventato re!? Egli rispondeva loro: Voi vi stupite di me? Anch'io mi stupisco di me stesso ancor più di voi. Ma lo Spirito santo intervenne dicendo: "Dal Signore è venuto questo ed è uno stupore ai nostri occhi" .

 

SU  43. Semplici come una colomba

Beati i semplici nella condotta,
che camminano nella Torà del Signore.
Beati quelli che custodiscono le sue testimonianze: 
lo ricercheranno con tutto il cuore
(Sal 119,1-2).

"Beati i semplici nella condotta". A questo versetto si può accostarne un altro: "Mia colomba che stai nelle fessure della roccia, nel nascondiglio di un dirupo, fammi vedere il tuo volto, fammi ascoltare la tua voce" (Ct 2,14). Rabbi Jehudà il Levita, figlio di Shallum, riferisce, in nome di Rabbi Jehudà bar Simon: Qui non sta scritto "colomba" bensì "mia colomba". Che cosa vuoI dire con "mia colomba"? Il Santo - benedetto sia - vuol dire questo: Con me essi sono semplici come una colomba, ma con i popoli del mondo essi sono astuti come serpenti. Perciò si precisa "mia colomba". Disse il Santo - benedetto sia -: lo diedi loro dei precetti positivi, e li hanno presi su di sé; dei precetti negativi, e li hanno presi su di sé. Sebbene io non abbia specificato loro quale sarebbe stata la loro ricompensa, essi non mi hanno fatto nessuna obiezione. Perciò egli li chiama "mia colomba".
Rabbi Huna bar Abin, in nome di Rabbi
Acha', dice: Tutti i miracoli e i prodigi che il Santo - benedetto sia - opera in questo mondo, vanno ascritti al merito di coloro che sono semplici nella loro condotta. Così infatti sta scritto: "Conosci forse le misure della nube" (Gb 37,16)? Che cosa significa "le misure della nube" (miflesè'av: miflas è apax)? Anche i prodigi delle piogge sono misurati come sulla bilancia. Che "misura" (miflas) non voglia dire altro che "bilancia", è infatti provato dal passo che dice: "La misura (peles) e le bilance giuste appartengono al Signore" (Pr 16,11). E che cosa viene dopo? "Conosci forse le misure della nube? I prodigi di chi è semplice nella conoscenza?" (Gb 37,16). VuoI dire, secondo Rabbi Jehudà bar Simon, (che Dio fa venire le piogge per merito) di colui che è semplice con il Santo - benedetto sia - come ha spiegato David: "lo sono stato semplice con lui" (Sal 18,24). Invece presso i popoli del mondo essi appaiono come serpenti e scorpioni. Quando David vide quanto essi erano semplici di fronte al Santo - benedetto sia -, cominciò a farne le lodi, come è detto: "Beati i semplici nella loro condotta".

 

SU  44. Cantico delle salite

Cantico delle salite.
Al Signore nella mia angoscia
ho gridato e mi ha risposto.
Libera, Signore, la mia vita
dalle labbra menzognere
dalla lingua ingannatrice
(Sal 120, 1-2).

Geremia disse: "Cantate al Signore, lodate il Signore" (Ger 20,13). Come mai, e per quale ragione? "Perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori" (Ger 20,13).
Quando il Santo - benedetto sia -libera Israele, non sono soltanto loro a ringraziarlo, ma tutti lo ringraziano. Da principio li liberò dall'Egitto, e lo lodarono tutti, come è detto: "Jetro si rallegrò per tutto il bene che il Signore aveva fatto a Israele, liberando lo dalla mano dell'Egitto. E Jetro disse: Benedetto il Signore che vi ha liberati dalla mano dell'Egitto e dalla mano del faraone, che ha liberato il popolo da sotto la mano dell'Egitto. Adesso io so che il Signore è più grande di tutti gli dèi" (Es 18,9-11).
Quando fece uscire Anania, Misael e Azaria dalla fornace di fuoco, tutti lodarono (il Signore), come è detto. "Allora Nabucodonosor cominciò a dire: Benedetto il Dio di Sedrakh, Mesakh e Avednego, che ha mandato il suo angelo a liberare i suoi servi" (Dn 3,28).
Questo per quanto riguarda il passato. Ma anche in futuro, quando usciranno dalle angosce dell' esilio, tutti lo loderanno, come è detto: "Cantico delle salite. Al Signore nella mia angoscia ha gridato e mi ha risposto". Non sta scritto qui "cantico della salita", ma "cantico delle salite", perché quando Israele sale, non sale un solo gradino, ma molti gradini, come si dice: Tu salirai "gradino per gradino" (Dt 28,43). E sta scritto: "Chi è costei che sale dal deserto?" (Ct 3,6). Chi è costei che sale gradino per gradino? Neppure quando scendono, essi scendono un solo gradino, ma: "Tu scenderai sempre più in basso" (Dt 28,43). E così pure è detto: "Egli ha scagliato dal cielo in terra la gloria di Israele" (Lam 2,1). Ma quando risalgono, essi risalgono
molte salite. Per questo si dice: "Cantico delle salite" .

 

SU  45. La città unita a se stessa

Gerusalemme è costruita come città 
che è unita insieme a se stessa
perché vi salgono le tribù,
le tribù del Signore,
a testimonianza per Israele
(Sal 122,3-4).

"Gerusalemme è costruita come città che è unita insieme a se stessa". Rabbi Jochanan dice che il Santo - benedetto sia - ha giurato: Non entrerò nella Gerusalemme di lassù, finché non sarò entrato nella Gerusalemme di quaggiù, come è detto: "Perché io sono Dio e non un uomo. Sono il Santo in mezzo a te e non verrò nella città" (Os 11,9).
Sarebbe a dire che vi è una Gerusalemme anche lassù? Sì, perché sta scritto: "Gerusalemme è costruita come città che è unita insieme a se stessa" (13).
Rabbi Jehoshua' ben Levi dice: È una città
che fa di tutti gli israeliti dei compagni, nel tempo del loro pellegrinaggio. E anche per tutto il resto dell' anno? Rabbi ZeCira afferma: Solamente quando "vi salgono le tribù, le tribù del Signore, a testimonianza per Israele" .

[13] Vuol dire che ci sono due Gerusalemme, però unite l'una all' altra. Del resto, il nome ebraico di Gerusalemme, Jerushalajim, è grammaticalmente un duale.

 

SU  46. Su una colonna sola

Egli compie da solo grandi prodigi 
perché la sua grazia è per sempre. 
Fa i cieli con intelligenza
perché la sua grazia è per sempre. 
Distende la terra sulle acque
perché la sua grazia è per sempre
(Sal 136,4-6).

È stato insegnato (nella Mishnà). Rabbi Josè dice: Guai alle creature che vedono, ma non sanno ciò che vedono; che stanno in piedi, ma senza sapere su che cosa stanno in piedi! La terra su che cosa sta? Sulle colonne, come è detto: "Scuote la terra dal suo posto, e le sue colonne tremano" (Gb 9,6). E le colonne sulle acque, come è detto: "Distende la terra sulle acque". E le acque sopra i monti, come è detto: "Sopra le montagne stanno le acque" (Sal 104,6). E i monti sopra il vento, come è detto: "Ecco, io formo i monti e creo il vento" (Am 4,13). E il vento sopra la tempesta, come è detto: "Vento di tempesta che compie la sua parola" (Sal 148,8). E la tempesta è sospesa al braccio del Santo - benedetto sia -, come è detto: "E sotto (ogni cosa) sono le sue braccia eterne" (Dt 33,27).
I sapienti invece dicono: La terra sta su dodici colonne, come è detto: "Egli ha fissato i confini dei popoli secondo il numero dei figli di Israele" (Dt 32,8). E c'è chi dice su sette colonne, come è detto: "Ha scolpito le sue sette colonne" (Pr 9,1). Ma Rabbi Elcazar ben ShammuaC dice: La terra sta su una colonna sola, e (questa colonna) è il giusto, come è detto: "Il giusto è il fondamento del mondo" (Pr 10,25).

 

SU  47. La mia destra si dimentichi

Sui fiumi di Babele
ci sedemmo e piangemmo
ricordando ci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre
perché là ci chiedevano parole di canto
i nostri deportatori, i nostri oppressori gioia: 
Cantate per noi un canto di Sion!
Come canteremo i canti del Signore
in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme,
la mia destra si dimentichi
(Sal 137,1-5).

Rabbi Dosa insegna che il Santo - benedetto sia - dice: "Se ti dimentico, Gerusalemme, la mia destra si dimentichi" di fare prodigi. Rabbi Ze'irà riferisce in nome di Rabbi Shim'on ben Laqish: Quando le iniquità di Israele fecero sì che i pagani entrassero a Gerusalemme, essi presero i più forti tra gli israeliti e legarono loro le mani dietro la schiena. Allora il Santo - benedetto sia - disse: "Nell'angoscia io sarò con lui" (Sal 91,15). Come a dire: i miei figli sono nell' angoscia, e io dovrei stare a guardare? Invece - se ciò fosse possibile - "egli ripose la sua destra dietro la schiena di fronte al nemico" (Lam 2,3). Ma alla fine egli renderà nuovamente visibili i prodigi (compiuti dalla sua destra), come disse a Daniele: "Tu va' incontro alla fine" (Dn 12,13). Gli chiese: Per essere giudicato? Gli rispose: "E riposerai" (ivi). Chiese: Riposeremo sempre? Rispose: "Poi risorgerai" (ivi). Gli chiese: Signore dei mondi, con chi? Con i giusti o con gli empi? Rispose: "Secondo la tua sorte" (ivi) cioè con i giusti come te. Gli chiese: Quando? Rispose: "Alla fine dei giorni". Chiese ancora: alla fine dei giorni (jamim) o alla fine della destra (jamin)? Rispose il Santo - benedetto sia -: Alla fine della mia destra che (ora) è legata. Poi aggiunse: lo ho posto un termine alla mia destra. Per tutto il tempo in cui i miei figli sono legati in schiavitù, anche la mia destra sarà legata insieme a loro. Ma quando libererò i miei figli, libererò anche la mia destra.
E anche David ha detto la stessa cosa: "Affinché siano liberati i tuoi amici, salva la tua destra e rispondici" (Sal 60, 7). Signore dei mondi, salva Israele a motivo dei tuoi amici Abramo, Isacco e Giacobbe. Ma siccome i loro figli non hanno mai abbastanza meriti, salvali a causa della tua destra, e rispondici. Rispose il Santo - benedetto sia -: Si, io ora li salvo, come è detto: "Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutti i popoli" (Is 52,10). E sta anche scritto: "Gli ha dato salvezza la sua destra e il suo braccio santo" (Sal 98,1).

 

SU  48. Il Signore ama i giusti

Fa giustizia agli oppressi
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri
il Signore apre gli occhi ai ciechi 
il Signore raddrizza i curvati
il Signore ama i giusti
(Sal 146,7-8).

"Il Signore ama i giusti". Infatti si dice: "lo amo coloro che mi amano" (Pr 8,17). E si dice anche: "Quelli che mi onorano, io li onorerò" (1Sam 2,30). Essi amano me e io amo loro. Ma perché egli ama in modo casi particolare i giusti? Perché la loro giustizia non è una prerogativa ereditaria come lo è il sacerdozio in una famiglia di sacerdoti o in una famiglia di leviti. I sacerdoti sono un casato, e anche i leviti costituiscono un casato, come è detto: "Casa di Aronne, benedite il Signore. Casa di Levi, benedite il Signore" (Sal 135,19-20). Di conseguenza, se un uomo volesse diventare levita o sacerdote, non lo potrebbe, perché suo padre non era né levita né sacerdote. Ma se volesse diventare giusto, potrebbe diventarlo anche se fosse un pagano, perché i giusti non discendono da un casato, ma essi lo sono in quanto da se stessi e volontariamente amano il Santo - benedetto sia -, come è detto: "Esultate o giusti, nel Signore" (Sal 33,1). Per questo si dice che "il Signore ama i giusti".

 

SU  49. Un canto nuovo

Alleluja.
Cantate al Signore un canto nuovo 
la sua lode nell' assemblea dei santi. 
Si rallegri Israele in chi l'ha fatto 
i figli di Sion esultino nel loro re
(Sal 149,1-2).

"Alleluja. Cantate al Signore un canto nuova". Isaia ha detto:

Non ricordate più le cose passate
e alle cose antiche non pensate più. 
Ecco io faccio una novità:
adesso germoglia, non ve ne accorgete? 
Metterò anche nel deserto una strada 
fiumi nella steppa.
Mi onoreranno le bestie selvatiche
i coccodrilli e gli struzzi
perché avrò dato acqua al deserto 
fiumi alla steppa
per dissetare il mio popolo eletto.
Il popolo che ho plasmato per me 
racconterà la mia lode
(ls 43,18-21).

Disse il Santo - benedetto sia -: Siccome io ho fatto per voi tutte queste novità, anche voi dovrete cantarmi un canto nuovo, come è detto: "Cantate al Signore un canto nuovo, la sua lode nell' assemblea dei santi". E chi sono i "santi" (chasidim)? Sono gli israeliti. Infatti, che cosa sta scritto nel salmo precedente?

Ha sollevato una forza per il suo popolo 
una lode per tutti i suoi santi,
per i figli di Israele, popolo a lui vicino
(Sal 148,14).

Ogni volta che gli israeliti vedono il Santo - benedetto sia -, diventano santi. 10 videro presso il mare e divennero santi. Infatti intonarono un cantico, come è detto: "Allora Mosè cantò con i figli di Israele questo cantico per il Signore" (Es 15,1).10 videro sul Sinai e divennero retti. Infatti si dice: "Diede rifugio ai retti ... custodendo le vie dei suoi santi" (Pr 2,7-8). E quale cantico gli intonarono allora? "Mi baci con i baci della sua bocca" (Ct 1,2).
Lo videro nella tenda del convegno e divennero giusti, come è detto: "Mosè e Aronne entrarono nella tenda del convegno. Quando ne uscirono benedissero il popolo e la gloria del Signore si mostrò a tutto il popolo. Un fuoco uscì da parte del Signore e consumò l'olocausto e il grasso sull' altare. Tutto il popolo vide e cadde faccia a terra" (Lv 9,23-24). Similmente sta scritto: "Esultate, o giusti, nel Signore" (Sal 33,1). E allorché lo vedranno nel mondo avvenire, diventeranno santi. Come è detto: "Cantate al Signore un canto nuovo, la sua lode nell'assemblea dei santi". Come sarà possibile questo? Perché essi lo vedranno e gioiranno, ed egli gioirà insieme a loro.