PICCOLI GRANDI LIBRI   Card. F.X.N. Van Thuan
scoprite la gioia della speranza
L'ultimo ritiro spirituale predicato da SER Card. Van Thuan

A cura di: Dermot Ryan, LC
Logos Press

Gioia dell'incontro con Gesù
L'incontro con Cristo nella vita
Chi è il Cristo che mi viene incontro?
E noi abbiamo creduto al suo amore
Un menù dolce: I difetti di Gesù
La gioia del dono dell'Eucaristia
1. La mia esperienza personale
2. La celebrazione eucaristica ci santifica
a) in persona Christi
b) sorgente della nuova evangelizzazione
c) l'eucaristia è forza di trasformazione
Gioia di essere con Cristo padri e pastori
1. Caratteristiche dell'amore
a) l'intimità
b) la dedizione

c) l'evangelizzazione
d) l'unità
2. Gesù, buon pastore
3. il sacerdote, buon pastore
Gioia del dono di Maria Gioia del dono di una Chiesa di comunione
1. I sacerdoti per la comunione
2. Le difficoltà sul cammino della comunione
3. Imparare a vivere la comunione
Gioia dell'entusiasmo apostolico
1. Riprendiamo dall'essenziale:
Dio resta e solo Lui basta
2. Leggere i segni del tempo:
La nuova evangelizzazione
Evangelizzazione della cultura
Mezzi di comunicazione sociale
Le sette
3. Dove Dio piange
 Omelia finale:
10
"A" da ricordare nella vita
Gioia del dono del momento presente

Alcune domande

Omelia del Santo Padre 
Giovanni Paolo II

 

Prefazione

Con grandissima letizia colgo l'opportunità che mi è stata offerta di scrivere la prefazione di questo libro, che contiene le meditazioni svolte nel corso dell'ultimo ritiro spirituale guidato dal mio amico e successore alla presidenza del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, il Cardinale François-Xavier Nguyen Van Thuan.

"Chiamatemi Padre Francesco". Con queste parole, piene di semplicità e d'umiltà, avviò la sua conferenza introduttiva, dandoci subito il tono di ciò che potremmo considerare la sua ultima testimonianza. Quanti di noi l'hanno conosciuto personalmente possono manifestare che la sua grandezza è stata appunto la profonda consapevolezza di non essere nulla di per se stesso - cioè, senza Gesù. Forse è per questo che Dio risplendeva davanti a noi per mezzo suo.

In seguito alla sua liberazione, dopo tredici oscuri e terribili anni trascorsi prigioniero dei comunisti in Vietnam, fu invitato da Papa Giovanni Paolo II a predicare gli esercizi spirituali al Santo Padre e alla Curia Romana, nell'anno del Grande Giubileo del 2000. Questi esercizi gli conferirono una grande popolarità, ma egli continuava ad essere lo stesso pacifico ed umile "Padre Francesco".

Proprio per far vedere al mondo che Dio l'aveva scelto soltanto per sé, gli ultimi anni del suo servizio alla Chiesa furono pieni di sofferenza, continua ma silenziosa, provocata da un tumore che lo ha condotto alla pace del Signore, il 16 settembre 2002.

Le sue meditazioni sono commoventi e profonde. Ritengo sia importante considerare che doveva predicarle dopo appena due ore scarse di sonno quotidiano. "Offro la mia modesta sofferenza per i sacerdoti", confidò durante la sua agonia.

Ahimé, ci è stato tolto troppo presto. Possa la sua testimonianza aiutare tutti i fedeli di Cristo a crescere nell'amore per la nostra Chiesa Cattolica, per la quale il Cardinal Van Thuan ha speso la sua vita nella fede e nella speranza.  

+ Roger Card. Etchegaray

 

Introduzione

Aveva un sorriso coinvolgente, pieno di pace e serenità quando mi disse:
"Se il Signore mi concederà la vita, potrei guidare tutto il ritiro?".
"Io gli avevo chiesto soltanto di dirigere la conferenza introduttiva e risposi con gratitudine: "Eminenza, questo sarebbe meraviglioso!"

Così, nel febbraio 2002, a guidare gli Esercizi Spirituali per un gruppo di 50 sacerdoti, fu il Card. François-Xavier Nguyen Van Thuan, venuto a mancare a Roma, all'età di 74 anni, lo scorso 16 settembre.

Nato il 17 aprile 1928, a Phu Cam, un paesino della provincia di Hue, in Vietnam, era il primo di 8 figli e nipote del Primo Presidente della Repubblica del Vietnam del Sud. Dopo il seminario, fu ordinato sacerdote nel giugno del 1953. Studiò Diritto Canonico a Roma e partecipò a Corsi Spirituali e Apostolici nell'Europa di quel tempo. AI suo ritorno lavorò per un certo periodo nel campo della formazione dei sacerdoti. Poi, il 24 giugno 1967, fu nominato Vescovo della Diocesi costiera di Nha Trang.

Nel 1975, una settimana prima che Saigon cadesse nelle mani delle forze comuniste, fu nominato dalla Santa Sede Arcivescovo coadiutore della Diocesi di quella città. La sua nomina venne però rifiutata dalle autorità comuniste. 1115 agosto 1975 fu convocato presso il Palazzo dell'Indipendenza, consegnato ai militari della Regione e portato in una piccola parrocchia di Cay Vong, dove fu messo sotto sorveglianza.

Iniziò così la sua lunga prigionia che durò per ben 13 anni, durante i quali conobbe nel 1976, la terribile prigione di Phu Khanh e il campo di rieducazione di Vinh Phu nel Vietnam Settentrionale. In seguito, fu posto sotto sorveglianza prima a Giang Xa, poi presso Hanoi.

Sebbene il 28 novembre 1988 fosse terminata ufficialmente la sua prigionia, non ebbe il permesso di raggiungere il suo posto di Arcivescovo Coadiutore a Ho Chi Minh (l'antica Saigon). Gli venne quindi assegnata una residenza nella casa dell'Arcivescovo di Hanoi. Durante un soggiorno a Roma, nel settembre del 1991, si rese conto che il governo vietnamita non lo avrebbe più lasciato rientrare nel suo paese.

Cominciò così a lavorare in Vaticano, e fu nominato Presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e per la Pace il 24 giugno 1998.

Nella Quaresima del 2000, commosse milioni di persone, che poterono conoscere alcuni passaggi degli Esercizi Spirituali predicati per il Santo Padre e per i membri della Curia Romana. Nelle sue meditazioni profuse le sue esperienze spirituali maturate nel carcere. Il giorno delle sue esequie nella basilica di San Pietro, il Santo Padre nell'omelia ha sottolineato: « Spera in Dio! Con quest'invito a confidare nel Signore il caro Porporato aveva iniziato le meditazioni degli Esercizi Spirituali. Le sue esortazioni mi sono rimaste impresse nella memoria per la profondità delle riflessioni, arricchite da continui ricordi personali, in gran parte relativi ai tredici anni passati in carcere. Raccontava che proprio in prigione aveva compreso che il fondamento della vita cristiana è "scegliere Dio solo", abbandonandosi totalmente nelle sue mani paterne».

Sua Eminenza scelse di vivere con noi durante il ritiro, benché abitasse poco lontano: "forse posso fare del bene" disse. Infatti, ogni sera, abbiamo avuto l'opportunità e il privilegio di conoscere la profondità del suo cuore, nei momenti di scambio e di colloquio più familiari.

Ci parlò anche della sua necessità, per motivi di salute, di seguire una dieta particolare: "Solo un po' di pesce, niente latte, un po' di riso... Ho un tumore", disse sorridendo mentre si toccava lo stomaco.

Sono convinto che Sua Eminenza abbia preparato questo ritiro sapendo che sarebbe stata la sua ultima opportunità di parlare a dei sacerdoti.

Una volta la sua segretaria mi ha chiamato: "Sua Eminenza vorrebbe parlare con Lei".
Voleva, in tutta semplicità, chiedermi un parere su una nuova idea. "Cosa pensa di questo? Le dieci A per ogni sacerdote" - una idea geniale per riassumere tutto il ritiro.

Per tutti noi partecipanti, questo ritiro è stato come un cenacolo, nel quale abbiamo potuto rinnovare profondamente la nostra fede e la nostra vocazione sacerdotale, guidati da un maestro e martire del 20° secolo.

P. Dermot Ryan, LC

Gioia dell'incontro con Gesù

Cari Amici, Fratelli carissimi nella grazia del battesimo e del sacerdozio! Innanzitutto i miei cordialissimi saluti e auguri di amore e di pace.

A quale scopo sono venuto proprio qui, in questi giorni? La risposta è semplice: sono venuto per la nostra santificazione, che è la cosa più urgente che il Signore vuole da noi sacerdoti per il nuovo millennio: "Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione" (1Ts 4,3). Come sapete la lettera da cui è tratta questa frase, indirizzata ai cristiani di Tessalonica, è il più antico scritto cristiano. L'apostolo Paolo sin dall'inizio ha voluto dire la cosa più importante e necessaria, e continua a ripetercela oggi. Come articolerò questo incontro con voi?

Vorrei meditare con voi sulle Gioie dei testimoni della speranza.

L'incontro con Cristo nella mia vita.

Il primo punto della mia prima tappa parte da un testo di Matteo: "Se vuoi essere perfetto, va, vendi i tuoi beni e seguimi" (Mt 19,21). È il messaggio di Giovanni Paolo II ai giovani di Tor Vergata: "Non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio" (18 Agosto 2000). A voi sacerdoti qui adunati voglio dire analogamente: non abbiate paura di essere i sacerdoti santi del nuovo millennio!

Vorrei iniziare questa riflessione sulla chiamata alla santità da un esame di coscienza molto personale: nella mia vita, e anche adesso da cardinale, ho avuto ed ho paura delle esigenze del Vangelo: ho paura della santità, di essere santo. Mi piacciono le mezze misure. Invece Cristo mi richiama ogni minuto ad amare Dio con tutto il mio cuore, con tutta l'anima, con tutte le mie forze, con tutto me stesso. Ogni giorno io ho vissuto momenti come quelli del giovane nel Vangelo che se ne va triste perché ha molti beni.

Nella mia vita ho molto predicato, a ogni categoria di persone, ma talvolta non ho osato chiedere la santità. Ho parlato della gioia, della speranza, dell'impegno, ma ho avuto paura di parlare della santità, come se fosse qualcosa che la gente non può comprendere o accettare come possibile. Ho sottovalutato la buona volontà della gente e la forza della grazia del Signore.

Io sono stato in prigione più di tredici anni: ho avuto momenti duri, anche molto duri. Tante volte non ho osato pensare alla santità: ho voluto essere fedele alla Chiesa, non rinnegare nulla della mia scelta. Ma non ho pensato sufficientemente ad essere santo, mentre Cristo in verità ha detto: "Siate perfetti come il Padre vostro è perfetto" (Mt 5,48).

Lo scorso anno sono stato operato per l'asportazione - almeno parziale - di un tumore. Mi hanno tolto due chili e mezzo del tumore: sono rimasti nel mio ventre quattro chili e mezzo, che non possono essere asportati. Ed io ho avuto paura di essere santo con tutto questo: questa è stata la mia sofferenza. Essa però è durata solo fino al momento in cui ho visto la volontà di Dio in quanto mi succedeva ed ho accettato di portare questo peso fino alla morte, e di conseguenza di non poter dormire che un'ora e mezza ogni notte. Accettando questo, sono ora nella pace: nella sua volontà è la mia pace! Fino a quando Dio vorrà, vorrò essere come Lui vorrà da me, per me!

Chi è il Cristo che mi viene incontro?

Nella Sacra Scrittura preghiamo spesso con il Salmi sta: "Fa' splendere il Tuo volto" (Sal 80,4) o "Cerco il Tuo volto" (Sal 27,8). E questo senza fine, fino al giorno in cui potremo vedere Cristo faccia a faccia.

Un giorno i carceri eri mi hanno domandato: "Chi è Gesù Cristo? Perché tu soffri per Lui?" Anche i giovani mi hanno spesso chiesto: "Chi è Gesù Cristo per Lei e come mai ha lasciato tutto per Lui? Lei poteva avere casa, famiglia, beni, un buon avvenire e ha lasciato tutto per seguire Gesù; Chi è dunque Gesù nella sua vita?"

È difficile dire le qualità di Dio: sono trascendenti. Egli è onnipotente, onnisciente, onnipresente... Mi sembra più facile dire i difetti di Gesù. Alcuni di voi avete forse sentito parlare dei cinque difetti di Gesù, di cui ho trattato negli esercizi spirituali alla Curia romana. Alcuni Cardinali e Vescovi dopo questa meditazione mi hanno chiesto dove fossero gli altri difetti. Oggi, se volete, vi dico anche gli altri. l cinque difetti di cui avevo parlato alla Curia erano:

Gesù non ha buona memoria, perché sulla Croce il buon ladrone gli chiede di ricordarsi di lui in Paradiso e Gesù non risponde come avrei fatto io "fa' prima venti anni di purgatorio", ma dice subito di sì: "Oggi tu sarai con me in paradiso" (Lc 23,43).
Con la Maddalena fa la stessa cosa, e ugualmente con Zaccheo, con Matteo ecc. "Oggi la salvezza entra in questa casa" (
Lc 19,9), dice a Zaccheo. Gesù perdona e non ricorda che ha perdonato. Questo è il suo primo difetto.

Il secondo difetto è che Gesù non conosce la matematica: un pastore ha cento pecore. Una si è smarrita: lascia le novantanove per andare a cercare quella smarrita e quando la incontra la porta sulle spalle per tornare all'ovile (Mt 18, 12). Se Gesù si presentasse all'esame di matematica sarebbe certamente bocciato, perché per lui uno è uguale a novantanove.

Il terzo difetto di Gesù è che non conosce la logica: una donna ha perduto una dracma. Accende la luce per cercare in tutta la casa la dracma perduta e quando l' ha trovata va a svegliare le amiche per festeggiare con loro (Lc 15, 8). Si vede che è veramente illogico il suo comportamento, perché sapendo che la dracma era comunque in casa, avrebbe potuto aspettare la mattina seguente e dormire. Invece cerca subito, senza perdere tempo, di notte. D'altra parte, svegliare le amiche non è meno illogico. Anche la causa per cui festeggiare l'aver trovato una dracma - non è poi tanto logico. Infine, per festeggiare una dracma ritrovata dovrà spendere più di dieci dracme...
Gesù fa lo stesso: in cielo il Padre, gli angeli e i santi hanno più gioia per un peccatore che si converte, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza.

Il quarto difetto è che Gesù sembra essere un avventuriero: di solito un politico alle elezioni fa propaganda e promesse: la benzina costerà meno, le pensioni saranno più alte, ci sarà lavoro per tutti, non ci sarà più inflazione... Gesù, invece, chiamando gli apostoli, dice: "Chi vuoi venire dopo di me, lasci tutto, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16,24). Seguirlo, dunque, per andare dove? Gli uccelli hanno un nido, le volpi una tana, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo... Seguire Gesù è un'avventura: fino all'estremità della terra, senza auto, senza cavallo, senza oro, senza mezzi, senza bastone, unicamente con la fede in Lui.
Non vi sembra che sia proprio un avventuriero? Eppure, da venti secoli siamo ancora in molti ad entrare nell'associazione dei suoi avventurieri, come Lui, con Lui.

Il quinto difetto di Gesù è che non conosce l'economia e la finanza, perché va a cercare quelli che lavorano alle tre e alle sei e alle nove e paga gli ultimi come i primi (Mt 20, 1ss).
Se Gesù fosse economo di una comunità o direttore di una banca, farebbe bancarotta, perché paga chi lavora meno come chi ha fatto tutto il lavoro.

A questi cinque difetti, vorrei aggiungerne ancora nove:

Il sesto è che Gesù è amico dei pubblicani e dei peccatori: come vedete, frequenta cattive compagnie!

Il settimo è che ama mangiare e bere: lo accusano di essere un mangione e un beone.

Poi, ed è l'ottavo difetto, sembra matto: i parenti stessi pensano così di Lui e davanti a Pilato gli mettono addosso una tunica bianca per dire che è matto. Il soldato romano gli dice: "Tu hai salvato gli altri, se sei Dio scendi dalla croce, salva te stesso" (Mt 27,40. 42). Quel matto che è Gesù non lo fa.

Il nono difetto è che Gesù ama i piccoli numeri, mentre la gente ama la massa, la grande folla: va alla ricerca della Maddalena, della Samaritana, dell'Adultera... La "carta magna" di Gesù -le beatitudini - appare come un fiasco: beati i poveri, gli oppressi, gli afflitti, i perseguitati, ecc. (Lc 6, 20). Gesù ama tutto questo: chi lo segue deve essere matto come lui!

Il decimo difetto è l'insuccesso continuo: la sua vita è piena di insuccessi. Cacciato dal suo paese è sconfitto, perseguitato, rifiutato, condannato a morte...

Ancora, ed è il difetto numero undici, Gesù è un professore che ha rivelato il tema dell'esame: se fosse un insegnante sarebbe licenziato subito! Il tema dell'esame e il suo svolgimento è descritto a puntino da lui: verranno gli angeli, convocheranno i buoni alla destra, i cattivi alla sinistra, e tutti saremo giudicati sull'amore (Mt 25,31ss). Sapendo questo, tutti potrebbero essere promossi!

Il dodicesimo difetto è che Gesù è un Maestro che ha troppa fiducia negli altri. Chiama gli apostoli quasi tutti illetterati, ed essi lo rinnegheranno. Nel tempo continuerà a chiamare gente come noi, peccatori. La via di Dio passa per i limiti umani: chiama Abramo, che non ha figli ed è vecchio; chiama Mosè, che non sa parlare bene; chiama dodici uomini mediocri e ignoranti, e uno di essi lo consegnerà; e per chiamare i pagani sceglie un violento e un persecutore, Saulo; e nella Chiesa continua a fare così...
Gesù è un temerario incorreggibile: perciò ha scelto me, ha scelto voi, noi tutti poveri peccatori. Gesù non si corregge proprio!

Il tredicesimo difetto è che Gesù è molto imprudente: si dice che per essere un leader bisogna prevedere. Gesù non prevede: soprattutto, non prevede la morte dei suoi discepoli.
Richiede loro di essere fedeli fino alla morte: però non sembra occuparsi di quello che viene dopo... Gesù trascende la saggezza umana: che cosa succederà, quando tutti saranno morti, a loro e a quelli che verranno dopo di loro?

Il quattordicesimo difetto è la povertà: di essa il mondo ha molta paura. Oggi si parla tanto di lotta alla povertà: Gesù esige dalla sua Chiesa e dai pastori la povertà, qualcosa di cui tutti hanno paura. Gesù ha vissuto senza casa, senza assicurazione, senza deposito, senza tomba, senza eredità, umanamente e materialmente senza sicurezza alcuna.

Questi quattordici difetti possono essere oggetto di una vera e propria via della Croce, con le sue quattordici stazioni da meditare.
Nel mondo non c'è una strada col nome di Gesù: c'è Piazza Pio XII, Piazza Cardinal tal dei tali, ma non c'è Piazza o Via Gesù di Nazaret.
La sua strada è questa via della Croce, carica dei suoi difetti, che siamo chiamati a fare nostri...

E noi abbiamo creduto al suo amore

Mi domanderete: "perché Gesù ha questi difetti?" Rispondo: "perché è Amore!" E l'amore autentico non ragiona, non pone limiti, non calcola, non ricorda il bene che ha fatto e le offese che ha ricevuto, non pone mai condizioni. Se ci sono condizioni, non c'è più amore.

Il sacerdote di questo nuovo millennio è quello che ha incontrato Gesù e in cui il popolo può incontrare Gesù.
Quando medito su questo, sento il mio cuore pieno di felicità, di gioia e di pace. Spero che alla fine della mia vita - quando sarò giudicato sull'amore Gesù mi riceva come l'ultimo lavoratore della sua
vigna, a cui dà la stessa ricompensa del primo, dicendomi come al ladrone pentito: "Oggi stesso sarai con me in paradiso" (Lc 23, 43).
Io con Zaccheo, con la Samaritana, con la Maddalena, con Agostino e tutti gli altri canterò la misericordia per tutta l'eternità, ammirando eternamente le meraviglie che Dio riserva ai suoi eletti.
Mi rallegro perciò di vedere Gesù con i suoi difetti, che sono grazie a Dio incorreggibili, e che sono il grande motivo della mia speranza.

Carissimi fratelli in Cristo! Non mi piace troppo il Cristo Re nella Sua Maestà, ma preferisco il Gesù di Pietro sulla barca, il Gesù che chiama la Maddalena con il suo nome: "Maria!" (Gv 20, 16), e che all'adultera dice "Neanch'io ti condanno" (Gv 8,10); il Cristo dei piccoli, dei semplici, dei poveri, così vicino a noi che ci dice: "Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi, ed io vi ristorerò" (Mt 11,28), e che mi dice: "Francesco, tutto ciò che è mio, è tuo!". Desidero che nessuno mi scacci, allontanandomi da Te.

Voglio poterTi vedere da vicino, bere alla Tua coppa, riposare il capo sul Tuo petto, ascoltarTi dire: "Francesco, chi vede me, vede il Padre" (Gv 14,9).

Carissimi fratelli, Gesù non ci chiama a diventare tutti dei dottori, dei profeti, o a parlare le lingue, ma ci dona la grazia di essere dei santi, anche se io sono peccatore!

Non abbiate paura! Perché dove abbonda il peccato, là sovrabbonda la grazia! Vi supplico: Non abbiate paura di essere santi, i sacerdoti santi del nuovo millennio. E per esserlo c'è bisogno di una sola cosa: l'amore!

UN MENÙ DOLCE: I DIFETTI DI GESÙ

(14 stazioni da una "Via Crucis" che mi porta alla speranza)

1. Gesù non ha buona memoria

2. Gesù non conosce la matematica

3. Gesù non conosce la logica

4. Gesù sembra essere un avventuriero

5. Gesù non conosce l'economia e la finanza 

6. Gesù è amico dei pubblicani e dei peccatori 

7. Gesù è accusato di essere un mangione e un beone

8. Gesù sembra matto

9. Gesù ama i piccoli numeri

10. Gesù è l'insuccesso continuo

11. Gesù è un professore che ha rivelato il tema dell'esame

12. Gesù ha troppa fiducia negli altri

13. Gesù è molto imprudente

14. Gesù è povero

Gesù ha questi difetti perché è Amore!