Salvatore Carzedda
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Un martire del dialogo
Oltre la paura la speranza
Renzo e Rean Mazzone editori
Italo-Latino-Americana Palma 1993RICORDO DI PADRE SALVATORE
Non è il silenzio che spaventa il credente. Egli sa che tutto è custodito nel cuore del Padre e che ogni momento d'amore, foss'anche il più nascosto o il più frainteso, ogni accoglienza del fratello, ogni ritorno fra le braccia della misericordia s'immergono e vivono nell'infinito dialogo d'amore della Trinità.
Così è della vita e della morte di P.
Salvatore Carzedda, «martire del dialogo interreligioso», missionario del Pime
ucciso a Zamboanga (Filippine) il 20 maggio
1992.
Il suo sangue, unito a quello di tanti martiri
sconosciuti di ogni tempo e di ogni luogo, si è mescolato a quello di Cristo, e
«grida» silenziosamente al Padre,fino alla fine del tempo, un'implorazione di
perdono per tanta violenza insensata e di pietà per tanta sofferenza che strazia
uomini e donne.
«Tutto è compiuto» nella vita di P. Salvatore.
Ci accostiamo ai suoi scritti, alle sue lettere spontanee e piene di entusiasmo,
di fede, di attenzioni, non per tentare disperatamente di prolungare la sua vita
stroncata dai violenti - come se la nostra
memoria amica potesse vincere quei terribili colpi di pistola -
ci accostiamo, piuttosto, per
lodare e ringraziare Dio di averci dato P. Salvatore, per essere partecipi del
suo amore e della sua voglia di bene, per credere che vale la pena di vivere
come lui è vissuto.
P. Salvatore era un amico carissimo, con il quale avevo condiviso gli studi e la
comunità in seminario, e un confratello stimato.
Le sue lettere sono per me la gioiosa conferma della sua limpidezza di
missionario e di prete; mi fanno sentire profondamente la bellezza della
missione vissuta oggi da chi sa essere se stesso, pienamente uomo e intimamente
unito a Cristo.
Con la loro freschezza daranno ai suoi amici ancora un poco del sorriso di «Battore»,
rinnovandoli nella voglia di non lasciarsi ingoiare dalla piattezza e dallo
scoraggiamento, ma di lottare con il Signore per i nostri fratelli.
A questi amici, che le hanno raccolte e le pubblicano, il mio grazie cordiale.
Roma, Pasqua di Resurrezione
1993
P. Franco Cagnasso Superiore
Generale del Pime
PRESENTAZIONE
È con grande commozione che presento la
prima raccolta di lettere di P. Salvatore Carzedda e alcune testimonianze di
amici.
La mattina del 20 maggio
P. Sebastiano D'Ambra, Pime
OLTRE LA PAURA LA SPERANZA
L'incontrarsi era una gioia,
lo stare insieme una festa
perché la presenza e il messaggio di P. Salvatore invitava tutti alla comunione
e al dialogo.
Padre Salvatore Carzedda è stato ucciso
nelle Filippine il 20 maggio 1992. È stato un uomo nel dialogo e la sua morte
viene attribuita proprio al suo impegno nel dialogo con i musulmani.
A questa ultima tappa del suo breve cammino è approdato molto giovane e dopo
avere incontrato tanti altri giovani la cui vita è stata spesso segnata, e in
positivo, dall'incontro con quest'uomo di Dio.
«Gridava» sempre, ovunque e a qualunque ora, la liberazione dall'egoismo che
come un cerchio di morte attanaglia ogni uomo impedendogli la comunione e il
dialogo con gli altri suoi simili.
Di carattere aperto e molto disponibile faceva amicizia con chiunque incontrava.
In Sardegna, dove è nato, dove è stato ordinato sacerdote e dove spesso tornava;
in Sicilia dove passò i primi anni del suo sacerdozio dedicato ai gruppi
giovanili; a Chicago dove passò due anni per lo studio della cultura islamica;
nelle Filippine dove lavorò - insieme a Padre D'Ambra - nel «Silsilah» (La
Catena) per il dialogo con i musulmani, dialogo che gli procurò un «Premio per
la pace» dall'allora presidente delle Filippine Cory Aquino, e che poi lo portò
a tale morte; tutti, non solo sentono viva la sua presenza, ma ritengono la sua
perdita un vuoto incolmabile.
Poiché siamo in possesso di tante lettere che lui inviava ad amici e soprattutto
ad un gruppo che aveva incontrato all'inizio del suo cammino sacerdotale (gruppo
che continuava a seguire anche da lontano),
In un
primo tempo la corrispondenza era intensissima; poi, com' è naturale, il
moltiplicarsi degli impegni, riduceva le lettere. Ma sempre P. Salvatore mandava
messaggi alle persone singole e al gruppo, in un dialogo mai interrotto,
invitando tutti a continuare il cammino iniziato insieme.
Anche il linguaggio usato segue questo percorso: all'inizio vi si trova quasi
puro annuncio della Parola di Dio e continuazione di una catechesi iniziata. In
seguito, man mano che si inoltrava nella realtà dei popoli con
Il gruppo che ha curato la pubblicazione
I. LE LETTERE DI PADRE SALVATORE
Watford 4/11/74
Carissima Sarina e tutti,
ho ricevuto stamane la vostra bella lettera mentre ero ancora a letto: le 7.
L'ho letta e riletta con molta emozione.
Quando si è lontani il senso dell'amicizia si fa più profondo e sensibile.
Mi sono ritrovato insieme a voi a pregare e cantare le meraviglie di Dio. Le
vostre parole mi hanno dato molto coraggio.
Non importa chi queste parole le abbia annunziate, ma importa solo la
convinzione con cui le dite e la disponibilità con cui vengono accettate...
Mi trovo a volte veramente come Abramo, solo e inconsapevole di ciò che sarà la
mia vita. Sono ancora all'inizio della mia chiamata ed anche la difficoltà
nell'apprendere l'inglese mi crea una certa impazienza e molto dubbio su me
stesso. Sono veramente a «mani vuote».
Le parole di S. Paolo ieri sera mi hanno messo molto nella realtà che sto
vivendo: siamo chiamati da Dio per essere veramente delle persone strane e
mentre possediamo una parola di salvezza viviamo una vita da «insensati» agli
occhi del mondo (I Cor. 4,9-13).
Per il momento io devo tacere, ma voi, fratelli miei, gridate forte. Leggendo le
lettere ai Tessalonicesi, mi sono rivisto ora nella persona di Paolo che
annunzia e poi «parte», ora nella persona dei fratelli, quindi nella vostra che
prova difficoltà nell'accettazione piena dello «scandalo» di Cristo che muore e
risorge...
Battore
Watford 6/11/74
h. 23,30Carissima Rosanna,
grazie per la tua bella lettera e per il rimprovero finale, anche se non del
tutto giustificato...
Sei una carissima amica e non ti dimentico così facilmente. Anche io mi sento
molto vicino a te e agli altri perché insieme abbiamo scoperto e sperimentato la
vita. Credimi, qui sento molto la vostra mancanza. (I miss you very much).
Mi sento svuotare giorno per giorno e penso con nostalgia ai momenti di grazia
vissuti insieme. Sto vivendo il mio «deserto»... È una parola questa che io e
voi ormai conosciamo molto bene... Però in mezzo a questa realtà c'è sempre la
Sua Promessa, alla quale rimane fedele. La parola di vita, G. Xisto, rimane
dentro di me e ancora non l'ho pronunziata. Questa sera ci siamo incontrati tra
noi (siamo sei padri giovani, tutti in partenza per le missioni), per la prima
volta fra l'altro si è
Aff.mo Battore
Watford 19/11/74
Carissimi,
grazie di cuore della lettera e per avermi accolto come uomo libero. In realtà
non lo sono. Proprio qui a Londra sperimento tutta la mia meschinità... e, se
sono un po' su di morale lo devo in parte anche a voi che mi siete così vicini
con l'affetto e con la preghiera, e soprattutto, ricordandomi quelle cose che io
stesso ho annunziato a voi, che so essere vere perché provenienti da «Scienza
certa», la scienza di Dio; e io non posso fare a meno di prenderle sul serio,
soprattutto ora che mi sento solo, privato di tutto il lavoro di cui ero
capace e di tutto il cammino comunitario fatto a Catania e con voi. Sento molto
la vostra mancanza... eravate voi a darmi tanta forza di gridare alto il nome di
G. Cristo perché insieme sperimentavamo che solo Lui è la verità.
La vostra perseveranza nell'amore e nella preghiera è per me motivo di gioia,
anche in mezzo a questo mondo nuovo e incomprensibile in cui mi trovo... Se non
fosse per Lui!... Per grazia sua siete ora voi che me lo ricordate, ed io credo
a quello che mi dite perché proviene da Lui che abita in voi, quindi dalla
Chiesa, da quella vera, anche se ancora in fase di crescita...
...Vi ho tutti presenti, ma se dovessi scrivere tutti i vostri nomi non ci
sarebbe spazio abbastanza. Saluti cari
Battore
Watford
3/12/74Carissimi tutti,
come al solito ho ricevuto la vostra lettera, sempre attesa, con immensa gioia.
Il ricordo di voi spezza quasi la monotonia e la pesantezza di vivere fuori dal
proprio ambiente. La vostra gioia, che traspare viva nella lettera, mi ha
contagiato e anch'io sono contento.
...Anche per voi è venuta l'ora di Dio: contemplate ogni giorno le sue
meraviglie. Certo non siamo alla «terra promessa» siamo ancora nel deserto,
guidati però dalla potenza di Dio che ha fatto risorgere Cristo dai morti, per
fare in noi nuove tutte le cose...
Grazie per la proposta di venire in Italia a Natale, ma non posso sospendere in
questo momento l'inglese.
Saremo ugualmente uniti nell' amore e nella preghiera.
Tutti vi abbraccio con sincero e commosso affetto.
Battore
Watford 21/12/74
Carissimi,
ho qui, davanti a me, le vostre lettere. Rispondo cumulativamente...
L'esperienza che state vivendo è stupenda. Il buon Dio vi sta aprendo gli occhi
con potenza e questo dà forza anche a me...
Il Signore vi ha uniti, continuate nell'azione di grazia e nella lode al suo
nome, perché solo in Lui e davanti a Lui ogni potenza si piega e la morte è
vinta.
Dico queste cose a me stesso come annuncio di speranza che il Signore mi rivolge
soprattutto in questo periodo di attesa della sua venuta. lo qui non ho nessuno
che mi ricordi questo...
Però che meraviglia! Ora siete voi che mi sostenete nella lotta, e trovo gioia e
speranza per quanto mi comunicate circa il vostro impegno nell'ascolto della Sua
Parola e nella testimonianza della Sua liberazione per i nostri fratelli...
Continuiamo in questo vicendevole dono d'amore e di comunione: io sono qui al
posto vostro e in nome vostro, ma insieme dobbiamo annunziare la «luce che è
venuta nel mondo». Il fatto che siete vivi non mi fa arrossire nel
ripetere che Gesù Cristo cammina sulle acque per voi. Ieri sera abbiamo
festeggiato il Natale a Londra insieme alle nostre Suore. Era anche il mio
compleanno ed ho presieduto io l'Eucarestia. Ho ricordato a me e a loro che nel
nostro deserto Lui è l'Emmanuele, il «Dio con noi» che ci invita ad un nuovo
cammino. È stato molto bello!...
Oggi ho ricevuto il vostro libro,dono del compleanno.
Cercherò di leggerlo quanto prima. Grazie di cuore grazie soprattutto per tutte
le vostre premure e il vostro affetto, veramente commovente. Vi porto tutti nel
cuore. Vi abbraccio.
Battore
Watford 11/1/75
Carissimi,
ho qui sul tavolo la lettera dal gruppo.
Do una risposta cumulativa perché mi sembra importante la comunione anche su
qualche problema particolare a cui tutto il gruppo è interessato. Innanzitutto
grazie di cuore a tutti indistintamente e personalmente, i nomi e i volti sono
tutti nel mio cuore e nella mia mente, per gli auguri e le espressioni di
affetto e di compartecipazione alla realtà che io sto vivendo a Londra, dura
realtà che a volte rasenta il pessimismo, anche perché la salute non va molto
bene...
Mi auguro che il convegno abbia portato i suoi frutti, ne ho già sentito gli
echi... Non so se la mia lettera sia arrivata in tempo a tutti i
Battore
Watford 19/1/75
Carissima Rosanna,
...quello che il gruppo sta vivendo è solo la realtà del deserto:
incomprensione, malintesi, paura l'uno dell'altro; non siete ancora nella terra
promessa ai nostri Padri.
Avete visto da lontano questa terra «stillante latte e miele» ma non è ancora
conquistata... ci sono ancora molti nemici da affrontare; solo con la potenza di
Javeh potranno cadere sotto i vostri piedi; e cadranno perché Gesù Cristo è il
Signore ed ha posto i suoi nemici sotto i suoi piedi, compresa la morte...
Quindi, non guardate alla vostra realtà, ma nella contemplazione di voi stessi,
guardate a Lui che cammina sulle acque e ha ricevuto dal Padre un nome nuovo per
donarlo anche a noi... Vorreste forse che tutto subito si piegasse davanti a voi
e che anche il più imbecille potesse dire: guarda come è brava Rosanna, guarda
che bel gruppo! E voi ne ricevereste la gloria, ingannando magari voi stessi,
attribuendone a voi il merito... Ma la gloria è solo per Lui... Ed è per questo
che dovete ancora sperimentare l'amarezza e l'incomprensione, sperimentare la
vostra incapacità perché non siate vittime della tentazione e la gloria di
quello che Lui farà in voi e con voi sia solo per Lui. lo ho la speranza di
questa vittoria, la più difficile a conquistare, ma che avverrà perché avete
ricevuto l'annunzio della sua parola, che ora sta lavorando con potenza nel
vostro sottobosco spirituale, Rosanna, ti prego, fai leggere questi miei
pensieri nel gruppo...
Io vi scriverò fra qualche giorno, perché voglio darvi notizie della mia salute.
Ora sono in attesa dei risultati clinici dell'H. e non so se dopo avrò la forza
di parlarvi con la stessa speranza. Ma quello che vi dico è vero.
Credimi, anch'io mi trovo ad aver contemplato e gustato la gioia della
liberazione, ma ancora lontano da essa...
Pregate per me e pregate per voi perché la comunione venga ristabilita fra voi.
Ciao ti abbraccio.
Battore
Watford 21/1/75
Carissimi,
credo che la crisi che il gruppo sta vivendo sia per tutti voi una mazzata in
testa, dopo i successi «apostolici» avuti per opera sua e non per merito vostro.
Voi siete solo capaci di vivere, nonostante le belle parole solo così... nella
«morte».
Le mazzate servono per restituire la gloria a Lui e per non alienare e cullarci
sulle posizioni acquisite.
Battore
Watford 6/2/75
Carissimi,
ho riletto, un momento fa, le lettere di alcuni di voi.
Scusatemi se questa volta non posso rispondervi individualmente, ma credo di
poterlo fare rispondendo cumulativamente, perché tutti più o meno, mi rivelate
lo stesso problema che interessa l'andamento di tutto il gruppo. In più ho un
sacco di lettere da scrivere perché, grazie a Dio, in questo deserto di Londra,
non sono solo, ma con me ci sono moltissimi amici di tutte le parti d'Italia che
mi seguono con tanto affetto.
Guardate, ce lo siamo detto tante volte: la vita di ogni comunità cristiana è
bella e, nella pazienza, è necessario attendere continuamente il passaggio di
Dio che viene a liberarci.
Se Dio è impegnato nella nostra liberazione, che non avrà mai un compimento su
questa terra in modo totale, è chiaro che noi siamo sempre soggetti ad alti e
bassi... Intravediamo come Mosè la terra promessa, ma come Lui non c'entriamo.
Le gioie però che Dio ci dona sono per darci forza nei momenti della prova e
della stanchezza perché alla luce della Sua parola possiamo andare fino in fondo
nelle nostre esperienze. Tanto Lui ci attende sulla strada... E molte volte
proprio le cattive esperienze ci fanno ritrovare la speranza in Lui dopo le
inevitabili delusioni.
Quindi coraggio a tutti! Nella pazienza e nella costanza guadagneremo noi
stessi! Se noi continuiamo nel nostro «Si», la strada sarà chiarita nella piena
libertà.
Per favore, non allarmatevi degli ostacoli che troverete nel vostro cammino, sia
che provengano dall'interno del gruppo che dall'esterno... Ci sono. e ci
saranno... forse anche più gravi...
Ma se noi siamo in Lui, tutti i nemici saranno posti sotto ai suoi piedi.
Capito?... Certo, mi rendo conto della difficoltà di intendere bene la sua
volontà e dirigerci verso la strada che Lui vuole... Ma non pensate troppo al
domani: ad ogni giorno la sua pena... Viviamo di Fede e nel gruppo verifichiamo
noi stessi.
Vi seguo con la preghiera e con tanto tanto affetto.
Grazie per la vostra vicinanza che sento quasi sensibilmente. Penso che il
discorso sia stato chiaro anche per le novità che si sono verificate nel gruppo.
Tutti vi abbraccio con affetto. A presto.
Aff.mo Battore
Watford
12/2/75Carissimi,
Voi state frequentando la Catechesi, sono veramente contento... Ma
Battore
Watford 28/2/75
Carissimi,
godo con voi per la bella esperienza di Fede che state facendo.
Ripeto, è un'esperienza bellissima, dono dell'amore del Padre, però prendetela
come «una esperienza», non come «l'esperienza» unica della vita e della
ricchezza cristiana... rischiereste di annullarne tutto il meraviglioso
contenuto che essa annunzia.
È vero, solo in Lui c'è la vittoria sulla morte.
Io la morte l'esperimento tutti i giorni, ma in Lui trovo la pace e la forza di
donarmi, perché noi doniamo, solo in quanto Cristo è presente ed opera, non in
quanto abbiamo noi qualcosa... perché noi siamo nella morte, costantemente
schiacciati, ma non vinti, dai nostri limiti.
Invito me e voi a guardare Lui... ne sono certo: solo in Lui la nostra speranza
diventa certezza e non delude.
Sto abbastanza bene. Deciso: verrò a Pasqua in Italia.
Comunque rimaniamo sempre uniti nella preghiera, nella Fede e nell'amore.
Vi auguro ogni bene ed estendo i saluti a tutti con l'augurio di pace.
Prepariamoci tutti alla Pasqua nella coscienza della povertà. A tutti un
bacione.
Aff.mo Battore
Watford 5/3/75
Carissimi,
«dopo la morte la Resurrezione!»
Le vostre lettere si sono fatte un po' aspettare per colpa, ho
saputo, del grande ordine che esiste nel nostro «bel paese», ma poi sono
arrivate insieme. Ne ho qui due davanti a me.
Mi parlate della vostra esperienza catecumenale. Credo di
conoscerla un po' a fondo e credo anche che, insieme allo Spirito di Dio, agisca
con potenza... «la morte» (presunzione, magia, gusto della parola, attenzione
esagerata nel creare l'ambiente adatto perché possa passare per vero ed
autentico quello che è solo frutto di psicologia)... Nonostante questo però
credo che l'annuncio di Cristo morto e Risorto sia veramente dono del
Padre per noi che viviamo nel deserto. Prendete questo e ... se vi riesce non date molto peso alla realtà del peccato che è
necessariamente, presente in ogni realtà di chiesa. Non esiste Chiesa di
Gesù Cristo già purificata... (campo di grano che cresce con la zizzania).
Questo vale anche per la comunità di Mompileri. Credo di essere stato chiaro...
Finalmente posso comunicarvi che l' 1 o il 2 aprile sarò da voi.
Vi comunicherò più in là il giorno preciso.
Un abbraccio.
Battore
Watford 15/3/75
Carissimi,
vi ringrazio per le vostre lettere e mi rallegro per tanta
disponibilità di Fede, che infonde anche a me tanta Speranza.
Aff.mo Battore
Watford 27/4/75
Carissima Sarina e tutti,
molto bella la tua lettera che ho letto e riletto con vero
piacere.
Vedo con gioia che il buon Dio ti dà sempre tanta luce, anche
quando pensi, ed è logico, di non averla. È l'esperienza della morte che non
uccide, ma che combatte contro la Speranza e la «promessa».
Capisco le difficoltà del gruppo... se fossi Paolo a volte avrei
usato la ...sferza, o, al limite vi avrei chiamato... «insensati Galati»... Lo
dico con forza a tutti: se condividete di vivere insieme, se avvertite che nel
gruppo, in questo gruppo si può vivere e sperimentare la liberazione, continuate
pure, ma sempre intenti alla comunione e alla richiesta della Speranza a
Colui che ve la può dare... diversamente ognuno cerchi il suo posto nella
Chiesa. Invoco dal Padre per voi che gli interessi individuali non prevalgano
sulla comunione e condivisione vicendevole.
Aff.mo Battore
Stanmore
23/5/75Carissimi,
ho qui le vostre lettere, tutte belle, simpatiche e sempre
affettuose. Per ora rispondo a Sarina, espressione del gruppo... poi devo
partire per la Scozia, per tre giorni, e al ritorno dovrò... studiare e sbrigare
un sacco di corrispondenza. E forse arriverò a tutti.
Sono contento che il Convegno sia stato un vero incontro con lo
Spirito. Almeno vi ha fatto toccare con mano che lo Spirito esiste ed opera, ma
sempre come piace a Lui e non secondo i nostri schemi, per cui, Sarina, tieniti
ben forte e ...ascolta bene: può darsi, non lo so, ma
forse la tua fine sarà quella di aiutare gli altri a
raggiungere la liberazione e tu la guarderai solo da lontano, proprio come
Mosè... È inutile che batti i piedi: «Voglio la comunità, voglio un
presbitero»... voglio, voglio
Battore
Watford 30/6/75
Carissimi,
sento l'eco delle vostre lamentele, delle vostre imprecazioni,
dei vostri insulti, delle vostre parolacce: «ma quel disgraziato perché non
scrive?» Basta, basta, ho capito... vi vedo tutti attorno al mio tavolo sempre
premurosi e pieni di tanto affetto per me. Scusatemi questo silenzio così
prolungato, ma non avevo la serenità e il tempo per scrivervi. Però vi ho
pensato, ho pregato e sempre, vi assicuro, siete nella mia vita. Non potrebbe
essere diversamente. Se ancora mi rimane la forza di sperare è perché ho visto
con voi la Sua presenza, presenza che oggi mi è più difficile vedere... e allora
tomo, come te Sarina, ai giorni del Sinai, mentre il deserto appare infinito...
«E Dio li condusse per la strada più lunga...».
Credetemi, sono contento che, nonostante i vostri e nostri
peccati, continuiamo a camminare.
Molto forte è stato per me il saluto finale di Pasquale nella
vostra ultima: «Statti bene e persevera!»
Ieri ho gridato in St. Albano: «Le porte dell'inferno non prevarranno!» Cioè la forza del male che è dentro di noi, non distruggerà
la nostra Speranza, perché Lui è più grande.
...È stata bella ieri la risposta di un chierichetto alla
domanda di un mio collega: «Cosa ne pensi della predica?» Il bambino ha risposto
tappandosi le orecchie...
Continuiamo a volerci bene e a vivere così uniti nella speranza
e nell'amore.
...Ora vi saluto e vi abbraccio tutti con grande affetto.
Battore
Watford 14/7/75
Carissimi tutti,
ho letto con vera gioia dello spirito la vostra ultima. Che devo
dirvi? State crescendo. Lo Spirito vi ha visitati e vi sta liberando. Ognuno di
voi ha un compito, non ce n'è uno più in alto né uno più in basso. Siete tutti e
siamo tutti, perché anch'io sono uno di voi, dei poveri disgraziati amati dal
Padre. E questa è la nostra gioia e la nostra forza nella realtà della nostra
«morte». La fase di ateismo in un cammino di Fede, penso sia essenziale. Deve in
noi «morire» un certo Dio, fatto con le mani dell'uomo per fare spazio al Dio
personale che si è donato a noi nello Spirito in G. Cristo. Lui sta venendo!
Carmine, Livio, Sergio,Pasquale, tutti, il Padre ci ama e ci ha
donato il Suo Spirito, non perché noi abbiamo a vantarci (... perderemmo tutto!)
«... io mi glorio solo della mia debolezza... quando sono debole è allora che
sono forte!».
Tutti state diventando comunità... solo state soffrendo le
«doglie del parto». Ma Lui nascerà e sarà l'Emmanuele in mezzo a noi, e la morte
sarà distrutta e i nemici saranno sconfitti...
Questa è opera meravigliosa delle sue mani.
Quando leggo le vostre lettere, credetemi, mi rincresce solo di
essere così lontano perché mi impedisce di capire a fondo la ricchezza
della vostra esperienza nello Spirito. E non vorrei che la morte o l'anticristo
prevalessero su di voi. Siete tutti meravigliosi. Cercate l'unità, non
Battore
Watford 14/7/75
Rosanna carissima,
attendo e leggo sempre le tue lettere con vero piacere e gioia
dello spirito. Mi fa molto piacere questa tua profonda ricerca personale, che
poi è tensione autentica per dare una risposta di fede al Signore che sta alle
porte e desidera un posto «pulito» per Lui. La tua angoscia, Rosanna, è di non
poter fare nulla per addobbare la stanza per Lui... ma non devi preoccuparti per
favore..., «please» non esaurirti, non serviranno a niente i tuoi sforzi; devi
solo accettarti come sei. Se guardi Gesù Cristo appeso al legno non è diverso
dalla realtà che ti opprime dentro... È abbattuto, schiacciato, solo... proprio
come te... ed in quella situazione si affida al Padre: «Nelle tue mani metto il
mio spirito»... E il Padre Lo risorge dalla «morte»... Esattamente quello che il
padre vuole fare e fa con te; devi solo accettarti per quella che sei col tuo
egoismo, con la tua debolezza, con i tuoi tradimenti, che sono già stati pagati
col sangue del giusto.
Credo che la tua angoscia non sia il fatto che sei «tiepida» ma
è dovuta al fatto che sperimenti la debolezza nella tua carne... e questo ti scoccia! È chiaro, non si tratta solo di debolezza sensuale o
affettiva; nel significato di S. Paolo «carne» è tutta la realtà umana di
peccato non vissuta e domata dallo «spirito». Rosanna, vivi la tua realtà e non
confrontarti con gli altri. Ognuno di noi vive una debolezza interiore ed èsolo
lo Spirito a farci camminare, quando camminiamo, nonostante la morte.
Rosanna, ho una convinzione interna, il Signore Gesù ti vuole un
gran bene ed è per questo che ti pone dentro la «guerra»; «sono venuto a portare
la guerra, non la pace...».
Sono contento per questa grande, aperta, affettuosa amicizia che
ci lega, anche questo è un dono del Padre per un vicendevole aiuto e confronto
spirituale. Sono contento che vai a Taizè e poi al campo... vorrei essere con
voi... ma...
Ti voglio bene.
Battore
Watford 19/10/75
Carissimi,
oggi è venuto ad Oxford Sebastiano e insieme decidiamo di
rispondere alla vostra bella lettera. È molto bello sentirvi sempre uniti nel
grande dono della fede che il Signore Gesù ci ha donato.
Continuiamo insieme a sperare il dono della liberazione nelle
vie che Lui ci indica.
Scoprire queste vie è molto difficile ed enigmatico. Per noi
sembrava così chiaro il dover partire in Thailandia... ma arrivano notizie che
un nostro confratello di lavoro laggiù non ha avuto il rinnovo del visto dal
governo. Ora attende tempi migliori ad Hong Kong. Riusciremo noi ad entrare in
questa terra promessa? Le previsioni umane sono negative ma il buon Dio è al di
sopra di tutto... Ora viviamo proprio come Abramo... andremo in una terra che
noi non conosciamo... non conosciamo neanche il nome di questa terra: Thailandia,
Africa, Giappone, Filippine, Hong Kong...? Ora non voglio neanche saperlo...
Quando arriveremo vi manderemo una cartolina con l'indirizzo.
Battore
Watford 30/10/75
Carissimi,
come vedete la lettera di «Sebastiano», così è chiamato qui, è
in data del 26, ma la mia è solo di quest'oggi... I superiori hanno sempre
poco tempo! Che volete? Oltre agli impegni scolastici devo ora
pensare a ... nutrire i preti di santa romana Chiesa... È molto importante
trattarli bene... così tutto va bene... e in questa condizione si può
anche parlare dei «poverini» che sono lontani dalla Chiesa. Siamo comunque
abbastanza sereni tutti e soprattutto noi della «Tailandia», in
questo momento siamo tre qui, vogliamo non fare nessun programma per il futuro
perché lo Spirito non l'abbiamo neanche noi... o se l'abbiamo rimane
molto nascosto.
Vivremo alla giornata... quando qualche «pesce», secondo il
detto di Sarina, ci ingoierà, attenderemo nel ventre il parto e poi ci
guarderemo attorno per capire in quale terra lui ci ha scaraventato...
Tutto questo è bello, ma momentaneamente avremmo desiderato più chiarezza per
il nostro futuro.
Nessuno scappa dall'amore del Padre ed è molto bello scambiarsi, nella comunione e nella povertà non nella sicurezza,
l'esperienza che Dio ci fa fare per condurci tutti alla sua casa.
Mi ha molto impressionato l'incidente di Filippo.
Qualche giorno prima che avvenisse mandando i suoi saluti, come
al solito, ha scritto: «Battore, non andare in Tailandia!»
Rileggendo queste sue poche parole dopo l'accaduto mi ha
commosso e ho pensato molto ai meravigliosi momenti passati insieme a casa sua
con tutti voi.
Che grande mistero è la vita! Eppure Lui è presente in tutto
questo scombussolamento di mondo. Penso che almeno Lui sappia dove ci
sta conducendo.
...Ora vi saluto tutti in Colui che ci dà la vita, assicurandovi
la mia preghiera e tanto tanto affetto.
Nella comune ricerca, vi abbraccio.
Aff.mo Battore
Watford 16/12/75
Carissimi Sarina e tutti, come è difficile la vita!
Un continuo incontrarsi, conoscersi, lasciarsi e sperare ancora,
mentre le forze della morte sembrano avere il sopravvento... Così è il
vostro nostro gruppo. Però noi abbiamo una certezza: sta per venire a salvarci il
nostro Salvatore, dono del Padre per tutti i poveri che sanno di essere poveri.
Le realtà che state vivendo fanno parte della vostra Fede, anzi
direi che sono l'espressione della vostra Fede, ed è un dono di Dio che si
rivela, perché solo così potrete rimanere nella povertà e dare lode a Dio per
quello che Lui fa.
È questo un tempo per rinnovarsi nel suo nome e rinnovare la
vostra comunione.
Sono contento che parteciperete al convegno.
Noi siamo stati invitati da Cannone, ma purtroppo non
possiamo fermarci. Il 3 gennaio abbiamo l'aereo da Milano.
Attendo la vostra telefonata a Bitti il giorno di Natale.
Vi auguro ogni bene e ricevete tutto il mio affetto e la piena
compartecipazione alla vostra vita.
...Vi abbraccio tutti e fatevi vivi.
Augurissimi.
Battore
Watford 5/1/76
Carissimi,
ricevo sempre con piacere vostre notizie e così mi sento
compartecipe delle vostre attività e del vostro difficile, ma bello, cammino
di Fede che le acque tentano ogni giorno di sommergere.
L'importante è che stiate uniti, che le vostre differenze non vi
annullino come gruppo e come comunità cristiana, che il vostro
peccato non prevalga. Se poi le cose vanno un po' a stento è più che
normale.
Guardate anche come va a stento la Chiesa ufficiale, sulle cui
rovine immagino che il Signore Gesù pianga, come ha fatto di fronte
allo splendore di Gerusalemme...
...Ha fatto Gesù Cristo il suo tempo? Ma Lui è quello di sempre!
Vi scrivo queste cose perché so che mi capite e per invitarvi a
confrontarci a vicenda sull'unica parola liberante che è quella di
Gesù Cristo, ancora una volta Via, Verità, Vita. Cerchiamo di convertirci e
tanti problemi, inerenti alla nostra paura e insicurezza, saranno
risolti.
Aspetto notizie da tutti, e tutti, vi ricordo con immenso
affetto e amore.
...Vi abbraccio tutti e pregate per me. Ancora nessuna notizia
dalla Thailandia, e alcune brutte notizie dalle Filippine: hanno
spedito, su due piedi, due missionari miei amici che lavoravano con i più
poveri... Ora basta.
Bacioni.
Battore
Watford 23/1/76
Carissima Sarina e tutti,
eccomi di nuovo a voi per ringraziarvi di tutto il vostro
affetto e amicizia che mi rendono sempre presente in mezzo a voi, come uno di voi, nonostante le distanze.
Grazie di cuore per l'agenda che è già arrivata e di tutti i
pensieri affettuosi di cui l'avete colmata.
Gioisco immensamente per il buon esito del convegno: sono
arrivati qui anche altri echi e tutti entusiasti...
Come vedi è sempre vero quello che ci dicevamo gli anni scorsi:
è Lui e solo Lui ad operare in mezzo alla povertà e Lui vince sempre la
battaglia in mezzo alla debolezza dei dati statistici (leggi... burocrati...
sociologi... uomini di cultura...).
Quanto più camminiamo alla luce della parola, in atteggiamento
di ascolto, tanto più sperimentiamo non solo il Suo Amore, ma soprattutto il
senso del limite dato dalla nostra costante ribellione e volontà di
prostituzione in cui tutto sembra più comodo e più bello, perché più conforme
alle esigenze dell'uomo. «Ma, beato chi avrà perseverato e creduto fino alla
fine».
La liberazione è un processo lento, ma continuo, in cui
1'esperienza del peccato è un continuo allarme per cercare continuamente in Lui
la vittoria sulla morte.
...Vi abbraccio tutti con affetto e rimango in attesa di
1eggervi. Bacioni.
Battore
Watford 26/3/76
Carissima Rosanna,
la tua è una bellissima lettera che mi fa tanto pensare e mi
dona coraggio perché nella verità di quanto esprimi ti scopro amica e sorella
nella difficile scoperta del mistero di Dio. Certo il nostro è un Dio strano, ma
tutto proteso per donarci quella serenità vera che non viene annullata né dalla
morte né dalla nostra povertà o debolezza.
Anch'io mi trovo a vivere la tua stessa situazione ed è forse
per questo che mi sento profondamente legato a te in un vincolo profondo di
amicizia.
Invito te e me a non guardare a quello che noi potremmo fare...
ma solo a quello che Lui può operare se gli diamo tempo e spazio nella nostra
vita.
Sono contento per la nuova esperienza di vita che stai compiendo
con
Battore
Watford
24/4/76Carissimi tutti,
come al solito rispondo comunitariamente a tutti voi, cercando
di tener presente il pensiero di tutti.
Vi ringrazio per le vostre parole di speranza... ne ho veramente
bisogno in questo momento di confusione e di attesa... o per usare l'espressione
di Pasquale: «nel crocicchio dell'attesa».
Anch'io non so più cosa pensare o fare... e il problema
fondamentale, quello di lasciar fare al buon Dio... non è poi così facile.
A volte sento il richiamo vostro, e di Sarina in particolare,
che forse il piano di Dio su di me o su di noi è quello di ritornare alla nostra
terra. Come non pensare a questo quando le strutture sembrano chiuse ad ogni
apertura?
Attendiamo ora una risposta dalle Filippine, dalle quali due
mesi fa sono stati espulsi due mie confratelli perché sovversivi nel disordine e
nell'ingiustizia dichiarata dal dittatore Marcos...
Vorrei che presto si chiarisse questa nostra situazione e
finisse questo mistero... Non penserò seriamente di ritornare in Sicilia finché
non mi sarà chiara l'impossibilità di andare in Asia. Solo in questo caso mi
unirò a voi, che siete parte vitale della mia vita, e allora potremo pensare ad
un Concilio dei giovani per la Sicilia e a continuare insieme un cammino di liberazione e di povertà, lasciando spazio allo
Spirito nell'abolizione di ghetti, strutture e meschinità umane... perché
solo il Suo nome venga glorificato.
...Coraggio a me e a voi e rimaniamo uniti nell'amore e nella
speranza di Cristo Risorto.
Vi abbraccio.
Battore