Raoul Follereau
IL DOMANI SIETE VOI
Giovani, siate seminatori d’Amore,
il mondo Vi attende e Vi reclama.
Il domani siete Voi.
Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau
-
Bologna ottobre 1987
Traduzione: Prof. Gianni Gualanduzzi -
Titolo originale: «Demain, c'est vous» Association Suisse Raoul Follereau
Lausanne
| Raoul Follereau, Pellegrino dell'impossibile | 1973 - 1977 |
|
1961 - Il mondo ha fame di grano e di
tenerezza |
Viva la vita! |
| 1968 - 1972 | Alcune tappe fondamentali della vita di Follereau |
|
1968 - Rifiutate di mettere la vostra vita in garage |
Un giorno di guerra per la Pace |
Alcune tappe fondamentali della vita di Raoul Follereau
1903 Raoul viene al mondo il 17 agosto a Nevers in una famiglia di industriali.
1918 Incontra Madeleine Boudou. Prima conferenza.
1920 Pubblicazione del primo Livre d'amour seguito dalle Lettres à la fiancée.
1925 Matrimonio il 22 giugno. Pubblicazione delle prime poesie. Fondazione della Jeune Académie.
1928 Alcune poesie di Raoul Follereau sono lette alla Comédie
Française da Madeleine Roch.
Fondazione dell'Union Latine. Viaggi. Conferenze.
Reportages.
1935 Anno decisivo. In Africa: incontro spirituale con il Padre Charles de Foucauld, in occasione di un servizio sulla sua vita e la sua morte, ed incontro-choc con i lebbrosi.
1937 Crea le Fondations Charles de Foucauld, per la diffusione della testimonianza d'amore fraterno del Fratello universale. Nuova serie di conferenze e di viaggi.
1939 Dichiarazione di guerra. Mobilitazione.
1940 Smobilitato, ritrova Madeleine, ma non può rientrare a Parigi, avendo scritto degli articoli che hanno irritato i nazisti. Passando di rifugio in rifugio (Saint-Etienne, l'Ardèche, Bourgen-Bresse, Vénissieux), egli non resta inattivo.
1942 Lancia l'Heure des pauvres che chiede a ciascuno di
dedicare almeno un'ora all'anno del proprio salario, guadagno o rendita per il
sollievo degli infelici.
Mette i propri talenti di oratore e di organizzatore al servizio
di quest' opera che ottiene un notevole successo.
«Con l'Heure des pauvres vogliamo creare sulla terra
un'immensa catena d'amore».
1943 Inizio della battaglia contro la lebbra. Rifugiato a Vénissieux, nei dintorni di Lione, presso le Suore di Nostra Signora degli Apostoli, Raoul Follereau viene messo al corrente del progetto per una città dei lebbrosi che le Suore desiderano costruire in piena foresta vergine, ad Adzopé, nella Costa d'Avorio. Egli offre immediatamente il proprio aiuto per la raccolta dei fondi ed inizia una serie di conferenze (saranno 1200 in dieci anni). Durante la guerra, più di cento mila persone aderirono a questo progetto; quindicimila persone in risposta all'Heure des pauvres offrirono ventimila ore di lavoro.
1944 Lettera al Presidente Franklin
Roosevelt, allora presidente
degli USA.
«Un giorno questa guerra finirà. (...) Quel giorno, che i
bilanci siano chiusi ventiquattro ore dopo che le armi si saranno fermate. (...)
Quel denaro l'avreste certamente trovato se fosse stato necessario prolungare le
ostilità di un giorno». Egli chiede che i belligeranti diano insieme, per
delle opere di pace, la cifra che costerebbe loro un giorno di quella maledetta
guerra. Nessuna risposta, ma questa idea non abbandonerà più Raoul Follereau.
1946 Il Natale del Père de Foucauld chiamato così perché
lanciato in occasione del trentesimo anniversario della morte di Frère Charles.
La guerra è finita, ma quante miserie e quanta desolazione. «Natale è un atto
d'amore universale. Grazie a voi, quel giorno un vecchio non sarà più solo, un
bambino sorriderà». Pacchi, regali, lettere affluiranno ogni anno. Nel 1950
saranno più di 80.000 i vecchi ed i bambini che avranno
ricevuto soccorso ed amicizia.
Fondazione dell'Ordre de la
Charité. Non è né un ordine
monastico, né un odine di cavalleria, ma la libera associazione di tutti coloro
che si impegnano con se stessi ad essere fraterni nei pensieri, nelle parole,
nelle azioni. Agli aderenti, egli suggerisce la dimensione universale che devono
avere le loro preoccupazioni, le loro attività. Più tardi, l'Ordre de la
Charité si trasformerà nelle Fondations Raoul Follereau.
1947 Sciopero generale dell'egoismo. Lo proclama per il Venerdì Santo, alle ore 15, «nell'ora in cui gli egoisti ed i corrotti hanno messo a morte Colui che diceva: Amatevi gli uni gli altri. Che ciascuno dedichi quest'ora della propria vita ai più diseredati». Da allora questo appuntamento d'amore è rispettato ogni anno e permette di offrire degli aiuti efficaci.
1949 Pubblicazione di Bomba atomica o Carità in milioni di
copie in 15 lingue.
Punto di partenza e manifesto della sua campagna Amarsi o scomparire.
Ora che la guerra è finita e le frontiere sono di nuovo aperte,
Raoul Follereau riparte per dei giri di conferenze, questa volta per la
costruzione della città dei lebbrosi, ad Adzopé. La sua parola fa miracoli.
Nel 1950 egli ha la gioia di recarcisi. Oggi, è l'Istituto Nazionale di
leprologia Raoul Follereau della Costa d'Avorio.
Egli intraprende anche numerosi viaggi per visitare dei
lebbrosari, raccogliere dei documenti, delle prove, delle testimonianze in
appoggio alle iniziative ufficiali che sta preparando.
1952 Decide che il problema della lebbra deve essere portato
davanti all' opinione pubblica internazionale.
Il 20 settembre invia una Richiesta all'ONU nella quale
suggerisce di stabilire una convenzione internazionale che fissi lo statuto dei
lebbrosi ed assicuri la salvaguardia della loro dignità. La risposta non
arriva.
1953 Fa il giro delle capitali europee per sensibilizzare al
problema dei lebbrosi la stampa, i poteri pubblici, le associazioni
filantropiche.
Nei paesi d'oltremare che egli ha già visitato si costituiscono
dei Comitati di aiuto ai lebbrosi.
1954 Un importante voto dell'Assemblea Nazionale Francese. Essa
vota all'unanimità, il 25 maggio, la richiesta che Raoul Follereau aveva
presentato senza successo all'ONU nel 1952.
Il voto del Parlamento francese e le disposizioni che ne
derivano servirono come base alla maggior parte delle leggi, delle ordinanze e
dei regolamenti che in seguito, nelle varie parti del mondo, dovevano portare
alla liberazione dei lebbrosi. Si tratta di una svolta capitale nella lotta
contro la lebbra.
Al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale, Raoul
Follereau lancerà tre nuove iniziative.
Lettera ai Grandi, il primo settembre, indirizzata al Generale
Eisenhower, allora Presidente degli USA, ed a Malenkov, allora Presidente del
Consiglio dei Ministri dell'URSS.
Egli chiede due bombardieri. «Ho calcolato che con il prezzo di
questi strumenti di morte si potrebbero curare tutti i lebbrosi del mondo. (...)
Un aereo di meno in ciascuno dei due campi non modificherà il rapporto delle
vostre forze».
Nessuna risposta dai due Grandi, ma questa idea originale fece
il giro del mondo e colpì gli spiriti.
1954 Fondazione della Giornata Mondiale dei Lebbrosi fissata
all'ultima domenica di gennaio. Una delle manifestazioni più spettacolari per
sensibilizzare l'opinione pubblica al doloroso problema dei lebbrosi.
A coloro che abitano vicino ad un luogo di cura, Raoul Follereau
raccomanda di andare a fare una visita d'amicizia ai malati. Che si prepari una
festa: canti, danze, regali. Dove non ci sono malati di lebbra, si organizzano
delle riunioni informative, si raccolgono fondi per le medicine.
«Ma che la preoccupazione di raccogliere dei mezzi materiali
non faccia perdere di vista l'essenziale di questa giornata che deve essere
prima di tutto una presa di coscienza lucida e dolorosa dell'atroce condizione
nella quale si dibattono milioni di maledetti che sono nostri fratelli!»
Venti paesi rispondono a questo primo appello; l'anno dopo
saranno sessanta. Oggi, centocinquanta Stati celebrano questa Giornata. Ogni
anno Raoul e Madeleine si recavano in qualche paese per festeggiare questa
Giornata in compagnia di quelli che li chiamavano «Papà Raoul e Mamma
Madeleine».
Milioni di malati sono oggi guariti o in via di guarigione, ma
ne restano ancora dei milioni da scoprire e da salvare.
La lotta medica non è terminata e la lotta sociale non deve
avere tregua.
1955 Lettera ai Signori della Guerra e della
Pace, primo
settembre. Egli torna alla carica e ricorda il suo precedente tentativo.
«Voi non troverete mai per curare i poveri, per nutrirli, per
elevarli, la millesima parte di ciò che avete sacrificato, in tanti anni, per
uccidere, per odiare, per distruggere? (...) Questa domanda vi viene dall'uomo,
da ogni uomo di ogni popolo».
1956 Congresso di Roma. 16, 17, 18 aprile.
Follereau suggerisce questo Congresso internazionale per la difesa e la riabilitazione sociale dei lebbrosi che riunirà le
personalità più competenti in leprologia per una messa a punto del problema
scientifico e sociale della lebbra.
Viene adottato l'auspicio di Raoul
Follereau: «che tutte le
legislazioni ed i regolamenti eccezionali riguardanti i lebbrosi siano aboliti». Questo fatto costituisce un enorme passo avanti. Cinquanta e un paese
sono rappresentati a questo Congresso.
1959 In occasione di un incontro al vertice:
nuova Lettera ai
due Grandi, 15 settembre, al Generale Eisenhower, allora presidente degli USA ed
a Kruscev, allora Presidente del Consiglio dei Ministri dell'URSS.
«Volete firmare insieme la grazie per 15 milioni di uomini?»
Ed egli domanda ancora una volta un bombardiere ad ognuno. «Certo, rinunciare
ciascuno ad un solo bombardiere è un disarmo davvero piccolo. Ma potete sempre
cominciare da qui».
1962 Lettera a tutti i capi di Stato del mondo. Egli torna alla carica. Ha calcolato che se nel 1962 tutte le nazioni piccole o grandi avessero dato per la cura dei lebbrosi cento franchi in ragione di ogni milione speso per la guerra, tutti i lebbrosi del mondo sarebbero stati curati. «Un milione per uccidere: cento franchi per guarire. È così facile e sembra una cifra così ridicola che non è immaginabile che un solo paese possa rifiutare». Eppure, gli rispose solo il silenzio.
1963 60 anni - 60 macchine. Per i suoi 60 anni, Raoul Follereau
ha chiesto, invece di una torta con 60 candeline, le «candele» di sessanta
macchine che permetteranno di attivare sessanta circuiti di cura della lebbra in
Africa ed in Asia. I suoi amici francesi, belgi, svizzeri, italiani, canadesi
gliene hanno offerto ben centoquattro!
«Ecco quelli che hanno vinto la battaglia contro la lebbra. È
il loro amore che costituisce la mia forza».
1964 Momento culminante della campagna Amarsi o scomparire: Un giorno di guerra per la pace (per una esposizione dettagliata vedere in appendice).
1966 Per iniziativa di Raoul
Follereau, viene fondato il 25
ottobre, a Berna, l'ELEP (Comitato europeo di coordinamento delle associazioni
europee contro la lebbra) di cui egli è nominato Presidente Onorario a vita.
Nel 1975, l'associazione diventa internazionale, sigla:
ILEP.
Scopi: coordinamento degli aiuti e integrazione dei malati di lebbra negli
ospedali generali dove, forti degli stessi diritti e sottoposti alle stesse
discipline, essi saranno dei malati come gli altri.
Ancora viaggi e conferenze.
1970 pubblicazione del Livre d'amour (stesso titolo della
pubblicazione del 1920).
«Contiene le idee che hanno ispirato, guidato, illuminato tutta
la mia vita. L'offro alla gioventù di tutti i paesi come testimonianza di
speranza ed omaggio al suo avvenire».
Dono impareggiabile! È la regola d'oro della catena d'amore.
Diffuso in più di 10 milioni di copie, in 35 lingue.
1972 Ultimo viaggio in Africa. Dopo una grave malattia, Raoul
Follereau ha avuto la gioia di andare in Africa a festeggiare la XIX Giornata
mondiale dei lebbrosi presso i suoi amici dell' Alto Volta (oggi Burkina Faso) e
del Bénin. A Ouagadougou è presente non solo il governo, ma anche il corpo
diplomatico.
La sua salute non gli permette più di visitare i suoi amici
lontani, ma egli riesce ancora a tenere numerose conferenze in Francia, Belgio,
Lussemburgo, Italia e Svizzera.
1975 Raoul e Madeleine festeggiano le loro nozze d'oro, il 22
giugno. 50 anni di battaglie incessanti, di fatiche, di pene, ma anche di grandi
gioie, 50 anni di vagabondaggi a fianco a fianco, con l'unica preoccupazione
della felicità degli altri, dei più sofferenti.
Raoul Follereau tenta un nuovo passo presso l'ONU per l'adozione di una Dichiarazione universale dei diritti dei malati
di lebbra, della quale propone il testo.
1977 Partecipazione alle riprese del film che narra le grandi
tappe della sua vita: Demain l'Aurore.
Pubblicazione del suo ultimo libro, uscito dalla tipografia
l'indomani della sua morte: Cinquante années au service des lépreux, cinquante souvenirs (1).
1977 Pur essendo sempre molto occupato, Raoul Follereau ha trovato il tempo per scrivere numerosi libri ed opuscoli (poesie, lavori teatrali, relazioni di viaggi, ecc...).
1977 6 dicembre, a Parigi, fine della vita terrena del Vagabondo della Carità.
[1] «Cinquant'anni al servizio dei lebbrosi, cinquanta ricordi». Pubblicato in Italia col titolo «Cinquant'anni con i lebbrosi», ed. EMI, Bologna, 1977.
Un giorno di guerra per la pace
Siccome i «Grandi», i Capi di Stato, non hanno risposto ai
suoi numerosi appelli (1944, 1954, 1955, 1959, 1962), Raoul Follereau decide di
rivolgersi all'Organizzazione delle Nazioni Unite, attraverso il suo segretario
generale, U Thant.
In una lettera del 1° settembre 1964, gli ricorda i propri
sforzi continuati per ben vent'anni ed esprime un auspicio:
«Che tutte le Nazioni all'ONU decidano che ogni anno, in
occasione di una Giornata mondiale della pace, esse preleveranno dai rispettivi
bilanci ciò che costa un giorno di armamento, e lo metteranno in comune per
lottare contro le carestie, le miserie e le grandi endemie che decimano
l'umanità.
Un giorno di guerra per la pace... Si penserà forse che non
sono molto esigente.
Ma questa prima riconversione di armi di morte in opere di vita
sarà un gesto clamoroso, capace di avviare la salvezza di un'umanità che, con
le mani legate e la bocca cucita, assiste, impotente, al proprio suicidio (...).
Ecco un mezzo, sicuramente modesto, ma che aprirà una piccola porta alla speranza.
Disarmatevi per poter amare.
Ecco che cosa desidero dire all'ONU per mezzo della vostra voce.
Perché sono sicuro che ci sono, in tutti i paesi che essa
riunisce, milioni di uomini che saranno felici di sapere che l'ho detto.
Che ogni Nazione decida dunque ciò che la sua coscienza le suggerirà.
Che essa risponda o che rimanga indifferente a questo estremo
appello, il mondo futuro se ne ricorderà. E nessuno potrà evitare il suo
giudizio.
Per parte mia, continuerò a sperare».
Nello stesso tempo egli informa i giovani, proponendo loro di
partecipare a questa campagna (vedere il messaggio alla gioventù del 1964: un
giorno di guerra per la pace).
«NOI, GIOVANI DAI 14 AI 20 ANNI
facciamo NOSTRO l'appello Un giorno di guerra per la pace
rivolto da Raoul Follereau all'Organizzazione delle Nazioni Unite, e ci
impegniamo a fare uso, al momento opportuno, dei nostri diritti civili e
politici per assicurare il successo».
Tre mesi appena dopo l'inizio della campagna, 94.282 giovani di 55 paesi hanno già firmato la petizione.
Nell'autunno 1969, sono già tre milioni di giovani di 125
paesi.
Così, un progetto di risoluzione: un giorno di guerra per la
pace è stato presentato all' Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed adottato
con 92 voti a favore e sette astenuti, il 5 dicembre 1969.
Astenuti... nessuno ha osato votare contro!
L'Assemblea Generale suggeriva agli Stati membri di esaminare questa risoluzione nei loro rispettivi paesi.
L'Associazione Italiana «Amici di Raoul Follereau»
L'Associazione Italiana «Amici dei Lebbrosi» è nata a Bologna
nel 1961, ispirandosi all'opera di Raoul Follereau del quale ha preso, in
seguito, anche il nome.
Nel 1978 ha ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte del
Governo e della C.E.E. ad operare quale Organismo di volontariato non
governativo per i Paesi in via di sviluppo. Dal luglio 1979 è riconosciuta
giuridicamente dallo Stato Italiano.
L'Associazione è membro della Federazione Organismi Cristiani di
Servizio Internazionale di Volontariato (FOCSIV) e membro costituente della
Federazione Internazionale delle Associazioni che lottano contro la lebbra (ILEP)
che ha sede a Londra, a cui fanno parte 25 Associazioni di 18 Paesi. L'Associazione collabora con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con
l'UNICEF, con la FAO e con l'ILA.
L'Associazione Italiana «Amici di Raoul
Follereau» ha lo scopo
di portare aiuto materiale e morale ai malati di lebbra di tutto il mondo (circa
15-20 milioni di uomini che vengono ancora oggi emarginati a causa della loro
malattia), attraverso attività ispirate ai principi fondamentali della
solidarietà e dell'umana fratellanza; di promuovere, secondo l'ispirazione di
R. Follereau, opere per la lotta contro il morbo di Hansen e le altre cause di
emarginazione, di coordinare le attività di coloro che prestano la propria
opera a favore degli Hanseniani.