PICCOLI GRANDI LIBRI  Raoul Follereau
IL DOMANI SIETE VOI
Giovani, siate seminatori d’Amore,
il mondo Vi attende e Vi reclama.
Il domani siete Voi.

Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau - Bologna ottobre 1987
Traduzione: Prof. Gianni Gualanduzzi - Titolo originale: «Demain, c'est vous» Association Suisse Raoul Follereau Lausanne

Raoul Follereau, Pellegrino dell'impossibile 1973 - 1977 

1961 - Il mondo ha fame di grano e di tenerezza
1962 - Amarsi o scomparire
1964 - Un giorno di guerra per la Pace
1965 - Nessuno ha il diritto di essere felice da solo
1966 - Ogni amore seminato presto o tardi fiorirà
1967 - Disarmate per poter amare

Viva la vita! 
L'ultimo messaggio ai giovani amici italiani 
Preludio
1977
Nomino mio erede universale 
La mia ricompensa siete voi 

1968 - 1972 Alcune tappe fondamentali della vita di Follereau

1968 - Rifiutate di mettere la vostra vita in garage 
1969 - Fame degli uomini, fame del mondo 
1970 - Gettate dei ponti fra gli uomini
1971 - Riconquistare il tempo di amare
1972 - Costruite! 

Un giorno di guerra per la Pace 
Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau 

 

Alcune tappe fondamentali della vita di Raoul Follereau

 

1903 Raoul viene al mondo il 17 agosto a Nevers in una famiglia di industriali.

1918 Incontra Madeleine Boudou. Prima conferenza.

1920 Pubblicazione del primo Livre d'amour seguito dalle Lettres à la fiancée.

1925 Matrimonio il 22 giugno. Pubblicazione delle prime poesie. Fondazione della Jeune Académie.

1928 Alcune poesie di Raoul Follereau sono lette alla Comédie Française da Madeleine Roch.
Fondazione dell'Union Latine. Viaggi. Conferenze. Reportages.

1935 Anno decisivo. In Africa: incontro spirituale con il Padre Charles de Foucauld, in occasione di un servizio sulla sua vita e la sua morte, ed incontro-choc con i lebbrosi.

1937 Crea le Fondations Charles de Foucauld, per la diffusione della testimonianza d'amore fraterno del Fratello universale. Nuova serie di conferenze e di viaggi.

1939 Dichiarazione di guerra. Mobilitazione.

1940 Smobilitato, ritrova Madeleine, ma non può rientrare a Parigi, avendo scritto degli articoli che hanno irritato i nazisti. Passando di rifugio in rifugio (Saint-Etienne, l'Ardèche, Bourgen-Bresse, Vénissieux), egli non resta inattivo.

1942 Lancia l'Heure des pauvres che chiede a ciascuno di dedicare almeno un'ora all'anno del proprio salario, guadagno o rendita per il sollievo degli infelici.
Mette i propri talenti di oratore e di organizzatore al servizio di quest' opera che ottiene un notevole successo.
«Con l'Heure des pauvres vogliamo creare sulla terra un'immensa catena d'amore».

1943 Inizio della battaglia contro la lebbra. Rifugiato a Vénissieux, nei dintorni di Lione, presso le Suore di Nostra Signora degli Apostoli, Raoul Follereau viene messo al corrente del progetto per una città dei lebbrosi che le Suore desiderano costruire in piena foresta vergine, ad Adzopé, nella Costa d'Avorio. Egli offre immediatamente il proprio aiuto per la raccolta dei fondi ed inizia una serie di conferenze (saranno 1200 in dieci anni). Durante la guerra, più di cento mila persone aderirono a questo progetto; quindicimila persone in risposta all'Heure des pauvres offrirono ventimila ore di lavoro.

1944 Lettera al Presidente Franklin Roosevelt, allora presidente degli USA.
«Un giorno questa guerra finirà. (...) Quel giorno, che i bilanci siano chiusi ventiquattro ore dopo che le armi si saranno fermate. (...) Quel denaro l'avreste certamente trovato se fosse stato necessario prolungare le ostilità di un giorno». Egli chiede che i belligeranti diano insieme, per delle opere di pace, la cifra che costerebbe loro un giorno di quella maledetta guerra. Nessuna risposta, ma questa idea non abbandonerà più Raoul Follereau.

1946 Il Natale del Père de Foucauld chiamato così perché lanciato in occasione del trentesimo anniversario della morte di Frère Charles. La guerra è finita, ma quante miserie e quanta desolazione. «Natale è un atto d'amore universale. Grazie a voi, quel giorno un vecchio non sarà più solo, un bambino sorriderà». Pacchi, regali, lettere affluiranno ogni anno. Nel 1950 saranno più di 80.000 i vecchi ed i bambini che avranno ricevuto soccorso ed amicizia.
Fondazione dell'Ordre de la Charité. Non è né un ordine monastico, né un odine di cavalleria, ma la libera associazione di tutti coloro che si impegnano con se stessi ad essere fraterni nei pensieri, nelle parole, nelle azioni. Agli aderenti, egli suggerisce la dimensione universale che devono avere le loro preoccupazioni, le loro attività. Più tardi, l'Ordre de la Charité si trasformerà nelle Fondations Raoul Follereau.

1947 Sciopero generale dell'egoismo. Lo proclama per il Venerdì Santo, alle ore 15, «nell'ora in cui gli egoisti ed i corrotti hanno messo a morte Colui che diceva: Amatevi gli uni gli altri. Che ciascuno dedichi quest'ora della propria vita ai più diseredati». Da allora questo appuntamento d'amore è rispettato ogni anno e permette di offrire degli aiuti efficaci.

1949 Pubblicazione di Bomba atomica o Carità in milioni di copie in 15 lingue.
Punto di partenza e manifesto della sua campagna Amarsi o scomparire.
Ora che la guerra è finita e le frontiere sono di nuovo aperte, Raoul Follereau riparte per dei giri di conferenze, questa volta per la costruzione della città dei lebbrosi, ad Adzopé. La sua parola fa miracoli. Nel 1950 egli ha la gioia di recarcisi. Oggi, è l'Istituto Nazionale di leprologia Raoul Follereau della Costa d'Avorio.
Egli intraprende anche numerosi viaggi per visitare dei lebbrosari, raccogliere dei documenti, delle prove, delle testimonianze in appoggio alle iniziative ufficiali che sta preparando.

1952 Decide che il problema della lebbra deve essere portato davanti all' opinione pubblica internazionale.
Il 20 settembre invia una Richiesta all'ONU nella quale suggerisce di stabilire una convenzione internazionale che fissi lo statuto dei lebbrosi ed assicuri la salvaguardia della loro dignità. La risposta non arriva.

1953 Fa il giro delle capitali europee per sensibilizzare al problema dei lebbrosi la stampa, i poteri pubblici, le associazioni filantropiche.
Nei paesi d'oltremare che egli ha già visitato si costituiscono dei Comitati di aiuto ai lebbrosi.

1954 Un importante voto dell'Assemblea Nazionale Francese. Essa vota all'unanimità, il 25 maggio, la richiesta che Raoul Follereau aveva presentato senza successo all'ONU nel 1952.
Il voto del Parlamento francese e le disposizioni che ne derivano servirono come base alla maggior parte delle leggi, delle ordinanze e dei regolamenti che in seguito, nelle varie parti del mondo, dovevano portare alla liberazione dei lebbrosi. Si tratta di una svolta capitale nella lotta contro la lebbra.
Al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale, Raoul Follereau lancerà tre nuove iniziative.
Lettera ai Grandi, il primo settembre, indirizzata al Generale Eisenhower, allora Presidente degli USA, ed a Malenkov, allora Presidente del Consiglio dei Ministri dell'URSS.
Egli chiede due bombardieri. «Ho calcolato che con il prezzo di questi strumenti di morte si potrebbero curare tutti i lebbrosi del mondo. (...) Un aereo di meno in ciascuno dei due campi non modificherà il rapporto delle vostre forze».
Nessuna risposta dai due Grandi, ma questa idea originale fece il giro del mondo e colpì gli spiriti.

1954 Fondazione della Giornata Mondiale dei Lebbrosi fissata all'ultima domenica di gennaio. Una delle manifestazioni più spettacolari per sensibilizzare l'opinione pubblica al doloroso problema dei lebbrosi.
A coloro che abitano vicino ad un luogo di cura, Raoul Follereau raccomanda di andare a fare una visita d'amicizia ai malati. Che si prepari una festa: canti, danze, regali. Dove non ci sono malati di lebbra, si organizzano delle riunioni informative, si raccolgono fondi per le medicine.
«Ma che la preoccupazione di raccogliere dei mezzi materiali non faccia perdere di vista l'essenziale di questa giornata che deve essere prima di tutto una presa di coscienza lucida e dolorosa dell'atroce condizione nella quale si dibattono milioni di maledetti che sono nostri fratelli!»
Venti paesi rispondono a questo primo appello; l'anno dopo saranno sessanta. Oggi, centocinquanta Stati celebrano questa Giornata. Ogni anno Raoul e Madeleine si recavano in qualche paese per festeggiare questa Giornata in compagnia di quelli che li chiamavano «Papà Raoul e Mamma Madeleine».
Milioni di malati sono oggi guariti o in via di guarigione, ma ne restano ancora dei milioni da scoprire e da salvare.
La lotta medica non è terminata e la lotta sociale non deve avere tregua.

1955 Lettera ai Signori della Guerra e della Pace, primo settembre. Egli torna alla carica e ricorda il suo precedente tentativo.
«Voi non troverete mai per curare i poveri, per nutrirli, per elevarli, la millesima parte di ciò che avete sacrificato, in tanti anni, per uccidere, per odiare, per distruggere? (...) Questa domanda vi viene dall'uomo, da ogni uomo di ogni popolo».

1956 Congresso di Roma. 16, 17, 18 aprile.
Follereau suggerisce questo Congresso internazionale per la difesa e la riabilitazione sociale dei lebbrosi che riunirà le personalità più competenti in leprologia per una messa a punto del problema scientifico e sociale della lebbra.
Viene adottato l'auspicio di Raoul Follereau: «che tutte le legislazioni ed i regolamenti eccezionali riguardanti i lebbrosi siano aboliti». Questo fatto costituisce un enorme passo avanti. Cinquanta e un paese sono rappresentati a questo Congresso.

1959 In occasione di un incontro al vertice: nuova Lettera ai due Grandi, 15 settembre, al Generale Eisenhower, allora presidente degli USA ed a Kruscev, allora Presidente del Consiglio dei Ministri dell'URSS.
«Volete firmare insieme la grazie per 15 milioni di uomini?» Ed egli domanda ancora una volta un bombardiere ad ognuno. «Certo, rinunciare ciascuno ad un solo bombardiere è un disarmo davvero piccolo. Ma potete sempre cominciare da qui».

1962 Lettera a tutti i capi di Stato del mondo. Egli torna alla carica. Ha calcolato che se nel 1962 tutte le nazioni piccole o grandi avessero dato per la cura dei lebbrosi cento franchi in ragione di ogni milione speso per la guerra, tutti i lebbrosi del mondo sarebbero stati curati. «Un milione per uccidere: cento franchi per guarire. È così facile e sembra una cifra così ridicola che non è immaginabile che un solo paese possa rifiutare». Eppure, gli rispose solo il silenzio.

1963 60 anni - 60 macchine. Per i suoi 60 anni, Raoul Follereau ha chiesto, invece di una torta con 60 candeline, le «candele» di sessanta macchine che permetteranno di attivare sessanta circuiti di cura della lebbra in Africa ed in Asia. I suoi amici francesi, belgi, svizzeri, italiani, canadesi gliene hanno offerto ben centoquattro!
«Ecco quelli che hanno vinto la battaglia contro la lebbra. È il loro amore che costituisce la mia forza».

1964 Momento culminante della campagna Amarsi o scomparire: Un giorno di guerra per la pace (per una esposizione dettagliata vedere in appendice).

1966 Per iniziativa di Raoul Follereau, viene fondato il 25 ottobre, a Berna, l'ELEP (Comitato europeo di coordinamento delle associazioni europee contro la lebbra) di cui egli è nominato Presidente Onorario a vita.
Nel 1975, l'associazione diventa internazionale, sigla: ILEP. Scopi: coordinamento degli aiuti e integrazione dei malati di lebbra negli ospedali generali dove, forti degli stessi diritti e sottoposti alle stesse discipline, essi saranno dei malati come gli altri.
Ancora viaggi e conferenze.

1970 pubblicazione del Livre d'amour (stesso titolo della pubblicazione del 1920).
«Contiene le idee che hanno ispirato, guidato, illuminato tutta la mia vita. L'offro alla gioventù di tutti i paesi come testimonianza di speranza ed omaggio al suo avvenire».
Dono impareggiabile! È la regola d'oro della catena d'amore. Diffuso in più di 10 milioni di copie, in 35 lingue.

1972 Ultimo viaggio in Africa. Dopo una grave malattia, Raoul Follereau ha avuto la gioia di andare in Africa a festeggiare la XIX Giornata mondiale dei lebbrosi presso i suoi amici dell' Alto Volta (oggi Burkina Faso) e del Bénin. A Ouagadougou è presente non solo il governo, ma anche il corpo diplomatico.
La sua salute non gli permette più di visitare i suoi amici lontani, ma egli riesce ancora a tenere numerose conferenze in Francia, Belgio, Lussemburgo, Italia e Svizzera.

1975 Raoul e Madeleine festeggiano le loro nozze d'oro, il 22 giugno. 50 anni di battaglie incessanti, di fatiche, di pene, ma anche di grandi gioie, 50 anni di vagabondaggi a fianco a fianco, con l'unica preoccupazione della felicità degli altri, dei più sofferenti.
Raoul Follereau tenta un nuovo passo presso l'ONU per l'adozione di una Dichiarazione universale dei diritti dei malati di lebbra, della quale propone il testo.

1977 Partecipazione alle riprese del film che narra le grandi tappe della sua vita: Demain l'Aurore.
Pubblicazione del suo ultimo libro, uscito dalla tipografia l'indomani della sua morte: Cinquante années au service des lépreux, cinquante souvenirs (1).

1977 Pur essendo sempre molto occupato, Raoul Follereau ha trovato il tempo per scrivere numerosi libri ed opuscoli (poesie, lavori teatrali, relazioni di viaggi, ecc...).

1977 6 dicembre, a Parigi, fine della vita terrena del Vagabondo della Carità.

 

[1] «Cinquant'anni al servizio dei lebbrosi, cinquanta ricordi». Pubblicato in Italia col titolo «Cinquant'anni con i lebbrosi», ed. EMI, Bologna, 1977.

 

Un giorno di guerra per la pace

 

Siccome i «Grandi», i Capi di Stato, non hanno risposto ai suoi numerosi appelli (1944, 1954, 1955, 1959, 1962), Raoul Follereau decide di rivolgersi all'Organizzazione delle Nazioni Unite, attraverso il suo segretario generale, U Thant.
In una lettera del 1° settembre 1964, gli ricorda i propri sforzi continuati per ben vent'anni ed esprime un auspicio:
«Che tutte le Nazioni all'ONU decidano che ogni anno, in occasione di una Giornata mondiale della pace, esse preleveranno dai rispettivi bilanci ciò che costa un giorno di armamento, e lo metteranno in comune per lottare contro le carestie, le miserie e le grandi endemie che decimano l'umanità.
Un giorno di guerra per la pace... Si penserà forse che non sono molto esigente.
Ma questa prima riconversione di armi di morte in opere di vita sarà un gesto clamoroso, capace di avviare la salvezza di un'umanità che, con le mani legate e la bocca cucita, assiste, impotente, al proprio suicidio (...).
Ecco un mezzo, sicuramente modesto, ma che aprirà una piccola porta alla speranza.
Disarmatevi per poter amare.
Ecco che cosa desidero dire all'ONU per mezzo della vostra voce.
Perché sono sicuro che ci sono, in tutti i paesi che essa riunisce, milioni di uomini che saranno felici di sapere che l'ho detto.
Che ogni Nazione decida dunque ciò che la sua coscienza le suggerirà.
Che essa risponda o che rimanga indifferente a questo estremo appello, il mondo futuro se ne ricorderà. E nessuno potrà evitare il suo giudizio.
Per parte mia, continuerò a sperare».
Nello stesso tempo egli informa i giovani, proponendo loro di partecipare a questa campagna (vedere il messaggio alla gioventù del 1964: un giorno di guerra per la pace).

«NOI, GIOVANI DAI 14 AI 20 ANNI

facciamo NOSTRO l'appello Un giorno di guerra per la pace rivolto da Raoul Follereau all'Organizzazione delle Nazioni Unite, e ci impegniamo a fare uso, al momento opportuno, dei nostri diritti civili e politici per assicurare il successo».
Tre mesi appena dopo l'inizio della campagna, 94.282 giovani
di 55 paesi hanno già firmato la petizione.
Nell'autunno 1969, sono già tre milioni di giovani di 125 paesi.
Così, un progetto di risoluzione: un giorno di guerra per la pace è stato presentato all' Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed adottato con 92 voti a favore e sette astenuti, il 5 dicembre 1969.
Astenuti... nessuno ha osato votare contro!
L'Assemblea Generale suggeriva agli Stati membri di esaminare questa risoluzione nei loro rispettivi paesi.

 

L'Associazione Italiana «Amici di Raoul Follereau»

L'Associazione Italiana «Amici dei Lebbrosi» è nata a Bologna nel 1961, ispirandosi all'opera di Raoul Follereau del quale ha preso, in seguito, anche il nome.
Nel 1978 ha ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte del Governo e della C.E.E. ad operare quale Organismo di volontariato non governativo per i Paesi in via di sviluppo. Dal luglio 1979 è riconosciuta giuridicamente dallo Stato Italiano.
L'Associazione è membro della Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale di Volontariato (FOCSIV) e membro costituente della Federazione Internazionale delle Associazioni che lottano contro la lebbra (ILEP) che ha sede a Londra, a cui fanno parte 25 Associazioni di 18 Paesi. L'Associazione collabora con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con l'UNICEF, con la FAO e con l'ILA.
L'Associazione Italiana «Amici di Raoul Follereau» ha lo scopo di portare aiuto materiale e morale ai malati di lebbra di tutto il mondo (circa 15-20 milioni di uomini che vengono ancora oggi emarginati a causa della loro malattia), attraverso attività ispirate ai principi fondamentali della solidarietà e dell'umana fratellanza; di promuovere, secondo l'ispirazione di R. Follereau, opere per la lotta contro il morbo di Hansen e le altre cause di emarginazione, di coordinare le attività di coloro che prestano la propria opera a favore degli Hanseniani.