Prefazione di Guido Dotti
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I.
Una lotta gioiosa Stare in piedi, innanzitutto, poi la letteratura! |
II.
Unicità dell'uomo Tutti dei "casi sociali"? |
III.
La sofferenza Il tragico come sorgente Una gratuità insignificante (o il gioioso profitto prima di tutto) |
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IV. Il corpo Cosa insegna il corpo |
V. Ciò che deforma | VI. Il mio simile che mi vuole diverso |
| VII. Il mestiere di uomo |
II. Unicità dell'uomo
Sono un anormale. È stato detto, a sufficienza. L'ho
percepito. I movimenti degli occhi che esaminano ogni particella del mio essere
me lo insegnano: uno sguardo fissa il mio, poi scende e si posa là dove si trova
la prova che sta cercando: "è handicappato". Percorso degli occhi, ricerca
insistente del tallone d'Achille, della debolezza... Quello che la maggior parte
della gente percepisce è la stranezza dei gesti, la lentezza delle parole,
l'incedere che disturba. Quello che si nasconde dietro, lo ignorano. Spasmi,
rictus, perdite di equilibrio, si trincerano dietro un giudizio netto e
tranciante: ecco un minorato. Difficile cambiare questa prima impressione,
doloroso vedervisi ridotto senza potersi spiegare. Il dialogo è impossibile
perché ciò che viene da un minorato è minorato. Così il cerchio si chiude, il
contatto diventa impossibile.
Un nome basta a qualificare la tara: "atetosi". Questo
termine greco me lo porterò dietro per tutta la vita? Questo appellativo di
infermità controllata resta per me privo di effetti perché è di gran lunga
troppo ampio e poco comprensibile. Per altri, una diagnosi troppo sollecita
costituisce la perdita della libertà. Quella parola rappresenta una
Tutti dei "casi sociali"?
L'espressione è spaventosa. Casi sociali ne ho frequentati a lungo. Appena ne intravedo un esemplare, resto sulle mie. Ebbene, una volta conosciuto il caso, la paura scompare. Del resto, non posso che trovare in noi delle rassomiglianze. Dunque, come non pormi la domanda: "Diavolo! Non sarò forse anch'io un caso?". E quel vicino con quei modi così buffi, quel professore che recita versi ad alta voce? Ecco dei casi allegri... E quello scrittore, quell'artista? La lista è lunga... Chi si salverà?
Ogni essere umano è, a modo suo, un caso, una deliziosa eccezione. E uno sguardo affascinato, poi critico, trasforma spesso l'individuo anormale in maestro di umanità.