Prefazione di Guido Dotti
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I.
Una lotta gioiosa Stare in piedi, innanzitutto, poi la letteratura! |
II.
Unicità dell'uomo Tutti dei "casi sociali"? |
III.
La sofferenza Il tragico come sorgente Una gratuità insignificante (o il gioioso profitto prima di tutto) |
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IV. Il corpo Cosa insegna il corpo |
V. Ciò che deforma | VI. Il mio simile che mi vuole diverso |
| VII. Il mestiere di uomo |
V. Ciò che deforma
In piedi dietro a un bancone, accolgo il flusso di turisti
che transita quotidianamente dal colle del Gran San Bernardo. Quel giorno, un
gruppo giunto dall'Ucraina visita l'Ospizio e il suo museo. Una danzatrice dai
capelli rossi e ricci mi offre un fischietto di porcellana che le mie dita
maneggiano con estrema cura. La porcellana fa una piroetta e mi finisce in bocca.
Pieno di gioia, fischio a più non posso. A sera, nel silenzio, la paura mi
assale. Sento, alloggiata sotto la lingua, un'afta. E mi ricordo
dell'avvertimento. Da piccolo, avevo appreso di un flagello che si propaga
attraverso il sangue: l'AIDS. I frammenti di discorso che le mie giovani
orecchie avevano raccolto senza capire mi fanno temere il peggio. Coltivo
l'angoscia per un anno, senza dir nulla. I giorni passano, i tormenti restano.
Appare un sintomo benigno, e io lo attribuisco al male che potrebbe essere
all'opera in me.
Alla fine, una pubblicità giunge banalmente ad alleviare la
paura. Compongo un numero di telefono. Risponde una voce disincantata. Espongo
il problema: "Ho succhiato il fischietto di un altro e sono in ansia per la mia
salute". Che dire della perplessità della voce davanti al significato del
"La filosofia è figlia dello stupore", afferma Platone nel
Theeteto. Questa filiazione ho dovuto, con mio grande stupore, verificarla a profusione...
Uscito dal collegio, ho incontrato l'inconcepibile estraneità
proprio là dove attendevo, a buon diritto, solo la norma. Credevo di essere
formato. Indubbiamente ero solo un deformato in mezzo a tanti altri.
Innanzitutto, il rapporto con 1'altro era cambiato. Per adattarmici, mi sono
immerso nello studio dei codici sociali: osservavo attentamente e indovinavo a
poco a poco le regole che sembravano governare il comportamento dei miei nuovi
compagni. A volte, l'ingenuità perdurava e allora chiedevo consiglio a un amico.
Così, di fronte alla perplessità che mi assalì quando un compagno