IL NOSTRO PROGETTO DI VITA

PICCOLI GRANDI LIBRI   P. Sergio Ticozzi   SPAZIO CINA

IL PIME e
La PERLA
   Dell’ORIENTE

Caritas Printing Training Centre
Hong Kong, 2008

PRESENTAZIONE
I II III IV V VI VII VIII IX X
                 

Le diverse realtà della vita attuale del PIME in Hong Kong (1997-2008)

Appendice

Cronologia della Presenza del PIME in Hong Kong (1858-2008) Superiori Regionali del PIME in Hong Kong Elenco di tutti i membri del PIME di Hong Kong Membri defunti del PIME di Hong Kong Glossario 
dei Nomi cinesi

 X  

LE DIVERSE REALTÀ DELLA VITA ATTUALE
DEL PIME IN HONG KONG

(1997-2007)  

Dopo il ritorno di Hong Kong alla Cina (1° luglio 1997), la comunità locale del PIME si è trovata più esplicitamente coinvolta in realtà diversificate e la sua vita ha dovuto assumere molteplici dimensioni quali il coinvolgimento nella società della nuova Regione amministrativa speciale (RAS) della Cina; la continua condivisione negli impegni pastorali della Chiesa locale; l’interesse per la “Grande Cina”, cioè per tutto il mondo cinese, e il legame con l’intero Istituto nel suo processo verso l’internazionalizzazione. Inoltre, ha dovuto riflettere sulle prospettive concrete per il suo futuro.

Vediamo più dettagliatamente queste realtà e dimensioni della vita della comunità locale del PIME.  

Il coinvolgimento del PIME nella società di Hong Kong (1997-2007)  

Il periodo iniziale dopo il ritorno di Hong Kong alla sovranità cinese si è svolto senza gravi traumi. Pechino ha conservato apparentemente un atteggiamento di non interferenza, mentre il governo di Hong Kong ha evitato di fare cose che non piacevano alle autorità cinesi. Nonostante l’euforia dei nuovi governanti e dei simpatizzanti per Pechino, si è rapidamente diffuso un atteggiamento realistico che guardava al presente e all’immediato futuro con un misto di fiducia e di apprensione. Si è constatato presto l’aumento della burocrazia e l’inesperienza del nuovo governo locale, espressa in decisioni affrettate da parte di alcuni dipartimenti, insieme a certe manovre più o meno coperte da parte dei sostenitori di Pechino.

Si sono presentati problemi seri: innanzitutto quello derivante dalla richiesta di entrare in Hong Kong dalla Cina avanzata da circa 60.000 persone che avevano diritto di residenza derivante dall’essere prole di un genitore della RAS. Anche la Chiesa cattolica ha cercato di dare delle risposte a questi “nuovi immigrati”, formando un comitato apposito (1° agosto 1997) che, oltre a sollecitare iniziative a livello parrocchiale, ha provveduto all’apertura di due scuole serali con programmi flessibili e integrativi per i bambini da poco giunti dal continente. Le soluzioni proposte dal governo hanno mostrato, nel frattempo, dei limiti pratici  riguardo ai diritti umani. Il conflitto è proseguito, dando luogo a una causa legale e a dimostrazioni, proteste e digiuni pubblici, a cui hanno preso parte alcuni padri del PIME.

Nel frattempo, la situazione economica ha rappresentato un’altra grave minaccia al benessere di Hong Kong, a causa del disordine finanziario che dalla metà del 1996 disturbava soprattutto i paesi dell’Estremo Oriente. È aumentata la disoccupazione e, quindi, le preoccupazioni di tutti. Le autorità finanziarie di Hong Kong hanno cercato di far fronte alla situazione difficile della recessione economica, ma la gente ne ha sofferto. A rendere il clima più pessimistico ha contribuito l’apertura troppo affrettata del nuovo aeroporto, che ha creato confusione e ulteriori perdite economiche. La crisi finanziaria non ha risparmiato neppure la Chiesa, che ha dovuto congelare i salari degli oltre 200 impiegati diocesani e prendere altre iniziative di solidarietà.

A livello politico ed amministrativo, si è dovuta affrontare dapprima l’elezione del Concilio legislativo per sostituire quello provvisorio. Tutto il processo è stato concepito dalle autorità in una maniera molto complicata, in modo che i rappresentanti democratici non potessero raggiungere una posizione dominante. Anche al settore religioso sono stati assegnati 40 sugli 800 posti nel Comitato elettivo per il Concilio legislativo, con reazioni diverse da parte dei vari organismi religiosi. Il 30 luglio 1997 la curia cattolica ha pubblicato una dichiarazione in cui esprimeva riserve, ma con pochi risultati, perché il 3 ottobre seguente il Concilio legislativo provvisorio ha assegnato 40 posti ai rappresentanti dei sei organismi religiosi maggiori, considerati come “Conferenza congiunta dei sei Leader religiosi” (7 posti alla Chiesa cattolica). Di conseguenza, le autorità diocesane hanno deciso di assumere un atteggiamento di “cooperazione passiva” nei riguardi di tali elezioni e hanno esortato tutto il clero, inclusi i padri del PIME, a spiegare ai fedeli questo atteggiamento. Sette cattolici hanno partecipato, su base volontaria. Le elezioni si sono svolte il 24 maggio 1998 con una vittoria strepitosa dei rappresentanti democratici che, nonostante ciò, sono rimasti in minoranza.

Dietro l’apparenza di democrazia e libertà manifestata dalle frequenti dimostrazioni pubbliche e dalle elezioni del Concilio legislativo, le autorità hanno fatto uso di procedure legislative ambigue. A un anno dal ritorno di Hong Kong alla Cina, il modello “una nazione, due sistemi” lasciava in genere qualche perplessità, e la dichiarazione “affari come prima” era ridimensionata dalla riduzione del turismo, dalla chiusura di molti esercizi commerciali e dalla crescita della disoccupazione.

Nei mesi seguenti, si è acceso il dibattito sul Falun Gong, il movimento popolare religioso-sociale di marca buddista, che Pechino aveva dichiarato “culto pernicioso” e quindi illegale. A Hong Kong le autorità intendevano seguire la decisione di Pechino, ma si è manifestata una forte opposizione, guidata dal vescovo coadiutore mons. Giuseppe Zen. Di conseguenza anche il disegno di legge contro la “sovversione” è stato fortemente criticato. Le autorità civili hanno fatto qualche piccolo passo indietro, ma alla fine la legge è stata approvata, anche se, localmente, il movimento Falun Gong non è stato dichiarato illegale.  

Nella primavera del 2003, la situazione in Hong Kong è peggiorata a causa dell’epidemia di polmonite atipica o SARS (Syndrome Atypical of the Respiratory System) che ha imperversato per tre lunghissimi mesi (da marzo a metà giugno, con 299 morti e 1.755 infettati). L’epidemia ha provocato la chiusura di alberghi e ristoranti, oltre alla riduzione di gran parte del turismo e del commercio, infliggendo un colpo tremendo all’economia già poco stabile della regione. La Chiesa ha risposto chiedendo volontari per l’assistenza religiosa ai malati nei vari ospedali.

Altre istanze sono venute nel frattempo alla ribalta, in particolare la legge sulla sicurezza nazionale. Il sesto anniversario del ritorno di Hong Kong alla Cina, il 1° luglio 2003, ha rappresentato una giornata storica. È iniziato con una calorosa accoglienza al primo ministro cinese, Wen Jiabao, un politico moderato e aperto alle riforme, che si è guadagnato una notevole popolarità: la sua visita sembrava segnare il successo della formula "una nazione, due sistemi", con la palese entrata di Hong Kong nell'orbita di Pechino, pur conservando una certa autonomia. Dopo la partenza di Wen a mezzogiorno, la gente si è riversata nel Parco Vittoria per una dimostrazione contro la legge sulla sicurezza nazionale (nota come “Articolo 23”), che il governo e le forze pro-Pechino stavano per varare. Nessuno si aspettava una manifestazione così imponente, di oltre mezzo milione di persone. Fu un autentico smacco per il governo locale e per la stessa Pechino. Infatti ne è seguito un terremoto politico: ulteriori dimostrazioni hanno costretto le autorità prima a modificare l'Articolo 23, poi a ritirarlo a tempo indeterminato, dopo il voltafaccia del Partito Liberale (filo-governativo) e le dimissioni di due ministri direttamente responsabili. Tutta la Chiesa cattolica, sotto la guida di mons. Zen che è stato sempre all'avanguardia di una forte opposizione, ne è uscita con maggior prestigio, sia in Hong Kong che all'estero. [1]

Il 2005 registra le dimissioni di Tung Chee-Hwa, il capo esecutivo  della RAS di Hong Kong (10 marzo), dovuta alla diffusa insoddisfazione a riguardo della sua amministrazione. Segue l’elezione del nuovo capo, Donald Tsang Yam-Kuen, da parte di un comitato apposito di 796 membri (16 giugno). Questa istanza dà adito alla formulazione di un pacchetto di proposte relative al metodo per la scelta del capo esecutivo e per la formazione del Consiglio legislativo, La protesta pubblica di una grande massa di gente (4 dicembre) fa formulare un nuovo progetto di legge per la riforma costituzionale, che viene approvato il 21 dicembre.  Mons. Zen è ancora uno degli oppositori che parla con maggior forza e chiarezza in favore del suffragio universale.

Anche il settore scolastico è stato preso di mira dalle autorità civili di Hong Kong, che, con la scusa della democratizzazione, intendevano diminuire il controllo degli enti che sponsorizzano le scuole, in particolare le chiese e gli organismi religiosi. L’8 luglio 2004 è stato approvato l’Education (Amendment) Bill, che richiede a tutte le scuole sussidiate, entro gli anni 2005 e 2010, di formare un “Incorporated Management Committee”, con potere decisionale, i cui membri devono includere rappresentanti del corpo insegnante, dei genitori e degli studenti stessi, come anche altri membri indipendenti. La decisione ha suscitato perplessità nei responsabili delle scuole private, tra cui parecchi padri del PIME. Mons. Zen ha espresso chiaramente il suo disaccordo, anche a nome di altri enti religiosi, e ha esortato le scuole cattoliche a mantenere la struttura attuale, allargando solo la gestione della scuola tramite uno “School Executive Committee” con rappresentanti degli insegnanti, dei genitori e degli studenti (circolare del 20 novembre 2004). Nel dicembre, il caso è stato portato alla corte di prima istanza e, dopo il rifiuto di questa (23 novembre 2006) alla Corte Suprema, da cui si attende la decisione finale.

Nel frattempo la situazione economica di Hong Kong  è andata migliorando e le preoccupazioni della gente si sono rallentate, anche se il processo democratico dell’attuazione del suffragio universale nell’elezione dei rappresentanti politici crea non poca insoddisfazione. In generale, questi anni sono stati utili alla Chiesa e al PIME di Hong Kong per imparare a coinvolgersi negli impegni politici e sociali locali, provvedendo una via di soluzione che sia più consona ai valori cristiani.  

La condivisione continuata del PIME negli impegni apostolici della Chiesa locale (1997-2007)  

La Chiesa cattolica, come si è detto, ha celebrato il ritorno di Hong Kong alla madrepatria con un solenne rito in cattedrale e una giornata di preghiere speciali in tutte le parrocchie. Tutti i membri del PIME vi hanno partecipato. In seguito hanno ripreso i loro impegni di apostolato, sulla linea della piena condivisione e della fedeltà nella continuità, pur rimanendo ovviamente un po’ più ansiosi sul modo di affrontare il futuro: stavano a vedere come le nuove autorità si sarebbero comportate nei confronti della Chiesa e degli operatori stranieri. Tutti coloro che avevano i requisiti hanno presentato la domanda per il diritto di residenza permanente in Hong Kong, e l’hanno ottenuta senza difficoltà particolari. Anche l’arrivo a Hong Kong del nuovo padre destinato, Giovanni Vecchio (25 settembre) [2] , con tutti i permessi, ha fornito un’altra prova della normalità della situazione.

In novembre, la comunità si è radunata per una “tre giorni” di valutazione dell’esperienza passata e della nuova situazione: lo scopo era di esaminare la vita della comunità e gli impegni dei suoi membri nelle parrocchie, nelle scuole e nel settore sociale per focalizzare meglio la posizione e gli orientamenti futuri nel contesto nuovo di Hong Kong, oltre che di valutare gli eventuali cambiamenti a livello sociale e politico nei primi mesi della nuova situazione politica.

Le paure per possibili restrizioni della pratica religiosa o per interferenze indebite sulle istituzioni religiose erano diminuite: il lavoro come sacerdoti cattolici e missionari stranieri poteva continuare come prima. Solo nel campo delle scuole si notavano maggior burocrazia e certe modifiche di atteggiamento da parte delle autorità civili.

   Mentre la maggioranza dei membri del PIME continua nei loro posti, si registrano, nel frattempo, dei cambiamenti a riguardo del personale e degli impegni. Alla fine di novembre l’associato del PIME don Carlo Gimilini, scaduti i tre anni di servizio, ritorna in Italia. All’inizio del 1998, p. Stefano Andreotti, dopo il tirocinio iniziale, è assegnato come assistente a Yuen Long.

All’Assemblea speciale per l’Asia del Sinodo dei vescovi (19 aprile - 14 maggio 1998) hanno partecipato, da Hong Kong, i due vescovi Zen e Tong, tre sacerdoti, tra i quali p. Sergio Ticozzi del PIME, e due laici. Ne hanno fatto una breve relazione al clero nella giornata annuale di incontro (30 maggio) e al pubblico in generale (21 giugno), oltre a sensibilizzare la comunità sui risultati del Sinodo tramite la stampa. In relazione a ciò, tra la popolazione cattolica si è sviluppata una grande aspettativa, perché Hong Kong era una delle tre città proposte al S. Padre come possibile luogo per proclamare l’Esortazione apostolica che avrebbe riassunto i frutti del Sinodo. Ma la speranza è rimasta delusa, perché la visita non è stata permessa dalle autorità civili.

Con l’autunno 1998 p. Gianni Criveller, oltre a lavorare nello Holy Spirit Study Center, ha cominciato a insegnare nel seminario diocesano. In settembre, p. Fernando Galbiati ha lasciato San Po Kong al clero locale ed è divenuto parroco di S. Pietro, Aberdeen, ma per breve tempo, perché alla fine del gennaio 1999 è stato richiamato in Italia per assumere l’ufficio di segretario generale della Pontificia Unione Missionaria del Clero.

All’inizio del 1999 sono giunti in Hong Kong i nuovi destinati: i pp. Gabriele Hisayoshi Moriguchi e Gilberto Orioli. Quest’ultimo, però, è ritornato presto in Italia. Alla fine del giugno seguente, è stato richiesto a p. Ticozzi di frequentare un corso per formatori a Roma, in modo da poter assumere l’ufficio di direttore spirituale del seminario teologico internazionale del PIME a Tagaytay, Filippine.

Gli altri padri dell’Istituto hanno continuato i loro impegni pastorali. Nel luglio 1999 era benedetta la nuova chiesa di S. Tommaso a Tsing Yi,  sotto la cura di p. Luigi Bonalumi. In ottobre, p. Francesco Conte diventava parroco a Ma On Shan e, in novembre p. Piero Galbiati era assegnato come assistente in cattedrale, dove si è così ripresa la presenza del PIME. Nel frattempo p. Luigi Colombo [3] ha lasciato la chiesa di S. Giuseppe e si è ritirato nella casa regionale, ponendo termine alla cura che l’Istituto aveva riservato a quella chiesa fin dalla sua prima costruzione nel 1872. Nel 1999 sono stati destinati a Hong Kong i pp. Pietro Paolo Dossi e Michele Camastra, quest’ultimo associato del PIME.

Anche la Chiesa di Hong Kong si è preparata a celebrare il Giubileo dell’Anno 2000 con l'obiettivo di rinnovare gli impegni cristiani dei fedeli. Una delle principali iniziative nel contesto giubilare è stato il Sinodo diocesano. Il card. G.B. Wu, avendo compreso la necessità di rinnovare l'amministrazione e la vita della Chiesa di fronte alle sfide del nuovo millennio, e di tracciare una valutazione comprensiva dell'ultimo quinquennio, dopo consulte a diversi livelli, ha indetto il Sinodo (1° ottobre 1999), che si è svolto dal 4 marzo 2000 al dicembre 2001. Tra i duecento membri sono stati coinvolti anche undici padri del PIME, che si sono impegnati in incontri di gruppo, in assemblee plenarie e in raduni aperti al pubblico. È stata discussa la problematica di sette aree: la formazione e i ministeri dei laici, la cura pastorale della gioventù, le istanze e i problemi sociali, l’evangelizzazione “ad gentes”, il matrimonio e la vita familiare, l’educazione e la cultura, le vocazioni e la formazione permanente del clero diocesano.

Il 30 dicembre 2001 il Sinodo diocesano si è concluso con una solenne concelebrazione: le sue 7 delibere e 117 proposte, oltre agli “Orientamenti per il ministero pastorale per gli stranieri” preparati da un comitato autonomo, sono state approvate e considerate le “Linee guida per la pastorale del prossimo decennio” [4] . La loro promulgazione (8 settembre 2002) è stata uno degli ultimi atti pubblici del card. G.B. Wu [5] , che morì il 23 settembre seguente. Gli è succeduto immediatamente mons. Zen, dal momento che ne aveva il diritto come vescovo coadiutore.

Nel frattempo, nel gennaio 2000, p. Milanese è diventato parroco a Tai Po. P. Mario Marazzi, di ritorno a Hong Kong dopo 14 anni di servizio in Italia, è assegnato come assistente a Mao On Shan. Nell’estate p. Martinelli, dopo la vacanza in Italia, ha lasciato la chiesa del S. Rosario e si è ritirato nella casa regionale.

Ecco la situazione al febbraio 2001, come la descrive la relazione per la XII° Assemblea generale dell’Istituto:

“La Regione PIME di Hong Kong, nel febbraio 2001, ha 40 membri (1 fratello coadiutore e 39 padri). Di questi: 2 sono a riposo in Italia (L.Colombo e Famiglietti); 3 sono a riposo in Hong Kong (Caruso, De Ascaniis, Martinelli), 5 sono impegnati negli studi di lingua (Camastra, Criveller, Dossi, Moriguchi, Cantoni [in USA per lo studio dell’inglese]); 2 lavorano in Taiwan (Sergianni, Spanghero); 1 lavora in Cina (Cagnin); 2 lavorano al servizio della regione PIME (Comissari, Doimo): 25 lavorano alle dipendenze della diocesi di Hong Kong. Di questi ultimi: 2 sono alla Caritas (Lerda, Marasi); 2 nella curia (Mencarini, Pagani); 1 con i portatori di handicap (Bonzi); 1 lavora a tempo pieno nelle scuole (Grioni); 1 lavora con gli emarginati (Mella); 18 lavorano in parrocchia, e cioè: 9 parroci (Tei, Conte, Milanese, Zamuner, Pasini, Cumbo, Bonalumi, Lambertoni, Ferrarese), di cui 4 sono anche supervisori di scuole elementari o superiori; 8 coadiutori (Marazzi, Garaventa, Andreotti, Arnoldi, Carbone, Formenti, Morlacchi, Piero Galbiati e Giampietro)” [6] .

Nei primi mesi del 2001 p. Antonio Garaventa ha dovuto essere ricoverato in ospedale e sottoporsi a interventi chirurgici, per cui ha lasciato Sha Tin e si è ritirato nella casa regionale. In giugno p. Hisayoshi Moriguchi è stato assegnato come assistente nella parrocchia del S. Redentore a Tuen Mun.  All’inizio del 2002 p. Camastra è mandato a Tai Po e p. Dossi alla chiesa di N.S. di Lourdes, a Chi Fu. Tre anni dopo, saranno assegnati il primo come assistente nella parrocchia di S. Teresa, il secondo come parroco a Chai Wan. Il posto di quest’ultimo a Chi Fu sarà preso da p. Moriguchi, che inizia anche a insegnare in seminario.

Nel marzo 2002 è ritornato a Hong Kong p. Secondo Einaudi, come cappellano del Centro cattolico, ma nel giugno del 2003 muore improvvisamente [7] , seguito da p. Lerda il 28 dello stesso mese [8] . Durante il 2003, p. Arnoldi deve rimpatriare a causa della salute e p. Ferrarese è richiamato per un servizio in Italia. P. Cantoni, arrivato in Hong Kong nel 2001, al termine dello studio del cinese, è mandato come assistente nella nuova parrocchia di S. Andrea a Tseung Kwan O.

Il 3 gennaio 2004 muore p. Famiglietti, a Rancio di Lecco in Italia [9] , seguito nella stessa casa di riposo, il 6 settembre, da p. Amelio Crotti [10] . In Hong Kong, invece,  il 6 dicembre è deceduto p. Caruso, già da lunghi anni degente in semi-coma [11] . Nello stesso periodo sono arrivati i pp. Raja Duggimpudi e Franco Bellati. Un secondo padre indiano, p. Jomon Varghese Madan, si è aggiunto all’inizio del 2005. Tutti e tre si sono impegnati nello studio del cinese. Dopo i loro studi saranno assegnati rispettivamente alle parrocchie di S. Stefano, Ha Kwai Chung, del S. Rosario, Kowloon e di S. Tommaso, Tsing Yi.

Nel frattempo si è svolto “l’Anno dell'Evangelizzazione”, raccomandato caldamente dal Sinodo diocesano. Iniziato con la Giornata Missionaria Mondiale (ottobre 2003), è finito con la Pasqua del 2005 (8 maggio). Tutti i membri del PIME vi si sono coinvolti attivamente.

La Chiesa cattolica, con un cuor solo, si è unita dapprima a pregare e a piangere per la morte di Papa Giovanni Paolo II (2 aprile 2005), e poi a gioire dell’elezione di Papa Benedetto XVI (24 aprile). Il 22 febbraio 2006, per la Chiesa locale segna un’altra occasione di gioia per la nomina a cardinale del suo vescovo, il quale nel frattempo, dato la sua costante preoccupazione per la Chiesa in Cina, alza la voce contro le ordinazioni episcopali che sono attuate sul continente senza il previo consenso della S. Sede. In seguito, Hong Kong ospita la 4° Giornata della Gioventù d’Asia (30 luglio – 5 agosto). Infine, la Chiesa, in cooperazione con altre  organizzazioni religiose anche non-cristiane, fonda il Centro per l’Educazione religiosa e spirituale (14 novembre 2006).

Il 2006 registra per la comunità PIME la scomparsa di due importanti operai della vigna di Hong Kong, il p. Adelio Lambertoni [12] (7 luglio), dopo 41 anni di fatiche apostoliche, seguita pochi giorni dopo dalla morte di p. Nicola Maestrini [13] (15 luglio) avvenuta in Italia, il quale ha speso quasi 20 anni  nel territorio con iniziative molto significative, già precisate sopra, e che ha dato un notevole impulso anche alla presenza del PIME negli USA (dal 1951 al 2005). Il posto di P. Lambertoni come parroco è preso da p. Andreotti, mentre p. Cumbo diventa responsabile della parrocchia di S. Giuseppe, a Kowloon Bay.

L’inizio del 2007 vede invece dapprima il ritorno di p. Ticozzi, assegnato di nuovo a Hong Kong dopo il suo servizio di formatore nelle Filippine, quindi l’arrivo di p. Fabio Favata, dopo l’anno di studio della lingua inglese negli USA. La comunità, però, deve lamentare il 19 gennaio la morte in Italia del Fr. Andrea Causa (1922-2007), che ha lavorato in Hong Kong  per undici anni [14] e il 2 maggio la perdita di uno dei principali promotori del recente sviluppo della diocesi, p. Lido Mencarini [15] .  

L’interessamento del PIME per il mondo cinese  

Il nuovo Statuto regionale dell’ottobre 2004 ufficializza un cambiamento significativo del nome della regione: non più “Regione PIME Hong Kong”, ma “Regione PIME Hong Kong – Cina” [16] .

Verso la Cina, però, si è registrata in questi anni una restrizione degli impegni. Il lavoro tra i cinesi della diaspora, portato avanti da p. Bottigliero a Londra, ha avuto termine con il suo ritorno a Hong Kong nel 2003. P. Giampietro, invece, ha continuato con creatività ad organizzare gruppi di artisti per la produzione di “Gospel Shows” e di altro materiale audiovisivo da presentare alle comunità della diaspora cinese durante le loro visite in vari continenti.

Dei tre confratelli che lavoravano a contratto personale nella diocesi di Kao-Hsiung, Taiwan, è rimasto solo p. Spanghero, poiché gli altri due sono stati richiamati in Italia: p. Matera nel 2000 per un servizio all’Istituto, e p. Sergianni nell’ottobre 2003 per un impegno presso la SCEP, relativo ai problemi cinesi.

Si è mantenuto vivo, invece, l’interessamento per la Cina continentale. P. Cagnin ha continuato a lavorarvi in centri per portatori di handicap, risiedendo a Canton, dove è stato raggiunto da p. Marazzi nel 2003. Nel 2001 anche p. Mella è ritornato ad insegnare nel nord della Cina.

Molti padri hanno continuato a fare visite al continente, sia regolari che sporadiche, per compiere servizi a varie istituzioni, per portare avanti progetti particolari, per mantenere i contatti con persone e realtà della Chiesa in Cina e per raccogliere informazioni. Frequenti sono state anche le occasioni per accompagnare pellegrinaggi, persone o gruppi interessati alla realtà cinese. In particolare si è cercato di mantenere i rapporti con le Chiese nelle diocesi in cui hanno lavorato membri del PIME, moltiplicando i contatti, facendovi visite, contribuendo finanziariamente soprattutto per la formazione del clero e delle suore, ospitando gente di passaggio da Hong Kong. Questi contatti sono stati portati avanti anche da padri del PIME già coinvolti nelle relazioni con la Cina, ma che lavoravano fuori da Hong Kong: pur partendo dall’Italia o dalle Filippine per le loro visite in Cina, hanno sempre coinvolto la comunità di Hong Kong.  

Riguardo alla sensibilizzazione sui problemi della Cina, oltre al servizio dell’Holy Spirit Study Centre, che nel 2005 ha celebrato il 25° anniversario di attività e dove hanno continuato a dare un notevole contributo i pp. Lazzarotto ‑ uno dei fondatori ‑ e Criveller, vi sono stati altri due momenti importanti: la mostra fotografica di p. Leone Nani, che ha avuto luogo nel museo di Macao dall'ottobre 2001 al marzo 2002, con una buona partecipazione di visitatori, e la raccolta, effettuata da p. Marazzi, di un’abbondante documentazione sulle attività che i vari istituti e congregazioni di Hong Kong stanno facendo per la Cina. Sulla relazione di quest’ultimo lavoro si è concentrata l’Assemblea regionale nel dicembre 2002. Attualmente, l’impegno maggiore nel settore dell’informazione sulla Chiesa in Cina è portato avanti dalle riviste e dai mezzi di comunicazione del PIME in Italia.  

La vita comunitaria del PIME di Hong Kong nel contesto dell’Istituto (1997-2007)  

La vita comunitaria, oltre agli incontri liberi del lunedì diventati ormai “tradizione”, ha trovato momenti più significativi nelle assemblee regionali annuali, nelle celebrazioni di varie ricorrenze di Istituto e di anniversari personali (in particolare, il 150° anniversario della fondazione dell’Istituto nel 2000 e la beatificazione di p. Paolo Manna nel 2001), oltre ai ritiri spirituali e ai simposi speciali di aggiornamento che vengono organizzati ogni anno con l’invito di esperti. Per le comunicazioni interne si è adottato l’uso della posta elettronica, per cui, nel giugno 1998, la “PIME Newsletter” locale è stata sospesa.

Un’occasione particolare per la comunità è stata la visita canonica alla regione, dal 27 giugno al 9 luglio 1998, del superiore generale, p. Franco Cagnasso: “L’incontro del Superiore generale con la comunità è stato positivo” si legge nella relazione ufficiale. “Il Superiore ha trovato una comunità invecchiata non solo come età ma anche come stimoli, una comunità però invecchiata bene. I rapporti tra la Direzione generale e la Direzione regionale sono buoni, cordiali e sinceri” [17] .  

Nel settembre 1999 si è svolta l’elezione della nuova direzione regionale: p. Dino Doimo è stato scelto come superiore. Nel febbraio 2000 si è tenuto un incontro comunitario sul tema “La missione urbana e l'impatto sul nostro compito di evangelizzazione”, le cui tre relazioni sono servite come documentazione per la partecipazione dei pp. Doimo e Marazzi al seminario sull’evangelizzazione nelle grandi metropoli dell’Asia, organizzato dall'Istituto a Zamboanga, Filippine (maggio 2000).

Nell’ottobre seguente è stato celebrato il 150° anniversario della fondazione del PIME, con la presenza di p. Piero Gheddo dall’Italia, che ha tenuto una giornata di conversazioni sulla storia dell’Istituto. Tra i molti intervenuti anche i pp. Gaetano Matera e Paolo Spanghero, da Taiwan , e, da Hong Kong, i tre vescovi con altri rappresentanti del clero e dei laici. A ricordo della celebrazione e dell’Anno Giubilare 2000 è stata eretta e benedetta la “Croce gloriosa” nel giardino della casa regionale.

Nel febbraio 2001 Hong Kong ha ospitato un gruppo di giovani missionari del PIME provenienti da vari paesi dell’Asia per uno scambio di esperienze e di opinioni. Nell'estate seguente si è svolta a Roma la XII Assemblea generale dell'Istituto. Da Hong Kong vi hanno partecipato il superiore regionale p. Doimo e due delegati, i pp. Tei e Bonalumi. Quest’ultimo è stato eletto vicario generale, e quindi, dopo un breve ritorno a Hong Kong, in luglio ha lasciato definitivamente la parrocchia di S. Tommaso, Tsing Yi.  

Nell'autunno 2003 ha avuto luogo l’elezione della nuova direzione regionale e p. Doimo è stato rieletto superiore. Durante l’anno si è registrata una ripresa del processo di internazionalizzazione dell’Istituto (dopo il tentativo dei membri americani della seconda metà degli anni ‘60), con la destinazione a Hong Kong, come si è già accennato, dei primi due sacerdoti indiani, i pp. Duggimpudi, e Madan.  

All’inizio del 2004 il superiore generale, p. Gian Battista Zanchi, ha compiuto la visita canonica nel corso della quale ha incontrato tutta la comunità (6 febbraio). Il resoconto del raduno informa: “Per lui è stato bello, dice, aver potuto sentire e vedere tutti, uno ad uno, e notare che non ci sono disagi o problemi grossi. A Hong Kong ha incontrato gente molto impegnata, gente veramente responsabile nel proprio lavoro e nella propria attività. Non ha trovato intransigenze o polarizzazioni a riguardo delle varie e diversificate possibilità di presenze di lavoro in Hong Kong o nella Cina continentale…” [18] .

All’inizio del 2005 p. Milanese ha preso il posto di p. Mencarini come procuratore del PIME in Hong Kong.

Nel 2006 la comunità intraprende la preparazione per l’incombente XIII Assemblea generale dell’Istituto, con l’elezione dei suoi delegati (pp. Criveller e Dossi) e con vari incontri di valutazione e condivisione delle istanze più rilevanti.

L’8 ottobre 2007, dopo una settimana di aggiornamento sull’Islam,  si attua l’elezione della nuova direzione regionale, che vota p. Franco Cumbo a superiore regionale. Mentre il 7 dicembre la diocesi festeggia i giubilari, tra cui il 99enne P. De Ascaniis che celebra il 75° anniversario di sacerdozio.  

Prospettive future sulla presenza e sul ruolo del PIME in Hong Kong  

La comunità PIME di Hong Kong sta vivendo ora tempi significativi: oltre ad essersi  preparata alla XIII Assemblea generale dell’Istituto e alla elezione della nuova direzione regionale, sta anche pianificando la celebrazione del 150° della sua presenza in Hong Kong, nel 2008. Questa istanza richiede non solo celebrazioni e iniziative varie, ma anche un processo di riflessione sul significato della sua presenza, passata e presente, e dei ruoli che le sono richiesti. Le si affacciano sfide significative che derivano soprattutto dalle esigenze della stessa Chiesa locale in cui lavora, dalla società urbana e cosmopolita di Hong Kong, come anche da tutto il mondo cinese.

P. Zanchi, nella visita canonica appena citata, così esortava: “È proprio la memoria del passato che ci aiuta a vivere bene il presente… Occorre guardarci attorno, bisogna guardare le situazioni dove noi viviamo. Come evangelizzare questi mondi? Si tratta di portare le beatitudini e il precetto dell’amore. È necessario leggere attentamente la storia d’oggi, di questa Chiesa, di questa società di Hong Kong... Non dimenticate che dobbiamo animare missionariamente la Chiesa locale… Invito la comunità a vedere se e dove l’evangelizzazione è più urgente. Non è solo questione d’ambiti nuovi ma anche di modalità e atteggiamenti nuovi negli ambiti dove già vi trovate. Questo compito spetta a voi” [19] .  

I segni dei tempi, che si esprimono in Hong Kong in modo speciale nei fenomeni sociali come l’urbanizzazione, il secolarismo e il materialismo, la politicizzazione, il processo di democratizzazione e di globalizzazione della vita della sua popolazione, presentano varie sfide al PIME.  Più specificamente, una prima sfida deriva dalle esigenze attuali della Chiesa locale nel contesto sociale dei fenomeni appena puntualizzati: dato che tutte le responsabilità spettano prioritariamente ad essa, come fin dal Vaticano II è stato sottolineato, il ruolo di guida tocca al vescovo, al clero e alla comunità locale, mentre il personale e gli istituti stranieri rimangono al loro servizio. I membri del PIME ne sono coscienti, ma ciò non li fa rimanere passivi esecutori di ordini. Ad essi viene chiesto di cooperare positivamente alla missione della Chiesa locale contribuendo con la loro specificità di servizio: il carisma missionario dell'evangelizzazione diretta e indiretta dei non-cristiani, al di là di ogni confine di lingua, di cultura, di nazionalità e anche di religione. Il carisma missionario comprende, inoltre, la testimonianza della cattolicità della fede, che mantiene vive le relazioni tra Chiese sorelle, come pure la promozione umana integrale, che contribuisce ad eliminare i mali, le ingiustizie e le divisioni sociali.

Questo servizio esige da loro, quindi, una specializzazione di impegni, soprattutto per una metodologia adatta all’evangelizzazione urbana, moderna, cosmopolita e secolarizzata. Il caratteristico atteggiamento di piena disponibilità e di servizio alla diocesi dovrebbe, quindi, indirizzarsi maggiormente verso l’aiuto per una maggiore localizzazione e sviluppo della Chiesa particolare, provvedendo servizi sempre più specializzati soprattutto nell’ambito della specificità missionaria, nei metodi di evangelizzazione e nella formazione missionaria. Più praticamente, il PIME intende stimolare la missionarietà della Chiesa locale, con proposte concrete di formazione missionaria a diversi livelli; favorire lo scambio di aiuti, di sussidi e di personale tra le Chiese (tra Hong Kong e Cina popolare, tra chiese asiatiche ed europee); facilitare la comprensione delle realtà sociali e culturali di Hong Kong e della Cina, nel suo contesto socialista; promuovere l’apertura e il dialogo con la religiosità popolare e con le tradizioni religiose presenti.

“Tocca alla Chiesa particolare anche il compito dell’evangelizzazione, soprattutto nelle modalità in cui questa viene compresa e sottolineata oggi, cioè di annuncio diretto del messaggio evangelico, di dialogo con le masse della gente, specialmente dei più poveri ed emarginati, con la cultura locale (processo di maggiore inculturazione della liturgia, della teologia, dell’arte, ecc.) e con i seguaci delle altre religioni presenti in luogo. La nostra specificità missionaria deve quindi inserirsi, in pieno spirito di servizio e di ‘sussidiarietà’, su queste linee e con questi orientamenti, mirando a contribuire alla piena maturità della Chiesa locale. La presenza di missionari stranieri in una Chiesa particolare matura continuerà non solo ad essere ‘segno di universalità’, ma anche a dare la testimonianza concreta di una ‘società alternativa’, cioè di comunità diversa da quella naturale cosmopolita, in quanto espressione multi-razziale e multi-culturale di vita, basata su una fede comune” [20] .  

Per favorire il processo di sviluppo della Chiesa locale, la comunità PIME, essendo composta di membri stranieri, dovrebbe anche facilitare lo scambio di valori provenienti dalle diverse culture e tradizioni, che possono essere utili a creare una “cultura comune” più arricchente per tutti, in un contesto di equilibrato nazionalismo.

Un’altra sfida proviene dal fatto di essere una presenza cristiana di minoranza in Hong Kong. I segni dei tempi sembrano indicare che, realisticamente, in futuro la Chiesa nel territorio e in Asia (e persino in Europa) rimarrà in posizione minoritaria, per cui i cristiani e quindi i membri del PIME intendono ricuperare i lati positivi di tale situazione, che favoriscono l’apertura a tutti e l’umile atteggiamento di dialogo su base egualitaria con ogni persona, situazione e problema umano. Il missionario occidentale, in particolare, è invitato a superare l’ambizione e l’ideale di una Chiesa potente di maggioranza, a cui può essere abituato, per farsi capace di cooperare con tutti, dentro e fuori della Chiesa, dando così una vera testimonianza di universalità e superando la tentazione subdola di ogni forma di “colonialismo” religioso.  

Un’ulteriore sfida viene dalla necessità di un approccio globale al mondo cinese. Tutti i membri dell’Istituto, in particolare quelli della comunità di Hong Kong, devono rapportarsi alla Cina con una visuale inclusiva. E’ necessario prendere una sempre più piena coscienza che si ha a che fare con tutto il mondo cinese, con la “Grande Cina”: quella continentale, Hong Kong, Taiwan e la diaspora cinese. Ci sono già di fatto legami concreti con queste realtà, come si è visto, e potrebbero essere ulteriormente aumentati. Si deve quindi favorire questa visione unitaria e questo approccio globale, evitando di considerare separatamente le diverse entità. La relazione regionale per la XIII Assemblea generale del 2007 dà una sottolineatura speciale agli attuali e possibili impegni futuri nella Cina continentale, in vista di un loro ulteriore sviluppo.

Tale approccio, però, richiede di superare ogni atteggiamento di diffidenza e di ostilità, soprattutto verso la Cina continentale, cercando di stabilire un rapporto positivo e realistico, anche se critico, con le autorità politiche e religiose ufficiali, oltre che con le comunità cristiane, nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti cinesi, tramite un’appropriata cooperazione e condivisione. Si favorirebbe così il “ruolo di ponte” svolto dalla Chiesa di Hong Kong con la Cina, basato su scambi di informazioni e di servizi. 

Altre sfide concrete per la comunità PIME di Hong Kong-Cina derivano dalla sua stessa composizione, cioè dal problema del numero che si riduce e dell’invecchiamento dei suoi membri. Qualora si favoriscano servizi più specializzati soprattutto da parte dei nuovi destinati, provenienti anche da nazioni diverse nel processo ripreso di internazionalità, tali problemi diventerebbero meno gravi.

L’attenzione ai “segni dei tempi”, la riflessione su tutte le sfide che ne derivano e la disponibilità totale a servire il Vangelo, la Chiesa locale e la società cinese aiuteranno indubbiamente la comunità del PIME non solo a celebrare degnamente il 150° anniversario della sua presenza in Hong Kong, ma anche a prepararsi a procedere oltre verso il futuro, in un modo più realistico.

 



[1] Per maggiori dettagli, si veda G. Criveller, “Hong Kong sei anni dopo”, Infor-Pime, gennaio 2004, pp. 13-23.

[2] Ai primi di ottobre, p. G. Vecchio si recava a Detroit negli USA per lo studio dell’inglese e ritornava a Hong Kong il 17 maggio 1998. Ma in agosto, a causa di un grave disturbo agli occhi, doveva rinunciare a Hong Kong ed era destinato agli Stati Uniti (partenza 11 agosto 1998). Qui chiese e ottenne la secolarizzazione. P. Vecchio è nato il 20-11-1963 a Francavilla Fontana, Brindisi, ed è stato ordinato il 21-6-1997.

[3] P. Luigi Colombo lascia Hong Kong e si ritira a Rancio di Lecco nel maggio 2000.

[4] Decree of Promulgation of the Synodal Deliberations and Pastoral Priorities, in Catholic Diocese of Hong Kong, Diocesan Synod Documents, 31 December 2002, p. 6.

[5] Wu  Cheng-Chung Giovanni Battista, Cardinale (1925-2002), il quinto vescovo della diocesi di Hong Kong dal 1975. Nato a Ng-wa,  Guangdong,  Cina, il 26-3-1925, ha compiuto i suoi studi filosofici e teologici nel Seminario regionale della Cina meridionale a Hong Kong, dove fu ordinato sacerdote nel 1952. Dopo un breve periodo di lavoro pastorale qui, fu mandato a studiare a Roma dove si è laureato in diritto canonico nella Pontificia Università Urbaniana nel 1956.  Fece poi un po’ di pratica nelle diocesi di New York, Boston e Chicago, dopo di che si recò a fare lavoro pastorale nella diocesi di Hsinchu, a Taiwan. Era parroco della Chiesa di  S. Anna a Miaoli,  quando fu nominato vescovo di Hong Kong nel 1975. Consacrato vescovo il 25 luglio di quell’anno, fu alla guida della diocesi fino alla morte. E’ stato nominato cardinale il 28-6-1988.

[6] D. Doimo, Hong Kong, in Quaderni Infor-Pime, 67, ottobre 2001, pp. 81-91.

[7] P. Secondo Einaudi (1926-2003): cfr. Appendice 4.

[8] P. Francesco Lerda (1926-2003): cfr. Appendice 4.

[9] P. Giuseppe Famiglietti (1916-2004): cfr. Appendice 4.

[10] P. Amelio Crotti (1913-2004): cfr. Appendice 4.

[11] P. Giorgio Caruso (1908-2004): cfr. Appendice 4.

[12] P. Adelio Lambertoni (1939-2006): cfr. Appendice 4.

[13] P. Nicola Maestrini (1908-2006): cfr. Appendice 4.

[14] Fr. Andrea Causa (1922-2007): cfr. Appendice 4.

[15] P. Lido Mencarini (1916-2007): cfr. Appendice 4.

[16] Si legga il testo completo in Il Vincolo, n. 210, aprile 2005, pp. 35-39.

[17] Relazione della Direzione Regionale, 1° maggio 1998 - 30 aprile 1999 (PimeHK-AR, anno 1999).

[18] M. Camastra, “Il Superiore generale ai missionari di Hong Kong”, Infor-Pime, n. 162, ottobre 2004, pp. 3-9.

[19] Ibid.

[20] S. Ticozzi, “PIME Hong Kong: di fronte a situazioni nuove”, Infor-Pime, n. 128, luglio 1998, pp. 6-16.