IL NOSTRO PROGETTO DI VITA

PICCOLI GRANDI LIBRI   P. Sergio Ticozzi   SPAZIO CINA

IL PIME e
La PERLA
   Dell’ORIENTE

Caritas Printing Training Centre
Hong Kong, 2008

PRESENTAZIONE
I II III IV V VI VII VIII IX X
                 
Al passo con la società coloniale e cinese (1924 –1937)

Appendice

Cronologia della Presenza del PIME in Hong Kong (1858-2008) Superiori Regionali del PIME in Hong Kong Elenco di tutti i membri del PIME di Hong Kong Membri defunti del PIME di Hong Kong Glossario 
dei Nomi cinesi

VI  

IN CAMMINO CON LA SOCIETÀ COLONIALE E CINESE

(1924-1937)  

Quadro sociale e politico della vita della Chiesa in Cina e in Hong Kong  

Il clima politico in tutta la Cina, e conseguentemente nei distretti continentali della Missione di Hong Kong, continuava ad essere caratterizzato dalla guerra civile tra il governo centrale e gli eserciti dei vari “Signori della guerra”. Ma un altro elemento andava prendendo importanza: il movimento comunista, aiutato dalla Russia per mezzo del Comunismo internazionale (Comintern). Il Partito Comunista Cinese (PCC), fondato nel 1921, divulgava la sua ideologia sensibilizzando gli operai e organizzando la popolazione rurale. Il governo russo, quindi, si dimostrò accondiscendente quando Sun Yat-Sen gli chiese appoggio per il suo partito ed esercito (Kuomintang, KMT) e nel 1923 spinse il PCC ad attuare un primo Fronte Unito con lui.

Nel sud della Cina, come si è già visto, dal 1922 Sun Yat-Sen era in lotta con il generale ribelle Chen Chiung Ming che aveva conquistato molta parte della provincia – tra cui parecchi distretti del Vicariato di Hong Kong – e che fu vinto solo nel 1925. Della situazione di guerriglia ne approfittarono i comunisti, insieme ai briganti e ai fuorilegge senza scrupoli, i primi per trasformare il Guangdong in un modello di governo bolscevico, i secondi per farne il centro delle loro attività criminali.

Dopo la morte di Sun (12 marzo 1925), Chiang Kai-Shek (Jiang Jieshi) assunse il comando del KMT e il governo. In un clima di discordia politica, Chiang lanciò una spedizione militare contro il Nord (1926) e ruppe con i comunisti, cercando di eliminarne il maggior numero possibile (1927). Riuscì, nel frattempo, a stabilire un governo a Nanchino e, in seguito alla presa di Pechino nel 1928, il suo governo nazionalista venne riconosciuto dalle potenze estere. La Cina sembrava così riunificata, ma i comunisti vi stabilirono alcune basi, strutturate sul modello dei “Soviet” russi: tre in Hoi-Luk Fung, Guangdong, nel territorio del Vicariato (tra il 1927 e 1931), la Comune di Canton nel dicembre 1927, e il Soviet di Jinggangshan, Jiangxi, sotto la guida di Mao Tse-Tung (Mao Zedong, dal 1927). Nel 1930 Chiang lanciò campagne contro le basi comuniste. Mao, trinceratosi dapprima nel Soviet del Jiangxi, fu poi costretto a intraprendere la Lunga Marcia (ottobre 1933), che si concluse nell’ottobre 1935 nello Shaanxi settentrionale, dove fondò la Repubblica sovietica di Yan’an. Nel frattempo, però, i giapponesi occupavano la Manciuria (1931) e vi stabilivano l’impero del Manciukuo (1932), sotto il loro controllo. L’Incidente di Xi’an (11-12 dicembre 1936), cioè la cattura di Chiang Kai Shek per costringerlo a una seconda intesa tra KMT e PCC, produsse un “fronte unito” contro il Giappone che aveva nel frattempo intrapreso la conquista della Cina (con la battaglia del ponte di Marco Polo, presso Pechino, il 7 luglio 1937).  

La Chiesa cattolica in Cina si trovava ancora sotto il peso del protettorato francese. Cercava di scrollarselo di dosso, incoraggiata dal delegato apostolico mons. Celso Costantini e stimolata anche dall’esempio protestante. In quegli anni veniva affermandosi l’esigenza di ridimensionare “l’occidentalismo”, il “nazionalismo europeo” e “le forme occidentali del Cristianesimo”, e di vincere “il congregazionalismo” [1] , creato dai vari ordini e congregazioni sulla base dello ius commissionis. Mons. Costantini si sforzò di affermare in tutti gli ambienti missionari la necessità di staccarsi dai privilegi garantiti agli europei per non essere più “un corpo estraneo nella nazione cinese” [2] .

Gli sforzi per liberarsi dal protettorato francese ottennero il successo finale con la lettera “Ab Ipsis” di Pio XI (15 giugno 1926): “La S. Sede, accettando tale protezione, ha solo inteso che venissero tutelate le Missioni, non già che venissero favorite le mire politiche che i vari Governi protettori potessero eventualmente nutrire, profittando di tale condizione privilegiata” [3] .

L’intento di mons. Costantini di superare l’occidentalismo e aprire la Chiesa in Cina a una maggiore localizzazione incontrò, nondimeno, enormi ostacoli e un atteggiamento indifferente da parte di molti missionari. Occasione propizia per superare l’impasse fu il Concilio nazionale di Shanghai, evento storico di primaria importanza per la Chiesa, svoltosi dal 14 maggio al 12 giugno a Zikawei (Xujiahui), Shanghai. La cerimonia di chiusura, con la lunga processione di una cinquantina di vescovi e di centinaia di sacerdoti, attirò migliaia di spettatori e segnò una giornata memorabile. Il Concilio introdusse nei suoi Atti alcuni canoni che sottolineavano i molteplici aspetti positivi del popolo cinese, del suo patriottismo e della sua cultura [4] . Le commissioni conciliari si sforzarono di portare avanti la nuova strategia in vista di un rinnovamento metodologico delle missioni. Questi nuovi atteggiamenti vennero accolti con gioia da parte dei cattolici cinesi, ma nelle file del clero straniero furono oggetto di notevole opposizione da parte di parecchie autorità conservatrici, mentre la maggioranza dei missionari continuava a seguire passivamente i metodi tradizionali.

Intesa a convalidare il successo del Concilio fu anche l’ordinazione episcopale dei primi sei vescovi cinesi, fatta da Pio XI a Roma il 28 ottobre 1926, e seguita dalla fondazione dell’Università cattolica Fujen a Pechino nel 1927.

I primi attacchi giapponesi nel nord-est della Cina, o Manciuria, costituirono un problema delicato anche per la Chiesa. Nel 1932 mons. Costantini invitò i missionari a non intromettersi in questioni politiche, per evitare che qualcuno assumesse posizioni anticinesi; nello stesso tempo sperava che la Società delle Nazioni intervenisse e che lo stesso Pio XI esprimesse solidarietà con la Cina. Purtroppo, nel 1933, mons. Costantini fu costretto a ritornare in patria per ragioni di salute, ma, a Roma, come consultore e segretario di Propaganda, continuò a dare contributi positivi all’evangelizzazione della Cina, favorendo in tutti i modi la soluzione dell’altro problema scottante per le Missioni in quel grande paese: la questione dei riti cinesi.

L’occasione fu offerta nel 1934 dalla dichiarazione d’indipendenza del Manciukuo. Il 28 maggio 1935, Propaganda dava disposizioni affermative riguardo alla possibilità da parte dei cattolici del Manciukuo di partecipare alle cerimonie in onore di Confucio e degli antenati. Dietro richiesta di altri vicari apostolici, tali disposizioni furono estese a tutta la Cina, fino a quando la S. Sede, con l’istruzione dell’8 dicembre 1939, risolse definitivamente la questione permettendo ai cattolici di “intervenire agli atti in onore compiuti dinnanzi all’immagine o alla tabella di Confucio nei templi confuciani e nelle scuole” [5] .

A prendere il posto di mons. Costantini, nel frattempo, era stato nominato nel novembre 1933 mons. Mario Zanin.  

I conflitti armati e il brigantaggio spingevano molta gente a cercare rifugio nel territorio britannico di Hong Kong, soprattutto dal Guangdong. La propaganda clandestina del PCC penetrava la classe operaia e aizzava il popolino contro gli occidentali. La situazione si dimostrò estremamente difficile nei primi mesi del 1925, quando gli scioperi anti-giapponesi iniziati dai marinai di Shanghai si propagarono anche in Hong Kong, raccogliendo la solidarietà dei domestici e degli autisti dei trasporti pubblici, che sospesero i loro servizi agli europei. Più di 200 mila lavoratori ritornarono in Cina. A Canton, il 23 giugno seguente, una gran folla di studenti, operai e soldati fu organizzata in cortei e condotta a protestare contro le Concessioni inglese e francese, sull’isola di Shamian, dove, in uno scontro a fuoco, rimasero uccisi o feriti circa cento dimostranti. Il risentimento popolare giunse all’esasperazione e fu indetto uno sciopero generale con il boicottaggio delle merci occidentali [6] . In Hong Kong il boicottaggio dei prodotti inglesi e giapponesi paralizzò l’economia della colonia per quasi due anni, creando una forte crisi. Dopo la fine del boicottaggio nell’ottobre 1926, la vita cercò di riprendere il ritmo normale, ma gli scambi navali diminuirono molto, facendo precipitare le finanze.  

Sede vacante: p. Giovanni M. Spada, vicario capitolare (1924-1926)  

Dopo la morte del vescovo mons. Domenico Pozzoni (20 febbraio 1924), p. Spada è eletto vicario capitolare, pur rimanendo rettore della chiesa del S. Rosario. Lavorano con lui altri 19 missionari del Seminario delle MEM e 11 sacerdoti indigeni, oltre a 10 religiosi europei, 131 suore europee e 35 indigene. I cattolici sono 28.110. P. Spada si lamenta con il superiore: “... in coscienza le dico che Hong Kong al presente è trascurato; siamo da tutti criticati per non avere personale sufficiente e capace” [7] .

Per partecipare al Concilio plenario di Shanghai, si recano da Hong Kong lo stesso p. Spada, come responsabile ecclesiastico del Vicariato, e p. Valtorta, invitato come segretario ed esperto. Purtroppo p. Spada, a causa di una caduta sulla nave, deve passare parecchi giorni in ospedale [8] .

In estate, mentre p. Michele Cantore lascia l’Italia per Hong Kong (13 giugno 1924), i pp. Carabelli e Valtorta, eletti delegati al 2° Capitolo generale dell’Istituto, si recano a Milano. Il Capitolo si svolge dal 20 al 28 agosto e ne esce eletto superiore generale p. Paolo Manna. P. Valtorta, durante il suo soggiorno in patria, contribuisce anche a ordinare la sezione di Hong Kong [9] dell’esposizione missionaria in Vaticano del 1925.

Nella relazione del 1923-24, p. Spada, oltre a informare Propaganda sulla riesumazione del cadavere incorrotto di mons. Pozzoni e sulla comunità delle Suore cinesi, rende noto che le scuole fioriscono in modo particolare sull’isola di Hong Kong, con i migliori risultati. Vi si insegna regolarmente il catechismo e si prospettano conferenze pubbliche nella sede del Circolo della Gioventù cattolica cinese in via di costruzione in una posizione centrale. “Per causa della guerra civile le Suore non hanno potuto prendere possesso del piccolo ospedale fabbricato a Wai Chow, il quale però per opera dei missionari ha già fatto molto bene al popolo e ai soldati. Oltre a questo, grandi inondazioni e la guerra civile hanno rovinato parecchie cappelle e chiese… Una grande chiesa, in costruzione da due anni all’est della città di Hong Kong, è ormai ultimata ed in breve sarà aperta al pubblico…” [10] .

Infatti, un avvenimento significativo che il vicario dovrà presiedere sarà appunto la benedizione della chiesa di S. Margherita, in Happy Valley (25 gennaio 1925) [11] . Inoltre, in ottobre egli inaugura i nuovi locali del Collegio S. Giuseppe. Tuttavia il 1925, dato il boicottaggio e i conflitti, è un anno travagliato sia in Hong Kong che nei distretti del continente.

La relazione annuale, dopo aver riferito sulla persistente venerazione dei fedeli per la memoria di mons. Pozzoni, continua: “Nella città di Hong Kong, gli istituti di educazione e di carità, i Fratelli delle Scuole cristiane, le Suore Canossiane, le Suore di S. Paolo di Chartres e le Piccole Sorelle dei Poveri con le loro opere di carità sono in continuo progresso, come pure sono le scuole miste di lingua cinese, dirette dai missionari stessi... Ebbimo la consolazione di battezzare 589 adulti…”. E prosegue riportando il boicottaggio delle merci occidentali causato dagli scontri tra cinesi e occidentali a Canton, che andava creando grosse difficoltà finanziarie anche per la Chiesa [12] . Per risparmiare, i seminaristi vengono ospitati nell’episcopio. I nuovi arrivati durante l’anno sono i pp. Andrea Granelli, Diego D’Ayala e Alessandro Cometti.  

Nel febbraio 1926, p. Spada fa appello all’Opera pontificia per la Propagazione della Fede per un sussidio straordinario: “Alle distruzioni nei distretti e i danni recati alla Chiesa dalla guerra civile, si deve aggiungere che, a causa del boicottaggio istituito da Canton contro Hong Kong sin dal giugno scorso – il qual boicottaggio non accenna punto a rallentarsi – è stato rovinato il commercio della Colonia con la conseguenza per noi che, oltre all’aumento inevitabile dei prezzi, vennero a cessare gli aiuti di chi prima ci aiutava… Abbiamo poi dovuto ricostruire in parte il seminario con la spesa di 24.000 dollari di Hong Kong…” [13] . Il vicario entra in trattative con il sig. Pietro Tsui, proprietario e direttore del collegio Wah Yan, per affittargli i locali rinnovati del seminario.  

Informato della nomina di p. Valtorta a nuovo vicario apostolico (8 marzo 1926), p. Spada organizzò un comitato per preparare il più solennemente possibile i programmi per la giornata della sua ordinazione episcopale. Risultò un successo. Il neo-eletto fu ordianto il 13 giugno dallo stesso Delegato apostolico, mons. Celso Costantini. La cerimonia fu splendida grazie alla musica composta e suonata da p. Riganti che dimostra “eccezionali doti di compositore e di esecutore”. Nel refettorio, tutto adornato di fiori bianchi e gialli, “spiccava anche un gran quadro della Cena, eseguito dalla mano maestra di p. Daelli…” [14] . A pranzo, dopo la cerimonia liturgica, mons. Costantini lesse l’elogio mandato dal prefetto di Propaganda, il card. Van Rossum, per l’opera di p. Spada, vicario capitolare per oltre due anni, e in difficili circostanze [15] . Iniziava così l’episcopato del quarto vicario apostolico di Hong Kong.  

Avvenimenti principali del primo quinquennio di mons. Valtorta (1926-1931)  

La nomina da parte di Pio XI di p. Enrico Valtorta a vescovo titolare di Laro e nuovo vicario apostolico di Hong Kong, con i preparativi richiesti, mise un po’ in second’ordine l’altro avvenimento importante per l’Istituto: il 23 maggio 1926 il S. Padre, con il Motu proprio “Cum Missionalium Opera”, unificava il Seminario lombardo delle Missioni estere di Milano con il Pontificio Seminario per le Missioni estere di Roma, creando così il nuovo Pontificio Istituto per le Missioni Estere (PIME).

Il nuovo vescovo aveva allora 43 anni e ne aveva già spesi 19 in Hong Kong. Lo aiutavano nell’apostolato 23 confratelli e 10 sacerdoti cinesi. Nominò subito p. Spada suo vicario delegato o provicario (23 agosto), intraprese l’attuazione delle decisioni del Concilio plenario di Shanghai, nominando il primo prete cinese, p. Paolo Lu, membro del Consiglio della Missione, e iniziando, in autunno, le conferenze regolari per il clero.

Nell’agosto 1926 il vescovo informa: “Le devastazioni bolsceviche e la guerra ci hanno prodotto gravi e numerosi danni materiali nelle nostre missioni all’interno… La colonia inglese continua ad essere vittima del boicottaggio da parte dei cinesi di Canton. Tutta la popolazione ne soffre grandemente: molti dei nostri cristiani sono ridotti alla miseria e senza impiego… Stiamo aspettando l’arrivo dei Padri Gesuiti della provincia irlandese per concordare di aprire subito il Pensionato Universitario…” [16] .

Il primo ottobre 1926 parte per Hong Kong p. Edmondo Bruzzone, mentre nell’agosto 1927 vi sono destinati i pp. Antonio Rossellò, Ottavio Liberatore e Mario Parodi.

Il vescovo, nel frattempo, incoraggiato da mons. Costantini, intraprende le pratiche per il progetto del Seminario regionale per la Cina meridionale. Finalmente, il 24 aprile 1927, si giunge all’acquisto del terreno ad Aberdeen, ma si deve aspettare ancora prima di iniziare la costruzione.

L’8 settembre 1927 viene firmata la convenzione per la cessione della Scuola industriale e Orfanotrofio di S. Luigi alla Società Salesiana: la Missione cede in perpetuo l’uso del terreno e dei fabbricati dal 1° ottobre 1927 a scopo educativo, con l’oratorio semipubblico di S. Antonio, ma richiede che siano accolti gratis almeno venti alunni della Missione stessa [17] .

La relazione annuale del 1926-27 riassume gli avvenimenti principali: “Mons. Costantini fu ospite per qualche settimana e con lui si è scelto il terreno per il Seminario regionale… L’arrivo dei Gesuiti d’Irlanda venne a riempire una lacuna… Giunsero la sera del 2 dicembre 1926. In aggiunta alla fondazione del Pensionato universitario (Ricci Hall), essi dovranno fornire il personale per il Seminario regionale… Ci siamo inoltre procurati l’aiuto della Società Salesiana, obbligata dall’invasione militare a ritirare quasi tutto il personale e il macchinario dagli iniziati istituti di Shanghai; ha accettato di subentrare ai Padri di Maryknoll nella cura del nostro Orfanotrofio con la scuola industriale annessa… Nuove scuole furono aperte sia in città che nei distretti…”. E continua informando sulle vicende dei distretti del continente, di cui si tratterà in seguito [18] .  

Nel 1928 p. Paolo Manna, il superiore generale del PIME che aveva intrapreso una lunga visita alle Missioni in Estremo Oriente, si vide costretto dalla salute precaria a soggiornare più di due mesi in Hong Kong (dal 5 maggio al 10 luglio). Ne approfittò per esaminare con i missionari (12-13 giugno) la situazione del personale, le Osservazioni sulle condizioni missionarie in Hong Kong preparate da mons. Valtorta e i bilanci finanziari. Il vescovo provvedeva un quadro generale della situazione, sottolineando che “i distretti missionari del continente basterebbero da soli ad assorbire l’attività missionaria del vicario e di una trentina di sacerdoti… Hong Kong, città modernissima di un milione di abitanti, ha pure i bisogni specializzati di una qualsiasi grande città europea, aumentati per di più dalla diversità delle lingue e delle razze (cinese, portoghese e inglese) e dal fatto di essere uno dei primissimi porti del mondo e anche luogo di residenza di numerose forze militari e navali… Il lavoro di propaganda tra i pagani, che più direttamente corrisponde alla nostra vocazione, è, in spirito e teoria, il più desiderato, ma, a fatti e per forza di cose come al solito, il più trascurato in città. I Cinesi pagani in Hong Kong saranno un milione circa. Molti stanno bene di fortuna e sono bene istruiti. Molti commercianti ingolfati negli affari. Una forte massa operaia che non sta troppo male di salario. Una fortissima massa di ‘coolies’, che vive alla giornata e per la quale non vi è assolutamente nessuna assistenza sociale, eccetto il diritto di essere ammessi gratis all’ospedale, dove sono curati in qualche modo. Da notarsi anche un’intera popolazione di Tankalao (mettiamo circa 50.000), gente che non ha altra casa che la propria barca e vive sull’acqua con la pesca… E infine la popolazione studentesca… per la quale i resoconti governativi danno 11.867 iscritti nelle scuole inglesi e 37.244 iscritti nelle scuole cinesi. La propaganda che si potrebbe fare, specialmente tra il popolo e gli studenti con opere di assistenza sociale e scolastica è enorme; ma siamo sempre alla stessa difficoltà della mancanza di mezzi e di personale…” [19] .

Riguardo al settore economico, p. Manna fa rilevare l’importanza di operare una divisione tra i beni della Missione e quelli dell’Istituto, con amministrazioni separate, e propone di stabilire in Hong Kong una Procura dell’Istituto stesso per tutte le sue Missioni in Cina [20] .

Durante l’anno il personale aumenta, con l’ordinazione di due sacerdoti cinesi: Pietro Chow Wai-Tak e Benefico Chan Hung-Yan, e con l’arrivo dall’Italia dei pp. Orazio De Angelis e Raffaello Maglioni.

Intanto la Congregazione delle Suore del Prezioso Sangue riceve una nuova sede nel quartiere nuovo di Sham Shui Po, ma deve attendere il 19 luglio 1929 per la pubblicazione del Decreto di erezione canonica ufficiale [21] .  

Nel 1928 si erano registrati altri fatti significativi come “la costruzione della cappella grandiosa delle Suore francesi di S. Paolo, l’inaugurazione ufficiale dell’Ospedale S. Giuseppe a Wai Chow (19 marzo 1928)… La pagina che in questo scorso anno è veramente ‘rubro signanda lapillo’ è la storia della persecuzione sanguinosa sofferta dalla Missione nel distretto dell’Hoi Fung [come si vedrà più dettagliatamente]… con parecchi, si fa il nome di più di cento, che perdettero la vita piuttosto che rinnegare la fede; di sette-otto si raccolgono dati precisi per promuovere, a Dio piacendo, la causa di beatificazione…” [22] .

Nel settore della stampa, per opera dei Gesuiti si riprese all’inizio dell’anno la pubblicazione mensile di “The Rock”, interrotta nel 1925 perché l’editore, F.J. Bowen, si era trasferito in Inghilterra [23] . Inoltre, il 4 agosto 1928 venne lanciato il periodico cattolico cinese, Kung Kao Pao, per iniziativa di p. Granelli, in collaborazione con p. Filippo Lo presso la chiesa del Rosario. Inizialmente aveva una circolazione di 8.000 copie e divenne presto settimanale. Mons. Valtorta lo fece diffondere soprattutto nelle scuole cattoliche [24] .  

Nel 1929 il personale aumenta con l’arrivo di p. Alfredo Feroldi e l’ordinazione di p. Simone Chan Kwok-Wing, a Roma alla fine degli studi. La relazione annuale completa le informazioni: “Si è svolto un corso di conferenze apologetiche tenute dai Gesuiti… Le Suore Canossiane hanno aperto il nuovo Ospedale Canossa, il cui edificio fu lasciato in eredità da un signore protestante inglese [25] ... Scuole: mentre le scuole nei distretti soggetti alle restrizioni legislative della Cina sono in numero ristretto ed alcune anzi dovettero essere chiuse, le scuole nella colonia inglese sono rigurgitanti. Oltre alle scuole tenute direttamente dalla Missione o da Istituzioni religiose, vi sono alcune scuole fondate e dirette da maestri cattolici. La scolaresca delle nostre scuole ascende a circa 9 mila.… I Gesuiti hanno finito il loro pensionato Ricci Hall, che inizierà con gennaio 1930...” [26] .  

All’inizio del 1930 comincia anche la costruzione del Seminario regionale in stile cinese, sotto la direzione di p. Grampa. Il 19 aprile viene ordinato sacerdote p. Pietro Ngai Wah. In maggio i pp. Parodi e Carabelli lasciano Hong Kong, poiché Propaganda ha loro chiesto di andare ad aiutare nella fondazione del Seminario per le Missioni d’oltremare di Cucujaes, in Portogallo [27] . Per sostituirli, in settembre partono per Hong Kong i pp. Ambrogio Poletti e Raffaele Della Nina.

Nel settembre 1930 il vescovo propone la formazione di un Comitato per l’Educazione cattolica, il cui primo raduno (19 novembre) si svolge alla presenza dello stesso Delegato apostolico: gli scopi prefissi sono favorire una buona istruzione religiosa nelle scuole cattoliche e creare un fondo per la preparazione di buoni testi per la scuola e per la formazione dei maestri.

Durante l’anno il vescovo conclude la visita pastorale a tutto il vicariato. È inaugurata la chiesa di Cristo Re nel Convento francese, aperto un salone di propaganda religiosa a Sham Shui Po, iniziata la pubblicazione del foglietto per il Vangelo domenicale; vengono organizzati ritiri settimanali alla Ricci Hall e trasmissioni-radio religiose. “Si sta organizzando la produzione di un quotidiano cinese per Hong Kong di cui sarà responsabile il laicato cattolico…” [28] .

Il quotidiano cinese, Chung Wo Yat Po (Quotidiano dell’Armonia), vede la luce l’11 febbraio 1931, ma sfortunatamente, a causa della crisi finanziaria, esce solo per un anno circa.

Il 22 settembre 1931 arrivano a Hong Kong i pp. Carmelo Orlando e Nicola Maestrini.

La Relazione annuale per Roma aggiunge: “Per il lavoro di propaganda… si tiene l’istruzione settimanale nelle scuole… Altre iniziative furono l’apertura di un negozio della Buona Stampa, la pubblicazione del Messaggero del S. Cuore per l’Estremo Oriente in inglese per iniziativa di un fervente cattolico. Si approfitta anche della Radio locale per programmi religiosi mensili…” [29] .

Il 1° novembre 1931, nel frattempo, è inaugurato ad Aberdeen il Seminario regionale della Cina meridionale sotto la responsabilità amministrativa e formativa dei padri Gesuiti irlandesi [30] . Pertanto, il seminario dell’Immacolata Concezione del Vicariato, sotto la direzione del padri del PIME divenne minore. In dicembre, viene posta la prima pietra anche del Collegio La Salle in Kowloon [31] .  

Il dissesto finanziario della Missione e la fondazione della Procura PIME  

Alcuni anni dopo lo sciopero e il boicottaggio degli anni 1925-1926, la crisi finanziaria in Hong Kong non si era ancora risolta. Come si è già accennato sopra, durante la sua visita in Hong Kong nel 1928 p. Manna aveva proposto di separare l’amministrazione dei beni appartenenti alla Missione da quelli dell’Istituto, oltre che di stabilire una Procura di questo, che curasse il già esistente ‘Fondo PIME’ [32] . Nonostante il consenso del vescovo e dei consiglieri [33] , di fatto non se ne fece nulla.

Negli anni seguenti, la situazione finanziaria della colonia andò gradualmente peggiorando. Molti si diedero a speculazioni bancarie, a giochi di borsa e a transazioni azionistiche rischiose: vi si coinvolsero anche le procure ecclesiastiche e singoli missionari. Nella procura della Missione cattolica operava p. Banchio, successore di p. Banchi dal 1924, aiutato dal 1925 al 1929 da p. Luigi Rossi e dal 1929 da p. Zilioli.

La crisi finanziaria in Hong Kong si acutizzò ancor più nel 1931. “Il 23 febbraio scorso [1932] – annotava mons. Valtorta – con grande sorpresa P. Zilioli mi chiama in Procura, dove P. Banchio piangendo mi dice di aver sbagliato...”. Si prospettava una bancarotta o un ‘disastro finanziario’, come sarà chiamato. Tutti i fondi propri e in gestione della Missione erano stati dati in prestito da p. Banchio ad amici e a varie imprese, tra cui l’Hoi Fook per la costruzione di due vapori, all’insaputa del Consiglio di Amministrazione della Missione e senza garanzie solide. Molte ditte dovettero dichiarare bancarotta, date le condizioni precarie dell’economia della colonia, e quindi furono impossibilitate alla restituzione. Il vescovo formò subito un Comitato straordinario di Amministrazione [34] , che cercò varie misure e possibili rimedi alla situazione, come pignoramenti di proprietà, messa in appalto della bottega della Buona Stampa, prestiti bancari, controllo delle azioni e ipoteca dei vapori della Compagnia Hoi Fook in favore della Missione, aumento degli affitti delle proprietà della Chiesa stessa, ecc. Mons. Valtorta, intanto, aveva ragguagliato il Delegato apostolico della situazione e richiesto i permessi necessari in caso di urgenza [35] . In aprile richiamava dal distretto p. Liberatore, che era ragioniere, per fare una valutazione più oggettiva della situazione finanziaria, che, a giudizio di questi, risultava oggettivamente non pericolosa, ma dipendente dalla probabilità di riscossione dei crediti. Il problema concreto, infatti, era di farsi rimborsare i crediti, cosa che in quelle circostanze risultava molto difficile, data la crisi generale. Il vescovo rimaneva pessimista e molto preoccupato. Informando il Delegato apostolico sull’impossibilità di sospendere i lavori che la Missione aveva in corso, sottolineava: “Pare che il nostro attivo totale supera, e bene, il nostro passivo totale. Ciò dipende però dalla riscossione dei prestiti fatti. Se, per caso, una buona parte di questi non si potesse più riscuotere, allora le condizioni cambierebbero e noi ci troveremo in un grave passivo…” [36] .

Nel frattempo il Consiglio straordinario tratta il problema dei creditori della Missione e altre questioni urgenti, tra cui la necessità di separare nettamente i beni del Vicariato da quelli dell’Istituto in due amministrazioni distinte. Mons. Valtorta aggiorna anche il superiore generale, che le perdite accertate fino ad allora sono di circa 400 mila dollari, e propone di vendere le proprietà o fare un buon prestito di ammortizzamento, chiedendo il permesso di poter vendere, eventualmente, le proprietà dell’Istituto [37] .

Alcune misure prese portano intanto qualche effetto positivo: vendite di proprietà e di azioni, insieme ad alcuni rimborsi di crediti alla Missione, aumentano un po’ i fondi per le spese delle costruzioni in atto. Il vescovo convoca un’Assemblea straordinaria dei missionari più anziani (23-27 giugno) in cui si decide di adottare la misura di una stretta economia nella Missione, insieme alla vendita parziale di proprietà immobiliari. In settembre giunge anche il Superiore regionale, p. Sperandio Villa, che propone di chiedere aiuto a tutte le altre procure presenti in Hong Kong; ma la richiesta non ottiene risultati consistenti. A far andare ulteriormente su tutte le furie mons. Valtorta, che si dimostra in quel periodo preoccupato solo dei problemi finanziari, c’è anche il comportamento di p. Banchio che continua a immischiarsi negli affari economici. Perciò il vescovo si sente “in dovere di sospenderlo a divinis e relegarlo nella casa della Missione”. Il padre si deprime al punto di ammalarsi di nevrastenia acuta, per cui si decide di rimandarlo in Italia [38] .

Il 23 settembre seguente il vescovo normalizzava la situazione della procura, nominando procuratore p. Liberatore, e ordinava misure di stretta economia per individui e istituzioni della Missione. Si continuava, intanto, a registrare anche altri risultati positivi, dati dalla vendita dei macchinari della Chung Wo Press, delle saline nell’Hoi Fung, ecc. “Il Collegio Wah Yan è passato ai Padri Gesuiti… Questo risultato, se non causato, è venuto per l’occasione delle nostre disgrazie finanziarie, perché i dirigenti del Collegio perdettero moltissimo in un certo affare di bastimenti, nei quali avevano trascinato anche il P. Banchio. Ora il direttore e proprietario del Collegio si è redento con questo magnifico gesto…” [39] .

Il problema del Fondo PIME e della separazione delle due amministrazioni porta alla formulazione, da parte di p. Liberatore, di una proposta speciale [40] . Il superiore generale p. Manna decide di recarsi personalmente a Hong Kong per valutare la situazione finanziaria e vi arriva il 2 febbraio 1933. La proposta di Liberatore, rielaborata nei dettagli, è sottoposta al Consiglio straordinario di amministrazione, che la discute punto per punto con ulteriori modifiche. Riguardo agli altri fondi, affidati da varie istituzioni alla Procura di Hong Kong, si decide di denunciarne la perdita ma di continuare a pagarne gli interessi [41] . Il 6 marzo 1933 con p. Manna viene stipulata e firmata la Convenzione, nella quale si istituisce una Procura del PIME in Hong Kong.

“Ad ottenere praticamente la costituzione di detto ‘Patrimonio Iniziale’, la Direzione generale del PIME si impegna a versare nel corrente anno la somma di HK $ 310.000 e, da parte sua, il Vicario apostolico metterà a disposizione della nuova Procura i seguenti beni:

a) Le case di Caine Road… b) Case e terreno del St. Joseph’s Terrace… c) Case e terreno dietro la chiesa di S. Teresina in Kowloon Tong… Alla Direzione generale sarà annualmente garantito dalle entrate di detti beni il 6% netto sul capitale versato alla stipulazione del contratto per l’istituzione della nuova Procura, ossia su HK $ 310.000”. Hong Kong si impegna, inoltre, ad ottenere che il PIME sia legalmente costituito e riconosciuto come ente morale dal governo coloniale, e ad effettuare il trapasso legale dei beni immobiliari, come anche la permuta della Woodbrook Villa con annesso terreno, che era stata regalata al PIME, con la chiesa e la residenza di S. Margherita [42] .  

“L’istituzione di una Procura dell’Istituto in Hong Kong – spiega p. Manna –, che è ora un fatto compiuto, ha messo finalmente in esecuzione un progetto negli anni passati più volte prospettato… Questa Procura è alla diretta dipendenza della Direzione generale, che la gestisce con proprio personale. Essa avrà la propria sede presso la Chiesa di S. Margherita... Contemporaneamente l’Istituto sta per essere riconosciuto quale Ente morale dalle Autorità inglesi della Colonia e Procuratore interinale, munito di ogni legale facoltà, è stato nominato P. Ottavio Liberatore” [43] .

Il 9 maggio 1933, la SCPF concede il beneplacito per l’erezione canonica della Procura del PIME con annessa chiesa e residenza di S. Margherita in Hong Kong [44] . Nel settembre 1933, il PIME è riconosciuto come ente morale e registrato nella colonia e P. Liberatore diventa il suo primo procuratore dal 1° settembre.  

Nel frattempo si finalizza qualche caso finanziario: alcuni crediti della Missione vengono ripagati, e affari risolti con un certo profitto. Altri casi, però, rimangono ancora in sospeso. La vendita dei due vapori della Hoi Fook avviene finalmente nel gennaio 1934 [45] .

Nel mese seguente p. Liberatore presenta la sua terza relazione finanziaria, ponendola a confronto con le precedenti: si dimostra ottimista anche se i debiti, molto diminuiti, non risultano ancora del tutto ammortizzati [46] . Ma nell’agosto seguente p. Liberatore, per motivi di salute, non può continuare il lavoro di procuratore della Missione e dell’Istituto. Il suo posto è preso da p. Antonio Riganti.  

La crisi finanziaria in Hong Kong continuava purtroppo a persistere, per cui gli altri crediti della Missione non potevano essere rimborsati. Gli affitti svalutati e il cambio sfavorevole peggioravano ulteriormente la situazione finanziaria. Cresceva il malcontento, sia a Milano dove non perveniva il reddito garantito del 6%, sia soprattutto a Hong Kong dove tale reddito risultava troppo alto a causa delle circostanze precarie. Di conseguenza, nel giugno 1935, mons. Valtorta mandava al nuovo superiore generale, mons. Lorenzo Balconi, una “petizione per trattare una possibile revisione della Convenzione … onde sia migliorata a favore di questa Missione, le cui condizioni, causa la crisi continua, perdurano tristissime…”. Chiedeva “di ridurre le rendite del 6% al 4 o 4,5% al massimo” [47] .

Ma questo memoriale e altra corrispondenza non servirono che a creare ulteriori malintesi. Da Hong Kong si cercò di spiegare meglio la situazione, mentre Roma a sua volta precisava il punto di vista della Direzione generale [48] . Alla fine, mons. Valtorta fu richiamato in Italia per chiarire a voce il caso. Dall’8 dicembre 1935 al luglio 1936, il vescovo si recò quindi a Roma per la visita ad limina e per trattare personalmente dei problemi finanziari, oltre a cercare fondi per lo stato economico ancora “disastroso” della Missione. Non esiste documentazione su che cosa vescovo e superiore abbiano trattato a voce. Mons. Valtorta ritornava a Hong Kong il 21 luglio 1936, accompagnato però da p. Giovanni Bricco, per “far eseguire la Convenzione stipulata il 6 marzo 1932… La Direzione generale eleggendo il Rev. P. Bricco a Procuratore del PIME gli ha commesso anche l’ufficio di Visitatore straordinario del Vicariato di Hong Kong, carica che gli faciliterà il suo compito; durerà un anno dall’arrivo e potrà essere riconfermata per un nuovo periodo…” [49] .

P. Bricco ricevette le consegne da p. Riganti e si mise a visitare i confratelli nelle varie sedi (anche a Wai Chow) [50] . Indisse poi l’adunanza generale per il 20-21 ottobre 1936. Tra gli argomenti trattati c’era anche la proposta della divisione del Vicariato, sebbene con pareri diversi: “Monsignore invece ora è propenso alla divisione – così p. Bricco ragguagliava il superiore. –Vi sono luoghi, mi hanno detto i Padri, che i cristiani da cinque o più anni non vedono il Vescovo. Hong Kong lo assorbisce tutto e così trascurando i Padri ne risulta malcontento e le cose vanno come possono…” [51] .

Per rendere la Procura indipendente, p. Bricco, a causa della sua salute malferma, riteneva preferibile nominare un padre di Hong Kong, nel duplice impiego di procuratore e rettore di S. Margherita. Propose quindi dapprima p. Spada, poi p. Liberatore, e infine p. Umberto Galbiati, incontrando sempre una forte opposizione da parte di mons. Valtorta. Questi chiedeva che fosse l’Istituto a provvedere una “persona di primo ordine” per l’incarico, senza ricorrere al personale di Hong Kong; di fatto, però, faceva sospettare di non voler cedere la chiesa di S. Margherita. Ma anche il superiore generale, mons. Balconi, era deciso e p. Galbiati obbediente. Dal momento che il vescovo non gli permetteva di aprirla nella rettoria di S. Margherita, questi la aprì dove lavorava, cioè a Sham Shui Po: “Con il quindici di questo mese [luglio 1937] la Procura del PIME in Hong Kong ha cominciato a funzionare regolarmente. Grazie a Dio si è finalmente riusciti a renderla indipendente. Se p. Bricco non fosse stato qui la cosa sarebbe stata impossibile. Si è fatto di tutto per ostacolarla, per sabotarla…” [52] .

In Italia, il superiore generale e i padri del Consiglio si dimostravano esasperati contro Hong Kong [53] . Alla fine, mons. Valtorta cedette la chiesa di S. Margherita “in onore del Sacro Cuore” [54] e, anzi, cercò di giustificare il suo operato, ma affrettandosi a precisare che le offerte della chiesa dovevano essere usate solo per la parrocchia (20 ottobre 1937) [55] .

Il 23 ottobre seguente, p. Bricco s’imbarcava per l’Italia, dopo aver assicurato che “i soldi sono in mano di p. Galbiati e l’ho avvertito che ogni avanzo delle spese della Procura e della Chiesa deve andare all’Istituto per compensare in qualche maniera il 6%, difficile ad aversi pur avendo tutte le case affittate…” [56] . P. Galbiati si era trasferito a S. Margherita il 20 ottobre; informando di questo il superiore generale, gli aveva chiesto, come prima cosa, di mandargli un coadiutore [57] . Mons. Balconi precisò lo stato giuridico del procuratore, che diventava direttamente dipendente dalla Direzione generale [58] . I rapporti però rimanevano tesi e il malcontento persisteva, soprattutto in mons. Valtorta.  

Cronaca degli avvenimenti principali del Vicariato (1932-37)  

Riprendendo la cronaca della vita centrale del Vicariato, il primo avvenimento significativo del 1932 si verifica in marzo con le dimissioni di p. Spada da provicario, sostituito da p. Riganti [59] . Nonostante le preoccupazioni del dissesto finanziario, a Kowloon Tong si continua la costruzione della chiesa di S. Teresa, che viene benedetta in dicembre. Riguardo al personale, durante l’anno arrivano i pp. Giuseppe Alessio e Giorgio Caruso. È inaugurato il Collegio La Salle, aperto l’Ospedale per bambini delle Suore Preziosine a Sham Shui Po, mentre il Collegio Wah Yan, come si è visto, è passato in mano dei Gesuiti. L’atmosfera però sa di crisi e di scoraggiamento, a causa dell’eccessiva preoccupazione per i problemi finanziari, che riduce l’interesse nel lavoro apostolico e crea occasioni di disputa e di conflitto tra gli stessi missionari.  

Il 3 gennaio 1933 è approvata l’erezione delle chiese urbane in quasi-parrocchie. A fine settembre arrivano nuovi missionari, i pp. Pietro Garbelli, Domenico Bazzo e Quirino De Ascaniis. Durante l’anno si registra un certo peggioramento della crisi finanziaria nella colonia, che però permette di mantenere le posizioni. Altri avvenimenti significativi sono la scomparsa del comunismo nel martoriato Hoi Fung (come si vedrà meglio), la costruzione di una nuova cappella ad Aberdeen, la benedizione e l’apertura del nuovo fabbricato del convento delle Piccole Suore dei poveri. Viene formata una commissione speciale per sorvegliare e perfezionare l’insegnamento religioso nelle scuole cattoliche. “La crisi finanziaria ha danneggiato anche la stampa, costringendo alla chiusura di una tipografia e la cessazione di due giornali quotidiani cinesi. Gli altri periodici riescono a mantenere le loro posizioni” [60] .  

Il 1° febbraio 1934 i membri della Direzione generale dell’Istituto, giungevano a Hong Kong per l’incombente capitolo generale del PIME. Tra loro vi è anche fr. Mario Colleoni, destinato a Hong Kong. La 3° Assemblea generale dell’Istituto si svolge dal 15 febbraio al 6 marzo, con l’elezione di mons. Lorenzo Balconi a superiore generale.

Nel Vicariato, il Sabato santo sono ordinati tre novelli sacerdoti locali, i pp. Luca Fung Tak-Yu, Paolo Lau Wing-Yiu e Giuseppe Yip Yam-Wan. In aprile p. Filippo Maglio lascia definitivamente la Missione per ritornare in diocesi. In ottobre giungono in Hong Kong i pp. Antonio Zago e Luciano Aletta. Inoltre, in agosto viene ufficialmente fondata la “Catholic Truth Society” (Buona Stampa) per iniziativa di p. N. Maestrini.

A fine marzo arriva il nuovo delegato apostolico, mons. Mario Zanin, per la visita ufficiale di un mese a tutti i conventi e scuole della colonia. “Mons. Zanin fu soddisfattissimo delle scuole in Hong Kong. La sua visita ha apportato un nuovo e pronto risveglio nello studio della Religione e nelle conversioni. La Commissione catechetica diocesana, istituita l’anno scorso, sorveglia l’istruzione religiosa dappertutto, nei programmi e nell’insegnamento, manda sacerdoti a tenere conferenze in tutte le scuole e indice esami e concorsi di catechismo…”. La relazione annuale prosegue: “L’Azione Cattolica continua con vari rami e si è cominciata una sezione speciale di Aspiranti… Verso la metà di agosto, il Carmelo si è rifugiato qui da Canton: spiritualmente mi pare che vada molto bene… materialmente vi è ancora da aggiustare la questione finanziaria con il vicario apostolico di Canton [61] . In città una grande aggiunta al cimitero cattolico richiede una grossa spesa preventiva…” [62] .  

Nella primavera del 1935 p. Riganti cede il posto di procuratore della Missione a p. Bruzzone, ma rimane procuratore del PIME. In settembre arrivano nuove forze: i pp. Luigi Pulit e Francesco Ricciardi. A fine giugno 1935 il debito della Missione è ancora sostanziale, per cui mons. Valtorta batte cassa presso il segretario generale dell’Opera per la Propagazione della Fede, facendo leva sul fatto che “i battesimi degli adulti dal 1931 al 1935 sono stati rispettivamente 701, 930, 588, 965 e 1074, cioè un aumento netto di 5.300 fedeli, raggiungendo un totale di 32.055 fedeli” [63] . In agosto, un violento tifone reca ingenti disastri all’episcopio, al seminario e alla cattedrale, che peggiorano la situazione finanziaria. Il 25 luglio 1936 si piange la scomparsa di p. G. Carabelli [64] .

“Il successo delle scuole nell’istruzione religiosa è pure assai notevole, avendo la Commissione catechetica esplicato la sua attività con molto zelo, soprattutto per la gara catechistica per la Coppa del Vescovo – riferisce il rapporto annuale. – L’attività dell’Azione Cattolica è aumentata per l’istituzione in Hong Kong di un consiglio diocesano… Speciale attività fu svolta per i carcerati della colonia inglese, e per gli ‘street sleepers’ (vagabondi che dormono sulle strade) ad opera del Terzo Ordine di S. Francesco. La ‘Catholic Truth Society’ continua bene con una speciale edizione del Catechismo approvato dalla Commissione sinodale… A riguardo delle finanze, andiamo un po’ meno peggio dell’anno scorso, ma sempre con fortissimi debiti che strangolano ogni desiderio di espanderci…”. Necessità urgenti sono una chiesa a Wanchai e un barcone per Aberdeen che serva da cappella e da luogo di convegno per i pescatori [65] .  

Il 1° gennaio 1937 fu pubblicato il decreto di erezione ufficiale delle Regioni (o Foranie) ecclesiastiche: la città di Hong Kong e di Kowloon, con a capo p. Page; i Nuovi Territori, con p. D’Ayala; il Po On, con p. G. Yeung; il Wai Yeung, con p. Pilenga; l’Hoi Fung, con p. L.Bianchi. Ogni anno i vicari foranei dovevano compiere una visita ai distretti e stilare una relazione scritta. Il sabato santo (23 marzo) vennero ordinati i primi sacerdoti Hok-lao: i pp. Renato Kwok King Wan e Leone Chan Pak Leung, insieme ai pp. Giacomo Wong Yu Chi, Giacomo Wong Shing Foon e Giuseppe Cheung Chi Yim, tutti destinati nei distretti continentali.

Gli esercizi spirituali predicati dal p. Mateo Crawley-Boevey (a Hong Kong nell’aprile per i missionari stranieri e a Canton in giugno per il clero cinese), ebbero, tra le risoluzioni pratiche, l’organizzazione della devozione al S. Cuore ai primi venerdì del mese in tutte le chiese.

Altro avvenimento significativo dell’anno fu il Congresso eucaristico internazionale tenutosi a Manila. Partirono da Hong Kong per parteciparvi più di 300 cattolici, 10 sacerdoti e il vescovo stesso, mentre circa 17.000 pellegrini di altri paesi passarono da Hong Kong.

Si registrò un soddisfacente sviluppo delle istituzioni religiose con l’apertura di nuove case e centri di apostolato, oltre a due nuove chiese. Fu costituito anche il ‘Catholic Information Bureau’ e costruita una sede per le fiorenti associazioni giovanili. “Le scuole godono di un successo straordinario. Da vari anni funzionano assai bene parecchi oratori festivi, che raccolgono più di 800 fanciulli, per lo più nei quartieri poveri…” [66] .  

Sviluppo dell’apostolato e dell’evangelizzazione (1924-1937)  

Apostolato sull’isola di Hong Kong  

Il rettore della cattedrale, p. Banchi, viene richiamato in Italia nel 1924 e gli succede p. Banchio, con p. Rossi come assistente. L’anno seguente questi è nominato dapprima pro-rettore e poi rettore in carica della comunità portoghese, mentre p. Banchio si prende cura di quella cinese. Si continua così fino alla fine del 1929, quando p. Banchio diviene rettore anche del Distretto ‘ad paganos’ di Hong Kong ed è sostituito per la cura dei cinesi da p. Situ. Nel 1933 diventa rettore della cattedrale p. Teruzzi, aiutato da p. Bruzzone, vice-procuratore. Nel 1934 p. Spada prende il posto di p. Teruzzi, assistito da p. Rossellò. Così si continua fino alla fine del 1936. Le cerimonie liturgiche nelle feste solenni sono curate da p. Teruzzi, cerimoniere ufficiale della diocesi, nonché cancelliere e archivista, e servite dai chierici del seminario.

Alla chiesa di S. Giuseppe, nel 1924, è ancora rettore e cappellano militare p. Agostino Placzek. Ma nell’anno seguente egli deve rimpatriare per malattia ed è sostituito da p. Riganti che svolge quegli incarichi fino al 1948. Questi è anche cappellano della prigione di Victoria e insegnante in seminario.

A Wanchai, nella cappella di S. Francesco, continua a lavorare p. Situ fino all’inizio dell’ottobre 1929, quando deve assumersi la responsabilità della comunità cinese della cattedrale. Ne prende il posto, temporaneamente, p. Parodi. Partito questi per il Portogallo l’anno seguente, la cappella è servita dal clero di S. Margherita, finché nel maggio 1931 ne prende la cura p. Zilioli, aiutato da p. Ngai da S. Margherita, responsabile della scuola locale Ki Lap. P. Zilioli comprende presto che era necessario costruire una vera chiesa e comincia a raccogliere fondi.

Nella chiesa di S. Margherita, al posto di p. De Maria, viene designato come rettore p. Valtorta, ma poiché questi è assente, il suo posto è preso da p. Page.

“I padri Page e Situ furono i primi responsabili della chiesa. Dal 17 marzo 1925 e per tutto l’anno che precedette la sua elezione a vescovo fu rettore p. Valtorta. Il 19 marzo 1926 troviamo ancora p. Page in carica della chiesa; rimase fino alla fine dell’anno, quando p. Placzek lo sostituì fino alla sua morte (26 settembre 1928) [67] . Dal gennaio 1929, p. Page fu di nuovo rettore fino all’ottobre 1937, quando, come si è già visto, gli successe p. U. Galbiati, con la parrocchia ceduta al PIME [68] .

Alla chiesa della S. Croce a Shau Ki Wan, continuò a lavorare in tutto questo periodo p. Paolo Lu. Alla fine del 1929, si era trasferito nell’area un certo numero di gente dell’Hoi Fung interessata alla fede cattolica. Nel 1931 si sentì il bisogno di allargare la chiesa. P. Lu propose di costruire una chiesa nuova e di usare la vecchia come scuola. Dal governo non venne nessun ostacolo, ma vi furono obiezioni e urgenze diverse [69] . Pertanto, si chiese al governo di concedere un lotto di terreno non là, ma a Sham Shui Po.

West Point, dopo la demolizione della chiesa di S. Antonio nel 1922, fu servito dapprima dai padri di Maryknoll e poi nel 1927 dai Salesiani in carica dell’orfanotrofio e scuola industriale di S. Luigi. Aberdeen e Stanley restavano uniti e ne era incaricato p. Carabelli, fino al 1931, quando, data la crescita dei cristiani, venne ad aiutarlo p. Situ: celebravano alternativamente nelle due scuole che operavano nella zona. Nel giugno 1931 il vescovo propose “che si adattasse come cappella quel fabbricato di proprietà della Missione che era affittato come Dairy e che vi si celebrasse la Messa domenicale” [70] . Alla fine dell’anno, la Dairy Farm sloggiava il fabbricato [71] . La cappella venne subito ristrutturata ed equipaggiata con il contributo dei pescatori stessi, tanto che nel giugno 1932 si ottenne dal governo il permesso di potervi celebrare anche i matrimoni. La chiesa di S. Pietro veniva solennemente benedetta il 1° luglio 1934 [72] .

A Taikulao, sotto la responsabilità dei padri delle MEP, la cappella dedicata all’Apparizione della B.V. Maria Immacolata di Lourdes fu benedetta da mons. Valtorta nel giugno 1927. Venne sostituita da una nuova, costruita per iniziativa di mons. Gustavo Deswazieres, che era diventato superiore della casa di Nazareth, e benedetta l’11 febbraio 1938. La chiesa, insieme alla Grotta di Lourdes, divenne presto meta di pellegrinaggi mariani [73] .    

Sviluppo dell’apostolato in Kowloon  

Alla chiesa del S. Rosario [74] continuava a lavorare p. Spada, assistito per la comunità cinese da p. Filippo Lo e poi da p. Felice Shek (1924-26). P. Bruzzone pure dava una mano.

Nel gennaio 1927 p. Spada riferiva: “Il P. Shek parte domani mattina per la sua nuova destinazione… Il P. Filippo potrebbe ritornare qui domani stesso insieme al P. Francesco Chan e incominciare il suo ministero anche domani. Questi, lunedì, potrebbe portare le sue cose a Sha Ti Yuen [nella cappella di S. Francesco Saverio]…” [75] . Al Rosario rimangono quindi ancora i pp. Spada e F. Lo, a cui si aggiunge in seguito p. Granelli. Alla fine del 1928 quest’ultimo vi lavora come pro-rettore e, come è già stato detto, inizia con p. Lo la pubblicazione del settimanale cinese Kung Kao Pao. Alla fine del 1929 p. Pietro Lam sostituisce p. Filippo Lo per i servizi alla comunità cinese e nel gennaio 1932 si aggiunge anche p. Maestrini che si preoccupa di fare qualcosa di più per la gioventù di Kowloon, iniziandovi l’Azione Cattolica [76] con un gruppo di 15-20 giovani, il 29 ottobre seguente [77] .

P. Spada rimane rettore fino al giugno 1933, quando è sostituito da p. Rossi. P. De Angelis viene nominato assistente e incaricato anche della gioventù e delle scuole della colonia. Nello stesso anno è reintrodotta la catechesi in portoghese, dal momento che molti portoghesi vi si sono trasferiti da Hong Kong [78] . Il 23 ottobre 1933 la chiesa viene eretta a quasi-parrocchia e se ne fissano i confini; vi continuano a lavorare i pp. Rossi e De Angelis.

La chiesa di S. Francesco Saverio a Sha Ti Yuen è sempre curata dal clero del S. Rosario che provvede la Messa domenicale. Nel 1927 va a risiedervi e a prendersi cura del lavoro pastorale e della scuola annessa il p. Francesco Chan. La chiesa possiede nei paraggi anche altri terreni che nel 1929 il governo vuole riprendere per lo sviluppo dell’aeroporto. Le autorità ecclesiastiche chiedono di poter riedificare scuola e chiesa nelle vicinanze, “essendo un vecchio villaggio con la Missione cattolica stabilita circa 40 anni prima dell’occupazione britannica dei Nuovi Territori” [79] . Il governo offre un lotto sulla via verso Sha Tin, ma i cristiani non ne sono soddisfatti, per cui le pratiche burocratiche si allungano. P. F. Chan può rimanervi fino al 1934, per poi continuare il lavoro dalla Casa di riposo per gli anziani a Ngau Chi Wan, diventandone anche cappellano (chiesa e ospizio sono nel frattempo passate nell’ambito della chiesa di S. Teresa). La costruzione della nuova chiesa comincia nel 1936, grazie a grosse donazioni da parte delle Signorine Gomes che vogliono cambiarle il nome e dedicarla a S. Francesco d’Assisi, in onore del patrono del loro padre. La chiesa è benedetta e inaugurata il 4 ottobre 1937, e in questa occasione viene consegnata alle sorelle Gomes la medaglia pontificia “Benemerenti”.

Un altro sviluppo nell’ambito della chiesa del S. Rosario lo si registrò nel febbraio 1931 con l’acquisto di una proprietà in Portland Street. Vi si aprì una cappella per i pescatori. Dapprima fu seguita specialmente da p. Fung, poi venne affidata a p. De Angelis che vi aprì anche una piccola scuola per i figli dei pescatori [80] .

Dato lo sviluppo demografico che la punta della penisola di Kowloon stava registrando, si era pianificata, già dal 1923 sotto la responsabilità di p. Spada, la costruzione a Kowloon Tong di una nuova chiesa dedicata a S. Teresa di Gesù Bambino [81] . P. Rossellò se ne lamenta e suggerisce invece una zona popolata da cinesi: “Non credo si senta troppo il bisogno di una chiesa a Kowloon Tong dove ci sono pochissimi cinesi che offrono speranza di conversione. Ai portoghesi ci abbiamo badato anche troppo. Essi hanno già quattro grandi chiese; i cinesi, per cui siamo venuti, nessuna…” [82] . Ma la scelta di Kowloon Tong rimane facilitata, per cui si persiste nella richiesta al governo di terreni per scuole femminili e maschili e per una chiesa con rettoria [83] . Le pratiche burocratiche sono lunghe, anche se il bisogno, dato l’afflusso della popolazione cattolica, diventa pressante [84] . La scuola femminile sarà affidata alle suore di Maryknoll. Il 13 novembre 1928 si effettua la compera all’asta del lotto per la futura chiesa. Nel 1929 si forma un comitato per raccogliere fondi per la costruzione: la risposta all’appello è generosa da parte della comunità cattolica, soprattutto portoghese. Vi contribuisce anche il governo italiano [85] . Nel frattempo si chiede a Don Adalberto Gresnight, l’architetto del Seminario regionale di Aberdeen, di preparare i disegni; ne sottopone due in stile cinese all’inizio del 1931. Benché siano “ammirati da tutti quelli che li hanno visti” [86] , l’idea di una chiesa in stile cinese non trova favore presso i membri portoghesi del comitato, che chiedono agli architetti di trasformarla in una chiesa in stile bizantino. I lavori di fondazione iniziano solo nel settembre 1931, sotto la supervisione di p. Grampa. Si procede velocemente: la prima pietra è posta il 23 aprile 1932, mentre la chiesa è benedetta e aperta il 18 dicembre seguente [87] . A Natale p. U. Galbiati vi celebra la Messa di mezzanotte, ma poi la chiesa è di nuovo chiusa per ultimarne i lavori. Viene riaperta poco dopo, con la nomina del clero responsabile, p. Granelli rettore e p. P. Lam assistente, che abitano però in un appartamento in affitto perché la rettoria non è ancora finita. Il 20 gennaio 1933 la chiesa ottiene la licenza per celebrare i matrimoni e il 22 ottobre 1933 è eretta a quasi-parrocchia con la precisazione dei confini, che comprendono la cappella di S. Francesco Saverio in Kowloon Shing e l’Ospizio S. Giuseppe delle Piccole Sorelle dei poveri. A metà 1934 vi è mandato p. Maestrini che, quando p. Granelli si assenta per rimpatriare a causa della salute malferma, ne fa le veci, aiutato in seguito da p. Orlando. Nel 1935 vi organizza il Terz’Ordine di S. Francesco che si prende cura in particolare dei vagabondi, aprendo un dormitorio per loro. Nella primavera dello stesso anno si tiene una missione speciale per tutti gli stranieri che non parlano la lingua inglese (filippini, messicani e sudamericani) [88] . Nell’estate 1936 vi ritorna p. Granelli, ristabilito in salute.  

A Sham Shui Po, come si è già accennato, si erano trasferite le Suore del Prezioso Sangue. “Vi si fabbricò il convento per le suore, una chiesa e una scuola, il tutto fu solennemente benedetto da Mons. Valtorta il primo luglio 1929, festa del Prezioso Sangue, festa patronale delle Suore cinesi, che si trasferirono costì da Shau Ki Wan, lasciando colà la sola scuola” [89] . Intrapresero anche il progetto di un ospedale specializzato per bambini, riuscendo ad aprirlo nel 1931, con aiuti finanziari della Società per la protezione dei bambini [90] .

Riguardo al lavoro di evangelizzazione, p. Rossellò fu nominato rettore del Distretto ‘ad paganos’ di Kowloon, che aveva allora 900 cattolici su una popolazione di circa 100 mila abitanti. Egli suggerì di aprire anche una “casa per catechismo” per la predicazione e la propaganda. L’idea fu accettata, tanto più che c’era un afflusso di molta gente Hok-lao interessata al battesimo. La casa fu aperta nel dicembre 1929. Nel 1932 p. Rossellò vi iniziava anche una scuola. Nel 1933 gli succedeva p. U. Galbiati. Dal 20 settembre 1933 la cappella era autorizzata dal governo per la celebrazione di matrimoni e il 22 ottobre seguente era elevata a quasi-parrocchia. Nell’autunno del 1934, p. Galbiati diventava anche confessore moniale del Vicariato, pur rimanendone rettore; ma per il lavoro pastorale vi era aggiunto p. P. Lam.

Il 1° gennaio 1935 il Vicariato cedeva alla Congregazione delle Suore del Prezioso Sangue due lotti di terreno incondizionatamente, un terzo lotto con le costruzioni dietro pagamento di una data somma; la cappella doveva continuare come parrocchia fino a che non si costruisse una nuova chiesa [91] . Nell’autunno 1937 vi fu mandato come rettore p. Liberatore.  

Con lo sviluppo demografico della punta della penisola di Kowloon, anche il lavoro apostolico si era espanso adeguandovisi gradualmente. Il vescovo ne sintetizzava così lo sviluppo: “La città di Kowloon, al di là del porto in faccia alla città di Hong Kong, è cresciuta talmente in questi ultimi anni che già sorpassa la stessa città di Hong Kong. Per la parte spirituale, senza parlare delle nostre grandi scuole colà sorte per l’opera di Istituti religiosi maschili e femminili, si dovettero incominciare tre quasi-parrocchie, che bastano a stento. Oltre l’immigrazione dal di fuori, moltissimi cattolici (quasi tutti i portoghesi euroasiani) lasciarono Hong Kong per stabilirsi a Kowloon” [92] .  

Apostolato nei Nuovi Territori  

Nei Nuovi Terrritori continuavano a lavorare nel 1924 p. Teruzzi e p. Brookes. Il 1° maggio 1926 furono formati tre distretti: quello orientale, con al centro Sai Kung e rettore p. Teruzzi, quello occidentale, con al centro Tai Po, e il distretto delle Isole, unito però al precedente, entrambi sotto la responsabilità di p. Brookes.

P. Teruzzi rimase nel suo distretto fino alla fine del 1927, quando fu chiamato a lavorare in curia, e venne sostituito da p. P. Daelli. Dopo un mese di lavoro, questi fece una valutazione dei bisogni materiali del distretto: la chiesa di Yim Tin Tsai esigeva urgenti riparazioni; a Tai Long la scuola rischiava di crollare a causa delle travi mangiate dalle formiche bianche, mentre la casa delle suore era mezzo crollata; la scuola e la chiesa di Chek Keng mancavano di serramenti e anch’esse avevano travi mangiate dalle formiche; la chiesa di Pak Shao Ao era priva di finestre e quella in Sai Kung richiedeva ulteriori riparazioni [93] .

A P. Daelli si affiancò nel novembre 1929 p. Francesco Wong. Nel 1930 si aprirono due scuole per la gente di mare, Tanka, poiché il loro influente medico era un catecumeno [94] . Alla fine di maggio del 1930 i pp. Situ e Yeung effettuarono la vista pastorale a nome del vescovo. La relazione finale propose alcuni suggerimenti: aumentare le visite ai villaggi, diffondere maggiormente le pubblicazioni religiose, far ricuperare la pratica religiosa ai fedeli di Kei Ling Ha, diminuire le spese, sollecitare la corresponsabilità dei cattolici per la riparazione delle chiese e delle scuole [95] .

Dopo la visita, p. Yeung vi fu nominato rettore. Nel marzo 1931, si decise la divisione del distretto, rendendo autonomo Tai Long sotto la guida di p. Francesco Wong. A reggere il distretto di Sai Kung venne nominato p. Brookes, che rimase in carica anche di quello di Tai Po e delle Isole.

P. Brookes dovette dedicarsi alla riparazione delle chiese di Wong Mo Ying e di Kei Ling Ha, oltre che alla vendita di case della missione in Sai Kung e all’amministrazione di otto scuole [96] . Si cominciò a registrare un movimento di conversioni a Wo Mei dove dall’Assunta del 1932 si andò sviluppando una promettente comunità di oltre cinquanta tra battezzati e catecumeni: si radunavano a pregare nel tempio degli antenati trasformato in cappella. Anche a Nam Wai, a Nam Shan presso Sha Kok Mei e altrove ci furono nuove adesioni [97] . Ma la cura dei distretti risultava molto difficile e faticosa: “È il terzo anno che ho segnalato la necessità della divisione del lavoro”, si lamentava p. Brookes [98] .

Finalmente nel 1934 p. Liberatore fu assegnato come responsabile di Sai Kung e delle Isole. Entro l’anno, egli visitò tutto il distretto e scrisse una relazione dettagliata e schietta: “Sai Kung: forse un centinaio di cristiani – alcuni capi di famiglia in Hong Kong – quelli che sono in paese, pochi vengono a Messa la domenica. Le madri di famiglia vengono tutte. Le figlie seguono generalmente l’esempio delle madri; i figli, tranne quelli che sono alunni della scuola, quello dei padri, vengono cioè saltuariamente… Yim Tin Tsai: tra i cristiani sono sorti dei dissidi. Pochi incontrando il padre lo salutano, anche quando si va a visitarli… Wong Mo Ying: piccola cristianità dei monti di forse 60 anime, al solito alcuni in Hong Kong altri all’estero… Da esso dipendono tre minuscole cristianità: Shek Hang con circa 15 cristiani, Sha Tau, dove c’è una scuola cattolica, sono 5-6 famiglie, Tai Mong Tsai con due famiglie… Pak Tam Chung: poche famiglie cristiane… Long Ke: non ci sono pagani, ci sono cattolici e protestanti, i cattolici ignorantissimi di religione… Lung Shu Wan: tre famiglie… Kei Ling Ha: coi suoi nove cristiani in chiesa, Tseng Tau dove sono tre famiglie, Tai Tung altre due famiglie, Wu Kwai Sha due famiglie… Wo Mei, Nam Wai, Ho Chung: una sessantina di cristiani più poveri di Lazzaro, buonini… Lam Tong: tre o quattro famiglie immigratevi da Yim Tin Tsai…” [99] .

Per aiutare p. Liberatore, giunge nell’ottobre 1934 p. Giorgio Caruso che poi ne prende il posto di rettore. Nel 1937 egli si dedica alla riparazione delle chiese [100] . Alla fine del 1936 mons. Valtorta compie la visita pastorale al distretto di Tai Long, accompagnato da p. Benefico Chan: gira in tutti i villaggi, amministrando 112 cresime [101] .  

Il distretto occidentale dei N.T., che comprendeva anche quello delle Isole, iniziò il 1° maggio 1926. Nel settembre seguente p. Brookes ne fornì un primo resoconto: nei quattro centri (Tai O e Shek Pik nell’isola di Lantao, Tai Po e Yuen Long sulla terraferma), i fedeli frequentavano abbastanza la chiesa, grazie al buono spirito dei maestri. A Shek Pik c’erano 37 catecumeni. A Yuen Long, dato il dislocamento di varie famiglie isolate, p. Brookes dovette raccogliere 4 o 5 catecumeni da tre luoghi diversi per dare al catechista locale la possibilità di fare un corso regolare. Il padre faceva visite mensili e anche bimensili alle comunità [102] . Egli aprì una scuola anche a Tsuen Wan, dove c’era già una cappella. Fu subito affollata al completo. Invece, si dovette chiudere quella di Shek Pik, perché boicottata dai pagani restii ai nuovi metodi scolastici. Il 21 novembre 1926 venne benedetta la cappella di Tai Po, dedicata a S. Andrea, e l’anno seguente fu aperta la nuova residenza a Yuen Long con la cappella dedicata ai SS. Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno 1927). Nell’area di Tai Po c’erano 52 cattolici, a Fan Ling 30, a Yuen Long 65, a Pat Heung 14, a Tsuen Wan 24, a Tai O e Lantao 60, per un totale di 245. Aiutavano il padre due catechiste ed erano aperte quattro scuole [103] .

Il 20 agosto 1927 la residenza di Tai O crollò sotto le intemperie, uccidendo il custode. Fu presto ricostruita in dimensioni più modeste, e benedetta il 18 dicembre. Durante l’anno furono aperti altri quattro luoghi di preghiera, aumentando a una quindicina le cristianità [104] . Si aggiunsero altri nuclei di convertiti a Lam Tsuen, presso Tai Po, e a Yi O, presso Tai O. Il padre aumentò il numero dei catechisti e, di conseguenza, aumentarono i battesimi: i cattolici salirono a 334 nel 1928, anche a causa dell’immigrazione nella zona di Fan Ling. Il 13 gennaio 1929 fu benedetta la cappella di Cheung Po, dedicata a S. Giovanni Battista [105] .

In seguito alle richieste di p. Brookes di dividere il lavoro, nel 1931 fu mandato ad aiutarlo p. D’Ayala che, però, assunse la piena responsabilità del distretto solo nel 1932. Questi richiese un terreno per la costruzione della chiesa a Chuen Lung, presso Tsuen Wan, e intraprese anche la costruzione della chiesa e di due scuole in Tsuen Wan stessa. Il fatto attirò un maggior numero di conversioni, soprattutto dopo che la chiesa fu benedetta e dedicata al S. Cuore (28 aprile 1934). Furono aperte scuole anche a Leung Tin Tsuen (presso Tun Mun), e a Kim Tsuen, dietro richiesta della gente locale.

“Geograficamente il distretto lo divido in tre sezioni” – riportava p. D’Ayala. “Una prima sezione di Tsuen Wan, presso Kowloon, zona popolata e di mente più aperta e più facile alla conversione. Una seconda sezione di Yuen Long, con moltissimi paesi di mentalità più restia e difficile alla conversione, ma non contraria. E infine una terza sezione, Tai Po, Fan Ling e Sha Tin, sezione da me poco conosciuta per mancanza di tempo e per assoluta mancanza di luogo ove pernottare, eccetto la chiesa di Tai Po pur completamente inadatta per uso di missione… Specie nei mercati pare assolutamente necessaria all’inizio una scuola…” [106] . Negli anni seguenti, il distretto registrava nuove conversioni e urgeva l’apertura di un dispensario a Yuen Long [107] .  

Riguardo al Distretto delle Isole, p. Brookes poté dedicarvisi maggiormente solo con la presenza effettiva di p. D’Ayala a Tsuen Wan. Vi registrò subito un buon risveglio, e non solo nei dintorni di Tai O, ma anche nell’isola di Cheung Chow.

“Da due o tre anni si sono iniziate delle conversioni in quattro paeselli sulle coste circostanti al centro naturale di Tai O. Solo una parte dei catecumeni poté essere preparata al battesimo l’anno scorso… Anche l’isola di Cheung Chow ha acquistato una certa importanza; dato l’interessamento di alcuni cattolici europei si ha in affitto (pagato generosamente dalla Polizia) una casa che alla Messa festiva e all’istruzione serale basta a stento ai trenta o quaranta presenti…” [108] .

Nel 1934 p. Liberatore diviene responsabile delle Isole, unite al distretto di Sai Kung. Dopo una visita ne fornisce il resoconto: “Tai O: avrebbe bisogno di una nuova scuola e di una residenza per il padre… San Tau: vi è un gruppetto di cristiani, buoni ma ignoranti… Tai Po: altri dieci cristiani, sono Hak-ka, molto freddi… A Shek Pik, quattro buoni vecchioni… Cheung Chow, con quattro Hok-lao di dubbia provenienza e d’incerta fede...” [109] .  

Sviluppo missionario nei distretti continentali della Cina  

Po On  

Nel Po On, nel 1924, lavorava a Nam Tau p. Daelli che non si sentiva particolarmente disturbato né dai comunisti né dai briganti [110] , ma doveva affrontare problemi tra famiglie a Wong Ma Pu, “paese venuto alla religione due anni fa” e a Nam Tau per costruire “la cinta di mura del cimitero per far evitare che i cani scavino le tombe dei bambini morti e sepolti dell’orfanotrofio delle suore” [111] .

Nel 1927 fu benedetta dal vescovo la cappella di S. Francesco Saverio nel villaggio di Shen Tian (13 luglio), seguita da quella della B.V. del Rosario di Shan Zui Tou (21 ottobre, edificata nel 1926). Durante l’anno vi fu destinato come assistente p. Bruzzone. Nel gennaio 1928 divenne responsabile del distretto p. G. Yeung, che desiderava fabbricare una chiesa in Wong Ma Pu. All’inizio del 1929 vi si aggiunse p. Parodi: “Parte con P. Yeung, parte con il catechista-maestro ho visitato tutti i villaggi dove si trovano i cristiani – scriveva questi nell’aprile 1929 – e alcuni dove c’è speranza che ne sorgano di nuovi” [112] . P. Parodi vi rimase però solo qualche mese. P. Bruzzone si sentiva un po’ scoraggiato a Pak Shek Lung: “A mio giudizio nei due anni che mi trovo in questo distretto di Nam Tau, il lavoro di propagazione della fede è andato molto a rilento… Malgrado i catecumeni di Tang Tou, temo che le perdite siano superiori ai nostri guadagni”. Intendeva quindi assumere almeno cinque catechisti [113] .

Nel 1930 a Nam Tau si registrano calunnie e dicerie assurde, specialmente contro le suore e la S. Infanzia. Quindi, in agosto si prende la decisione di trasformare l’orfanotrofio in ospedale per bambini: “Le suore cureranno gratuitamente solo i bambini ammalati e in casi gravi con la visita del dottore locale, e manterranno un dispensario” [114] . In settembre, p. Daelli ritorna a Nam Tau, mentre p. Yeung si trasferisce nella zona centrale, con sede a Sham Chun, che nella primavera del 1931 diviene distretto autonomo. Si stacca contemporaneamente anche il distretto del Sai Lo sotto la responsabilità di p. Bruzzone che vi rimane a lavorare fino al 1932, quando gli succede p. Orlando.

Nel distretto di Nam Tau viene benedetta la chiesa di Cristo Re a Wong Ma Pu (17 febbraio 1932). Alla fine della visita pastorale, mons. Valtorta esorta a curare meglio il lavoro dei catechisti e dei maestri per diminuire l’ignoranza religiosa, a tenere in ordine i registri dei defunti e lo stato d’anime, a istituire l’Apostolato della preghiera e la Gioventù cattolica. Con l’inizio del 1933 p. Daelli è trasferito a Ping Shan e viene sostituito da p. Feroldi, ma per un breve periodo, e poi da p. Antonio Chow.

Nel 1934 p. Bazzo è mandato ad aiutare p. Orlando nel Sai Lo. Dal 16 al 24 giugno, mons. Valtorta vi compie la visita pastorale: “Erano ormai sette anni che il vescovo non veniva più qui – scrisse p. Orlando. – Tutti i cristiani del distretto dovevano venire nel giorno fissato a Wong Kong e alla vicina Po Mei. Wong Kong è un grande mercato, dove convengono da ogni parte del Sai Lo e Po Mei è la chiesa e la residenza principale della Chiesa cattolica; ivi pure è il gruppo più numeroso dei cristiani all’intorno; poi a brevissima distanza ci sono altrettanti nuclei di vecchi e nuovi cristiani…” [115] . Il distretto comprendeva una quindicina di chiese e cappelle [116] .

Nel gennaio 1936 Nam Tau fu riunito a Sham Chun con p. Yeung responsabile e p. Chow suo coadiutore. P. Bazzo, che nel 1936 era succeduto a p. Orlando nella direzione del distretto del Sai Lo, prese residenza a Nam Tau, recandosi là solo in visita. Verso la fine del 1936 erano destinati come assistenti p. G. Yip a Sham Chun e p. Ricciardi a Nam Tau. A Nam Tau, p. Bazzo e Ricciardi accolsero il vescovo in visita pastorale alla Pentecoste del 1937, organizzando una cerimonia solenne. Nell’ottobre seguente, a causa dei cambiamenti politici, p. Bazzo si ritirò in Hong Kong, e così pure, temporaneamente, p. Ricciardi, lasciando soli i pp. Yeung e Yip.  

Nel distretto di Tong Hang-Ping Ti (Po On centro-settentrionale) continuava a lavorare p. P. Lam con circa cinquecento cristiani; dirigeva anche una scuola fiorente a Si Fong Po, presso Ping Ti. Il 24 aprile 1927 fu benedetta la chiesa di Tong Hang, dedicata alla B.V. Immacolata. P. Lam vi rimase fino alla fine del 1929, poiché l’anno successivo il distretto venne unito a quello di To Yeung-Tam Shui, sotto la responsabilità di p. Maglio. La scuola non poté continuare per problemi finanziari e nel 1931 fu trasformata in scuola per catechisti, finanziata e sotto la responsabilità di p. Spada. Nel marzo 1931 il distretto ridiventò autonomo sotto la guida di p. Filippo Lo.  

Il distretto di Tam Shui e To Yeung (Wai Yeung meridionale e Po On orientale) che, come si è visto, sperimentò giorni tristi negli anni 1924-25 dati gli scontri armati, rimase sotto la direzione di p. Rossi fino al 1925, sostituito poi da p. Zilioli. Il 13 febbraio 1925 Tam Shui cadde nelle mani dell’esercito nazionalista dopo una decina di giorni di combattimento, costringendo una gran folla a cercare rifugio nella missione [117] .

P. Zilioli rimase nel distretto fino al 1926, quando fu sostituito da p. Cantore. Nel frattempo, la propaganda comunista faceva progressi: “Furono organizzate due società, la Nongminhui (Associazione dei contadini) e la Shanghui (Associazione dei commercianti), la prima comunista, nemica della chiesa, la seconda molto più equa, per la tutela del mercato: fra esse non c’è accordo, con frequenti conflitti, oltre che rapine e furti anche sulle strade” [118] .

L’11 febbraio 1927 fu benedetta la chiesa di To Yeung, dedicata alla B.V. del Rosario. Alla fine del 1929, imminente ormai la riunione dei distretti di Tam Shui e Tong Hang, p. Cantore scriveva: “Sarò a Tam Shui per Natale dove appunto attenderò P. Maglio; poscia partirò tosto per Wang Lak” [119] .

All’inizio del 1930 p. Maglio si assunse quindi la responsabilità dei due distretti; lo aiutavano due sacerdoti cinesi, i pp. Filippo Lo e Felice Shek, quattro suore e sei catechisti e maestri di scuola [120] . Incontrò subito grattacapi: dal gennaio stesso a To Yeung dove i maggiorenti del paese volevano con soprusi e violenza prendere possesso della vecchia casa-chiesa che era allora usata come scuola, violando i patti che avevano firmati con p. Rossi quando l’aveva costruita. La vertenza venne risolta temporaneamente con il cambio del maestro, mandandovene uno cattolico, mentre il padre pagava una ricompensa per il contributo dato dal villaggio. Ma la questione non si risolse definitivamente.

Nell’agosto 1930 nasceva una comunità cristiana a Lung Kong.

“P. Filippo Maglio aveva battezzato la maggior parte dei fedeli Tanka-lao di Shui-Tau-Sha – scriverà p. De Ascaniis, – che ricordano ancora il suo aiuto nel processo che avevano dovuto subire contro i proprietari del terreno su cui asserivano di aver costruito le case. Erano Tanka, che avevano preso residenza su terra e costruito case. Il magistrato risiedeva a Nam Tau: P. Maglio aveva affidato la difesa a un catechista molto abile che sapeva bene i fatti e come destreggiarsi” [121] .

All’inizio del 1934 p. Maglio rimpatriò definitivamente [122] e venne sostituito da p. Brookes. Vi si aggiunse qualche mese dopo anche p. De Ascaniis per lo studio della lingua Hakka. P. Brookes lasciò il posto al principio del 1936 e fu sostituito da p. Antonio Rossellò che si stabilì a To Yeung, mandando p. De Ascaniis a Tong Hang con tutte le facoltà su quell’area. P. Rossellò, trovando difficoltà per l’apostolato e per la salute, nel luglio 1937 lasciava To Yeung. P. De Ascaniis rimaneva in carica di tutto, presto però raggiunto da p. Giacomo Wong Sing Foon che lo aiutò per circa due anni fino a quando fu trasferito a Wang-Lak.  

Wai Yeung  

L’intera prefettura del Wai Yeung, alla morte di mons. Pozzoni, era suddivisa nei distretti del Wai Yeung occidentale, del Wai Yeung orientale e di Fan Wo Kong.

Nel Wai Yeung occidentale [123] , nel 1924, p. Grampa continuava a lavorare a Wong Ka Tong, nella città di Wai Chow, aiutato dai pp. F. Chan e F. Maglio, mentre p. U. Galbiati operava a Wong Fa Tun, presso Tam Tong. L’anno seguente, le due sezioni erano rese autonome: Wai Chow e Tam Tong, con gli stessi responsabili.  

A Wai Chow, p. Grampa nel 1927 si diede da fare per costruire un ospedale, dove furono invitate a lavorare le suore Canossiane. Pur rimanendo capo-distretto più a lungo, p. Grampa operò praticamente sul posto fino al febbraio 1930, quando si recò ad Aberdeen a sovrintendere la costruzione del seminario regionale, e la cura del distretto venne svolta da p. Galbiati da Tam Tong. L’ostello per studenti era invece diretto da p. Simone Chan.

Quando p. Galbiati fu sostituito da p. Liberatore, questi ricevette dal vescovo le direttive: “Fino a che il rettore di Wai Chow (Grampa) è assente per i lavori del seminario, tutto il distretto di Wai Chow dipende spiritualmente da Tam Tong, per cui i pp. Feroldi, Simone Chan e Pietro Chow sono tutti tuoi coadiutori… ” [124] .

All’inizio del 1931, p. Liberatore informa: “Ho diviso tutto il distretto in tre parti, una affidata al P. Chow, una al P. Feroldi e una al P. Simone Chan, ognuno sa che cristianità deve visitare mensilmente o più frequentemente. Gli studenti di Wai Chow rimangono in modo particolare affidati dalla cura di P. Simone… A Tam Tong aprirò una scuola di religione, a Pak Mong Fa, il luogo più importante del distretto, chiamerò un buon maestro. Le due suore non mi sembrano sufficienti per il distretto…” [125]

Il clima politico rimane sempre teso: nel maggio 1931, si prepara la guerra e si reclutano soldati per andare in Hoi Fung a combattere i comunisti. Nel frattempo a capo del distretto di Wai Chow è trasferito p. Pilenga, aiutato da p. Ambrogio Poletti.

Il primo dicembre 1931 il vescovo di Canton, mons. Antoine Fourquet, cede ufficialmente al vicariato di Hong Kong tutta la città di Wai Chow, tenendosi solo una residenza per eventuali necessità [126] . P. Pilenga intanto si dà da fare per migliorare anche i metodi di apostolato: “Ora, grazie a Dio e alle attività di P. Grampa, abbiamo qui un ospedale e una bella casa: ma purtroppo, riguardo alle conversioni nella città, da 17 anni in qua non solo non si è progredito ma retroceduto…” E continua facendo la proposta di aprirvi una scuola di inglese, una sala di lettura, un asilo, ecc., anche per completare i servizi dell’ospedale [127] .

Le proposte di p. Pilenga sono approvate, per cui verso la fine dell’anno il padre può informare che “la casa nuova a tre piani di Wai Chow è un fatto compiuto” [128] . La si usa come casa di propaganda e salone di lettura o di conferenze. Nasce anche la necessità di una nuova chiesa, per cui p. Pilenga si dà da fare per raccogliere fondi. Un contributo lo riceve anche da p. Paolo Lu. Il terreno c’è già, ed è occupato da alcune vecchie case della Missione. Nel gennaio 1934 mons. Valtorta compie la visita pastorale. P. Pilenga redige il rapporto dei risultati e aggiunge, oltre al progetto per la scuola inglese o una scuola industriale: “La costruzione della chiesa a Wang Ka Tong comincerà entro il secondo mese della luna. P. Ma dovrebbe essere qui durante i lavori di costruzione” [129] . La nuova chiesa, dedicata a S. Giuseppe, è benedetta dal vescovo il 25 novembre, alla presenza di tutto il clero dei distretti limitrofi.

Il 7 agosto 1933 p. Poletti era nominato rettore di Tam Tong, dove andava anche p. Simone Chan. Le impressioni di p. Poletti, dopo qualche mese di apostolato, non erano troppo positive: “La chiesa di Tam Tong è la prima chiesa edificata nel Kwai Shin dove si può ben dire che vi furono battezzati quasi tutti i vecchi cristiani del Wai Yeung… Ho finito ieri il giro di tutte le cristianità anche i paesi più piccoli. Ma quanto male e quanta freddezza in molti vecchi cristiani!… La piaga maggiore è la vendita di figlie [per il matrimonio] a pagani …” [130] .

Nel maggio 1934 p. Poletti apriva un piccolo catecumenato a Tam Tong e cinque scuole in altri villaggi. I due preti si davano molto da fare, ma la salute malferma di p. Simone imponeva di ridurre le attività.

Dall’inizio del settembre 1937, intanto, la situazione politica in tutta la zona si aggravava sempre più, rendendo la posizione dei missionari molto precaria. Mitragliatrici e cannoni antiaerei erano stati piazzati davanti all’ospedale e sotto le finestre della residenza per prepararsi contro gli imminenti attacchi giapponesi.  

Nel Wai Yeung orientale all’inizio del 1924 lavoravano p. Pilenga a Ping Shan e p. Gioacchino Chan a Sam To Chuk. Altri centri importanti erano Yi Tiao Long e Wang Lak, dove lavorava p. Maglio.

Nel 1925 si registrò un continuo aumento di catecumeni nonostante la guerra civile e il brigantaggio. Nell’aprile 1926 i soldati occuparono la residenza di Ping Shan, mentre si diffondevano le idee comuniste. “Qui la propaganda bolscevica continua febbrilmente – si lamenta p. Pilenga. – Il popolo, volere o no, deve iscriversi al partito. Sono giorni veramente tristi per noi. Siamo calunniati, odiati: il popolo viene allontanato da noi. I cristiani derisi, angariati, resistono ancora tenacemente: è già un anno che soffrono...” [131] .

Alla fine del 1926, l’area era divisa nei due distretti di Ping Shan e Wang Lak, sotto la guida rispettivamente di p. Pilenga e di p. Maglio.  

All’inizio del marzo 1928 mons. Valtorta compì la visita pastorale al distretto di Ping Shan, durante la quale benedisse la chiesa a Ma Si Lung dedicata a S. Anna, quella di Long Tsun dedicata all’Annunciazione e quella di Tai Bi Po dedicata ai SS. Pietro e Paolo. Nel 1928 quattro nuovi villaggi, di cui uno di lebbrosi, chiesero di entrare nella Chiesa. Il villaggio dei lebbrosi aveva 35 catecumeni, di cui 19 erano stati convertiti da un vecchio cieco. Nel maggio seguente, in una visita, p. Pilenga constatava che erano già ben istruiti e preparati al battesimo. Nel 1929 lavoravano qui come assistenti i pp. B. Chan e D’Ayala: quest’ultimo però si ammalò gravemente di tifo e dovette lasciare il posto. Anche p. Pilenga rimase in quel luogo fino alla fine dell’anno, venendo poi sostituito da p. Cometti.

Nel novembre 1933 mons. Valtorta effettuava un’altra visita pastorale nel Ping Shan: “Cresime e battesimi sono stati in buon numero. La chiesetta di Ciong Hang, fabbricata da P. Pilenga alcuni anni fa, fu ora benedetta solennemente. Furono pure inaugurate la cappella e la casa di Nam Hang. È necessaria una cappella a Ming Kai (80 cristiani) e a Tuk Kong (40 cristiani)...” [132] .

Dopo la visita pastorale, il vescovo decise un’ulteriore divisione del territorio: dal 1° gennaio 1934. rettore del distretto di Ping Shan divenne p. Gioacchino Chan, mentre di quello di Sam To Chuk p. Cometti [133] .  

Del distretto di Wang Lak, reso autonomo da Ping Shan nel 1926, il rettore p. Maglio forniva la seguente descrizione: “Wang Lak, capoluogo del circondario, chiesa con scuoletta maschile e residenza: una quindicina di cristiani. Wun Cim: una ventina di cristiani su un centinaio di abitanti, con chiesa. Nel mandamento di Ai Pi apostatarono in massa ed ora non restano che due cristianità. Tai Can Heu: una sessantina di abitanti di cui metà cattolici. Tai Ciuk Jen: cento anime di cui 60 cattolici. Mandamento di Tzui Heu con 4 cristianità: Yi Tiao Long: vi risiede p. F. Chan, villaggio cattolico di 300 abitanti di cui una cinquantina all’estero, con chiesetta, residenza, scuola e casa per suore. Iam Ten, con 500 abitanti di cui 30 cattolici. Iao Tsun, con 400 abitanti: apostatarono in massa e sono rimasti 30 cattolici. Mandamento di Len Vo Shia con 3 cristianità: Chiak Tsun, 180 abitanti quasi tutti cattolici, con chiesa [di S.Giuseppe], scuola, residenza e casa per suore. Lai Wuk: 300 anime con una quarantina di cattolici. Lao Jen: sul fiume con 500 abitanti, già fiorente cristianità, oggi solo una ventina di cattolici. Nel Cia Pu, Nam Mun: 400 anime di cui prima metà cattolici, ora una quarantina, con chiesa. Mandamento di Yong Fa: Yong Fa Tun, 120 abitanti tutti cattolici, con chiesa a tre campate, e residenza…” [134] .

Nel 1926 il numero dei cattolici del distretto era di 1.250 con 250 catecumeni, mentre nel 1927 era salito a 1.371, e nel 1928 a 1.472. Nel gennaio dell’anno seguente nacque un grande conflitto tra cristiani e pagani a Tai Lam Kong: i cristiani avevano donato il terreno per la scuola e stavano per iniziare i lavori, quando i pagani insorsero, invasero la casa del costruttore e lo derubarono; percossero altri cristiani, ne legarono due, trascinandoli a Wang Lak. Si richiese l’intervento delle autorità per calmare la situazione. P. Maglio vi rimase fino alla fine del 1929 quando fu sostituito da p. Cantore. A metà 1934 questi ragguagliava sulla situazione: “L’anno scorso il distretto ebbe l’onore di ricevere la visita pastorale. Mons. Valtorta volle portarsi anche nelle più lontane cristianità, come Tai Lam. In tale occasione vennero amministrate 167 cresime…Il distretto abbraccia una quarantina di cristianità con all’incirca 1.300 cristiani e 200 catecumeni…Con la grazia del Signore potei in questi anni aprire varie nuove cristianità: Pau Ton, molto promettente, venuta l’anno scorso, 14 famiglie con una settantina di persone, di cui 27 già battezzate… Tai Chuk Gne: qualche decina di cristiani da oltre dieci anni. Wang Lak, capoluogo del distretto. Yi Tiao Long, capitale religiosa del distretto con residenza e chiesa, che dovetti ampliare due anni fa: ha più di 300 abitanti, cristiani da oltre 40 anni…” [135] .

Nell’agosto 1934, tutto il distretto fu colpito da piogge alluvionali che distrussero i raccolti. I cristiani di Yi Tiao Long ne soffrirono in modo speciale e si dovette soccorrerli. Nel 1935 c’era una quarantina di cristianità con circa 1.500 cattolici e 200 catecumeni. P. Cantore rimaneva a Wang Lak fino al 1939, quando dovette rientrare in Italia. P. Alessio, che vi era andato come assistente nel 1936 e risiedeva a Yi Tiao Long, con l’autonomia di questo distretto, ne divenne rettore (estate 1937): “villaggio cattolico – sottolineava il missionario – con circa 400 fedeli, che hanno ricevuto tutto dalla Chiesa, ma ne sanno più del padre…” [136] .  

Nel distretto di Fan Wo Kong, nel 1924, c’erano 337 cattolici in una quindicina di cristianità. Il vescovo vi si recò per l’anno cinese del 1929 e benedisse la nuova chiesa di Ping Hoi (24 febbraio), dedicata a S. Teresa. Seguì la benedizione anche della chiesa della B.V. Ausiliatrice di Fan Wo Kong (28 febbraio), eretta insieme alla residenza del prete e alla casa delle suore [137] . Nel 1930 i cristiani erano 582. Nel dicembre 1933, il vescovo vi compì un’altra visita pastorale; interrotta per l’improvviso arrivo in Hong Kong del Delegato apostolico, ma ripresa dopo la metà del gennaio 1934: “Monsignore tornava dalla visita pastorale il 30 gennaio. Ha visitato il distretto di P. Ma, notandone il magnifico sviluppo. Dove pochi anni fa non c’erano che poche decine di cristiani, ora ha potuto amministrare 200 cresime. I cristiani sono distribuiti in più di 15 villaggi…” [138] .  

Hoi Fung  

Dal 1922 avevano incominciato a operare nell’Hoi Fung e nel vicino Luk Fung gli “animatori rurali” comunisti, sotto la guida di Peng Pai [139] . Arrestato dalle autorità locali, fu liberato a Canton e ritornatovi, riuscì a organizzare presto l’Armata dei contadini con cui conquistò delle zone di controllo: da qui, nell’autunno 1925, lanciò una campagna anti-religiosa e anti-cristiana. Mentre fino allora il lavoro apostolico era proceduto abbastanza bene, con un buon numero di battesimi all’anno, ora l’atmosfera si faceva oscura. Durante la campagna, le autorità locali fuggirono lasciando il posto ai capi comunisti, i quali cominciarono con la caccia ai ricchi, passando poi agli attacchi contro la Chiesa [140] .

“Il 9 agosto – scriveva p. Bianchi – una squadra comunista entrò in S. Giuseppe, paesello tutto cristiano e mia residenza abituale. Dalla chiesa asportarono tutto, assolutamente tutto, persino alcuni candelieri affatto sgangherati. Così pure fecero della casa. Io non ero a S. Giuseppe, altrimenti mi sarebbe capitato quello che avvenne due giorni dopo, l’11 agosto. Passavo tranquillamente a cavallo per Pian Cion, un’ora da Swa Bue. I comunisti erano in agguato, armati di rivoltelle e di bastoni. Mi legarono le mani dietro al dorso, mi insultarono, ma non mi fecero del male. Così legato, a piedi nudi, feci i 30 km fino a Hoi Fung”.

 Grazie all’intervento di p. Robba che aveva messo in moto tutta Swa Bue, p. Bianchi fu presto rilasciato [141] . Oltre alla cattura di p. Bianchi, varie chiese erano già state adibite dai comunisti a loro uffici e residenze. Ma i cristiani non ne erano intimoriti e neppure i missionari, anzi p. Robba chiedeva ulteriore personale, essendo solo “in cinque, ma uno è già fuori combattimento” [142] . Si trattava infatti di p. Taddeo Pun che, pur lavorando fino alla fine, moriva il 17 ottobre 1925 [143] . A rimpiazzarlo giunse, nel gennaio seguente, p. Alessandro Cometti.

Ferveva intanto la campagna anti-cristiana: i comunisti giunsero a profanare chiese e a distruggere immagini e oggetti sacri, mentre accusavano pubblicamente i cristiani ed esercitavano su di loro una pressione psicologica per costringerli a entrare nell’Associazione dei contadini e nel Partito comunista. Il clima peggiorava.

A Natale del 1925 vi fu una parata anti-cristiana nei centri principali. Nel villaggio di S. Giuseppe, dopo la Messa del mattino, una pattuglia bolscevica di un centinaio di uomini tenne un comizio sul piazzale della chiesa, vomitando un torrente di insulti contro la religione e incitando i cristiani a boicottare i missionari e a rinnegare la fede. Irruppero poi nella chiesa cantando e insudiciando le pareti con slogan comunisti [144] .

La campagna anti-cristiana si fece sempre più veemente durante il 1926. Il 1927 registrò poi gravi sconvolgimenti politici. Il 30 aprile, i comunisti riuscirono con un colpo audace a disarmare i soldati locali della città di Hoi Fung, di Swa Bue e di altre zone, uccidendo i funzionari e proclamando la Repubblica Sovietica dell’Hoi-Luk Fung. Questa però soccombette all’esercito nazionalista l’11 maggio seguente dopo un grave scontro. Ma solo un presidio militare alquanto minuto fu lasciato sul posto. I comunisti fuggirono e si ritirarono sui monti, da dove scendevano ogni tanto a mano armata per fare rifornimenti e saccheggi. I missionari si raccolsero tutti a Swa Bue: un cristiano di Bue Lion era stato fucilato “forse non per altro perché cristiano”, Giao Gou Teu [145] .

L’8 settembre 1927 i soldati del presidio militare governativo (una trentina) uccisero i loro capi e fecero causa comune con i comunisti, i quali stabilirono la Seconda Repubblica Sovietica il 10 settembre. Oltre al ritorno del regime comunista, la regione era afflitta anche da un’ondata di colera, che si diffondeva dappertutto [146] . Il Secondo Soviet durò fino al 26 settembre, quando le forze governative lo sconfissero con un massacro dei suoi sostenitori. Purtroppo un tradimento del generale bolscevizzante cambiò ancora lo stato delle cose, e il 1° novembre i comunisti poterono stabilire la Terza Repubblica Sovietica dell’Hoi-Luk-Fung, più violenta e vendicativa delle precedenti. Almeno 50 mila persone dovettero cercare rifugio in Hong Kong, mentre nell’area dominava il terrore. La cittadina di Tsiap Tseng, che aveva organizzato invano la resistenza, ebbe almeno 600-800 cittadini barbaramente trucidati (20 novembre). Seguirono, qui e in altre città, le più macabre assise: furono esposte ceste piene di teste e membra mutilate. Peng Pai trionfava e godeva nell’ordinare lo spargimento di sangue. I ‘nemici’ erano i ricchi, o quelli che avevano qualcosa di più degli altri, chi non sosteneva i comunisti, i fumatori d’oppio o i giocatori d’azzardo; gli antichi capi dei villaggi, i vecchi sopra i 60 anni, i mediatori dei matrimoni perché impedivano il libero amore. Naturalmente fu proclamato lo sterminio di qualsiasi religione: molti bonzi e monache furono eliminati, un buon numero di cristiani uccisi e le loro case rase al suolo. Tre padri e sette suore rimanevano chiusi a Swa Bue ove si rifugiavano tutti i giorni anche cristiani sfuggiti ai fucili dei comunisti.

“Siamo ancora sotto i rossi – informa p. Robba il 10 novembre – … che incominciano il loro esperimento di Comunismo: hanno già fatto man bassa di tutti i monti di pietà. Peng Pai ha bruciato in pubblico tutti i documenti di case e campi di sua proprietà e invita tutti a fare lo stesso; le botteghe saranno del governo, i bottegai impiegati governativi; non più fitti e fittavoli, non più debiti e debitori... Una cuccagna per tutti! E noi finora siamo lasciati in pace, ma ogni giorno è un martirio per la tensione degli animi non troppo sicuri del domani...” [147] .

Mons. Valtorta lancia appelli al governo cinese di Canton tramite mons. Fourquet, e al Console italiano di quella città (26 novembre 1927). Ma dopo la metà di dicembre, avviene il peggio [148] . Il 23 dicembre i comunisti invadono la missione di Swa Bue e arrestano i pp. Robba, Bianchi e Wong Chi Him con 3 suore italiane e 4 cinesi. I missionari italiani vengono messi in una specie di albergo, il padre cinese in prigione. Celebrano il Natale durante la prigionia, come se fosse il loro ultimo Natale. “La vigilia di Natale – ricorda p. Robba – tutt’intorno a noi è un vero pandemonio infernale: noi stiamo aspettando la morte. Ci duole solo di non poter più celebrare né comunicarci. Più ci si pensa e più forte, irresistibile è il desiderio di un’ultima Messa... P. Bianchi, è vero, aveva potuto, nel parapiglia, mettere un’ostia grande nel breviario, ma ci mancava tutto il resto. Ci vorrebbe un angelo del cielo che ci portasse l’occorrente... ed eccolo un angelo in carne. Un piccolo innocente, il nostro caro chierichetto Kimi (Pensiero d’oro) pian pianino sale fino a noi inosservato. Gli confidiamo il nostro desiderio di avere il vino da Messa che stava in sacrestia. Kimi accetta subito, e superbo della delicata missione, corre alla sacrestia, trova la bottiglia e, sempre inosservato perché piccolo e fra le tenebre, ci riporta glorioso il vino... Mancava l’altarino portatile ch’era stato affidato ad un cristiano. Con grande piacere il nostro angioletto riparte per la seconda spedizione, ma purtroppo non lo vediamo ritornare”. P. Robba stesso, allora, approfittando delle tenebre e del sonno profondo delle guardie stanche dall’orgia di due o tre giorni, esce e riporta l’altarino. Dicono le due Messe e fanno la comunione in preparazione alla morte che ormai sembrava imminente. “Ma non è piaciuto al Signore concederci la palma del martirio come invece la concesse a non pochi dei nostri neofiti, che il Signore ha voluto premiare per la loro fervida e generosa fede” [149] .

Fortunatamente, infatti, l’avventura ha un buon esito, grazie al pronto intervento di mons. Valtorta sul cacciatorpediniere britannico Seraph, richiesto al governo di Hong Kong (il 26 dicembre) e ancoratosi nella baia di Swa Bue: da qui, domanda e ottiene la liberazione dei prigionieri, che sono riportati in Hong Kong.

Nel 1927 i cristiani martirizzati per la fede, di cui si poté raccogliere la documentazione, furono 108 [150] . Un altro episodio cruento fu l’uccisione di una quarantina di lebbrosi, cristiani o catecumeni, con l’incendio del lebbrosario presso Swa Bue il 12 gennaio 1928 [151] .

I pp. Gioacchino Chan e Cometti, non trovandosi a Swa Bue, poterono scampare alla brutta avventura e rimanere nell’Hoi Fung. P. Bianchi fu il primo a ritornare sul posto nel gennaio seguente e con p. Cometti si avventurò a visitare le cristianità [152] .

La Terza Repubblica Sovietica durò fino ai primi di marzo del 1928. Da Canton era stata mandata nell’Hoi Fung la Quarta Armata, che sconfisse il regime sovietico, costringendo i comunisti a fuggire sulle montagne, da cui però non furono mai completamente sloggiati. Dai loro covi continuavano a fomentare l’agitazione comunista in molti paesi e si vendicavano con incendi e uccisioni. Dopo la caduta del Soviet, anche gli altri missionari ritornarono a riprendere il lavoro. Ma le minacce non erano finite, dal momento che la presenza comunista non era stata eliminata. Per di più i soldati regolari avevano occupato la scuola di Swa Bue e non la lasciavano.

“P. Bianchi è venuto qui dalla città di Hoi Fung – informava p. Robba da Swa Bue – e qui insieme celebriamo la Pasqua…Vengono dai paesi molti cristiani; il convento è pieno di donne e ragazze. Due ottimi cristiani di Swa Kan, in viaggio per la festa, furono trucidati dai sovietici a Pe Soa Kei vicino a Cie Ke...” [153] .

In aprile, il territorio a sud-est della città di Hoi Fung era ancora in mano ai comunisti. E anche la zona occupata dall’armata governativa era insicura, eccetto le tre città maggiori di Hoi Fung, Swa Bue e Bue Liong [154] . “Si dice che alcuni reparti delle soldatesche del celebre Chu Te e Mao Tse-Tung siano pervenuti al monte rifugio del Gam Cio e stiano là quatti come spiando l’opportunità per piombare sopra l’Hoi-Luk Fung” [155] . L’atmosfera si fece di nuovo molto tesa. Mons. Valtorta, dietro suggerimento dei missionari locali, richiese la presenza nell’area di navi inglesi e italiane [156] .  

Nonostante il disordine, nell’anno 1928 si registrarono non poche conversioni in vari villaggi e la costruzione della chiesa dedicata a S. Teresina a Sin Hi, voluta come ex-voto per il pericolo scampato in un viaggio in barca dai pp. Bianchi, Cometti e da sei suore; lo stesso vescovo andò a benedire il nuovo edificio.

Nel gennaio 1929 quasi tutto il villaggio di Chi Sha, presso Bue Liong, chiese di imparare il catechismo. In aprile vi arrivò p. Raffaello Maglioni, in tempo per celebrare solennemente a Swa Bue il 25° di sacerdozio di p. Robba. P. Bianchi, da parte sua, si dava da fare a cintare di mura i villaggi di S. Giuseppe e di Chong Yang, oltre che a provvedere loro fucili e munizioni per difendersi dagli attacchi dei briganti e dei comunisti [157] . Riparava anche la chiesa di Kong Ping, mentre p. Cometti quella di Bue Liong. Nell’autunno i pp. Francesco Wong e Cometti venivano trasferiti, il primo a Sai Kung e il secondo a Ping Shan.

Mons. Valtorta alla fine del 1929 ragguagliava sulla situazione: “I comunisti all’Hoi Fung, dal novembre 1927 al marzo 1928, uccisero circa 15.000 persone con crudeltà inaudite e bruciarono molti paesi. Noi ebbimo tutte quante le nostre residenze di missione devastate, sei chiese incendiate o distrutte, 200 cristiani massacrati e tutto il personale della Missione imprigionato, a stento e giusto in tempo salvato...” [158] .

Nei primi mesi del 1930 i comunisti si rifugiarono in buon numero nel Wai Yeung, attaccando vari villaggi e uccidendo altri cristiani [159] .  

Tuttavia, l’apostolato proseguiva. Nel gennaio 1931 si registrava la fondazione dell’Azione Cattolica dell’Hoi Fung a Swa Bue, per opera di p. Robba. I giovani cattolici, tra le iniziative, organizzarono anche gruppi teatrali con buon successo nel fomentare lo spirito patriottico. Il 15 febbraio, si inaugurava la chiesa nella città di Hoi Fung. Ci furono conseguenze non tanto piacevoli, di cui p. Robba si lamentava: “La festa dell’inaugurazione della chiesa in Hoi Fung ha stuzzicato il vespaio dell’esercito regolare, tanto che ora quelle vespe ci punzecchiano dolorosamente in ogni parte. I soldati del KMT a viso aperto ci fanno la lotta, con biglietti volanti, col giornale locale, con grandi avvisi sui muri, in calce a pitture e nei loro continui discorsi in pubblico, dove ci chiamano ‘cani segugi, tiranni, rovina della Repubblica’, ecc., ecc., come tre anni or sono ai tempi dei comunisti. Siamo tra due fuochi: i comunisti che dai monti spiano i nostri passi e i KMT che con la voce grossa gridano per farci scappare...” [160] .

Nel frattempo continuavano gli attacchi e le vendette dei comunisti in varie zone. I cattolici organizzarono anche la difesa armata, soprattutto a S. Giuseppe e a Pou-Tan-Ng [161] . Dal 28 novembre al Natale 1931, mons. Valtorta compì una visita pastorale, accompagnato dai pp. Situ e Maestrini e scortato, nei tratti pericolosi, anche da pattuglie armate di cattolici.

“Da Swa Bue, Monsignore visitò la plaga ad ovest ove i cristiani soffrirono molto dai rossi ed ancora sono più o meno molestati. In qualche luogo anche noi non potemmo pernottare, troppo vicino ai covi montani dei rossi. In certi luoghi dove esistevano fiorenti cristianità, ora tutto è scomparso; i cristiani, o morti o dispersi, l3 cappelle o distrutte od occupate...” [162] .

Le attività e le celebrazioni religiose, però, continuavano con grande concorso di cristiani, anziani e giovani; alle varie feste si tenevano anche processioni e musica: “Ora il bolscevismo intralcia il lavoro, ma sono già 35 le feste grandiose che celebriamo nell’anno…” [163] .

Nell’aprile 1932 vi giungeva il giovane p. Della Nina, seguito in novembre da p. Felice Shek. Durante l’anno, con l’arrivo di battaglioni di soldati regolari, decisi a fare piazza pulita dei comunisti, la situazione migliorò. Un passo ulteriore avvenne nella primavera del 1933, quando il governo nazionalista concesse l’amnistia ai comunisti che avessero deposto le armi entro giugno: il distretto poté godere così di una certa pace [164] . I missionari ripresero di lena il lavoro apostolico, raccogliendo anche le memorie dei cristiani martirizzati [165] . P. Robba, però, doveva ristabilirsi in salute e nel 1933 si ritirò a Hong Kong lasciando il posto di Swa Bue a p. Maglioni. Si riorganizzarono anche le cristianità disperse. In vari luoghi, di Cristianesimo rimaneva ben poco. I missionari vi trovarono a tutta prima un’accoglienza fredda, ma poi nelle visite successive i rapporti migliorarono. Con la pace si registrò un movimento verso la Chiesa anche di “poveri bolscevizzanti, fattisi tali più per forza che per amore”. Oltre a far riprendere la vita cristiana e le attività delle associazioni, i padri si misero a ricostruire le chiese e le scuole. “Un’opera compiuta quest’anno, che parrebbe esulare dal campo missionario è il laghetto artificiale di S. Giuseppe per l’irrigazione dei campi... La diga fu benedetta dal Rev.mo P. Tragella il giorno di Pasqua...” [166] .

Nel gennaio 1935 mons. Valtorta vi compì un’altra visita pastorale: toccò le principali cristianità, fermandosi in particolare nella città di Hoi Fung, a S. Giuseppe e a Swa Bue per le cresime. Nel giugno 1935 vi giunsero i pp. Aletta e Zago, mentre p. F. Shek era richiamato in Hong Kong. L’apostolato e le costruzioni continuavano come al solito. L’anno seguente p. Robba ritornò a Swa Bue dopo essersi ristabilito curandosi anche in Italia. Il 1937 vide l’ordinazione sacerdotale dei primi due figli dell’Hoi Fung, i pp. Leone Chan Pak Leung e Renato Kwok King Wan, che vi ritornarono alla fine di marzo, accolti festosamente, per celebrare la loro prima Messa.  

Vita comunitaria dei membri dell’Istituto  

Il Capitolo generale del 1924 decideva l’istituzione giuridica dei Superiori Regionali, che venivano nominati per un quinquennio dal Superiore generale con il suo Consiglio, con autorità sui missionari della regione, ma solo in quanto membri del PIME, e con il dovere di visitarli almeno una volta all’anno [167] . Furono sollecitati opinioni e nomi dai padri, ma si dovette attendere il 1929 per la nomina del primo Superiore regionale della Cina nella persona di p. Sperandio Villa.

La preoccupazione per la vita comunitaria dell’Istituto era cresciuta molto lentamente, anche dopo la fondazione giuridica del Pontificio Istituto per le Missioni Estere (23 maggio 1926). Maggiori occasioni furono offerte dalle visite del superiore generale p. Manna, come si è già notato, la prima nel 1928 (4 maggio – 10 luglio) [168] , la seconda nel 1933, con la decisione di aprire la Procura del PIME in Hong Kong, e durante la presenza del Visitatore straordinario p. Bricco nel 1936-37. La vita comunitaria si manifestava soprattutto nell’attività della Procura dell’Istituto e nella partecipazione a raduni comunitari. Quindi, per lunghi anni la preoccupazione per il PIME in quanto tale fu espressa principalmente nei riguardi dell’amministrazione delle sue proprietà.  

Quando, nella primavera del 1929, mons. Valtorta fu informato della venuta del Superiore regionale per la Cina, p. Sperandio Villa, lo invitò a predicare gli Esercizi spirituali ai padri di Hong Kong. P. Villa, però, non poté accettare l’invito perché sarebbe passato da Hong Kong solo in ottobre. Fece di fatto una visita frettolosa, accompagnando sei padri dell’Istituto e undici di Steyl [169] . Né poté accettare l’invito di predicare gli Esercizi l’anno seguente, perché impegnato a risolvere il problema della cattura di p. Luigi Brugnetti (1873-1941) da parte di briganti in Henan [170] . P. Villa poté visitare la Missione di Hong Kong solo nell’autunno del 1932, come si è visto, quando vi si recò anche per risolvere il problema del dissesto finanziario. Oltre a predicare gli Esercizi spirituali, pubblicò il “Regolamento e orario per i novelli missionari della Casa del Vicariato apostolico di Hong Kong” [171] .  

C’erano, tuttavia, altri argomenti sui quali corrispondere con il superiore regionale, tra cui quello di contribuire alla costruzione della casa regionale di Kaifeng. Mons. Valtorta si dichiarava pronto a pagare metà delle spese [172] . Altre occasioni furono l’avviso che i padri avrebbero incominciato a ricevere dal 1929 la pubblicazione quadrimestrale “Il Vincolo” [173] e che, a partire del 1930, l’Istituto avrebbe spedito gratis ai padri “Le Missioni Cattoliche” [174] .

Un’altra occasione che offrì maggiori possibilità di incontri tra i membri del PIME fu il dissesto finanziario, purtroppo però un po’ a discapito della loro cooperazione con i sacerdoti cinesi, che non vennero informati [175] se non in termini generali, e per nulla consultati, quando, alla presenza del Superiore generale, fu decisa la Convenzione tra Vicariato apostolico e Istituto.  

Momenti speciali di vita di Istituto si attuarono in relazione allo svolgimento della 3° Assemblea generale. Dapprima per le elezioni dei delegati al Capitolo, indette all’inizio dell’agosto 1933: le votazioni furono ripetute e alla fine risultò eletto p. Riganti. I membri della Direzione generale giunsero a Hong Kong il 1° febbraio 1934. Il capitolo generale si svolse dal 15 febbraio al 7 marzo 1934. Il 5 marzo, mons. Balconi, assente dal Capitolo stando in Hanzhong, Shaanxi,, accettò l’elezione a Superiore generale. Il giorno seguente p. Paolo Pastori venne eletto vicario generale e i pp. Umberto Colli, Antonio Lozza e Giovanni Battista Tragella assistenti. Mons. Balconi, nel suo viaggio verso l’Italia, sostò in Hong Kong dal 15 luglio all’11 agosto seguente, incontrando tutta la comunità del PIME (10 agosto).

In seguito, dall’Italia, mons. Balconi, in data 23 aprile 1935, informava mons. Valtorta e la comunità di Hong Kong che p. Ugo Sordo succedeva a p. Sperandio Villa come superiore regionale della Cina [176] . P. Sordo, però, non contattò la comunità di Hong Kong se non nel novembre 1938.

A riguardo dei rapporti con le altre Missioni della Cina non si registrò nulla di eccezionale, se non gli investimenti della missione del Bengala, coinvolti nel disastro finanziario.

Mons. Giuseppe Tacconi di Kaifeng, oltre a prendere l’iniziativa di invitare tutti gli ordinari italiani delle Missioni in Cina a fare un regalo di riconoscimento per l’operato del Consolato italiano nei riguardi della Chiesa (2 ottobre 1925) [177] , presentava una copia del Regolamento della sua Missione, nel 1928, su richiesta di p. Teruzzi dietro suggerimento di p. Manna [178] , e – particolare degno di nota – nel 1930 proponeva ai vescovi dell’Istituto di chiedere al S. Padre di concedere al superiore generale, p. Manna, dati i suoi notevoli meriti, il titolo di “Arcivescovo ad honorem” [179] .

Nel 1934 p. Giovanni Battista Tragella faceva una visita alla sua ex missione, in particolare all’Hoi Fung [180] , mentre, dal marzo all’aprile 1936, vi sostava p. Gerardo Brambilla per effettuare una ricerca storica e raccogliere documenti, durante il suo giro delle missioni dell’Oriente.

All’inizio del 1938 lavoravano in Hong Kong 36 membri del PIME (il vescovo, 34 padri e 1 fratello).

 

 

 



[1] Occidentalismo, nazionalismo, congregazionalismo, ecc., sono tutti termini che appaiono anche in p. Paolo Manna, Osservazioni sul metodo moderno di evangelizzazione, opuscolo scritto nel 1928-29, ma inedito fino al 1979, derivati da alcuni autori dell’epoca, ma che diventeranno presto termini comuni: si veda G. Butturini, o.c. pp. 117-127.

[2] C. Costantini, Con i missionari in Cina, Roma, 1946, I, pp. 45-46.

[3] Acta Apostolicae Sedis, XVIII (1926), pp. 306-307.

[4] Si trova altra documentazione in HK-CDA, I-3-3. Gli Atti del Concilio sono stati pubblicati a Shanghai in latino dalla Tipografia della Missione cattolica nel 1929 (esiste una copia in ibid. I-3-4).

[5] Istruzione, riportata in inglese in The Rock, marzo 1940, p. 112.

[6] Si veda la relazione di p. Spada, 25-6-1925, pubblicata in Le Missioni Cattoliche (M.C.), 1925, pp. 246-247.

[7] Spada > Superiore, 27-9-1924 (AME, AG-PIME, XXIV, 19, p. 563).

[8] “Il Vicariato di Hong Kong era rappresentato, sede vacante, dal Rev.mo P. Giovanni Spada, vicario capitolare, accompagnato da P. Enrico Valtorta. Il loro viaggio per diverse ragioni fu memorabile. Il povero P. Spada sdrucciolò accidentalmente da una scaletta sul bastimento che lo portava a Shanghai e si procurò una lesione ad una gamba che lo tenne a letto per quasi tutto il tempo del Concilio. Anzi ne porterà le conseguenze per tutta la vita. P. Valtorta, grazie alla sua abilità come dattilografo e la sua pratica conoscenza di varie lingue, fu scelto da Mons. Costantini tra i principali segretari e interpreti del Concilio. Tali doti e benemerenze influirono certo sulla scelta di P. Valtorta come nuovo vicario apostolico di Hong Kong nel 1926” (G. Brambilla, o.c., V, 189).

[9] Notevoli sono stati i contributi inviati da Hong Kong per la Mostra, tra cui una collezione di modelli di ben 30 tipi di imbarcazioni tipiche dei mari cinesi del sud e un mobilio completo per salotto in stile cantonese, fornito anche di manichini in grandezza naturale, rivestiti di abiti da seta, ricamati con fiori e altri simboli cinesi. Il tavolo e le sedie di questo salotto serviranno per la firma dei Patti Lateranensi nel 1929 (G. Brambilla, o.c., V, p. 290).

[10] Relazione del 1923-24 (in data 27 ottobre 1924) di p. Spada alla SCPF (HK-CDA, I-6-1), di cui stralci pubblicati anche in M.C., 1925, p. 126 e in G. Brambilla, o.c., V, p. 288.

[11] Spada > Superiore, 21-3-1925 (AME, XXIV, 19, p. 583): “Il giorno 25 gennaio ho aperto al culto la nuova chiesa di S. Margherita aspettando il nuovo vescovo per benedirla solennemente e fare una festa speciale”. Le Memorie dello stesso p. Spada completano e parlano del 17 ottobre come giorno della benedizione solenne (HK-CDA, IV-6-2).

[12] Relazione del 1924-25, in data 25 settembre 1925 (HK-CDA, I-6-1, pubblicata anche in M.C., 1926, pp. 130-131).

[13] Si veda il testo dell’appello in HK-CDA, III-32-2.

[14] Si legga la relazione della celebrazione in M.C., 1926, pp. 233-237.

[15] M.C., 1926, p. 236.

[16] Relazione del 1925-26 (ibid.).

[17] Il 24 aprile 1933 il vescovo accondiscendeva all’erezione della casa scuola dei Salesiani ad Aberdeen e della loro casa di formazione a Shau Ki Wan (HK-CDA, V-23-1).

[18] Relazione del 1926-27 (ibid., I-6-1).

[19] Si vedano le relazioni in AG-PIME, XX, 2 pp. 589-623).

[20] Verbale, in data 28 agosto 1928 (HK-CDA, III-17-2).

[21] Si veda la documentazione in HK-CDA, V-39.40, nel fascicolo “A Brief History of the Chinese Sisters of Precious Blood, Religious Congregation of the Diocese of Hong Kong, 1861-1952” e in S. Ticozzi , o.c., pp. 139-141.

[22] HK-CDA, I-6-2.

[23] Si veda la documentazione in ibid., VI-15-1. Questi Archivi ne conservano una serie incompleta dal 1928 al 1941.

[24] La documentazione si trova in HK-CDA, VI-14-3 e presentata anche in S. Ticozzi, o.c., pp. 136-138.

[25] Nel 1928 il Sig. J.M. Stephen donava alle Suore Canossiane la sua villa in Old Peak Road: fu ristrutturata e trasformata in ospedale e le Canossiane vi trasferirono le attività che prima svolgevano nel Convento italiano di Caine Road. Il nuovo ospedale, inaugurato il 10 aprile 1929 con il nome di “Canossa Hospital”, provvedeva servizi più efficienti. Nel 1935 fu gravemente danneggiato dal maltempo, ma venne presto ricostruito.

[26] HK-CDA, I-6-2.

[27] Il rimpatrio fu definitivo per p. Parodi, ma non per p. Carabelli che ritornerà di nuovo in Hong Kong.

Parodi Mario (1897-1981): cfr. Appendice 4.

[28] HK-CDA, I-6-2.

[29] HK-CDA, I-6-4.

[30] Ulteriore documentazione si trova in HK-CDA, V-30.47-52, nel fascicolo commemorativo “50th Anniversary: Regional Seminary for South China, Holy Spirit Semianry, 1931-1981”, e in S. Ticozzi , o.c., pp. 63-66 e pp. 147-150.

[31] La documentazione si trova in HK-CDA, V-33-1.2, e anche in S. Ticozzi, o.c., pp. 120-122.

[32] Dai registri dell’economato appare che nel 1922 il Fondo PIME era di $ 34.720, nel 1923 era salito a 165.859, nel 1924 a 196.099 e alla fine del 1927 appunto a 240.299 (dati citati da uno studio di p. E. Bruzzone in AG-PIME, XXIV, 25, p. 963).

[33] Verbale in data 20 agosto 1928 (HK-CDA, III-17-2 e AG-PIME, XXIV, 8, p. 1).

[34] HK-CDA, III-17-3.

[35] Valtorta > Costantini, 22-3-1932 (ibid.).

[36] Valtorta > Costantini, 13-4-1932 (HK-CDA, III-17-3).

[37] Valtorta > Manna, 28-5-1932 (ibid).

[38] Valtorta > Costantini, 19-9-1932 (ibid., II-16-4).

[39] Valtorta > Costantini, 13-11-1932 (ibid., II-16-4).

[40] Proposta ufficializzata da mons. Valtorta in una lettera al superiore generale del 19-11-1932 (AG-PIME, XXIV, p. 77-81).

[41] Riguardo al Fondo Bengala e su come sia stato risolto, si veda la documentazione in HK-CDA, V-10-3, Bengala e III-23-1, e AG-PIME, XXIV); riguardo all’interesse, Verbale, 23.2.1933 (ibid. III-17-3).

[42] AG-PIME, XXIV, testo della Convenzione, pp. 129-143. La prima somma di $ 107.138,06 fu ricevuta da Hong Kong il 10 marzo 1933, la seconda di $ 102.000 il primo maggio seguente e la terza di $ 99.153,28 il 31 agosto (ibid., pp. 151-155).

[43] Vincolo, N.12 (giugno 1933), p. 25.

[44] AG-PIME, XXIV, p. 185, precisata ulteriormente dalla SCPF, 30 maggio 1933, p. 199.

[45] HK-CDA, III-17-3.

[46] AG-PIME, XXIV, 25, pp. 765-787.

[47] Valtorta > Balconi, 8-6-1935 (ibid., XXIV, 8, pp. 319-323. 325-331)

[48] AG-PIME, XXIV, 8, pp. 373-374.

[49] Designazione del 17-6-1936 (AG-PIME, XXIV, 8, p. 381).

[50] Domus Nostra, 1-10-1936.

[51] Bricco > Balconi, 23-10-1936 (AG-PIME, XXIV, 8, pp. 387).

[52] Galbiati >Balconi, 22-7-1937 (ibid., p. 411).

[53] Teruzzi > Vescovo, 6-9-1937, da Londra (HK-CDA, III-20-1).

[54] Valtorta > Balconi, 11-9-1937 (AG-PIME, XXIV, 8, p. 427).

[55] Valtorta > Bricco, 20-10-1937 (ibid., p. 433).

[56] Bricco > Balconi, 21-10-1937 (ibid., p. 437).

[57] Galbiati >Balconi, 23-10-1937 (ibid., p. 439).

[58] Balconi > Galbiati, 3-12-1937 (ibid., p. 443).

[59] HK-CDA, V-10-3.

[60] HK-CDA, I-6-4.

[61] Il 4 agosto 1933 Mons. Valtorta riceveva una lettera confidenziale di mons. Fourquet, vicario apostolico di Canton, che lo informava di accuse infamanti e di irregolarità nel Carmelo nella sua città. Il 7 agosto un telegramma gli annunciava che le Carmelitane sarebbero giunte a Hong Kong il giorno dopo: era un’illegale “violazione della clausura”, una “fuga”? Il caso si dimostrò complicato, causato principalmente da interessi finanziari e malintesi da parte soprattutto di mons. Fourquet, e richiese l’intervento di Propaganda Fide, la quale permise al Carmelo (13 novembre) di stabilirsi in Hong Kong. Mons. Valtorta inizialmente si dimostrò di proposito neutrale, ma le accolse volentieri, poiché già da tempo aveva contattato vari Carmeli per averne uno nel suo Vicariato. Le religiose trovarono rifugio temporaneo presso il Convento italiano e poi affittarono una casa per conto loro, fino a che nel 1937 fu finito il monastero a Stanley. (Si veda tutta la corrispondenza relativa al caso e al susseguente processo presso il tribunale ecclesiastico, in HK-CDA, 5-41).

[62] Relazione annuale per il 1933-34 alla SCPF (ibid., I-6-4).

[63] Relazione 1934-35 alla SCPF (in data 30-9-1935): ibid., I-6-4.

[64] P. Carabelli Giuseppe (1874-1936): cfr. Appendice 4.

[65] Relazione del 1935-1936 alla SCPF (in data 30-9-36) in: HK-CDA, I-6-5.

[66] Relazione del 1936-37 alla SCPF (in data 30-9-1937): (ibid., I-6-5).

[67] P. Placzek Agostino (1874-1928): cfr. Appendice 4. “Con la perfetta conoscenza delle principali lingue europee rese prezioso e fecondo il suo ministero... Sentitissima la perdita del veterano uomo d’azione e solenni i suoi funerali. Lasciava la madre in età di 92 anni” (G. Brambilla, o,c., V, p. 308).

[68] “Souvenir of the 25th Anniversary of St. Margaret’s Church, 1925-1950” (HK-CDA, IV-6-2).

[69] Tutte queste informazioni si trovano in HK-CDA, IV-5-1.

[70] Vescovo > Consiglio della Missione, 26-6-1931 (HK-CDA, IV-7-1). Vi si trova anche la documentazione relativa alla richiesta del governo, nel 1917-1919, di due angoli della proprietà per costruire la strada principale di Aberdeen.

[71] HK-CDA, III-17-2.

[72] HK-CDA, IV-7-1.

[73] HK-CDA, IV-7-2. Si veda anche l’opuscolo commemorativo “100 - Our Lady of Lourdes Parish”, o.c., pp. 22-23.

[74] Si vedano le pubblicazioni speciali in occasione del cinquantesimo (1954) e del novantesimo di questa chiesa.

[75] Spada > Vescovo, 8-1-1927 (HK-CDA, IV-9-1).

[76] Maestrini > Valtorta, 8-5-1932 (ibid.).

[77] Maestrini > Vescovo, 29-10-1932 (ibid.).

[78] “… un forte gruppo di portoghesi ha chiesto per il tramite della ‘Liga Portuguesa’, che vi sia una predica in portoghese...” (Valtorta > Spada, 2-1-1933, HK-CDA, IV-9-1).

[79] Spada > Carpenter, 19-2-1930 (ibid., IV-9-4).

[80] Ibid., III-24-5.

[81] Si veda la documentazione in ibid., IV-10-1 e la pubblicazione “Silver Jubilee of St. Teresa’s Church, 1932-1957”.

[82] HK-CDA, IV-9-4.

[83] “Il P. Spada nel 1923 già aveva intavolato trattative con il Governo e aveva ottenuto quasi gratis 500.000 piedi di terreno per la Chiesa e il convento delle Suore di Maryknoll che si offrirono a fabbricarvi in futuro il loro convento e scuola. Però il piano definitivo di assestamento di questo quartiere non era ancora stato fissato dal governo. Reso noto questo, si cambiò il sito scelto che non era più tanto conveniente per la Chiesa e più dispendiosa la costruzione. Allo stesso tempo il governo per sviluppare più in fretta Kowloon Tong diminuì a $ 0,50 il prezzo per piede quadrato del terreno, mentre prima ne voleva $2; a questa condizione si decise di comperare il terreno per la chiesa solamente. Il terreno fu comperato all’asta del 13 novembre 1928 e senza opposizione si ebbero 76.500 piedi quadrati, al costo di $ 38.250. Acquistato il terreno, il comitato per la fabbrica della nuova chiesa, si mise a raccogliere i fondi richiesti, stimati a $ 130.000 - 150.000. Il fatto che la chiesa sarebbe stata dedicata alla nuova patrona delle Missioni, S. Teresa del Bambino Gesù, suscitò grande entusiasmo... Una particolare grazia di S. Teresina fu un’offerta assolutamente inaspettata da una persona di passaggio da HK, che contribuì la cospicua somma di $ 11.000... I cattolici di Hong Kong e di Kowloon, e specialmente la comunità portoghese, si dimostrarono molto generosi ed i più generosi diedero largamente sicché le offerte sorpassarono i $ 100.000…” (Memorie di P. Spada).

[84] Valtorta > Hallifax, 18-5-1928 (HK-CDA, IV-10-1).

[85] “Il governo italiano ha dato alla Missione un sussidio di lire 50.000 per la Chiesa di S. Teresa. Favorisca quindi far incidere subito, cioè prima della festa, su una delle lastre di marmo che stanno all’interno della Chiesa il nome di S.E. Benito Mussolini” (Valtorta > Granelli 14-9-1934, HK-CDA, IV-10-2).

[86] Valtorta > Gresnigt, 1-4-1931 (HK-CDA, IV-10-1, dove però non si trovano i disegni).

[87] Ibid., IV-10-2 e per altri dettagli, anche S. Ticozzi, o.c., pp. 151-153.

[88] Resoconto di Maestrini, 14-4-1935 (IV-10-2): “4-5 signore portoghesi o spagnole da Hong Kong, una quindicina di signore portoghesi; tutto il resto messicani o dell’America del sud; filippini quasi nessuno; uomini adulti 4 o 5; ragazzi e ragazze delle nostre scuole cattoliche, quasi tutti dell’America del sud”.

[89] A brief history of the Chinese Sisters of the Precious Blood Religious Congregation of the Diocese of Hong Kong (1861-1952), p. 3 (copia in HK-CDA, V-39.2).

[90] A Brief History of the Chinese Sisters of the Precious Blood…, o.c.

[91] Fu costruito poi un nuovo edificio, l’Ospedale del Prezioso Sangue (inaugurato il 3 ottobre 1936), con una sezione speciale per bambini (HK-CDA, V-39.40).

[92] Valtorta > Fumasoni Biondi, 19-7-1935 (ibid., IV-10-2).

[93] Daelli > Consiglio della Missione, 23-2-1928 (ibid., IV-14-1).

[94] Daelli > Consiglio 4-3-1930 (ibid., IV-14-1).

[95] In data 20 giugno (ibid.).

[96] Brookes > Teruzzi, 14-3-1933 (ibid.).

[97] Brookes > Vescovo, 8-9-1932 (ibid., IV-14-1).

[98] Resoconto 1932-33 (ibid., IV-14-1).

[99] Resoconto di Liberatore 1934-35 (ibid., IV-14-1).

[100] Lettera del 9-7-1937 (ibid.).

[101] Domus Nostra, 22-12-1936.

[102] Resoconto del 22-9-1926 (HK-CDA, IV-5-1).

[103] Resoconto 1926-27, in data 8-9-1927 (ibid.).

[104] Resoconto 1927-1928 (ibid., IV-15-1).

[105] Resoconto 1928-29 (ibid.).

[106] Resoconto del 1933-34 (ibid., IV-15-1).

[107] Resoconti annuali, soprattutto quello del 1936-37 (ibid.).

[108] Resoconto di Brookes, 1931-32 (ibid., IV-14-1).

[109] Resoconto di Liberatore, 1934-35 (ibid.).

[110] Daelli, 6-7-1926 (ibid., IV-16-1).

[111] Id., 14-9-1926 (ibid.).

[112] Parodi, 8-4-1929, da Po Mei (ibid., IV-16-1)

[113] Bruzzone > Valtorta, 15-6-1929, da Pak Shek Lung (ibid.).

[114] Resoconto 1930-1931 (ibid.).

[115] Relazione di p. Orlando in M.C., 1934, pp. 495-501.

[116] Si veda la relazione di p. Orlando con cartine del Sai Lo in cui sono segnate tutte le chiese o cappelle del Sai Lo (HK-CDA, IV-20-1).

[117] Relazione di p. Teruzzi, in visita, riportata in M.C., 1925, p. 147.

[118] Cantore > Vescovo, 2-8-1926. 30-9-1926 (HK-CDA, IV-28-1).

[119] Cantore > Vescovo, 18-12-1929 (ibid.).

[120] Maglio > Vescovo, 27-8-1930 (ibid.).

[121] Memorie di p. Q. De Ascaniis (copia negli Archivi di Hong Kong e del PIME di Roma).

[122] P. Maglio Filippo (1890-?): cfr. Appendice 4.

[123] Tutta la documentazione si trova in HK-CDA, IV-23-1.

[124] Vescovo > Liberatore, 16-12-1930 (ibid., IV-23-1).

[125] Liberatore > Valtorta, 13-1-1931 (ibid., IV-27-1).

[126] Fourquet > Valtorta, 1-12-1931 (ibid., I-1-2). La cedette dietro richiesta non ufficiale di p. Pilenga e ufficiale di mons. Valtorta.

[127] Pilenga e Poletti > Vescovo,12-1-1932 (ibid.).

[128] Pilegna >Vescovo, 5-11-1932 (ibid.).

[129] Pilenga > Vescovo, 8-2-1934 (ibid.).

[130] Poletti > Vescovo 13-2-1934 (ibid.).

[131] Pilenga 28-8-1926, da Ping Shan (HK-CDA, IV-23-1).

[132] Domus Nostra, 11-1-1934.

[133] Documentazione su Sam To Chuk in HK-CDA, IV-30-2.

[134] Wai Chow Nord (ibid., IV-32-1).

[135] Domus Nostra, 1-8-1934.

[136] Relazione 1937 (HK-CDA, IV-32-2).

[137] Ibid., IV-28-2.

[138] Domus Nostra, 1-2-1934.

[139] “Un giovane appunto dell’Hoifung, a nome Peng Pai, laureato in Giappone e imbevuto di comunismo, fu messo a capo delle scuole dell’Hoifung. Non contento di seminare le teorie rosse tra gli studenti, coi modi più insinuanti le introdusse anche fra i contadini che andava apposta a visitare e che facilmente lo seguirono. Il terreno non poteva essere meglio disposto: ricchi latifondisti e poverissimi contadini. Arrestato dalle autorità, Peng Pai fu liberato dal famoso Chen Chiung Ming e si rifugiò a Canton” (P. L. Bianchi, 1927, citato in G. Brambilla, o.c., V, p. 300). Per uno studio completo sull’operato di Peng Pai e sul movimento comunista in questa zona, si veda F. Galbiati, P’eng Pai and the Hai-Lu-Feng Soviet, Stanford University Press, Stanford, California, 1985.

[140] Robba > Spada, 9-8-25 ( HK-CDA, V-14-1). 

[141] Bianchi > Rev.mi Padri, 22-8-1925, riportata in G. Brambilla, o.c., V, pp. 291-292.

[142] Robba > Spada, 25-8-1925 (HK-CDA, V-14-1).

[143] P. Taddeo Pun Lai Ting (1878-1925): nato il 17-2-1878 a Shun Tak, Guangdong, fu ordinato il 17-10-1909 e mandato a lavorare nell’Hoi Fung. Il 30-10-1916 si trovava a Canton. Morì il 17-10-1925 in Hoi Fung (secondo il HK Catholic Directory, il 17-9-1925).

[144] Citato da G. Brambilla, o.c., V, pp. 292-293.

[145] Robba > Vescovo, 12-5-1927 (HK-CDA, V-14-1).

[146] Robba > Vescovo, 22-9-1927 (ibid.).

[147] Robba >Vescovo 10-11-1927 (ibid.).

[148] Robba > Vescovo, senza data, ma in dicembre 1927 (ibid.).

[149] M. Robba, “Nelle mani dei bolscevichi”, pubblicato dapprima in M.C., 1928, raccolto poi con altro materiale in S. Beltrami, Pagine di Sangue e di Gloria nel Vicariato di Hong Kong, PIME. Milano, 1932, pp. 28-41 e riportato infine anche da G. Brambilla, o.c., V, p. 303.

[150] Si veda il Rapporto in cinese sui martiri dell’Hoi Fung e la Raccolta in inglese, un po’ più ridotta, come anche la lettera di mons. Valtorta ai pp. Robba e Bianchi, 9-4-1937, riguardo alla raccolta della documentazione sul loro martirio (HK-CDA, IV-33-1.2, 34-1.2); S. Beltrami, o.c., che raccoglie articoli già apparsi su M.C., nel 1928, in particolare “Il Bolscevismo nell’Hoi Fung”, di L. Bianchi, “I Nostri Martiri”, di M. Robba in cui presenta Tom-To-Men, Tsang A-Giao, Zan-Len, Zan Mat-Ti, Zan-On-Kao, Quan Ui-Tion, U Len-Ciu e Cion Pietro (HK-CDA, V-47-2).

[151] Si legga la descrizione del fatto in M.C., 1928, p. 291, e in S. Beltrami, o.c., pp. 53-54.

[152] Bianchi > Vescovo, da Swabue, 15-1-1928 (HK-CDA, V-14-1).

[153] Robba > Vescovo, Swabue 6-4-1928 (ibid.).

[154] Robba > Vescovo, 11-4-1928 (ibid.).

[155] Robba > Vescovo, 27-11-1929 (ibid.).

[156] Robba > Vescovo, 28-11-1929: “Ora sarebbe necessaria la Caboto!”. Mons. Valtorta chiese l’intervento al consolato italiano di Canton, che mandò a Hong Kong la nave “Libia”.

[157] Bianchi > Consiglieri della Missione, 19-12-1930. A p. Bianchi, accusato di fare spese inutili e di preoccuparsi esclusivamente di fucili e munizioni, fu richiesto di presentare la giustificazione del suo modo di agire negli ultimi anni. “Appena cacciati i rossi – egli risponde – il paese di S. Giuseppe si organizzò contro di loro con pochi fucili ad avancarica, perché il padre potesse recarsi da loro. Fu cosa facile da principio, perché i soldati davano loro continuamente la caccia; poi i bolscevichi si riorganizzarono e anche a S. Giuseppe si dovette pensare a difendersi meglio: di qui vennero mura e torri (la Missione mise la calce solamente) e fucili (una trentina quasi tutti provveduti dal sottoscritto). Si fece bene mettersi contro i rossi con tanto spreco di danaro? Distinguo: se la nostra è una missione commerciale, fu uno sbaglio, ma se è per le anime, oh, allora venite et videte lo stato delle povere cristianità ancora sotto il dominio rosso (quasi tutte quelle dell’Hoi Fung); il padre non può andarvi neppure per gli ultimi sacramenti ai malati, le chiese e kon-so (oratori di raduno e di preghiera) le usano i comunisti, i cristiani è un miracolo del Signore se conservano ancora un po’ di fede nell’intimo del cuore. A S. Giuseppe, circondati da mura e torri, si vive abbastanza bene quantunque circondati dai bolscevichi. Ma questa relativa sicurezza provvede un altro guaio: i cristiani sotto i rossi – in pericolo di essere uccisi – vennero qui ad abitare (sono già 12 famiglie). Sanno che S. Giuseppe non è l’America: se vennero lasciando case e campi fu proprio perché non c’era di meglio. Non dovevo accettarli? Non dovevo provvedere un buco per loro?...” (HK-CDA, IV-34-2).

[158] Valtorta > G. Pini, 9-12-1929 (HK-CDA, II-23-3).

[159] Bianchi > Vescovo, 21-3-1930 (ibid., V-14-1).

[160] Robba > Vescovo, 8-4-1931 (ibid.).

[161] Bianchi > Vescovo, 8-8-1931 (HK-CDA, IV-34-2); Bianchi > Vescovo, 4-12-1931 (ibid.).

[162] Relazione della visita pastorale di p. Maestrini, M.C. 1933, pp. 275ss, ripubblicata in S. Beltrami, o.c., pp. 59-126 e riportata infine anche in G. Brambilla, o.c., V, pp. 344-349.

[163] Robba > Tragella, 25-9-1932 (HK-CDA, V-14-1).

[164] Bianchi > Vescovo, 5-4-33 (ibid., IV-37-1).

[165] Questo compito è stato soprattutto il lavoro e il merito di p. Robba, che sollecitò maestri cinesi a raccogliere e stendere i dati sui singoli martiri, e lui stesso ne presentò i più significativi sulle M.C., come detto sopra. Così mons. Valtorta sintetizzava i risultati del lavoro: “Considerando le notizie finora avute, specialmente dalle deposizioni giurate che furono fatte nel 1929, credo bene di dover distinguere i nostri martiri dell’Hoi Fung in tre classi:

1°. Martiri, per i quali risulta dal loro processo o interrogatorio che ebbero la possibilità di salvare la vita mediante l’apostasia e che questa possibilità fu da essi rigettata. In questa classe, nella quale il Martirio formale è evidente, credo che si possano mettere i due Martiri di Au-mun, Ciong To Lo e Cu Len Ciu, ed anche, assai probabilmente i tre Martiri di Tsiap-tsen, Ciok Sam Ce, Quan Ui Tuon e Yo Shi Rosa.

2°. Martiri, ai quali non risulta che fu data loro la possibilità di salvarsi la vita mediante l’apostasia, ma che tuttavia furono uccisi unicamente ed esclusivamente in odio alla Fede. In questa classe si potrebbero mettere due Martiri di Swabue, Ton Men e Yo Tan Shi, il Martire di Swa-kan, Tsan Nai Giao, il Martire di Au-ke, Yo A-Un ed il Martire di Tsiap-tsen Ho Ko Lun.

3°. Martiri, per i quali non risulta chiaro se furono uccisi unicamente ed esclusivamente perché erano cristiani. In questa classe mi pare si dovrebbero mettere tutti gli altri, dei quali si raccolsero notizie nelle deposizioni fatte nel 1929”. (Valtorta > Robba-Bianchi, 9-4-1937, citata sopra).

[166] Bianchi > Vescovo, 29-6-1934. P. Tragella aveva compiuto una visita all’Hoi Fung nel 1934.

[167] Brambilla G., o.c., I, p. 93.

[168] L’importanza di questa visita è dovuta anche al cambiamento di prospettiva che ha causato in p. Manna: “La città di Hong Kong - annotava nel diario - è un formicolio di corpi... un ritrovo di tutte le nazionalità, con una vera popolazione che vive sulle barche... una missione importantissima per tutto l’Oriente; anche solo la parte inglese potrebbe fare una grande missione”. Una città e una missione su cui meditare attentamente. Proprio qui avvenne l’inizio del cambiamento, quello che resterà al centro di tutto il suo nuovo discorso, cioè la necessità del clero indigeno: “...la mancanza quasi assoluta di ogni azione di propaganda diretta tra i pagani della città. Si potrebbe stare qui mille anni e le cose non cambierebbero in meglio... È impossibile e innaturale del resto questo processo che il mondo debba essere fatto cristiano da preti importati” (Diario, p. 128. 145-146, citato da G. Butturini, o.c., p. 199). Il “cambiamento” di cui si parla sarà il centro del contenuto dell’opuscolo, Osservazioni sul metodo moderno di evangelizzazione, scritto nel 1929, ma pubblicato solo nel 1979 da p. Giuseppe Buono.

[169] Domus Nostra, 21-10-1929.

[170] Si veda la corrispondenza tra S. Villa e Valtorta, 14-4-1929, 7-10-1930, 2-9-1930, 17-9-1930, 7-10-1930 in HK-CDA, V-10-3.

[171] Copia in ibid., V-10-3.

[172] Lettere del 24-11-1929, 3-2-1930, ecc. (ibid.).

[173] Domus Nostra, 29-5-1929: “Ci è giunto e giungerà a ciascuno di voi un nuovo giornaletto quadrimestrale, chiamato “Il Vincolo”. Esso non è né più né meno che il Domus Nostra dell’Istituto locale. Possiamo dire che l’origine del Vincolo è dovuta in parte anche a noi, poiché sappiamo che esso fu così chiamato, quando apparve per alcune volte anni fa, dal nostro Rev. P. Parodi, il quale ne fu collaboratore, se non redattore”.

[174] Domus Nostra, 12-11-1929.

[175] Ci sono alcune lettere significative al riguardo (HK-DCA, IV-23-1).

[176] A questo riguardo p. Tragella, “allora assistente generale, poi dimissionario” lasciava per iscritto la seguente nota: “Per la verità storica: lo storico futuro, se non vorrà seguire l’andazzo di dir bugie per la stampa, e, se non vorrà dire la verità vera – che non sarebbe necessario né utile – dovrebbe dire più o meno così: ‘A succeder al Rev.mo P. Sperandio Villa fu chiamato dal Superiore dell’Istituto, Mons. Balconi, il Rev.mo P. U. Sordo” (si veda la nota in ibid., V-10-3).

[177] HK-CDA, II-11-3.

[178] Teruzzi > Tacconi, 14-6-1928 (ibid., V-10-3).

[179] Tacconi > Valtorta, 3-6-1930 (ibid., V-10-3).

[180] Si veda il rapporto della visita, pubblicato dapprima su M.C. e poi raccolto nel Numero 5 della Bibliotechina missionaria, dell’agosto-settembre 1935 col titolo Una Passeggiata Missionaria ad Hong Kong, PIME, Milano, 1935.