IL NOSTRO PROGETTO DI VITA

PICCOLI GRANDI LIBRI   P. Sergio Ticozzi   SPAZIO CINA

IL PIME e
La PERLA
   Dell’ORIENTE

Caritas Printing Training Centre
Hong Kong, 2008

PRESENTAZIONE
I II III IV V VI VII VIII IX X
                 
Il PIME a servizio della Chiesa locale nell’ultimo periodo coloniale di Hong Kong (1969-1997)

Appendice

Cronologia della Presenza del PIME in Hong Kong (1858-2008) Superiori Regionali del PIME in Hong Kong Elenco di tutti i membri del PIME di Hong Kong Membri defunti del PIME di Hong Kong Glossario 
dei Nomi cinesi

 IX  

IL PIME A SERVIZIO DELLA CHIESA LOCALE
NELL’ULTIMO PERIODO COLONIALE DI HONG KONG

(1969-1997)

Dal 1969 in poi la storia del PIME, pur rimanendo in stretto rapporto con la Chiesa cattolica di Hong Kong, non si identifica più con essa, ma ne costituisce solo una parte. Nel periodo considerato in questo capitolo è possibile individuare due tappe principali: la prima, dal 1971 al 1987, caratterizzata dal servizio alla diocesi sulla base di un contratto che include un “mandato” speciale da parte del vescovo; la seconda, a partire dal 1987, caratterizzata dal servizio alla diocesi su base ugualitaria con le altre congregazioni religiose e istituti missionari.

Entrambe le tappe, tuttavia, non si differenziano eccessivamente nella pratica, e presentano problematiche di fondo comuni, riconducibili al dilemma della scelta tra gli impegni pastorali tradizionali richiesti dalla diocesi e i servizi più specificamente missionari, alla ricerca di vie nuove o di metodi di evangelizzazione più adeguati ai tempi moderni, alla valutazione del tipo di ruolo e di presenza nella società e nella Chiesa di Hong Kong, alla concretizzazione dell’interesse per la Cina continentale e, infine, alla preparazione al ritorno di Hong Kong alla madrepatria. La problematica, quindi, risulta vasta, con una larga gamma di interessi e di preoccupazioni.

Essendo il periodo troppo recente per farne la storia, ci si limita qui a presentare solo uno sguardo riassuntivo, partendo dal contesto sociale e religioso di Hong Kong per puntualizzare meglio, in seguito, gli orientamenti degli impegni del personale del PIME e l’evoluzione della sua vita comunitaria.  

La situazione al passaggio della diocesi al vescovo locale (1969)  

Nel 1969 la popolazione di Hong Kong è di circa 3,9 milioni, mentre i cattolici si aggirano sui 241 mila. Il numero degli immigrati dalla Cina è limitato dal governo locale, d’accordo con Pechino, per controllarne l’afflusso causato dagli estremismi della Rivoluzione culturale.

Per la Chiesa cattolica in Hong Kong, il 1969 segna l’inizio di un’epoca di maggiore localizzazione e autonomia con il passaggio della direzione diocesana al vescovo locale. Mons. Francesco Hsu Chen-Ping si trova subito a dover affrontare principalmente due grandi problemi pratici: il rinnovamento e la riorganizzazione della diocesi, proposte dal Concilio Vaticano II, e il processo di localizzazione della Chiesa locale, stimolato anche dalla S. Sede.

Per contribuire a risolvere il clima di tensione suscitato dalle novità conciliari, mons. Hsu ha avviato già dal settembre 1968 il lavoro preparatorio di una Convenzione diocesana, allo scopo di “revisionare gli impegni della Diocesi alla luce del Vaticano II e di pianificare il futuro sulle sue linee direttive”. Vi sono coinvolte più di 400 persone tra clero e laici, e non pochi membri del PIME, in un processo di riflessione sulla situazione presente e di valutazione dei bisogni della diocesi.

Il problema della localizzazione è che il vescovo di Hong Kong si assume la piena responsabilità con personale cinese in posti direttivi importanti ma, nello stesso tempo, ha ancora bisogno urgente dell’aiuto del personale straniero del PIME e di altri istituti. Mons. Hsu risolve la questione compiendo la scelta realistica di far uso del personale locale una volta preparato [1] , e di coinvolgere responsabilmente, nel frattempo, tutto il clero cinese nelle trattative sulla formulazione del contratto tra diocesi e istituti missionari. Come primo passo egli nomina, nel gennaio 1969, due vicari generali, uno cinese e uno italiano: i pp. Pietro Lei Wang-Kei e Secondo Einaudi.

Per il PIME inizia un intenso periodo di riflessione sulla nuova situazione e sul nuovo rapporto con la diocesi, anche dietro la spinta della direzione generale dell’Istituto, che propone la formulazione di un contratto. Si raccolgono opinioni a riguardo del cambiamento, con proposte diverse sul come assumere una propria fisionomia e un nuovo tipo di servizio. Riguardo ai principi e al contenuto di un eventuale contratto, la grande maggioranza sceglie dapprima la dipendenza dal vescovo e un campo di lavoro separato parziale, cioè il servizio generico nella diocesi di un gruppo di padri, con una zona affidata al PIME dove un altro gruppo di padri possa lavorare più autonomamente.

La maggioranza dei membri del PIME, però, mantiene gli impegni tradizionali. 19 di loro conservano alti posti di autorità nella curia, nel Centro cattolico e nella Caritas, come anche nel Senato dei preti, nel Consiglio pastorale e nelle varie commissioni operanti. Mantengono anche la responsabilità di 9 parrocchie su 28, di 3 rettorie su 10, di 9 distretti su 14; 18 padri, impegnati in lavori pastorali, sono anche supervisori di 32 scuole elementari, medie o di altro tipo, mentre altri due lavorano nel settore educativo a tempo pieno.

Chi è coinvolto, inoltre, nel lavoro di preparazione per la Convenzione diocesana deve continuare l’impegno in modo più sistematico dopo l’apertura ufficiale di essa (15 febbraio 1970), partecipando ai raduni regolari dei gruppi; ciò caratterizzerà la vita diocesana per i seguenti due anni. Pullulano idee nuove e impulsi freschi provenienti da questo coinvolgimento, come anche dal lavoro di preparazione all’incombente Assemblea generale di aggiornamento dell’Istituto.

Alla fine del 1969 i membri della regione sono 60 padri e 4 fratelli cooperatori, in seguito al rimpatrio definitivo, oltre che di mons. Bianchi, dei pp. Francesco Ricciardi [2] , Enrico Beretta [3] e Domenico Cozzolino [4] ; al rimpatrio temporaneo di p. Osvaldo Pisani come direttore del Centro missionario di Milano e di p. Carlo Tei come rettore della teologia di Milano; alla morte di fr. Adolfo Radice [5] ; al ritorno dal servizio a Londra di p. Carmelo Orlando e all’arrivo dei nuovi padri, Luciano Lazzeri, Sergio Ticozzi e Vittorio Zanesco.  

Formulazione giuridica dei nuovi rapporti tra Diocesi e PIME (1970-1971)  

Mentre la Cina compie un primo passo di apertura verso il mondo con l’entrata nell’ONU nel 1971, il governo di Hong Kong comincia a impegnarsi contro la corruzione dei suoi funzionari. In questo periodo hanno luogo proteste di operai e, per la prima volta, anche scioperi studenteschi. Tra i missionari, qualcuno inizia a coinvolgersi nel settore sociale. Tuttavia, nel gennaio 1970 il governatore David Trench (dal 1964 al 1971) si affretta ad ammonire le Chiese cristiane a non intromettersi negli affari politici, intendendo con questo il settore operaio.

Intanto, nell’ambito della Chiesa cattolica locale, proseguono i lavori della Convenzione diocesana. Il 4 dicembre 1970 Hong Kong ha l’onore di accogliere, anche se solo per poche ore, la visita di Paolo VI. Il Pontefice proviene da Manila dove ha posto il sigillo alla Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia (FABC), che con vari incontri e documenti su problemi pastorali e sociali stimola, nella linea del Concilio, servizi più adeguati alla società,  maggior cooperazione con le altre Chiese cristiane e un impegno più direttamente missionario.  

Nel febbraio 1970 la comunità PIME, alla presenza del superiore generale mons. Aristide Pirovano, dopo una discussione dettagliata del primo abbozzo del contratto con la diocesi, abbandona definitivamente l’idea di avere una zona propria affidata all’Istituto, in favore della scelta di un servizio sulla scia tradizionale, cioè come personale a totale disposizione della diocesi [6] . Anche il vescovo e il clero cinese si impegnano nella valutazione del contenuto del contratto. Tappe storiche in questa direzione sono la cessione alla diocesi della parrocchia di S. Margherita, su richiesta del clero locale e dietro un indennizzo (in agosto), che mette fine a lunghe discussioni, e la firma del contratto tra la diocesi di Hong Kong e il PIME (18 novembre), che entra in vigore il 30 gennaio 1971, con l’approvazione della Sacra Congregazione per L’Evangelizzazione dei Popoli. Il 2 febbraio 1971 viene concesso al PIME, su richiesta dello stesso mons. Hsu, il “Mandato” per i rapporti dell’Istituto con la diocesi [7] . Una valutazione complessiva degli sforzi a questo intento mostra che, fondamentalmente, entrambe le parti firmatarie si sono preoccupate principalmente di garantire la continuità e la stabilità del lavoro nella diocesi.  

Convenzione diocesana e Assemblea di Aggiornamento (1971-1973)  

Nel 1971 la Chiesa cattolica porta a termine i lavori della Convenzione diocesana, conclusa alla festa di Cristo Re (21 novembre 1971) con la consegna ufficiale dei documenti sugli undici settori trattati: evangelizzazione, liturgia e sacramenti, istruzione religiosa, educazione, laicato, clero, personale religioso, apostolato sociale, mezzi di comunicazione, ecumenismo e amministrazione della diocesi. Nel frattempo p. Pietro Lei Wang-Kei viene nominato vescovo ausiliare e consacrato l’8 settembre.

I membri del PIME continuano ad essere impegnati anche nella riflessione comunitaria: l’obiettivo è dare una valutazione più profonda della situazione e preparare nel modo più adeguato l’imminente Assemblea di aggiornamento dell’Istituto, oltre che decidere un nuovo modo di organizzarsi come comunità. Si svolge così una “due giorni” comunitaria (19-20 aprile 1971) che costituisce un’esperienza molto positiva, in cui vengono prese in considerazione le idee di fondo sulla vocazione missionaria, sulla presenza e specificità missionaria nella Chiesa locale, e si intraprende un esame concreto degli impegni di ciascuno, della struttura e del modo di governo del PIME locale. Infine, sono approvate mozioni che manifestano praticità, apertura di visuale, attenzione ai segni dei tempi e pluralismo di forme di apostolato. La comunità, per una maggiore responsabilità dei suoi membri e una maggiore sottolineatura della sua specificità missionaria, esprime l’esigenza di una più ampia autonomia nel pianificare e nel prendere decisioni che riguardano la sua vita e il suo lavoro locale: si impegna quindi a lasciare posizioni di comando al clero locale, ad accettare e sostenere coloro che intendono impegnarsi in nuove forme di attività più direttamente missionaria, come l’insegnamento, il lavoro tra gli operai o tra i portatori di handicap, gli anziani e gli emarginati [8] .

Dal 27 maggio 1971 al 21 gennaio 1972 si svolge a Roma il “Capitolo straordinario di aggiornamento post-Conciliare (o 7° Assemblea generale) [9] , ne quale la Cina rappresenta una delle preoccupazioni principali; perciò viene costituito il nuovo Istituto Studi Asiatici [10] , fondato con l’indennizzo che la diocesi di Hong Kong ha dato al PIME per la restituzione della chiesa di S. Margherita.

Subito dopo l’Assemblea generale, la comunità locale del PIME si trova incerta se procedere immediatamente per la scelta del superiore regionale, già scaduto, o valutare la nuova forma di governo da assumere, essendone allora consentite diverse. Si rivelano anche altre cause di insoddisfazione: i risultati ottenuti insieme nella precedente “due giorni” sembrano molto limitati, perché le relative decisioni non sono state prese sul serio dalla maggior parte della comunità, che, nello stesso tempo, non percepisce chiaramente neppure le proposte e le considerazioni sulla missionarietà del Capitolo di aggiornamento stesso [11] . Parecchi confratelli manifestano una certa fretta per l’elezione del regionale, altri richiedono di farla precedere da una maggiore riflessione sulla forma di governo da scegliere e dalla valutazione della propria specificità missionaria. Il clima si fa conflittuale e caratterizza il post-capitolo come “innegabilmente uno dei periodi più difficili” per la comunità [12] .

In un’atmosfera tesa, si decide di valutare e di scegliere dapprima la forma di governo. Il gruppo minoritario dei giovani si sente insoddisfatto del modo di procedere e boicotta la votazione. Stranamente, però, risulta scelta la forma di governo i cui criteri ispiratori sono la piena collegialità e la corresponsabilità di tutti. In pratica, le decisioni riguardanti la comunità devono essere prese, in via normale, dal superiore regionale con tutta la comunità. Per espletare la corresponsabilità vengono previsti dei “settori di servizio”, su base volontaria, per favorire un clima di maggior spontaneità e libertà. Quindi tutto deve essere trattato e deciso dalla comunità; solo i casi strettamente personali sono discussi e decisi dal regionale con due consiglieri eletti. La nuova forma viene annunciata nel raduno comunitario in agosto [13] . Si passa poi alla formulazione del regolamento per il governo regionale, con i sei settori di servizio: Evangelizzazione, Comunione, Formazione, Relazioni esterne, Assistenza ed Economia. Mentre questi vengono formati, continua il parto difficile dell’elezione del superiore;  risulta infine eletto p. Filippo Comissari (1° marzo 1972), che però potrà ritornare dall’Italia e iniziare il suo mandato solo il 15 luglio, dando così termine al superiorato prolungato di p. Carrà.

Puntualizzata la situazione in cui si trova la comunità PIME di Hong Kong agli inizi degli anni 1970, tracciamo ora a brevi tratti un quadro complessivo del contesto sociale ed ecclesiastico degli anni seguenti.  

Contesto sociale ed ecclesiale (1973-1997)  

Nel 1973, la comunità cattolica in Hong Kong attraversa momenti dolorosi. Mons. Hsu si stava impegnando a ritmo pieno per migliorare l’organizzazione interna della diocesi, come pure per rinforzare il ruolo della Chiesa nelle istanze sociali della colonia, quando sfortunatamente tutto il suo lavoro fu interrotto dalla morte improvvisa (23 maggio). Gli succedette il suo ausiliare, mons. Pietro Lei Wang-Kei (21 dicembre). Tuttavia, anche mons. Lei non poté portare molto avanti l’attuazione dei piani organizzativi e pastorali a causa della sua morte prematura, avvenuta dopo neppure un anno (23 luglio 1974). Il periodo di p. Gabriele Lam Cheuk Wai, come vicario capitolare, risulta inevitabilmente di transizione, senza poter prendere decisioni importanti. Alla fine del 1974 la popolazione di Hong Kong è di 4.345.200 abitanti, mentre i cattolici si aggirano sui 265.800.

La nomina del nuovo vescovo fu un’impresa sofferta a causa di una certa opposizione contro la scelta di un candidato non proveniente da Hong Kong. Alla fine, viene nominato un sacerdote di Taiwan, Giovanni Battista Wu Cheng-Chung, che è ordinato ed insediato come vescovo di Hong Kong il 25 luglio 1975. Il nuovo vescovo, che si incontra ufficialmente con la comunità PIME in settembre, insieme al progetto della ricostruzione materiale della sede centrale della diocesi, deve subito affrontare anche un piano di riorganizzazione dell’amministrazione diocesana stessa. Si intraprende così un periodo di maggiore stabilità, per cui la diocesi può iniziare a trattare in modo più sistematico le nuove sfide provenienti dalla vita ecclesiale, come anche dai cambiamenti sociali di Hong Kong e della Cina.

A Pechino, infatti, sta maturando una profonda evoluzione legata alle ultime iniziative di Zhou Enlai e alle vicende di Deng Xiaoping nel 1975. Dopo la morte di Mao Zedong (9 settembre 1976), la caduta della Banda dei Quattro (ottobre 1976) e due anni di assestamento, viene lanciata una “nuova era”: quella delle riforme liberali e dell’apertura all’estero con la priorità per lo sviluppo economico in vista delle “Quattro Modernizzazioni”, ufficializzata, dietro la spinta di Deng Xiaoping, nel dicembre 1978. La Cina comincia così a intraprendere con l’estero scambi di rapporti politici, economici, turistici e culturali, che portano insieme ondate di idee e di impulsi nuovi. Per Hong Kong da tutto ciò consegue un notevole cambiamento pratico, con un aumento di visite, di cooperazione commerciale e di turismo, soprattutto con le aree circostanti del continente. Ma l’aumento dei rapporti favorisce anche fenomeni negativi come il diffondersi di attività illegali, insieme alle occasioni di corruzione, specialmente nelle zone economiche speciali di Shenzhen e di Zhuhai che fioriscono ai confini, rispettivamente, di Hong Kong e di Macao.  

Nel marzo 1979 il governatore di Hong Kong, Murray MacLehose (in Hong Kong dal 1971), visita Pechino su invito del ministero degli esteri per iniziare le discussioni sul futuro della colonia: di ritorno, riporta il messaggio rassicurante di Deng Xiaoping. Ma, nonostante il suo “non preoccuparsi” (fangxin), gli avvenimenti susseguenti in Cina e specialmente le trattative ufficiali tra Pechino e Londra sul futuro della colonia britannica, iniziate nel 1982, colpiscono profondamente la psicologia della popolazione di Hong Kong, creando un clima di diffuso pessimismo e spingendo molti a emigrare. Nel 1982 avviene il cambio del governatore, con l’arrivo di Edward Youde (1982-dicembre 1986) e inizia un processo più democratico di elezioni. Nel frattempo, per rassicurare gli animi, vengono lanciati gli slogan che diventano presto ritornelli sulla bocca di tutti: “Hong Kong deve essere amministrata da gente di Hong Kong”; “una nazione, due sistemi politici”; “alto grado di autonomia”; “stabilità e prosperità, innanzitutto”; “50 anni senza cambiamenti”, ecc. Nel luglio 1983 comincia la seconda fase dei negoziati sino-britannici sul futuro del territorio, che portano alla firma della Dichiarazione congiunta sino-britannica (a Pechino, il 19 dicembre 1984), con la decisione del ritorno di Hong Kong alla Cina come Regione ad Amministrazione Speciale (RAS) il 1° luglio 1997.

La drammaticità di questi cambiamenti sociali e politici assorbe molta dell’attenzione della comunità cattolica e, in particolare, di mons. Wu. Egli prende sempre più coscienza che la Chiesa di Hong Kong ha una funzione di “ponte”, con tutte le nuove sfide che ne derivano, relative sia al ruolo da giocare nei rapporti che si stanno moltiplicando con la Cina e con la Chiesa in Cina, sia al modo di prepararsi adeguatamente al ritorno di Hong Kong alla madrepatria, nel clima di forte sfiducia nella gente. Il vescovo pubblica la Dichiarazione della Chiesa Cattolica sul Futuro di Hong Kong (15 agosto 1984), in modo da chiarire bene la posizione e le aspettative cattoliche, oltre a sottolineare il diritto fondamentale alla libertà e alla pratica religiosa. Seguono altri interventi per esortare allo studio accurato della Dichiarazione congiunta e alla partecipazione attiva alle elezioni, a vari livelli, in programma a partire dal 1985.

Il 27 maggio 1985 la consegna reciproca della Dichiarazione congiunta sino-britannica sul futuro di Hong Kong segna per la colonia l’entrata ufficiale nel periodo di transizione. Segue, in giugno, la formazione del Comitato per la stesura della Legge fondamentale della futura RAS. La popolazione di Hong Kong rimane, in genere, preoccupata per il futuro: il numero annuale di emigrati in questi anni sale dai 20 ai 35 mila, raggiungendo i 45 mila nel 1988. Alla morte del governatore E. Youde (4 dicembre 1986) viene nominato David Wilson (in carica dall’aprile 1987 fino al 1992).  

Per la Chiesa cattolica, questo periodo è caratterizzato da un maggiore scambio di visite significative con la Chiesa in Cina e da ulteriori passi nel processo di riorganizzazione diocesana. Si devono affrontare nuove sfide: innanzitutto, i profughi dal Vietnam (boat-people), il cui afflusso a Hong Kong, iniziato alla fine degli anni 1970, ha già coinvolto la Chiesa e in particolare la Caritas con la responsabilità di alcuni campi per profughi. Un’altra notevole sfida deriva dall’afflusso di lavoratori dalle Filippine, soprattutto per impegni domestici, di cui la maggioranza sono cattolici (nel 1986 sono già circa 40 mila). Le autorità ecclesiastiche fanno del loro meglio per provvedere assistenza e servizi pastorali adeguati a entrambi i gruppi.

Le celebrazioni del centenario della cattedrale, nel 1988, culminano con l’elevazione a cardinale di mons. G.B. Wu (28 giugno). Ma la questione che preoccupa maggiormente il neo-cardinale e tutta la Chiesa di Hong Kong è la preparazione al futuro. La si intraprende con coraggio e lungimiranza: il cardinale puntualizza le priorità negli sforzi per una nuova organizzazione strutturale della diocesi, e nelle iniziative per favorire il “ruolo di ponte” con la Chiesa in Cina e la “missione di riconciliazione”. Queste indicazioni sono contenute nell’Esortazione pastorale Marcia verso il decennio luminoso: l’impegno pastorale della Diocesi cattolica di Hong Kong, pubblicata il 14 maggio 1989. L’enfasi è posta sulla necessità di maturare nella fede, vivendo pienamente la missione cristiana e sperimentando l’unità nella riconciliazione, soprattutto in seno a piccole comunità di fede. Tali impegni devono essere portati avanti con il miglioramento dei servizi diocesani nei settori dei mezzi di comunicazione, dell’educazione, dell’assistenza sociale, della formazione continua del clero e del personale religioso, e nei rapporti con la Cina.

A livello di base, però, la gente di Hong Kong ha sempre meno fiducia nel futuro e nella possibilità di pianificare soluzioni diverse. I cattolici condividono a fondo i sentimenti della maggioranza della popolazione. Tra le varie alternative che si offrono: la cooperazione con Pechino nell’acquiescenza alla volontà della Repubblica Popolare Cinese, l’impegno per formare localmente forti istituzioni democratiche in modo da poter attuare la formula ufficiale “una nazione, due sistemi”, e, infine, l’emigrazione. La Chiesa cattolica adotta ufficialmente la seconda opzione: per vincere il senso di sfiducia della maggioranza e, per prepararsi più positivamente al futuro, propone e sottolinea il coinvolgimento diretto dei cattolici soprattutto nel processo delle elezioni democratiche in atto. Vengono emessi vari documenti e lanciate parecchie iniziative a livello diocesano e parrocchiale per sensibilizzare i cattolici a questo impegno.

La Cina intanto affronta avvenimenti drammatici. Le proteste studentesche, iniziate alla morte di Hu Yaobang (15 aprile 1989), culminano nella “tragedia del 4 giugno” sulla piazza Tian’anmen, con l’uso dei carri armati per la repressione violenta dei dimostranti. La reazione dei paesi occidentali a questi eventi è l’imposizione di sanzioni economiche alla Cina, mentre quella della popolazione di Hong Kong risulta più emotiva e quanto mai vivace. Imponenti dimostrazioni a favore del movimento studentesco di Pechino, con una partecipazione spontanea e massiccia, hanno luogo in diverse parti della colonia prima e dopo il 4 giugno. Più di un milione di persone sfilano per le strade di Hong Kong, mentre slogan contro l’intervento armato vengono diffusi dovunque. La Chiesa cattolica organizza incontri di preghiera: meritano di essere menzionati la grandiosa assemblea di preghiera allo stadio di Hong Kong e il rito funebre, presieduto dallo stesso cardinale, con grande partecipazione di popolo e di clero, tra cui la maggioranza dei missionari del PIME. La tragedia di Tian’anmen infligge un colpo grave alle speranze della gente nel futuro di Hong Kong. Le conseguenze più immediate sono l’aumento dell’emigrazione, l’internazionalizzazione della questione di Hong Kong e l’impegno per istituire garanzie democratiche maggiori. In seguito a questi avvenimenti, si rinforzano vari movimenti pro-democratici, con la partecipazione anche di membri del PIME.

Le sanzioni economiche dei paesi occidentali nei confronti della Cina proseguono durante buona parte del 1990, ma Pechino gradualmente migliora la propria situazione, sfruttando i rapporti con i paesi del Sud-est asiatico, dell’Africa e del Medio Oriente arabo, e soprattutto giocando bene, nella crisi della guerra del Golfo (17 gennaio - 28 febbraio 1991), la carta dell’astensione nel voto sull’uso delle armi contro l'Iraq. Nel frattempo, però, i rapporti tra Cina e Gran Bretagna riguardo al futuro di Hong Kong rimangono ostili, deprimendo sempre di più il morale della gente locale. Pur arrivando anche a compromessi pratici, le interferenze di Pechino acuiscono il clima di incertezza.

Nel campo pastorale la Chiesa continua ad impegnarsi nella messa in atto dell’Esortazione pastorale del 1989, soprattutto promuovendo le comunità cristiane di base e la partecipazione dei cattolici alla vita sociale e politica. Sono soprattutto le elezioni dirette di 18 membri del Consiglio legislativo a coinvolgere la Chiesa cattolica e i padri del PIME nella sensibilizzazione delle loro comunità. Tutti si impegnano a esortare i fedeli a prendersi la loro responsabilità nel campo politico per assicurare una maggiore democrazia in Hong Kong. Il risultato è una schiacciante vittoria dei democratici (United Democrats of Hong Kong).  

Il 1992 in Hong Kong si apre in un clima politico di forte perplessità e insicurezza, peggiorato dalla politica del “rimpatrio volontario” nei confronti dei rifugiati vietnamiti e dall’aumento degli immigrati legali dalla Cina. I cittadini che lasciano Hong Kong in questo periodo, invece, si aggirano sui 60 mila all’anno. La popolazione di Hong Kong supera i 6 milioni verso la fine del 1993, mentre i cattolici cinesi scendono a circa 250 mila.

La buona impressione che il nuovo e ultimo governatore britannico, Chris Patten (dal 1992 al 1997), suscita nella popolazione con il suo stile e con il suo programma di democratizzazione, viene raffreddata dagli spietati attacchi che Pechino lancia contro di lui, rendendo estremamente tese le relazioni tra Cina e Inghilterra. La gente ne è fortemente preoccupata.

Nel 1993 continuano le diatribe tra Cina e Gran Bretagna, soprattutto a riguardo delle elezioni politiche programmate dal governatore di Hong Kong per il 1994-95, che portano alla rottura della cooperazione e alla decisione di Pechino di non riconoscere, dopo il luglio 1997, i risultati dell’ordinamento coloniale. Anche il PIME condivide la preoccupazione della grande maggioranza della popolazione di Hong Kong riguardo al suo futuro politico [14] .  

La Chiesa cattolica, in questi anni, oltre a portare avanti gli impegni nei vari settori suggeriti dall’Esortazione pastorale del 1989, ha cura di adeguare ulteriormente la struttura diocesana alle nuove esigenze e al periodo di transizione. Questo intento risulta, dopo una consulta lunga e capillare, non solo nella ristrutturazione dell’amministrazione parrocchiale, ma anche nella divisione in nove decanati con quattro vicari, attuata nel 1993. La pastorale diocesana si focalizza sull'evangelizzazione della famiglia con diverse iniziative, a cui i padri del PIME collaborano: p. Giampietro, in particolare, lancia il Movimento delle famiglie cattoliche. I rapporti tra la Chiesa di Hong Kong, la Cina e la Chiesa in Cina vengono messi in particolare risalto in seguito alla celebrazione del 150° della presenza cattolica in Hong Kong; si sottolinea il dovere di accettare la sfida dell’attuale missione storica di “chiesa-ponte” e di “camminare insieme”. Inoltre, organismi, gruppi e individui mantengono i rapporti e fanno visite alla Chiesa in Cina (tra cui lo stesso card. Wu nel novembre 1994 per la terza volta, dopo il 1985 e 1986), con aiuti di vario genere, anche finanziari, e provvedendo corsi di formazione e di aggiornamento in varie istituzioni cinesi.  

L’economia di Hong Kong, nel 1995, pur mantenendosi ancora vigorosa, comincia a segnalare delle difficoltà. Il dato più preoccupante è la crescita del tasso di disoccupazione, per il continuo trasferimento di investimenti specialmente nell’attigua provincia del Guangdong, in modo da sfruttarne le facilitazioni e il minor costo della manodopera. La problematica politica è ancora dominata dai contrasti tra Pechino e Londra, soprattutto a proposito delle riforme elettorali. L’attuazione del sistema elettivo, non riconosciuto da Pechino, crea gravi dubbi sulla mancanza di continuità del processo di democratizzazione e sulla protezione delle libertà civili dopo il 1997. Ciò continua a favorire il fenomeno dell’emigrazione, controbilanciato però dall’afflusso considerevole di immigrati dalla Cina e da altri paesi dell’Asia. Ne risulta un rimescolamento della popolazione locale, avvertibile dovunque. La popolazione totale di Hong Kong a metà 1997 è di 6 milioni e mezzo, mentre i cattolici cinesi sono scesi sotto i 240 mila.

La Cina inaugura il Comitato preparatorio per il ritorno di Hong Kong e lo raduna a Pechino nel gennaio 1996: dei 148 membri, 94 provengono da Hong Kong, tra cui nessun rappresentante della Chiesa cattolica, per decisione voluta da quest’ultima. Quando tale Comitato preparatorio decide di creare una legislatura provvisoria da insediare il 1° luglio 1997 al posto del presente Consiglio legislativo, anche la Chiesa interviene, giudicando la decisione illegale. Rappresentanti della Chiesa sono invitati, subito dopo, a far parte del Comitato selettivo per l’elezione del capo esecutivo della futura RAS e del Consiglio legislativo provvisorio. Vi è incertezza se accettare o no l’invito, ma poi si presentano sette candidati cattolici; Pechino ne sceglie due come rappresentanti della Chiesa e altri tre come rappresentanti del mondo commerciale e industriale. Dopo l’elezione del capo esecutivo, Tung Chee-hwa (11 dicembre 1996), e del Consiglio legislativo provvisorio (21 dicembre), Hong Kong si trova ad avere due legislature che operano parallelamente. Si registrano logicamente tensioni, soprattutto in relazione all’approvazione o abrogazione di progetti di leggi.  

La Chiesa cattolica, in questi anni, seguendo le direttive pastorali per il periodo di transizione al 1997 (pubblicate il 10 marzo 1995), continua ad esortare tutti verso l’amore per la patria e il coinvolgimento nel processo democratico e nella salvaguardia dei diritti umani, soprattutto la libertà di religione e di azione per le organizzazioni cattoliche.

I risultati degli sforzi lanciati dall’Esortazione pastorale “Marcia verso la decade luminosa” del 1989 sono raccolti nell’Esortazione pastorale “Proclamare il Vangelo e diffondere il Regno dei cieli” (4 giugno 1995). Essa puntualizza i successi ottenuti soprattutto sulla linea della formazione dei fedeli e del rinnovo della vita cristiana, e incoraggia la crescita delle comunità di base a livello parrocchiale. Di conseguenza, vengono nuovamente sottolineate le due istanze fondamentali che hanno dominato la vita recente della Chiesa di Hong Kong: la continuazione della pratica degli impegni presi nei vari settori dei servizi diocesani, e l’attuazione della “missione di ponte e di riconciliazione” che il Papa Giovanni Paolo II e la stessa posizione geografica impongono alla Chiesa di Hong Kong nei riguardi della Chiesa in Cina. È su queste linee, oltre che sulla preparazione immediata al 1° luglio 1997, che si concentrata l’attenzione della Chiesa locale nel 1996 e nel 1997. Nel contesto della vita e dell’organizzazione diocesana, sono significative la nomina e l’ordinazione episcopale di mons. Giuseppe Zen Ze-Kiun a vescovo coadiutore, e di mons. Giovanni Tong Hon a vescovo ausiliare (9 dicembre 1996), oltre all’inizio ufficiale delle attività in preparazione al Giubileo del 2000 (29 dicembre 1996).  

La cerimonia del ritorno di Hong Kong alla madrepatria nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio 1997, nonostante la grande pioggia, si svolge in un stile formalmente ineccepibile, rispettando le divergenze delle due parti. La popolazione di Hong Kong la segue con un misto di sentimenti e con una certa trepidazione, che lo splendore della cerimonia non riesce ad eliminare.

Il 1° luglio 1997 la Chiesa celebra l’evento storico con una solenne concelebrazione nella cattedrale, mentre le parrocchie organizzano momenti speciali di preghiera.  

Avvicendamento del personale del PIME (1970-1997)  

Alla fine del 1969, come si è detto, i membri del PIME in Hong Kong erano 64. Nel 1970 si registrarono nuovi arrivi: dall’India giunse p. Giancarlo Politi, dall’Italia, i pp. Luciano Numeroso, Melchiorre Arnoldi e fr. Giovanni Marasi; inoltre, fr. Franco Cortesi venne dal Bangladesh. Nel frattempo, però, p. Barbieri rientrava per servizi in Italia [15] , p. F. Giannini terminava il suo l’apostolato del porto e ritornava in Giappone, e p. Leoni [16] lasciava Hong Kong e l’Istituto.

Durante il 1971 arrivarono i pp. Paolo Morlacchi, Francesco Conte e fr. Enrico Polli, che furono affidati a p. Doimo per lo studio della lingua cinese. Ma in ottobre p. Fazzioli fece domanda di riduzione allo stato laicale e ritornò in Italia [17] .

Con l’inizio del 1972, concluso il Capitolo di Aggiornamento, uno dei delegati di Hong Kong, p. Fernando Galbiati, fu trattenuto in Italia per un servizio a Mani Tese. In marzo arrivò in Hong Kong p. Michele Manzelli, e in dicembre i pp. Franco Cumbo, Francesco Frontini, Nevio Viganò, Daniele Masserini, insieme al chierico Renzo Milanese. Vi ritornarono anche, dopo il servizio in Italia, i pp. Pisani e Tei. Ma il 12 dicembre moriva p. Liberatore [18] , mentre p. Maringelli [19] rimpatriava per motivi di età e fr. Causa era richiamato per servizi in Italia [20] ; p. Monti [21] e fr. Cortesi [22] , invece, lasciarono Hong Kong e l’Istituto. La fine del 1972 vide il numero più alto di membri nella storia del PIME in Hong Kong: erano 71, di cui 65 padri, 5 fratelli cooperatori e un chierico.

Durante il 1973, si registrano la morte di p. A. Poletti [23] , il richiamo per un servizio in Italia di p. G. Girardi [24] , e la partenza definitiva dei pp. Daviddi [25] e Salonia [26] .

Nel 1974 avvenne l’uccisione di p. Fraccaro [27] a Sai Kung (28 settembre) e il rimpatrio per malattia di fr. Polli [28] , mentre dall’Italia arrivarono i pp. Gaetano Matera e Franco Mella.

Durante il 1975 si registrò la riduzione allo stato laicale di p. Salaroli [29] e il rimpatrio definitivo di p. Meneghetti [30] . Il 4 settembre giunse a Hong Kong p. Piero Zamuner, con p. Franco Gritti che si era recato a Roma per difendere la tesi di laurea in scienze economiche. Ma i pp. Lambertoni, Zambarbieri e Manzelli [31] vennero richiamati per impegni in Italia.

P. Bonzi, dall’inizio del 1975 fino alla fine del 1976, frequentò dei corsi di assistenza ai portatori di handicap in Italia e in Inghilterra, mentre p. Grioni compiva gli studi di criminologia in Inghilterra (dal settembre 1975 al 1979).

Nel 1976, si dovette registrare la morte di p. Granelli [32] (15 agosto), il rimpatrio definitivo di p. Tettamanzi [33] e la richiesta di secolarizzazione dei pp. Angelo Negri [34] e Vittorio Zanesco [35] . Inoltre, da settembre a dicembre vi fu la breve permanenza di p. Ronald Yarrosh [36] .

Il 5 aprile 1977 morì p. Tapella [37] in seguito a un incidente motociclistico. Durante l’anno, dall’Italia giungeva il nuovo destinato p. Giuseppe Bassetto, mentre p. Brookes [38] lasciava Hong Kong per motivi di età e P.Vittorio Beretta [39] era richiamato in Italia.

Nel novembre 1978 p. D. Masserini lasciava definitivamente Hong Kong e l’Istituto [40] .

Nel 1979 avvenne il rimpatrio finale di p. Speziali [41] (18 marzo), la morte di p. Orlando [42] (25 agosto), il rientro in Italia del chierico R. Milanese [43] in novembre. Tornò, invece, a Hong Kong il p. Lazzarotto, con l’incarico dei contatti e dell'informazione sulla Chiesa in Cina, e infine in agosto giunsero i nuovi destinati, i pp. Giorgio Pasini e Paolo Pivetta.

Il 4 luglio 1980 moriva di leucemia p. Bruzzone [44] , mentre p. Marazzi rimpatriava per malattia e p. Matera si recava in Taiwan per studi.

Nel 1982 morì fr. L. Brambilla (5 febbraio) [45] e p. Bassetto si ridusse allo stato laicale [46] .

La 9° Assemblea generale, svoltasi a Roma nell’autunno del 1983, elesse uno dei delegati di Hong Kong, p. Fernando Galbiati, a superiore generale.

Nel 1984 p. Ticozzi andò a Pechino per inserirsi in un progetto di cooperazione tra i governi italiano e cinese. Il 19 ottobre morì in Italia fr. Polo [47] , rimpatriato per malattia in febbraio. P. Matera fu richiamato in Italia come direttore di “Venga il tuo Regno”.

Nel 1985, p. Einaudi venne chiamato a Roma come direttore spirituale del Collegio Urbano, e p. Lazzarotto come rettore dello stesso Collegio, mentre, a causa della salute precaria, p. Marazzi che era rientrato a Hong Kong l’anno precedente, era costretto al secondo rimpatrio. In direzione opposta, p. Milanese ritornava a Hong Kong.

Nel 1986 p. Martinelli fu trasferito alla missione di Taiwan, dove lavorò per tre anni.

Nel 1987 p. Bottigliero si recò a lavorare in America, mentre in giugno p. Zambarbieri ritornava a Hong Kong come rettore della casa regionale, dopo il servizio all’economato generale. Durante l’anno si registrò anche il rimpatrio definitivo di fr. Colleoni [48] e la secolarizzazione di p. Frontini [49] .

Nel 1988 vi furono il rimpatrio per anzianità di p. Bazzo [50] , la morte di p. De Angelis [51] (15 dicembre) e il richiamo per un servizio in Italia di p. Numeroso.

Nel 1989 p. Ruggiero partiva per lavorare tra la diaspora cinese in Canada (8 febbraio), mentre p. Gritti [52] lasciava la parrocchia di S. Francesco Saverio (17 aprile) e Hong Kong. Il 22 luglio moriva p. D'Ayala [53] mentre in agosto arrivavano i nuovi destinati, i pp. Luigi Bonalumi, Fernando Cagnin e Massimo Sfriso.

Nel 1990 p. Giovanni Viganò [54] , andato in vacanza, moriva in Italia (25 luglio), mentre ritornavano in Hong Kong i pp. Numeroso e Fernando Galbiati, quest’ultimo al termine del mandato di superiore generale. P. Pasini, invece, era richiamato in Italia per lavorare nel seminario teologico. P. Famiglietti, colpito da trombosi cerebrale con paralisi, dopo la cura in ospedale e nella casa degli anziani venne portato in Italia a Rancio (20 agosto). Anche p. Tei lasciò Hong Kong per diventare rettore del Collegio Urbano a Roma (14 settembre), mentre p. Comissari vi ritornava dopo 13 anni di servizi vari in Italia (22 giugno). Nel frattempo, giunse anche il nuovo destinato, p. Bernardo Cervellera.

Nel 1991 p. Bottigliero ritornò, dopo quattro anni di servizio in America e in Inghilterra, ma p. Cumbo fu richiamato per un impiego in Italia. Durante l’anno si registrò anche il rimpatrio e la morte di p. Bolis [55] in Italia (30 luglio), e quella di p. Carrà [56] in Hong Kong (31 dicembre).

P. Ticozzi, che in luglio aveva concluso il suo impegno a Pechino, fu trattenuto in Italia per un anno come visitatore dei seminari diocesani a nome della Pontificia Unione Missionaria. P. F. Mella, in settembre, trovò l’opportunità di andare come insegnante di inglese a Taishan, nel Guangdong.

Nel giugno del 1992 p. Calzini [57] , a motivo della vecchiaia e della malattia, lasciò definitivamente Hong Kong e p. Doimo fu richiamato in Italia per dirigere il seminario teologico a Monza, mentre fr.  Marasi venne mandato in India per un lavoro temporaneo nella Scuola tecnica industriale di Eluru (dal 15 gennaio al 7 aprile).

Nel 1993 p. Bottigliero si recò in Canada per lavorare nella diaspora cinese (4 gennaio), p. Morlacchi fu richiamato per un servizio in Italia (19 novembre) e p. Tei ritornò a Hong Kong dopo tre anni di servizi in patria. Si registrò, inoltre, l’arrivo del nuovo destinato p. Giambattista Inselvini e la partenza di p. Giancarlo Politi, richiamato in Italia come direttore di “Mondo e Missione” (18 ottobre). Infine, il 3 dicembre ebbe luogo il trasferimento giuridico di p. Gianni Criveller da Taiwan alla regione di Hong Kong (giungendovi, però, definitivamente solo un anno dopo).

Nel giugno 1994, per motivi di salute, p. Pisani [58] rimpatriò definitivamente.

Nel 1995 P. Cumbo ritornò a Hong Kong dopo quattro anni. Il 5 agosto morirono p. Numeroso [59] , mentre si trovava in Italia per la XI Assemblea generale, e p. Santinon [60] . All’inizio del 1995 l’associato del PIME, don Carlo Gimilini, della diocesi di Biella, cominciò ad operare in Hong Kong con un contratto di tre anni. In estate, la salute costrinse p. Inselvini a rientrare in Italia per cure mediche [61] ; in autunno arrivò il nuovo destinato, p. Stefano Andreotti.

Nella primavera 1996, p. Pittavino [62] rimpatriò definitivamente, ma p. Pasini e p. Doimo ritornarono a Hong Kong dopo il loro servizio in seminario. In ottobre, p. Zambarbieri fu di nuovo richiamato in Italia a fare l’economo della provincia settentrionale.

Nel gennaio 1997 si effettuò il trasferimento giuridico nella regione di Hong Kong dei tre confratelli che lavoravano nella diocesi di Kaohsiung (Taiwan) [63] su contratto personale: i pp. Antonio Sergianni, Gaetano Matera e Paolo Spanghero. Seguì il richiamo in Italia di p. Cervellera come direttore dell’Agenzia Fides e di p. Nevio Viganò come direttore del Centro PIME di Milano. Il 16 aprile morì p. Gambaro [64] . In giugno venne destinato a Hong Kong p. Giovanni Vecchio.  

Impegni pastorali e attività di evangelizzazione del PIME (1970-1997)  

Il PIME di Hong Kong, ceduta la responsabilità della direzione della diocesi al vescovo locale e impegnatosi al servizio della Chiesa su contratto con “mandato”, dovette riadattare gli orientamenti del suo ruolo e della sua azione. In generale, nei rapporti con la diocesi oscillava tra la completa disponibilità ai servizi di questa con gli stessi impegni tradizionali soprattutto di cura pastorale (con parecchio zelo e una molteplicità di iniziative [65] , pur nel consueto stile poco specializzato e tendenzialmente individualista) [66] e attività più specificamente missionarie, per stimolare lo spirito di evangelizzazione della comunità di Hong Kong. La riflessione sul nuovo ruolo sottolineava la specificità missionaria, mentre l’attuazione concreta era lasciata principalmente all’iniziativa personale o, persino, a interventi dall’esterno. La maggioranza dei membri del PIME sembra non aver approfondito troppo la ricerca sul proprio nuovo ruolo, e tanto meno si sono sforzati di attuarla concretamente: si sono accontentati generalmente dello status quo, preoccupandosi soprattutto dell’armonia comunitaria e, tutt’al più, della formazione spirituale e intellettuale. Di fatto, però, l’azione della comunità del PIME ha dovuto seguire degli orientamenti concreti a diversi livelli.  

1. Posti direttivi della diocesi  

A questo livello si registrò dapprima un certo mantenimento delle posizioni e dello status quo, ma poi, a partire dal 1985, si verificò un passaggio delle consegne al clero locale, a causa di trasferimenti dovuti a decisioni esterne e all’avanzamento di età. Ecco i dettagli più significativi.

Nel 1971, quando p. Marazzi fu mandato parroco a S. Lorenzo, ebbe fine la presenza del PIME alla direzione del Centro Cattolico. Nel febbraio 1978 p. Bruzzone si dimise dall’incarico di cancelliere, pur restando in curia come consulente; venne però sostituito da p. Pisani, che lavorò in cancelleria fino al 1985 e vi ritornò l’anno seguente solo in qualità di consulente, fino al rimpatrio nel 1994.

Nel 1985 la presenza del PIME negli organi direttivi si ridusse ancor di più per interventi esterni: il vicario generale p. Einaudi fu richiamato a Roma per il Collegio Urbano. P. Mencarini lasciò il posto di procuratore della diocesi perché nominato superiore regionale; alla fine del suo mandato, vi ritornò solo come consulente. P. Pagani lasciò il posto di archivista nel 1993, mantenendo anch’egli le funzioni di consulente.

Negli organismi e commissioni diocesane centrali, invece, si registrò dapprima un notevole abbandono, ad eccezione dell’Apostolato dei laici, la cui responsabilità fu affidata a p. Girardi nel 1970; dopo il rimpatrio di questi, nel 1973, passò al clero cinese. In seguito si attuò una certa ripresa più specificamente missionaria, raggiungendo, infine, una discreta presenza del PIME.

A partire dal 1978 tale presenza si rese più cospicua nelle commissioni dell’ecumenismo e del dialogo con le altre religioni. Dal 1995, p. Lerda operò nel Comitato per l’educazione, p. Fernando Galbiati nel nuovo Comitato per lo sviluppo dell’educazione cattolica e p. Giampietro in quello per lo sviluppo edile diocesano.  

2. L’apostolato parrocchiale  

A riguardo della responsabilità delle parrocchie, si verificò un duplice orientamento dei padri del PIME: alcuni lasciarono la direzione ma vi rimasero a lavorare come assistenti, anche a causa dell’avanzare dell’età; altri cedettero al clero cinese le parrocchie urbane, concentrandosi in aree nuove della periferia e dei Nuovi Territori, anche partendo da zero.

La presenza del PIME a livello direzionale si concluse nelle parrocchie della cattedrale, di S. Margherita e di S. Giuda in Hong Kong; in Kowloon vennero lasciate le parrocchie di S. Lorenzo, di S. Paolo, dello Spirito Santo e di S. Francesco d’Assisi, mentre di quelle del S. Rosario e di S. Teresa si è ceduto solo la direzione, rimanendovi come assistenti. Nei Nuovi Territori la presenza del PIME terminò nelle parrocchie dei SS. Cosma e Damiano a Tsuen Wan, del S. Redentore a Tun Mun, di N.S. di Fatima a Cheung Chau e dell’Epifania sull’isola di Lantao, mentre si mantenne la responsabilità di quelle di S. Alfredo (Sha Tin) – che nel 1987 venne divisa in altre due quasi-parrocchie: S. Benedetto, lasciata ad altri, e i Beati Martiri di Cina ‑, del Sacro Cuore (Sai Kung), dell’Immacolata Concezione (Tai Po), di S. Giuseppe (Fan Ling) e dei SS. Pietro e Paolo (Yuen Long), queste ultime due con un’interruzione.

I padri del PIME iniziarono da pionieri il lavoro pastorale e crearono le strutture fondamentali per la costituzione di numerose parrocchie: a Yau Ma Ti (S. Paolo, iniziata da p. D. Doimo, con l’erezione formale nel dicembre 1969); a Diamond Hill (S. Cecilia, iniziata e conclusa da p. Aletta nel maggio 1996); nell’area di Tsuen Wan, a Sheung Kwai Chung (S. Giovanni Apostolo, iniziata da p. F. Gritti nel 1981) e a Ha Kwai Chung da p. M. Marazzi  (S. Stefano, eretta parrocchia nell’agosto 1980); a Chai Wan Kok (l’Annunciazione, iniziata da p. F. Conte nel 1985, e benedetta nel dicembre 1992); a Tsing Yi (S. Tommaso, sotto la cura di p. T. Ferrarese, nel luglio 1982); a Ho Man Tin (parrocchia dello Spirito Santo, iniziata per opera soprattutto di p. F. Galbiati e B. Bottigliero nel 1975); a Sheung Shui (Madre di Cristo, iniziata per opera di p. Garaventa nel 1973; la chiesa fu benedetta il 1° gennaio 1991, fino al 1994); a Choi Wan (S. Francesco Saverio, iniziata per opera di p. Gritti negli anni 1988-89).

Insieme all’apostolato parrocchiale, i padri del PIME svolsero anche il servizio ai malati negli ospedali, servizio nel quale alcuni si impegnarono in maniera esclusiva, in particolare i pp. Bazzo, Orlando, De Angelis e Bonzi, mentre altri lavorarono in ospizi per anziani (come i pp. D’Ayala, Calzini e Santinon).

Sempre nell’ambito delle parrocchie e delle scuole annesse, a partire soprattutto dal 1978 furono favorite anche iniziative più missionarie, come un maggior impegno nella cura del catecumenato (con la preparazione di sussidi liturgici e catechetici, su iniziativa in particolare dei pp. Giampietro, Conte e Doimo), per una migliore educazione cristiana della gioventù studentesca, per la formazione di piccole comunità ecclesiali e per l’introduzione di nuove associazioni o movimenti (come i gruppi neo-catecumenali).  

Nello stesso ambito, si svilupparono il Movimento del Vangelo o Famiglia dei Discepoli del Sacratissimo Cuore, lanciato da p. M. Arnoldi nel 1972 e ufficialmente riconosciuto dalla diocesi nel marzo 1981, con l’obiettivo di proporre la meditazione e la pratica evangelica nelle famiglie, specialmente attraverso la devozione al Sacro Cuore, e il Movimento delle famiglie cattoliche iniziato da p. Giampietro, a cui aderirono molte parrocchie. Un segno di vitalità della Chiesa fu l’approvazione ufficiale della fondazione dell’Associazione missionaria laica, nel 1988: p. Giampietro vi era direttamente coinvolto insieme ai responsabili del Programma Missionari Laici di Maryknoll fin dal 1983, quando le prime due laiche cinesi partirono per la Tanzania.  

3. Settore scolastico  

Riguardo agli impegni nel settore dell’educazione, appare innanzitutto che la presenza del PIME nel seminario diocesano, tradizionalmente massiccia, finì del tutto nel 1970, quando p. Comissari fu richiamato per un servizio in Italia; venne ripresa da p. L. Numeroso nel campo dell’insegnamento e della direzione spirituale (dal 1973 al 1977 e dal 1981 al 1983).

Nel settore delle scuole, la consistente presenza dei missionari del PIME a livello direttivo ‑ esclusivamente in qualità di supervisori e membri dei comitati amministrativi, ma anche di iniziatori di nuove scuole ‑ si diversificò gradualmente, con l’introduzione di cappellani degli studenti e degli insegnanti (ma sempre in numero esiguo: una o due persone), e si ridusse, separando in alcuni casi la funzione di parroco da quella di supervisore scolastico. Dal 1977 al 1981, p. Ticozzi lavorò come cappellano degli studenti nel collegio Raimondi e nella scuola S. Giovanna d’Arco, e dal 1982 al 1984 nelle scuole vocazionali della Caritas. Nel 1976 l’allora chierico R. Milanese, a sua volta, iniziò a impegnarsi nel mondo degli studenti universitari. Dal 1979 p. Grioni cominciò a insegnare criminologia e scienze relative in un collegio superiore. Degno di nota, nel settore, fu l’esperimento nel 1975 di p. F. Galbiati che iniziò il collegio Yu Chun Keung, a Ho Man Tin, con una nuova impostazione degli studi religiosi e della gestione scolastica.

Negli ultimi anni, tuttavia, per motivi pratici si è ripresa la tendenza a unire nella stessa persona i due ruoli di parroco e di supervisore della scuola. La presenza di alcuni rappresentanti del PIME si è sempre mantenuta nelle commissioni centrali scolastiche.  

4. Coinvolgimento sociale  

Riguardo agli impegni sociali e politici, il PIME partì dai servizi sociali offerti nelle strutture ecclesiali, sia a livello parrocchiale che diocesano (la Caritas e i suoi centri, gli ospedali cattolici e civili, le prigioni, ecc.), per coinvolgersi più direttamente nei problemi sociali delle famiglie, del lavoro, dell’emarginazione, degli anziani, della delinquenza giovanile, delle abitazioni, dei diritti umani, della protesta contro l’ingiustizia e la violenza, ecc. Gli atteggiamenti assunti variarono dalla testimonianza silenziosa, alla partecipazione diretta ad attività di altri enti, alla stessa organizzazione di istituzioni e di iniziative di carattere sociale.

Nel 1972, a risultato delle decisioni della “due giorni” per una presenza più missionaria in gruppi sociali diversi, vennero proposte “vie nuove”. I pp. Tapella, Bonzi, Lazzeri progettarono un piano di servizio più missionario nei gruppi dei portatori di handicap; p. Grioni un impegno tra i giovani delinquenti; p. Gritti il servizio agli anziani, mentre la scelta del mondo del lavoro in fabbrica a Tsuen Wan era attuata dapprima da p. Leoni (1969-70), poi da p. Tei (1972-76) e p. Ticozzi (1972-74), e in seguito da altri.

Inoltre, dal 1976 si registrarono altre innovazioni pastorali introdotte da individui più sensibili alla loro missionarietà specifica. Innanzitutto vi fu la formazione del gruppo di vita comunitaria, in un appartamento preso in affitto a Shek Lei, dei pp. Gritti, Mella e Zamuner, che si mantenevano finanziariamente insegnando l’italiano o lavorando in fabbrica; prestavano ministero pastorale nel distretto di Tsuen Wan e si impegnavano anche nella gestione di piccoli ostelli per anziani. Nel frattempo anche p. G. Giampietro, assistente nella parrocchia del Carmelo di Wanchai, cominciò a lavorare a metà tempo in fabbrica. Nel 1977 p. Bonzi realizzò il sogno di p. Tapella nel settore dei servizi ai portatori di handicap, con l’apertura della “Father Tapella Home”. L’istituzione si ingrandì e divenne un ente non governativo, ufficialmente registrato e sussidiato dal governo, “The Society of Homes for the Handicapped”, così da poter gestire centri più grandi per la cura residenziale e diurna di centinaia di portatori di gravi handicap mentali [67] .

Nel 1986 i pp. Mella e Cumbo andarono a vivere su una barca nel Typhoon Shelter di Yau Ma Ti per dare la testimonianza di una presenza cristiana in quell’ambiente: si mantenevano con il lavoro manuale, ma aiutavano anche nel lavoro pastorale delle parrocchie vicine, oltre a organizzare iniziative sociali ed educative per i figli dei pescatori.  

5. Interessamento per la Cina  

Riguardo ai rapporti con la Cina, la comunità del PIME di Hong Kong si rivolse, in modo graduale e con atteggiamenti diversi, alle tre realtà del mondo cinese: la Cina continentale, Taiwan e la diaspora cinese.

Nel 1978, anno in cui il governo di Pechino cominciò ad aprirsi ai contatti con l’estero, alcuni padri intrapresero a livello individuale visite e contatti, mentre i confratelli che avevano lavorato in Cina prima dell’avvento del comunismo ripresero le relazioni e gli aiuti alle loro comunità. I pp. Aletta, Mencarini e Pagani, in particolare, avevano sempre mantenuto qualche contatto con i cristiani dell’Hoi Fung, per aiutare gruppi e persone, e per l’attività della Chiesa. Ma fu solo con la riapertura della Cina che ripresero gli scambi tramite lettere, visite, sussidi e finanziamenti, spedizione e distribuzione di stampa e articoli religiosi, ecc. I suddetti padri raccolsero fondi per riparare o costruire le chiese in vari luoghi dell’Hoi Fung, dove ne vennero edificate una ventina, tra cui le più grandiose a Swa Bue, Teazai, Shagang e a S. Giuseppe (Niu Pi Di).

Si fecero più frequenti anche i contatti con i vescovi e il clero delle diocesi affidate al PIME: Kaifeng, Nanyang e Anyang (ex Weihui) nel Henan, e Hanzhong nello Shaanxi, fornendo anche finanziamenti soprattutto per la formazione del clero e delle suore. Per Hangzhong, un interessamento speciale fu dimostrato dai pp. Bolis, Martinelli e Santinon, che vi avevano lavorato.  

Un altro tipo di iniziativa individuale fu la presenza e il lavoro in Cina da parte di alcuni padri. A p. Ticozzi venne data la possibilità di lavorarvi dal 1984 al 1991, i primi due anni come coordinatore di un progetto di cooperazione governativa tra Italia e Cina ‑ un centro di addestramento tecnico su macchine utensili a controllo numerico ‑, quindi come traduttore presso la Casa Editrice di Lingue Straniere dello stesso governo cinese. Anche a p. Mella, che aveva visitato più volte varie regioni della Cina, fu offerta la possibilità di rimanervi come insegnante di inglese, dall'ottobre 1991. In seguito, p. Cagnin (dal gennaio 1996, ma con contatti precedenti) venne assunto da un’associazione per handicappati a Canton e p. Cervellera trascorse a Pechino il periodo marzo-settembre 1996 per studiare il mandarino.

Altri padri del PIME furono coinvolti in iniziative della Caritas di Hong Kong in Cina, in particolare p. Lerda, soprattutto nel campo della formazione del personale e nella riabilitazione di portatori di handicap; anche p. Bonzi, tramite la “Society of Homes for Handicapped”, offrì vari servizi, specialmente fornendo ad operatori cinesi una formazione specializzata in questo settore.  

La raccolta e la pubblicazione di informazioni relative alla Cina e alla Chiesa in Cina su riviste dell’Istituto e di altri enti fu intrapresa dapprima da alcuni membri del PIME (a partire da p. Lazzarotto che contribuì alla fondazione, nel 1980, dello Holy Spirit Study Centre della diocesi di Hong Kong, dedicato a studiare e far conoscere la problematica della Chiesa in Cina), ma in seguito venne ufficializzata con l’istituzione di “Asia News - Ufficio Stampa PIME”, nel settembre 1986, sotto la responsabilità di p. Politi. Questa agenzia si impegnò a raccogliere documentazione specializzata sulla Chiesa cattolica e sulla situazione religiosa in Cina, che pubblicava nel fascicolo bimestrale “Cina Oggi”, supplemento del bollettino dell’agenzia Asia-News di Milano. Dopo il richiamo di p. Politi in Italia (ottobre 1993), p. Cervellera ne fu nominato direttore, con p. Zambarbieri amministratore. All’inizio del marzo 1996, venne nominato direttore l’associato D. Carlo Gimilini. Ma presto la Direzione generale giunse alla decisione di chiudere l’Ufficio (15 febbraio 1997). P. Cervellera ha ripreso l’agenzia Asianews su internet a Roma dal 2003, oggi pubblicata in italiano, inglese e cinese, con forte impatto sulla stampa mondiale e nella Chiesa della Cina.  

Parecchi altri membri del PIME allacciarono rapporti con persone e realtà della Cina continentale tramite i cattolici della propria parrocchia e, personalmente, con frequenti visite.

Un’iniziativa di un gruppo di padri di Hong Kong, fin dal 1984, è stata l’ora di adorazione mensile per la Cina, sotto la guida di p. Arnoldi, per favorire all'interno della comunità locale la sensibilizzazione e l'interesse per la Chiesa in Cina.

I tentativi ufficiali di coordinamento delle varie iniziative verso la Cina continentale ottennero un successo limitato. Li iniziò p. Lazzarotto nel 1979, poi p. Politi lanciò il Progetto Cina nel 1992. Infine fu costituito l’Ufficio Cina della regione [68] , che operò dal 1993 al 1996. Si favorì piuttosto l’iniziativa individuale.  

Nello stesso periodo, la Regione di Hong Kong, con l’impegno a Taiwan e nella diaspora, è stata coinvolta nella realtà cinese in modo sempre più ampio. La missione a Taiwan, a Chi-shan nella diocesi di Kao-Hsiung, fu decisa dalla Direzione generale del PIME nel 1985, con il duplice scopo di servire la Chiesa locale e di preparare missionari per la Cina continentale: i confratelli di Taiwan cercarono di raggiungere quest'ultimo obiettivo, dapprima tramite i viaggi neo-catecumenali di p. Antonio Sergianni e, in seguito, con la permanenza a Shanghai dei pp. Gilberto Orioli (giugno 1988-1990) e Ciro Biondi (1990-1991) per lo studio del cinese e per l'aiuto nella tipografia cattolica locale. Si intrapresero altri progetti di aiuti finanziari e di distribuzione di letteratura religiosa. Hong Kong contribuì alla missione di Taiwan con l’invio di personale: p. Martinelli dal 1986 al 1989 e p. Matera dal 1988 al 2000.  

Il servizio alla diaspora cinese, in particolare ai cinesi di Londra, iniziò con l’apertura della casa di Watford nel 1966, e fu condotto da alcuni padri di Hong Kong, in particolare dai pp. Carmelo Orlando, Enrico Beretta, Giuseppe Viganò e Benito Bottigliero. Nell’agosto 1988 l’arcivescovo di Toronto (Canada) richiese un padre del PIME per il servizio dei cinesi immigrati nella sua diocesi. Dopo una visita allo stesso arcivescovo ed assicurata la disponibilità di p. Nicola Ruggiero, il superiore generale contattò Hong Kong per le procedure dovute. P. Ruggiero partì per il Canada nel gennaio 1989 e vi lavorò fino all’agosto 1997, quando, a causa di una paralisi, fu costretto a ritirarsi a Rancio. Nel 1993 andò ad aiutarlo p. Bottigliero, che però nel giugno 1994 si trasferì in Inghilterra.  

6. Impegni propri di Istituto  

In quegli anni il PIME riservò sempre più personale per servizi propri dell’Istituto stesso, soprattutto a livello direttivo della comunità, nel settore delle comunicazioni sociali e nelle attività per la Cina continentale. Lo stesso contratto con la diocesi prevedeva tale possibilità con personale dipendente direttamente dalle autorità del PIME.

Al superiore regionale, che all’inizio combinava questa funzione con un impegno pastorale o educativo, fu richiesto di dedicarsi interamente al suo incarico. L’economia della regione, come pure la casa regionale, impegnarono più persone a tempo pieno o parziale. Così anche il servizio per la stampa e per l’informazione sulla Cina assorbì l’impegno totale o parziale di alcuni padri, diminuendo però gradualmente per mancanza di personale disponibile.

All’inizio del 1994 p. Girardi ritornò a Hong Kong per raccogliere documentazione per lo studio di fattibilità di una rivista missionaria in inglese. La comunità locale ne fu coinvolta, ma infine il progetto non fu approvato dai regionali di circoscrizione del PIME in Asia.  

Vita comunitaria del PIME di Hong Kong sotto il contratto con Mandato (1973-1987)  

Una volta scelta la nuova forma di governo e il nuovo superiore regionale con i sei settori di servizio nel 1973, la vita comunitaria del PIME si concentrò nella preparazione di una “Cinque giorni” sul tema “La Comunità PIME in Hong Kong, verifica e orientamenti” (12-16 novembre 1973) [69] . Vi si compì una riflessione sugli impegni del PIME per l’evangelizzazione e sui suoi modi di presenza in Hong Kong (posti direttivi, parrocchia, scuola e impegno sociale). Vennero approvati un documento finale di base ed altri particolari sulla parrocchia, sulla scuola, sui gruppi umani specifici e sulla comunità PIME, che sottolineavano la preferenza per i poveri, la ricerca di nuovi modi di presenza missionaria, la necessità di lasciare i posti direttivi diocesani per dedicarsi maggiormente a servizi sussidiari della Chiesa locale. I documenti furono raccolti insieme nel fascicolo “Orientamenti di policy comunitaria, a cui l’individuo deve confrontarsi” e resi pubblici anche sulla stampa cattolica.

Nel luglio 1974, avvicinandosi la scadenza del contratto tra Diocesi e PIME, venne stabilita una commissione per il suo rinnovo [70] . Questa sollecitò opinioni, anche con questionari, ma con pochissime reazioni. L’atmosfera restò un poco passiva, nonostante un primo tentativo di cooperazione regionale nell’ambito del PIME asiatico con l’incontro dei Regionali delle circoscrizioni d'Asia, svoltosi a Hong Kong (8-10 ottobre 1974).

Nei confronti degli orientamenti presi nella “Cinque giorni”, poi, si manifestarono presto scetticismo e insoddisfazione, favoriti anche dalle osservazioni della stessa Direzione generale, che produssero “l’effetto più di una doccia fredda che di una spinta a fare un passo avanti” [71] .

Tutto questo creò un clima difficile e stagnante nella comunità, oltre a causare malintesi e divisioni. Per preparare una relazione comunitaria per l’incombente Consiglio Plenario del 1975, il superiore regionale prese l’iniziativa di stendere un questionario e discuterlo personalmente con tutti i confratelli. Le risposte relative alla propria realizzazione missionaria e al ruolo locale del PIME rivelarono che la maggior parte dei padri era soddisfatta dello status quo di sempre e continuava a ritenere che poteva realizzare la sua specificità missionaria anche nell’attuale forma di pastorale tradizionale e diocesana [72] . Si registrò, quindi, un rifiuto pratico degli orientamenti della “Cinque giorni” [73] .

In questo contesto di tensioni, ne fece le spese la forma di governo, che già nel marzo 1974, alla scadenza del primo anno di operato dei sei settori di servizio, aveva subìto una modifica con la loro riduzione a tre: Comunione, Assistenza ed Economia. Poiché ad essa si attribuiva la colpa del malessere comunitario, nel marzo 1975 si introdusse una nuova forma di governo, denominata “forma della riconciliazione”, con una nuova struttura della direzione regionale e dei servizi e, conseguentemente, un nuovo Regolamento di governo regionale [74] . Essa richiedeva, oltre al regionale, un vice-regionale e tre consiglieri responsabili dei tre servizi, i cui membri non erano più volontari ma dovevano essere eletti.

Come primo passo, il nuovo consiglio regionale lanciò un bollettino di informazione comunitaria, “PIME Newsletter”, il cui primo numero uscì il 15 agosto 1975.

La Direzione generale, nell’ottobre 1975, suggerì a Hong Kong di preparare in loco una bozza del nuovo contratto con la diocesi [75] , e inviò anche dei sussidi. Il superiore generale, mons. Aristide Pirovano, compì la visita canonica alla regione (novembre 1975 - febbraio 1976) [76] , nel corso della quale si discusse anche la bozza del nuovo contratto. Anche il clero cinese fu coinvolto e sottopose una bozza in forma più discorsiva e meno giuridica. Da parte del PIME, e soprattutto della Direzione generale, furono espresse riserve che fecero dilazionare la revisione del testo.

Nel marzo 1976, alla scadenza del suo mandato, p. Comissari venne rieletto superiore regionale. Seguì l’elezione dell’intero consiglio regionale, con i settori di servizio. Il dibattito in atto sull’eccessiva grandezza della casa regionale si risolse con l’acquisto di una nuova casa (Lot 315, in ottobre) e con la successiva vendita della precedente alle Piccole Suore dei Poveri come ospizio per anziani. Si intraprese anche la preparazione alla VIII Assemblea generale, favorita da un’altra visita del

 superiore generale nei primi mesi del 1977. L’Assemblea si svolse dal 3 ottobre al 10 gennaio 1978, e in essa p. Comissari venne eletto assistente generale. A sostituirlo temporaneamente come superiore regionale di Hong Kong fu nominato p. Marazzi dalla Direzione generale, ma si procedette subito all’elezione del nuovo direttivo: nel marzo 1978 risultò eletto lo stesso padre con un proprio consiglio. Nell’estate, si registrò la visita del nuovo superiore generale, p. Fedele Giannini, con cui si discusse la revisione del contratto, e si chiese ufficialmente al vescovo di dilazionarla [77] .  

Dal 1978 al 1981 la vita comunitaria fu caratterizzata dapprima dalla verifica proposta dalle “Linee programmatiche” della VIII Assemblea generale. Si formarono otto gruppi, ciascuno con un compito specifico di revisione dei seguenti settori: cessione dei posti di comando, incremento di gruppi di vita e di impegno cristiano (piccole comunità ecclesiali), una parrocchia più missionaria, servizi alle classi meno privilegiate, apostolato tra gli studenti, impegno verso la Cina, identità e comunità missionaria e lettura cristiana della realtà di Hong Kong [78] . Tutta la comunità fu chiamata a discutere il contenuto dei rapporti dei singoli gruppi, in una serie di incontri, dall’ottobre 1979 al febbraio 1980 [79] . La conclusione della verifica avvenne nell’aprile 1980, con la partecipazione dello stesso superiore generale e con l’approvazione del documento finale “Riflessioni e Orientamenti per gli anni ‘80”. Furono specificate alcune “decisioni comunitarie per un orientamento di lavoro”: fare un programma a lunga scadenza di formazione permanente dei missionari, formare team di testimonianza ed evangelizzazione, costituire un proprio Gruppo Educazione, lasciare i posti di comando, la direzione di parrocchie già sufficientemente formate e delle scuole [80] .

Finito il lavoro di verifica, il superiore regionale p. Marazzi si dimise per motivi di salute e rimpatriò, con la susseguente elezione e inizio della direzione di p. Ruggiero (in agosto 1980). Il cambiamento della direzione regionale provocò insoddisfazione e un senso di distacco in non pochi membri della comunità, anche a motivo di rapporti personali. Non si trovarono collaboratori per formare gruppi di servizio più consistenti [81] . Nonostante si favorisse il rinnovamento spirituale dei singoli e della comunità [82] , si constatò un rallentamento nel ritmo dell’impegno. La comunità sembrava aver perso la spinta, la creatività e la capacità riflessiva [83] . Andava diffondendosi un clima di apatia nella maggioranza, di perdita di fiducia e di assenteismo nella minoranza: si manifestava una “mancanza di spirito di corpo e di cooperazione” [84] .

Si cercò di riprendere la riflessione sugli orientamenti per gli anni ’80, che parevano rimanere lettera morta, sulla proposta dello Statuto regionale, oltre che la discussione della nuova bozza del contratto [85] , e la preparazione alla prossima Assemblea generale. La diminuzione dell’impegno all’interno della comunità fu controbilanciata da un maggior coinvolgimento nella problematica sociale di Hong Kong, da parte soprattutto di alcuni padri che si trovarono soli tra il clero diocesano e religioso a condurre una battaglia sociale allo scoperto. Ma, all’interno della comunità PIME non tutti erano d’accordo sulle modalità dei loro sforzi e iniziative [86] .

Il clima comunitario di quel periodo è sintetizzato dal sommario dei temi proposti per la discussione raccolti dai delegati per la IX Assemblea generale: convergenza di giudizio su di uno stato di “crisi”, definito “rottura”; mancanza di collaborazione; poco dialogo; senso di sfiducia nella direzione regionale e nei suoi uomini; frustrazione e sfiducia nelle strutture, dovuta alla mancanza di attuazione delle direttive prese; disorientamento spirituale e indebolimento del senso di autorità; priorità data a gruppi più che alla comunità [87] .

Come si è detto, la IX Assemblea generale, svoltasi a Roma dall’8 settembre al 14 novembre 1983, elesse superiore generale p. Fernando Galbiati, uno dei delegati di Hong Kong [88] . A Hong Kong si cercò di stimolare, con una serie di incontri comunitari e a gruppi, la riflessione secondo le linee degli atti dell’Assemblea stessa, favorita anche dalle visite del superiore generale (in aprile e maggio, e visita canonica in dicembre). La discussione si focalizzò sul sistema delle elezioni regionali, sull’indipendenza economica, sull’identità missionaria, sul contratto con la diocesi e sul Mandato, che appariva ormai non più desiderabile [89] .

Nell’agosto 1984 si procedette all’elezione del nuovo superiore regionale. Le difficoltà nel portarla a termine evidenziarono apertamente la divisione esistente nella comunità. Alla fine, però, venne eletto di nuovo p. Ruggiero, con il minimo dei voti richiesti, e altrettante schede bianche. Molti dubitarono che fosse possibile stabilire un’effettiva convergenza nella comunità. Nel gennaio 1985 fu eletto tutto il consiglio regionale. Con esso, p. Ruggiero si mise al lavoro, ma persistevano i disagi e la mancanza di chiarezza di rapporti nella comunità e nel consiglio stesso: in maggio l’intera direzione regionale diede le dimissioni [90] . La Direzione generale si sentì costretta, dopo aver raccolto pareri in loco e consultato la SCEP, a nominare un nuovo direttivo ad interim, con a capo p. Mencarini. Con questa scelta, più accetta a tutti, le acque si calmarono un poco. L’obiettivo primario era ristabilire l’armonia della comunità. Nell’estate, furono organizzati incontri per gruppi d’età per esaminare la situazione [91] e, in agosto, si formarono tre gruppi di lavoro per preparare “Due settimane” di riflessione, che si svolsero dal 4 al 15 novembre, presente il vicario generale p. Franco Cagnasso. Ma il clima e i risultati del raduno non furono tanto positivi.

“Il Consiglio regionale ad interim, pur essendo contestato per ragioni di principio, dopo una laboriosa preparazione, ha avuto il coraggio di chiamarci a vivere insieme per due settimane. Purtroppo la risposta non è stata totale. C’è chi si è assentato, chi ha mormorato e chi ha spinto avanti il lavoro con fiducia. Per tutti è stata un’esperienza sofferta...” [92] .

Durante l’anno, un altro fattore di tensione in seno alla comunità e nei rapporti con la Direzione generale fu anche la fondazione della Missione di Taiwan, che la comunità di Hong Kong non sosteneva con molta convinzione perché poteva essere interpretata come una fuga da Hong Kong per paura del 1997.

L’anno 1986 trascorse più tranquillo. La situazione si normalizzò con l’elezione di un nuovo consiglio regionale in maggio, di cui rimase a capo lo stesso p. Mencarini. La nuova direzione si prefisse come obiettivo prioritario di favorire l’armonia nella comunità e propose un programma di incontri per focalizzare i punti di convergenza [93] , oltre che per formulare il regolamento regionale e costituire il Consiglio di Economia (febbraio 1987) [94] .

Nel frattempo si giunse ad un altro cambiamento significativo per la comunità di Hong Kong. La Direzione generale chiese a mons. G.B. Wu di considerare la possibilità di porre il PIME sullo stesso livello degli altri istituti e congregazioni, quindi di revocare il “privilegio” del Mandato. I membri del PIME avrebbero dovuto essere presentati dal superiore regionale al vescovo per l’assegnazione in posti più adatti al loro carisma missionario e non decisionali o di potere. Riguardo alla responsabilità economica, si doveva rendere la PIME House totalmente indipendente e procedere alla restituzione alla diocesi del collegio S. Margherita [95] . Dopo vari scambi, nel giugno 1986 il vescovo e i suoi consiglieri decisero la revoca del Mandato, la ripresa del collegio S. Margherita e l’equiparazione fra il trattamento finanziario dei membri del PIME e quello del clero cinese [96] . Si arrivò quindi, in dicembre, al testo finale del nuovo contratto. Infine, il vescovo e il superiore generale scrissero alla SCEP in data 4 marzo 1987, richiedendo la revoca del Mandato, che venne concessa dalla S. Sede con il decreto del 9 giugno seguente, permettendo così la firma del nuovo contratto (1° settembre 1987). Alla parte giuridica e formale venne posta una premessa più teorica; tra il resto, si prevedeva anche che “la responsabilità e l’amministrazione del Collegio S. Margherita… in procinto di essere ceduta alla Diocesi, dovranno essere trattate in un accordo particolare separato” [97] .

Per il PIME di Hong Kong iniziava così un nuovo periodo, caratterizzato dal suo rapporto con la Diocesi sullo stesso livello degli altri istituti e congregazioni presenti nella colonia.  

La comunità PIME di Hong Kong su base uguale agli altri istituti (1987-1977)  

La vita comunitaria del PIME continuò senza scosse particolari, rivolgendo l’attenzione al “Programma triennale degli impegni (1987-1989)” proposto dalla Direzione regionale e incentrato soprattutto sull’evangelizzazione attraverso le parrocchie, le scuole, gli impegni sociali, i mezzi di comunicazione (tramite “Asia News - Ufficio Stampa Hong Kong”). Un interesse speciale era rivolto alla Cina [98] . Un altro argomento di riflessione era la preparazione al 1997, oltre all’imminente X Assemblea generale dell’Istituto. Questa si svolse dall’8 settembre al 21 ottobre 1989 a Tagaytay [99] e in  seguito il rapporto sui lavori svolti e la proposta di un “Progetto PIME” vennero discussi a livello locale.

Nel frattempo, il superiorato di p. Mencarini si avvicinava alla fine. L’elezione della nuova direzione regionale avvenne nell’aprile 1990 e risultò eletto p. Milanese. Uno sguardo retrospettivo sui quattro anni precedenti puntualizzò le quattro aree principali di lavoro pastorale-missionario: la parrocchia, la presenza sociale, l’impegno nel campo educativo e l’interessamento alla Cina. Nella vita comunitaria si erano ormai assopite le tensioni fra i vari gruppi e persone; una maggiore accettazione reciproca delle idee e delle forme di impegno aveva rafforzato lo spirito di unità [100] .

Nell’aprile del 1990 la riflessione comunitaria tornò a focalizzarsi sul “Progetto PIME”, cioè a pensare e progettare insieme in modo da presentarsi alla Chiesa locale non come singoli ma come comunità. Di fatto, però, come precisava p. Milanese, si continuava “a tenere le posizioni secondo l’impegno tradizionale del PIME in Hong Kong. Tuttavia una più dettagliata analisi dei dati ci rivela che la nostra comunità è già cambiata in modo considerevole rispetto al passato. In particolare ci sono tre aree in cui questo cambiamento è avvenuto: la riduzione del numero del personale, la tendenza all’invecchiamento e l’impegno al di fuori della struttura diocesana” [101] .

Altri due eventi sono degni di menzione: il raduno dei rappresentanti delle regioni in Asia per il Centro asiatico (26-27 febbraio 1990) [102] e la prima partenza per la Cambogia da Hong Kong (25 novembre seguente). Fu p. Antonio Vendramin a recarsi a Pnom Penh per fornire l’assistenza religiosa a un gruppo di suore di Madre Teresa e agli emarginati affidati alle loro cure.  

Nel luglio 1991 si firmò il contratto di riacquisto della prima casa regionale di Clear Water Bay. Riguardo ai rapporti tra Diocesi e Istituto, si intraprese la revisione del contratto: gli emendamenti consistettero nella riduzione a 30, anziché 40, del numero dei padri del PIME da mettere a disposizione della diocesi [103] e nell’omissione della clausola relativa al Collegio S. Margherita. L’atto fu firmato dal vescovo e dal superiore generale del PIME, il 1° settembre 1992.

Durante l’anno, situazioni nuove spinsero alla formazione della commissione per l’interessamento ai cinesi della diaspora, del gruppo di lavoro sulle attività parrocchiali e sulle piccole comunità di base, come pure all’elezione di un coordinatore delle attività verso la Cina [104] . Ma fu la preoccupazione per il futuro di Hong Kong che, a partire dal 1993, assunse la priorità nella riflessione comunitaria. Nel 1994, tuttavia, le preoccupazioni pratiche comunitarie si rivolsero all’elezione della nuova direzione regionale: in aprile venne eletto superiore p. Luciano Numeroso.

La nuova direzione regionale si preoccupò, dapprima, di formulare un piano di lavoro e, poi, di intraprendere la preparazione alla XI Assemblea generale. Per aiutare la comunità nell’analisi della sua situazione giunsero anche due esperti italiani dell’ISFOD, per un sondaggio scientifico (settembre-ottobre 1994) commissionato  dal PIME in tutte le sue realtà territoriali in vista dell’assise. Alla fine del marzo 1995 ebbe luogo il trasloco nella nuova casa regionale, seguito dalla messa in opera del mosaico nella cappella da parte della ditta italiana Mellini (12-23 dicembre). Nel frattempo, proseguiva la preparazione alla XI Assemblea generale, che si svolse a Roma dal 18 giugno al 22 luglio [105] : ne emerse la raccomandazione che nel prossimo sessennio si valutasse attentamente “quali iniziative e programmi intraprendere e/o assumere per tenere vivo l’interesse attivo, la sollecitudine e le iniziative verso la Cina in genere e le nostre antiche missioni in particolare” [106] . La morte improvvisa di p. Numeroso rese necessaria l’elezione di una nuova direzione regionale, in settembre, da cui risultò eletto superiore p. Milanese. La preoccupazione principale della comunità si concentrò sulla migliore preparazione ai cambiamenti che si prospettavano per il luglio 1997.  

Situazione del PIME al ritorno di Hong Kong alla madrepatria (1° luglio 1997)  

I rapporti tra Diocesi e Istituto vennero finalizzati nel 1997, quando, con il terzo rinnovo del contratto, entrambe le parti, informate della sua scadenza, si dimostrarono soddisfatte della sua presente attuazione, per cui esso fu rinnovato automaticamente per altri cinque anni (1997-2002).  

Riguardo all’apostolato e alle attività dei membri del PIME, le piste suggerite per il 1996-97 furono “la riflessione sui nostri impegni per un’eventuale rifocalizzazione e la preparazione immediata alla transizione di Hong Kong”, contro il “pericolo che a causa dell’età, della diversità di idee e del fatto che molti argomenti sono stati già discussi, ci si adagi senza proseguire la necessaria riflessione” [107] . C’era anche lo stimolo a riflettere su una nuova concezione della comunità regionale che non si limitasse a Hong Kong e comprendesse l’intera realtà del mondo cinese.

Nel frattempo, continuava lo scambio di idee sul modo di organizzare la formazione permanente. Si concordò di continuare sulla falsariga degli anni precedenti, per cui per il 1997 ci si propose di organizzare una “tre giorni” di riflessione sulla presenza del PIME in Hong Kong all’inizio della sua nuova fase storica dopo il ritorno alla madrepatria.

Nell’assemblea comunitaria del maggio 1997, si sottolineò l’atmosfera ritornata armoniosa nella comunità e il buon coinvolgimento nella pastorale e nelle commissioni diocesane [108] .

Infatti, riguardo al lavoro svolto dai membri del PIME, nel 1997 rimanevano impegnati nella curia p. Mencarini come consulente per la procura e p. Pagani per gli archivi; nelle commissioni centrali erano presenti un padre del PIME nella Commissione del personale, tre nel Consiglio presbiterale, uno nel Consiglio pastorale diocesano, uno nel Comitato per la formazione continua del clero, uno nella Commissione per le costruzioni e lo sviluppo della diocesi, uno come consulente della Commissione diocesana per i servizi pastorali ai disabili, uno nella Commissione diocesana per le finanze, uno nel Comitato cattolico per l’educazione, uno nel Comitato per lo sviluppo dell’educazione cattolica. P. Lerda rimaneva presidente della Caritas.

Nel lavoro pastorale operavano complessivamente 12 padri come parroci e 10 come assistenti [109] . Di costoro, cinque erano anche cappellani ufficiali di ospedali, mentre altri tre visitavano gli ammalati ricoverati nelle rispettive zone.

Negli impegni scolastici lavorava a tempo pieno p. Grioni, oltre a quasi tutti i parroci che erano supervisori delle scuole nelle rispettive parrocchie. I pp. Mella e Cagnin operavano nella Cina continentale, il primo nell’insegnamento dell’inglese e il secondo in programmi di riabilitazione di disabili.

Gli impegni di Istituto occupavano p. Milanese come superiore regionale, p. Comissari come rettore della casa regionale e p. Mencarini come economo regionale. I pp. Aletta e De Ascaniis erano a riposo, mentre p. Criveller era impegnato come ricercatore al Holy Spirit Study Centre, e p. Andreotti ancora studente di cantonese.  

Il ritorno di Hong Kong alla madrepatria fu vissuto dalla comunità locale del PIME insieme ai superiori maggiori di tutto l’Istituto, radunati qui per il Consiglio plenario (dal 17 al 30 giugno). In questa data storica, i membri giuridici della regione PIME di Hong Kong erano 44, di cui uno laico e 43 padri (33 + 1 associato operanti in Hong Kong, 2 in Cina continentale e 3 a Taiwan, 3 malati in Italia e uno appena destinato), con un’età media di oltre 60 anni.

La Regione PIME di Hong Kong, composta di membri che lavoravano anche nella Cina continentale e a Taiwan, e soprattutto a causa del ritorno di Hong Kong alla madrepatria (1° luglio 1997), era diventata di fatto, quasi senza accorgersene, la “Regione PIME della Cina”.  

 

 



 

[1] Mons. F. Hsu > SCEP, 11-2-1969 ( HK-CDA, I-10-1).

[2] P. Francesco Ricciardi (1912-1990): cfr. Appendice 4.

[3] P. Enrico Beretta (1919-1988): cfr. Appendice 4.

[4] P. Domenico Cozzolino (1835-1988): cfr. Appendice 4.

[5] Fr. Adolfo Giuseppe Radice (1917-1969): cfr. Appendice 4.

[6] Verbale del raduno del 9-2-1970 (PimeHK-AR, cart. anno 1969).

[7] Testo del contratto e lettere di richiesta e di approvazione sono pubblicate sul Vincolo n. 102 (aprile-giugno 1972, pp. 58-62).

[8] Cf. Relazione della Due Giorni con le mozioni finali, 19-20/4, 1971 (PimeHK-AR, sez. Relazioni Assemblee e cart. anno 1971).

[9] I rappresentanti di Hong Kong a questo capitolo erano p. G. Carrà, superiore regionale, e i delegati pp. S. Einaudi e F. Galbiati. Come superiore generale fu rieletto mons. Aristide Pirovano con p. Ilario Trobbiani vicario e i pp. Vincenzo Carbone, Lorenzo Chiesa e Angelo Lazzarotto assistenti generali.

[10] L’Istituto Studi Asiatici (ISA) si interessò della Cina con simposi e conferenze in Italia e nella stessa Cina. Il progetto di formare al suo interno una sezione specifica per la Cina fu significativo, ma non si realizzò. L’ISA, per varie ragioni, dovette chiudere definitivamente nell’ottobre 1996.

[11] Nella relazione al termine del suo mandato, p. G. Carrà scriveva a riguardo della ‘Due giorni’: “Comunque anche se non del tutto attuate, le Mozioni della Due Giorni rimangono a testimoniare come la Comunità si possa ritrovare a crescere insieme, e rinnovarsi (tra parentesi vorrei suggerirvi di scovare quelle Mozioni tra la carta straccia e rileggerle): concorderete con me che vi stupirete voi stessi come talune mozioni siano passate a così larga maggioranza” (PimeHK-AR, ibid., sez. Relazioni Assemblee).

P. F. Comissari, nella relazione al Consiglio Plenario del 1975, riferiva l’impatto quasi nullo del Capitolo d’Aggiornamento sulla comunità locale (Relazione al CP, 1975, pp. 1-2, ibid.).

[12] P. G. Carrà scriveva nella relazione alla fine del suo mandato: “Innegabilmente uno dei periodi più ‘difficili’ di questo quadriennio è stato quello del post-capitolo che qui è stato caratterizzato dallo sforzo per esprimere un soddisfacente accordo sulla forma di governo ed elezione del regionale...” (ibid., sez. Relazioni della DR).

[13] Su 72 schede spedite, 64 erano ritornate, con 49 voti in favore della forma B, 5 voti in favore della forma C e 10 schede bianche (ibid., cart. anno 1972).

[14] “Di fronte alla data storica del 1997, la nostra gente attraversa un periodo difficile. Si tratta di una vera e propria ‘crisi’, specialmente per coloro che non hanno la possibilità di lasciare Hong Kong. E quando, già alcuni anni fa, dopo lunga discussione tra di noi, decidemmo di far sapere alla gente che noi non intendevamo lasciare Hong Kong in vista del 1997, noi già facemmo una scelta missionaria che sta ora influenzando la nostra azione pastorale. Vogliamo rimanere a fianco della nostra gente, camminare con loro...” [Comunità regionale di HK, Progetto PIME, 12-5-1993], (ibid., sez. Relazioni e cart. anno 1993).

[15] Il rientro risultò definitivo. P. Amedeo Barbieri (1927-2002): cfr. Appendice 4.

[16] P. Emilio Leoni (1933-). Nato il 15-8-1933 a Bari, ordinato sacerdote nella diocesi di Milano il 27-6-1964, è entrato nel PIME il 2-10-1967 ed è partito per Hong Kong il 17-8-1968. Lasciata Hong Kong, è uscito dall’Istituto (3-10-1970), riducendosi allo stato laicale.

[17] P. Eddo Fazzioli (1934-). Nato il 26-6-1934 a Milano, è entrato nel PIME il 3-10-1955. Ordinato sacerdote l’11-6-1960, è partito per Hong Kong il 17-10-1964. Ha lasciato l’Istituto nell’ottobre 1971, ottenendo la riduzione allo stato laicale il 25-2-1972.

[18] P. Ottavio Maria Liberatore (1901-1972): cfr. Appendice 4.

[19] Il rimpatrio fu definitivo. P. Domenico Maringelli (1913-1989): cfr. Appendice 4.

[20] Il rientro di fr. Causa risultò definitivo: cfr. Appendice 4.

[21] P. Luigi Maria Monti (1929-1978): cfr. Appendice 4.

[22] Fr. Franco Cortesi (1942-1976): cfr. Appendice 4.

[23] P. Ambrogio Poletti (1905-1973): cfr. Appendice 4.

[24] Il rimpatrio di p. G. Girardi risultò definitivo. P. Giacomo Girardi (1930-1998): cfr. Appendice 4.

[25] P. Arturo Daviddi (1933-). Nato a Bebbio di Carpineti (Reggio Emilia) il 26-5-1933, è entrato nel PIME il 27-9-1955. Ordinato sacerdote il 28-6-1959, è partito per Hong Kong il 6-10-1959. In crisi vocazionale, ha lasciato Hong Kong e si è recato dapprima in Italia, poi in Inghilterra per un ripensamento, ma alla fine ha deciso di uscire dal PIME e di ridursi allo stato laicale il 5-9-1978.

[26] P. Ivano Salonia (1938-). Nato il 19-11-1938 a Roma, è entrato nel PIME il 10-10-1954. Ordinato sacerdote il 14-3-1964, è partito per Hong Kong il 17-10-1964. Ha lasciato la missione nell’aprile 1973 e ha ricevuto la dispensa dagli obblighi sacerdotali il 29-9-1973.

[27] P. Valeriano Fraccaro (1913-1974): cfr. Appendice 4.

[28] Fr. Enrico Polli (1937-1996): cfr. Appendice 4.

[29] P. Giuseppe Salaroli (1935-). Nato il 24-11-1935 a Imola (Bologna), ordinato sacerdote il 28-6-1960 nella diocesi di Imola, è entrato nel PIME l’1-12-1965 ed è partito per Hong Kong l’11-9-1967. Dopo aver lavorato a Tsuen Wan e sull’isola di Lantao, ha chiesto e ottenuto la riduzione allo stato laicale (maggio 1974).

[30] P. Guido Meneghetti (1936-2002): cfr. Appendice 4.

[31] La partenza di p. Manzelli risultò definitiva. P. Michele Manzelli (1934-2002): cfr. Appendice 4.

[32] P. Andrea Granelli (1982-1976): cfr. Appendice 4.

[33] P. Ferruccio Tettamanzi (1912-1993): cfr. Appendice 4.

[34] P. Angelo Negri (1930-). Nato a Lodi (Milano) l’11-6-1930, è entrato nel PIME il 19-9-1951. Ordinato sacerdote il 28-6-1956, è partito per Hong Kong il 30-11-1957. Lasciata Hong Kong nell’aprile 1976, ha chiesto e ottenuto la dispensa dagli obblighi sacerdotali il 21-9-1978.

[35] P. Vittorio Zanesco (1938-). Nato ad Asolo (Treviso) il 15-10-1938, è entrato nel PIME il 7-11-1950. Ordinato sacerdote il 14-3-1964, è partito per Hong Kong il 20-9-1969. Ha lasciato l’Istituto e il sacerdozio (dispensa ottenuta il 21-1-1977).

[36] P. Ronald Yarrosh (1947-). Nato a Hazlefon (Pennsylvania), USA, il 24-5-1947, entrato nel PIME in Usa il 4-9-1961, è stato ordinato sacerdote il 19-10-1974. Arrivato in Hong Kong, cominciò lo studio del cantonese, aiutando un po’ a S. Giuseppe; ma per difficoltà di adattamento, in dicembre ritornò negli USA. Nel 1977 è uscito dal PIME e nel giugno 1990 è stato incardinato nella diocesi di Allentown, USA.

[37] P. Enea Tapella (1929-1977): cfr. Appendice 4.

[38] P. Riccardo Sebastiano Brookes (1892-1980): cfr. Appendice 4.

[39] Il rimpatrio risultava definitivo. P.Vittorio Beretta (1934-), nato  Senago, Milano, il 10-4-1934, ordinato sacerdote il 18-3-1961, uscì dall’Istituto nel 1981 e chiese la dispensa dagli obblighi sacerdotali (dispensa nel 1988). E’ sposato e vive in Canada.

[40] P. Daniele Masserini (1946-). Nato a Alzano Lombardo (Bergamo) il 14-4-1946, è entrato nell’Istituto il 19-9-1955. Ordinato sacerdote il 24-6-1972, è partito per Hong Kong il 6-12-1972. Lasciata Hong Kong, è ritornato in Italia, dove si è ridotto allo stato laicale nel 1978.

[41] P. Cirillo Speziali (1911-1980): cfr. Appendice 4.

[42] P. Carmelo Orlando (1907-1979): cfr. Appendice 4.

[43] Renzo Milanese ritornò in Italia non solo per le vacanze, ma anche per ricevere gli ordini sacri: fu ordinato diacono il 4 maggio e sacerdote il 30 maggio 1980. Si recò poi negli USA per un corso di studi sull’Asia (dal luglio 1980 al settembre 1981), dopo di che fu nominato direttore dell’ISA a Milano, fino al 1985.

[44] P. Edmondo Bruzzone (1903-1981): cfr. Appendice 4.

[45] Fr. Luigi Brambilla (1905-1982): cfr. Appendice 4.

[46] P. Giuseppe Bassetto (1952-). Nato a Bolzano Vicentino il 18-9-1952, è entrato nell’Istituto il 6-10-1971. Ordinato sacerdote il 19-12-1976, è partito per Hong Kong il 16-2-1978. È stato laicizzato nell’aprile 1982.

[47] Fr. Vittorio Polo (1915-1984): cfr. Appendice 4.

[48] Fr. Mario Colleoni (1910-1988): cfr. Appendice 4.

[49] P. Frontini Francesco (1947-). Nato a Busto (Varese) il 30-3-1947, è entrato nell’Istituto il 29-9-1968. Ordinato sacerdote il 28-6-1972, è partito per Hong Kong il 6-12-1972 e uscito il 12-9-1987. Ha ottenuto la dispensa dagli obblighi sacerdotali il 6-2-1992.

[50] P. Domenico Bazzo (1906-1998): cfr. Appendice 4.

[51] P. Orazio De Angelis (1905-1988) cfr. Appendice 4.

[52] P. Franco Gritti (1939-). Dopo le dimissioni, è ritornato in Italia dove ha chiesto e ottenuto la dispensa dagli obblighi sacerdotali (6-12-1989), sposandosi e stabilendosi infine a Hong Kong.

[53] P. Diego D’Ayala Valva (1900-1989) cfr. Appendice 4.

[54] P. Giovanni Viganò (1916-1990) cfr. Appendice 4.

[55] P. Luigi Bolis (1920-1991) cfr. Appendice 4.

[56] P. Carrà Giuseppe (1921-1991) cfr. Appendice 4.

[57] P. Ovidio Calzini (1913-1994) cfr. Appendice 4.

[58] P. Osvaldo Pisani (1922-1998) cfr. Appendice 4.

[59] P. Luciano Numeroso (1940-1995) cfr. Appendice 4.

[60] P. Narciso Santinon (1916-1995) cfr. Appendice 4.

[61] Dopo la cura, p. G.B. Inselvini fu destinato, nel giugno 1998, alla regione dell’Italia settentrionale.

[62] Rientrato in Italia, andò a lavorare a Sotto il Monte. P. Giovanni Pittavino (1914-1997) cfr. Appendice 4.

[63] Il 6 novembre 1995, la Direzione generale decise l’abolizione della Delegazione. Nel 1996 p. Marco Brioschi fu trasferito nelle Filippine; nel 1998 p. Gilberto Orioli venne inviato a Roma per un corso di studi. Il 1° gennaio 1997 si firmò l’accordo tra PIME e il vescovo di Kao-Hsiung per il lavoro dei tre padri a titolo personale, mentre giuridicamente essi erano inseriti nella regione di Hong Kong: p. Antonio Sergianni, parroco di Chisan e rettore del Seminario Neo-catecumenale “Redemptoris Mater”, p. Gaetano Matera parroco a Hengchun e p. Paolo Spanghero segretario del vescovo.

[64] P. Luigi Gambaro (1924-1997) cfr. Appendice 4.

[65] Risposte all’inchiesta su PIME e Diocesi, mandate alla Commissione anti-preparatoria del Capitolo di Aggiornamento, 3 giugno 1970 (PimeHK-AR, cart. anno 1970).

[66] Verbale raduno, 16-12-1970 (ibid., cart. anno 1970).

[67] G. Bonzi, “Dalla casa di P. Tapella alla famiglia dell’Incontro”, in Infor-Pime, n. 130, dicembre 1998, pp. 34-35.

[68] “Nel 1993: Il Superiore regionale con l’approvazione del Consiglio regionale ha costituito l‘Ufficio Cina della Regione PIME di Hong Kong, con effetto a partire dal 3 dicembre con le seguenti finalità: a) esplicare la missionarietà dell’iniziativa, qualificando le attività nel contesto dell’evangelizzazione del popolo cinese; b) collaborare con la comunità PIME di Hong Kong, stimolando l’interesse, informando e coinvolgendo i missionari interessati; c) aiutare la comunità PIME di Hong Kong ad elaborare una visione di impegno verso la Cina, partendo dalla realtà della Chiesa nel suo contesto socio-culturale e identificando bisogni e possibilità di lavoro; d) collaborare con altre iniziative PIME fuori Hong Kong riguardanti la Cina; e) identificare obiettivi di lavoro, indicando priorità e significato...” (in Vincolo, n. 117, p. 116). Dopo i tre anni di prova, la valutazione puntualizzò, da una parte, la validità dell’iniziativa, dall’altra la difficoltà di attuare gli impegni e di coordinare le iniziative per la Cina e gli spostamenti del personale, per cui vennero cessate le attività..

[69] Circolare di p. Comissari alla comunità, 5-11-1973 (PimeHK-AR, cart. anno 1973).

[70] PimeHK-AR, cart. anno 1974.

[71] Ibid.

[72] Ibid., cart. anno 1975.

[73] Relazione del Superiore regionale, luglio 1973 - giugno 1976 (ibid., sezione Relazioni).

[74] Lettera circolare del Superiore regionale p. Comissari, 16-3-1977 (ibid., cart. anno 1977).

[75] Superiore generale > F. Comissari, 10-10-1975 (ibid., racc. Contratto 1).

[76] Dopo la visita, mons. Pirovano si congratulò della scelta della nuova forma di governo ed espresse pesanti critiche alla scelta precedente, attribuendola al “gruppo dei giovani” come risultato di “arrembaggio e scalata al potere”, “sete di dominio”, “imperialismo alla rovescia”..., senza però tenere presente che quella scelta era stata fatta dal gruppo maggioritario degli anziani, mentre i giovani si erano astenuti.

[77] P. F. Giannini > Mons. G.B. Wu, 29-6-1978 (PimeHK-AR, racc. Contratto 1).

[78] Verbale del raduno del 21-5-79 (ibid., cart. anno 1979).

[79] Si vedano i verbali dei singoli raduni (ibid., cart. anno 1979 e 1980).

[80] Verbale della Due Giorni 1980 (ibid., sez. Relazioni Assemblee straordinarie e cart. anno 1980).

[81] Verbale del raduno del 15-9-1980 (ibid., anno 1980 e Newsletter, n. 87, 1-10-1980).

[82] Lettera di p. Ruggiero, in Newsletter, n. 87, p. 1 (ibid., sez. Newsletter).

[83] Verbale del raduno del 2-3-1981 (ibid. cart. anno 1981 e Newsletter n. 93).

[84] Relazione annuale della Direzione regionale, in Newsletter, n. 99 , 1-10-1981 (ibid.).

[85] Relazione annuale del superiore regionale, aprile 1982-1983 (PimeHK-AR, cart. anno 1983).

[86] Relazione del 1983 (ibid., sez. Relazioni).

[87] Sommario dei Suggerimenti per la 9° Assemblea generale (ibid., cart. anno 1983).

[88] I rappresentanti di Hong Kong erano p. Ruggiero superiore regionale e i delegati i pp. F.. Galbiati e G. Bonzi. La nuova Direzione eletta era: p. F. Galbiati superiore generale, p. F. Cagnasso vicario, i pp. A. Bortolotto, S. Crimella e V. Del Prete, assistenti generali.

[89] PimeHK-AR, cart. anno 1984.

[90] Secondo p. L. Mencarini: “Le dimissioni del CR sono state date... perché il gruppo ‘giovani’ aveva espresso che la sua posizione è irreversibile: esisteva quindi una frattura insanabile nella comunità…” (Rapporto dei raduni per gruppi d di età, ibid., cart. anno 1985).

[91] L. Mencarini > F. Galbiati, 21-8-1985 (ibid.).

[92] In Newsletter n. 148, p. 3 (ibid., sez. Newsletter).

[93] Cf. Relazioni degli incontri a gruppi di età e sintesi degli elementi emersi (ibid., cart. anno 1985).

[94] Newsletter , n. 160, pp. 10-11 (ibid., Verbale CR 4-3-1987, sez. Newsletter).

[95] Lettera in inglese di p. F. Galbiati > mons. G.B. Wu, 20-1-1986 (ibid., racc. Contratto 2). P. F. Galbiati informa anche p. L. Mencarini del contenuto della lettera al vescovo (20-1-1986, ibid.).

[96] Verbale inglese di questo raduno straordinario, 27-6-1986 (ibid.).

[97] In data 18-9-1987, il superiore regionale p. L. Mencarini formalizza il trasferimento del collegio S. Margherita alla Diocesi, a partire dal 1° aprile 1988 (ibid., cart. anno 1987).

[98] Programma Triennale per la DR, Raduno annuale di Comunità, 27-5-1987 (ibid., cart. anno 1987).

[99] I rappresentanti di Hong Kong erano p. L. Mencarini superiore regionale e i delegati pp. R. Milanese e P. Zambarbieri. La nuova Direzione generale eletta fu: p. F. Cagnasso superiore generale, p. G. Bruni vicario e i pp. V. Del Prete, G. Gadda e P. Belcredi, assistenti.

[100] Relazione della DR, Parte seconda (PimeHK-AR, sez. Relazioni e cart. anno 1990).

[101] Relazione della Direzione regionale PIME HK, 1-4-1990/30-4-1991 (PimeHK-AR, sez. Relazioni, cart. anno 1991).

[102] I partecipanti provenivano da varie missioni asiatiche. Rappresentante di Hong Kong era p. A. Lambertoni, secondo cui “si è deciso che il Centro si faccia a Manila e che sia per preti e laici che vogliono ricevere una formazione missionaria per lavorare nelle loro diocesi o per unirsi al PIME per attività missionarie all’estero” (Annali 1990, PimeHK-AR).

[103] La questione del numero è significativa se si tiene presente che una delle preoccupazioni principali del clero cinese era che i membri del PIME non superassero una certa proporzione sul totale.

[104] Verbale dell’assemblea del 19-5-1992 (PimeHK-AR, cart. anno 1992).

[105] I rappresentanti di Hong Kong furono p. L. Numeroso superiore regionale e i delegati pp. R. Milanese e M. Sfriso (al posto di p. Arnoldi che, giunto in Italia, si era ammalato). La nuova Direzione generale eletta fu: p. Franco Cagnasso superiore generale, p. Gianbattista Zanchi vicario, i pp. Carlo Tinello, Gianfranco Vianello e fr. Fabio Mussi assistenti.

[106] Atti della XI Assemblea Generale, 18/6- 22/7, 1995, Ariccia (PimeHK-AR, sez. Assemblee Generali).

[107] Relazione PIME Hong Kong, Assemblea regionale, 16-5-1996 (ibid., cart. anno 1996).

[108] Relazione PIME Hong Kong, Assemblea regionale, 15-5-1997 (ibid., cart. anno 1997).

[109] Nella parrocchia di S. Giuseppe (Garden Road) era parroco p. L. Colombo, mentre nella parrocchia di N.S. di Lourdes (Pokfulam) lo divenne p. M. Sfriso (dal 27 luglio 1997).

In Kowloon, nella parrocchia del S. Rosario, lavoravano come assistenti i pp. P. Martinelli e P. Morlacchi; nella parrocchia di S. Teresa i pp. G. Caruso, A. Formenti e V. Carbone. Erano invece parroci p. F. Galbiati nella parrocchia della Madonna del Buon Consiglio (San Po Kong) e p. T. Ferrarese in quella del Cuore Immacolato di Maria (Sau Mau Ping); p. G. Bonzi ne faceva le veci nella parrocchia dello Spirito Santo (Ho Man Tin). P. G. Giampietro, infine, era assistente nella parrocchia della Resurrezione (Kwun Tong).

Nei Nuovi Territori lavoravano i parroci: p. P. Galbiati a Sha Tin, nella parrocchia di S. Alfredo, coadiuvato da p. A. Garaventa; p. D. Doimo nella parrocchia dell’Immacolata a Tai Po; p. F. Conte nella parrocchia dell’Annunciazione (Chai Wan Kok), coadiuvato da p. M. Arnoldi; p. A. Lambertoni a Sheung Kwai Chung; p.. G. Pasini a Yuen Long; p. P. Zamuner a Fan Ling; p. L. Bonalumi a Tsing Yi; p. C. Tei a Sai Kung, coadiuvato da p. S. Ticozzi. P. F. Cumbo era assistente nella parrocchia di S. Stefano.