PREGHIERE  ALFABETO EBRAICO
LETTERE PER MEDITARE

Tau Sin Res Qof Sade Pe Ain Samec Nun Mem Lamed Kaf Yod Tet Het Zain Vau He Dalet Ghimel Bet Alef

Salmo 119

(CAF)
81 L'anima mia vien meno 
nell'attesa della tua salvezza;
io spero nella tua parola.
82 Si spengono i miei occhi 
desiderosi della tua parola,
mentre dico: «Quando mi consolerai?»
83 Poiché io son divenuto come un otre affumicato;
ma non dimentico i tuoi statuti.
84 Quanti sono i giorni del tuo servo?
Quando punirai quelli che mi perseguitano?
 

85 I superbi mi hanno scavato delle fosse;
essi non agiscono secondo la tua legge.
86 Tutti i tuoi comandamenti sono fedeltà;
costoro mi perseguitano a torto;
soccorrimi!
87 Per poco non mi hanno eliminato dalla terra;
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.
88 Rendimi la vita secondo la tua bontà
e io osserverò la testimonianza della tua bocca.

Kaf

Pronuncia: K o CH, a seconda che ci sia o meno un puntino in mezzo (daghesh). Esempio: KETER (corona) o TOCHEN (contenuto)

Il valore numerico (Ghematria) della Kaf e’ 20.

La lettera KAF rappresenta la corona e la realizzazione. La sequenza talmudica dell'alfabeto insegna: se fai cio’ che ALEF BET GHIMEL DALET dice, cioe’ se studi la Tora’ ed agisci a fin di bene, allora HE VAV, Dio, ti dara’ ZAIN HET TET YOD ,sostentamento, accettazione, bonta’ e successione. Infine, Egli ti mettera’ una KETER (corona). (Shabbat 104a)

Ci sono tre corone: KETER TORA', KETER KEHUNA' e KETER MALCHUT; la corona della Tora’, la corona del sacerdozio e la corona reale, ma la quarta corona, KETER SHEM TOV (la corona del buon nome), e’ superiore a tutte e tre. (Avot 4:17)

Il valore numerico di KETER (corona) e’ 620, e rappresenta la totalita’ delle mitzvot - 613 ordinate dalla Tora’ e sette mitzvot rabbiniche. (Guray Haari’)

k come KAF (contenitore) ha un doppio simbolismo. Esso sta per il palmo della mano che serve da contenitore ed, allo stesso tempo, identifica la misura di quanto esso contiene. KAF quindi definisce la produttività e la realizzazione che risultano da uno sforzo mentale o fisico, così come la YOD, che sta per YAD (mano), indica potere e possesso. (Ibn Ezra)

La benedizione della Havdala’, che separa la conclusione dello Shabbat dal passaggio al giorno lavorativo, si esegue aprendo e chiudendo le mani di fronte alla luce della candela. La mano aperta simboleggia il riposo dello Shabbat, mentre la mano chiusa simboleggia l'essere pronti per l'azione ed il ritorno al mondo del lavoro e della realizzazione. (Maharam Rotenburg)

Nel primo capitolo dello Shema’ siamo comandati di "recitare lo Shema’ e studiare Tora’ durante la vostra permanenza in casa" (Deuteronomio 6:7). Il suffisso -CHA vostro, ci insegna che l'obbligo di imparare la Tora’ e’ valido sin quando sei occupato con i tuoi affari. Comunque, se sei già occupato a fare una mitzva’, sei dispensato dall'osservare le altre, in quel momento. (Berachot 11a)