Graziano Basso
MEDITARE INSIEME
DIALOGANDO
Un amico ci manda alcune
sue riflessioni, un dono da condividere
col sogno che possa nascere un modo di dialogare che nutra una vita buon
a e bella.
una virtù ignorata: l'indignazione
C’è una virtù da riscoprire e da
praticare. Non figura tra le virtù più onorate. Si è arrivati a confinarla
nel campo opposto, quello dei difetti se non delle colpe. E’ la virtù
dell’indignazione.
Un cristiano che non dovesse mai patire
arrabbiature nei confronti di ciò che vede nella società, non sarebbe un
santo: sarebbe piuttosto un imbelle. Mancassero i motivi per arrabbiarsi, si
potrebbe anche capire. Ma poiché i motivi, purtroppo, ci sono, come è
possibile non sdegnarsi?
I motivi per indignarsi
Ce ne sono alcuni concreti, quotidiani (e qui
ognuno potrebbe elencare i suoi, quelli che ogni giorno lo colpiscono): per
esempio, la vicenda dei maghi e fattucchiere e dei tanti che volentieri cascano
nelle loro reti e ci rimettono denari e tranquillità;
Ma al di là di queste situazioni che oggi ci
colpiscono e domani dimentichiamo, c’è una situazione generale che nella
coscienza di ogni credente e, prima ancora, di ogni uomo che non abbia
rinunciato a pensare, dovrebbe essere vissuta con un profondo senso di
sofferenza e di rifiuto.
E’ quel clima sempre più dilagante che vede
la massa raccogliersi e inneggiare a miti fatui, tutti a godere delle stesse
banalità che banalità restano anche se la loro diffusione è enorme. E’
l’atmosfera culturale imperante, che non è certamente cristiana, e se ha
qualche venatura di religiosità, lo è in
senso deviante.
E
Indignarsi a partire da noi stessi.
Non cadiamo nell’errore di indignarci solo
con gli altri. L’indignazione può essere una virtù solo se è rivolta
anzitutto contro se stessi per colpire gli idoli che ciascuno coltiva nel suo
cuore.
E ancora: l’indignazione è una virtù se
colpisce gli atti riprovevoli, ma rispetta le persone. Se condanna il male, ma
propone riscatto e salvezza a quelli che lo commettono, e che non sono mai
cattivi in senso assoluto. Così faceva Gesù. La pietà verso l’uomo, che era
il suo abito, sia anche nostra, verso l’uomo del nostro tempo, che cammina a
tentoni nell’esistenza, tra verità che si offuscano ai nostri occhi come
fossero errori ed errori che brillano come fossero verità.
Graziano Basso