PICCOLI GRANDI LIBRI  Gianni Zaccherini  LETTERA DI SAN PAOLO AI FILIPPESI
RENDETE PIENA LA MIA GIOIA
Lettura e commento della LETTERA AI FILIPPESI
EDITRICE MISSIONARIA ITALIANA 2004

Premessa ( Francesco Grasselli)

Capitolo 1. Sia che io viva, sia che io muoia (Fil 1, 1-30)
Mittenti, destinatari e saluto (vv. 1-2)
Ringraziamento e preghiera dell'apostolo (vv. 3-11)
La prigionia di Paolo e il suo impegno per il Vangelo (vv. 12-30)

Capitolo 2. Lo stesso sentire che fu in Cristo Gesù (Fil 2, 1-30)
Spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo (vv. 1-11)
L'inno cristologico (vv. 6-11)
"Dovete splendere come astri nel mondo" (vv.12-18)
Collaboratori nella diffusione del Vangelo (vv. 19-30)

Capitolo 3. Per guadagnare Cristo (Fil 3, 1-21)

Capitolo 4. Nel libro della vita (Fil 4, 1-23)
Ultime esortazioni (vv. 2-9)
I ringraziamenti (vv. 10-20)
Saluti e benedizione (vv. 21-23)

INDICE DELLE "FINESTRE"
Vi porto nel cuore.

I cristiani e la «sfera affettiva»

Umiltà, carità, unità.
Perché le comunità cristiane non vadano in malora.

«Lo stesso sentire» e il pluralismo.
Un problema di grande attualità nella Chiesa e nel mondo

Motivi di gioia. 
Mentre l'angoscia invade la vita

 

Saluti e benedizione (vv. 21-23)  

Vv. 21-23: "Salutate ciascuno dei santi in Cristo Gesù. Vi salutano i fratelli che sono con me. Vi salutano tuffi i santi, soprattutto quelli della casa di Cesare. La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito".

Questi versetti sono di saluto. Paolo chiede di salutare uno per uno i cristiani di Filippi, che chiama ancora una volta santi nel senso con cui li aveva chiamati all'inizio, cioè coloro che sono stati investiti dalla grazia e dalla misericordia di Dio in Gesù Cristo.

Aggiunge che il saluto che invia ai Filippesi non è soltanto il suo, ma anche dei fratelli che sono con lui. È perciò una grande comunione quella che Paolo indica e attua con questo saluto. Paolo ripete la parola "santi" anche per coloro che sono accanto a lui.  

C'è poi una frase che ha creato molti problemi in ordine all'individuazione del luogo di composizione di questa lettera: "Vi salutano tutti i santi, soprattutto quelli della casa di Cesare". All'inizio si diceva: questa lettera può essere stata scritta a Roma o a Efeso... Questa frase fa pensare a molti che sia stata scritta a Roma e per casa di Cesare si intendano le persone che vivevano nell'ambito, appunto, del potere imperiale. Paolo era imprigionato nelle prigioni romane e quelli che svolgevano un servizio all'interno di questo ambito venivano indicati come casa di Cesare. Altri però sostengono che il senso dell'espressione si può estendere a tutte le città dove c'era una presenza del potere romano: un procuratore, un tribunale, un segno della presenza del potere di Roma. Ovunque si parlava di "casa di Cesare".

A noi però interessa meno l'individuazione del luogo; quello che ci interessa di più è che nella casa di Cesare c'erano dei cristiani, dei convertiti. Paolo forse li ha incontrati durante la prigionia e incontrandoli li ha convertiti al Signore: qualche guardia, qualche carceriere, qualcuno che svolgeva un servizio nell'ambito del potere romano. Anche costoro sono santi, perché sono ormai inseriti nella salvezza di Dio.  

A conclusione Paolo augura: "La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito" e noi sappiamo che ogni augurio di Paolo è un evento, un fatto.

Come i cristiani di Filippi al termine di questa lettera hanno sperimentato la pienezza della grazia del Signore nel loro spirito, così Dio voglia che anche noi dopo aver ascoltato e accolto questa lettera sperimentiamo la grazia del Signore Gesù Cristo in noi. Amen.